mercoledì 21 luglio 2021

Cappella Pantani e Spazio Pantani. Continua e termina il pellegrinaggio per il Pirata.

Dopo avere pedalato sulle strade del Giro e del Tour, sulle quali i posteri narreranno le gesta del Pirata, dopo avere percorso la sua salita preferita il Carpegna, dopo ancor prima, allenato regolarmente sulle strade che Pantani percorreva durante i mesi invernali, trascorsi con la Mercatone Uno, in terra Pontina, per preparare la stagione, eccomi giunto a Cesenatico, atto finale di questo mio pellegrinaggio. Oggi mi trovo nella Cappella Pantani, dove riposa il Pirata e i suoi parenti, e nello Spazio Pantani, museo multi mediale, dedicato al campione romagnolo, gestito dall'associazione sportiva dilettantistica ASD Amici di Marco Pantani, i cui proventi vengono devoluti in beneficienza e in attività sociali. Nello Spazio Pantani, c'è tutto quello che proviene da Pantani e dalla sua carriera, persino la sua prima bicicletta, i trofei, le schede biomeccaniche, le sue biciclette personalizzate maglie, caschi, oggetti personali, raccolte di giornali, libri e tutto quello che appartiene al pianeta Pantani. Nelle sale Alpe d'Huez e Mortirolo vengono proiettate materiale multimediale su schermi da 42 pollici. Voci ed immagini echeggiano e si stagliano nello spazio, e si evocano ricordi straordinari, tra i quali, gli inconfondibili commenti di De Zan e Cassani ("scatto secco di Pantani..." chi non lo ricorda pronunciato nella narrazione unica del grande De Zan), e qui sembra di ritornare indietro nel tempo, alla nostra gioventù e alla sua gloria. Uscito dallo Spazio Pantani, il presente, mi è sembrato tutto così stranamente lontano ( e non il contrario !), in particolare l'attuale panorama del ciclismo professionistico, tanto che mi è venuto da pensare, ancora una volta, e chi se ne frega, io rimango in quella dimensione temporale, piena di emozioni, come quelle che si sentivano quando il Pirata scattava e andava in fuga, entusiasmando il popolo italiano e non solo. 
Allego qualche immagine, tutte uniche e straordinariamente rivelatrici del fascino straordinario di Marco Pantani, le cui gesta nessuno potrà cancellare, ma solo invidiare. Io mi fermo idealmente qui, a Cesenatico. Saluti ciclistici. 







































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