venerdì 20 marzo 2026

Il ciclista amatoriale e il burnout #mentalcoach

Parlando da molti anni con i ciclisti amatoriali , ne conosco i pensieri comuni, i problemi....e allora ho pensato di scrivere alcuni post utili. Inizio con questo......
Pedalare significa anche dopamine, flow state, eccetera; ma sei davvero felice quando non pedali?
Se ogni volta che scendi dalla sella, senti un corto circuito, interrompere la felicità, allora, non smettere di farlo e cambia la vita o cambia vita. 
Quando senti quel peso, non lasciarti andare, pedala nella Natura, di cui sei parte, svuotati da ansia e paura....la tua mente, il tuo corpo ti sta inviando alert...devi "resettarti"...hai bisogno di ritornare ad essere te stesso....un corridore, un ciclista.....e cosa fa il corridore, il ciclista? Pedala e pianifica la prossima stagione agonistica, o la prossima uscita nella "riserva"...pianifica una nuova vita....siamo animali, abbiamo bisogno di seguire il nostro istinto e di vivere nella Natura....forse tu non sei un aziendalista, ma sicuramente sei un corridore, un ciclista, che quando non pedala, lavora! Quando parte la fuga o la volata, non puoi rimanere ancora nella pancia del gruppo, devi uscire al vento e andare incontro alla sfida! E allora devi fare "quel primo passo", che non ti porterà (subito) dove vorrai, ma almeno ti toglierà da dove sarai... è tempo di downshifting, cioè la soluzione pratica al disagio esistenziale a cui siamo costretti.. per perseguire il concetto di soddisfazione della vita, piuttosto che l'effimero successo lavorativo....scalando le marce, un pò alla volta....quando incominci a svegliarti con l'angoscia, con la paura, di recarti al lavoro.... calma e sangue freddo...è tempo di cambiamento...prima di finire travolto totalmente e definitivamente....prima di finire al limite ed oltre.....ma non preoccuparti....è il segno del destino e del cambiamento..... non possiamo essere "solo una persona", "una sola scelta".... l'unica cosa certa nell'evoluzione della vita, è il cambiamento....è inutile opporsi al "fluire dell'acqua"....è tempo per nuova vita, per essere felici. 


Lavoro, tutto qui ?! Ci hanno abituato al concetto che il lavoro sia tutto, "il tutto"! Ma quando trascorriamo una parte del nostro tempo significativa, lavorando, recuperando dal lavoro, compensando lo stress del lavoro, o facendo tutto quello necessario per trovare, prepararci e mantenersi al lavoro, quanto del nostro prezioso tempo sia davvero nostro, quanto siamo davvero noi stessi, quanto il lavoro sia davvero la propria vita? Non tutti riescono a trovare la felicità nel lavoro, a lavorare con gioia, per sempre.......ci sono persone fuori dagli schemi, prestati al lavoro, per necessità, o a fine carriera (perché c'è sempre una fine)....oppure ci sono persone che hanno realizzato il progetto iniziale......allora avranno bisogno del cambiamento, di vivere un nuovo sogno libero, di sentirsi finalmente fuori dalla gabbia, fatta di obblighi, di liberarsi dalla "devozione al lavoro"...perché non è sempre detto che il "piacere" di lavorare e lo sviluppo personale ad esso connessi, siano condizioni capaci di migliorare la vita e di farci sentire davvero felici......abitudine al lavoro non significa vivere felici....il lavoro ci logora senza esserne del tutto coscienti... il lavoro non ha tutta quella importanza esistenziale che pensiamo....il lavoro non dovrebbe consumare le persone...ma è così, ci consuma...ma cosa ci sarebbe di davvero grandioso nel lavoro, da pensare che tutti debbano lavorare per la maggior parte del tempo!? E' davvero un lavoro scelto consapevolmente, è davvero un lavoro che ci fa crescere, che ci fa ancora crescere? Insomma può accadere che il lavoro sia un adattamento che non porti gioia.....ma non puoi o vuoi rinunciarci....e allora la gioia andrà cercata e trovata altrove, fuori dall'ordinario...prima di essere travolti e portati al limite....prima che sia troppo tardi e diventi malattia.....non è mai troppo tardi per cambiare, per non avere rimpianti, per salvarsi...abbiamo una vita sola.... dobbiamo averne cura, trovando la "cura per l'infelicità"...non si può vivere secondo lo schema "produci e consuma".... ci rende dipendenti dall'effimero, ci controlla con il consumo compulsivo, ci rende schiavi di cose che non ci servono, che non ci rendono davvero felici.....togliere il superfluo, per essere liberi e quindi felici...."lavorare per pagare"......guadagnare 100, per spendere 100.... lavorare per recuperare dallo stress indotto dal lavoro....è un gioco truccato, non si vince......la pensione? E' assurdo attenderla e non risolve, anzi ..... e allora.... CAMBIAMENTO e soprattutto non smettere di pedalare... senza limiti...perché la bici ci SALVA.... ci emoziona e ci fa sognare, ancora, nonostante tutto e tutti ! Siamo ciclisti. Saluti ciclistici.

Nessun commento:

Posta un commento