martedì 1 luglio 2014

Test Bike: DT SWISS RRC 32 T DICUT ( il test continua per valutare anche l'affidabilità)




Prima una doverosa premessa. E' da molto tempo che invito le case produttrici ad usare ed incentivare il test bike e il canale del blog, i più efficaci mezzi per promuovere un prodotto, in tempo reale ed obiettivo.  I test bike pubblicati sul web servono eccome. Prima di questo test nessuno aveva recensito e pubblicato un commento tecnico sulle DT SWISS 32 T DICUT e come è noto, il consumatore non è disposto ad investire del denaro, se non ha notizie affidabili e precise da ciclisti esperti. Questo test bike ne è l'ennesima dimostrazione: la ruota test è usata dai professionisti del team IAM Cycling, ciò nonostante nel mondo dei ciclo amatori ( quello che acquista i prodotti) non c'erano notizie di prove su strada. E' servito alla DT Swiss pagare questo team per fargli usare le ruote ? Se fossi stato responsabile marketing della DT SWISS, avrei fornito ai rivenditori autorizzati, quattro ruote test dei modelli di punta gamma carbonio ed alluminio, per consigliare la clientela. Il consumatore non informato è un consumatore allo sbaraglio, un cliente perso; e che dire dei produttori che regalano biciclette, ai conduttori radiofonici, i piloti di F1 e delle moto bike, i cui fans sono tutt'altro che ciclisti: è evidente che questa promozione del prodotto non può avere alcun riscontro nelle vendite. Ma a cosa serve questo spreco di soldi ? Meglio sarebbe stato donarle ai ragazzi che pedalano nel Terzo Mondo, almeno avremmo avuto futuri campioni. Tutto si evolve e questa comunicazione pubblicitaria si dimostra superata. Alcuni brand iniziano a pensare a mezzi di promozione più efficaci. Per esempio, Trek, già da qualche anno, ha abbandonato l'Eurobike, preferendo il canale del bike test per fare conoscere i prodotti. In questi giorni anche Specialized ha deciso di fare lo stesso. I loro responsabili del marketing hanno compreso il momento della svolta: le risorse vanno impiegate per migliorare il  contatto diretto con i consumatori. Ringrazio la ditta Falasca Group,rivenditore autorizzato DT SWISS, precursore dei test bike sul mio blog, che dimostra di avere attenzione per la clientela e soprattutto capacità di aggiornarsi nella comunicazione, fornendo una dinamica e sicura informazione. 
Presentazione della ruota DT SWISS RRC 32 T DICUT. La DT Swiss è un grande e prestigioso produttore di mozzi e di raggi per ruote da strada e MTB. Molti brand usano questi prodotti, come per esempio la Bontrager, la Lighweight. Persino le migliori ruote assemblate vengono realizzate con questi componenti. La DT Swiss produce la linea delle ruote in carbonio nello stabilimento ubicato in Svizzera. La DT SWISS  ha sedi secondarie in Polonia, USA, Francia, Germania e Asia.  
Il modello in prova è fabbricato in Svizzera con le tecnologie DICUT, Ratchet System, RWS. 
Perchè DICUT ? La scelta del nome deriva dal particolare taglio delle flange dei mozzi: la forma del taglio dei diamanti, appunto DICUT, acronimo di diamond cut. Questo taglio unico sul corpo dei mozzi, comporta effetti sulla rigidità e sulla trasmissione della forza motrice. DICUT è un brevetto DT Swiss riservato alle ruote di alta gamma. DICUT significa anche costruzione di  cerchi in carbonio che garantiscono dissipazione del calore generato in fase di frenata; raggi dritti abbinati ai mozzi con flange over size, per un rapporto ottimale peso/rigidità. Il cerchio in carbonio è composto da due sezioni, una destinata specificatamente per la frenata, realizzata con carbonio ad alto modulo ( molto resistente) e trama 3K, mentre il resto del cerchio è costruito utilizzando carbonio unidirezionale, particolarmente indicato per la sua rigidità. La pista frenante si presenta strutturata ed uniforme al tatto, indice di qualità. Il cerchio presenta una struttura toroidale per migliorarne l'aerodinamicità, con una sezione da 21 mm ed  un altezza di 32 cm. La DT Swiss consiglia l'uso di tubolari non inferiori a 19mm e non superiori a 22mm. Ma come dimostrato con la foto, su questa ruota può essere utilizzato anche il tubolare da 23 mm. Sulla sezione del cerchio, va fatta una glossa: ci sono alcuni marchi prestigiosi, tra i quali appunto la DT SWISS, che continuano ad adottare cerchi con sezione da 21 mm; mentre altri marchi, adottano, un cerchio con sezione maggiorata, da 23, 27, 27,5 mm, ritenendo che una seziona maggiore, migliori l'aerodinamica. Francamente provando le diverse sezioni, ho trovato più reattiva una ruota con sezione da 21 mm, piuttosto che da 27 mm. In termini di aerodinamica, credo che conti molto il profilo del cerchio; per esempio, nel caso della ruota DT SWISS in prova, la struttura toroidale,  su una sezione da 21 mm consente di avere una ruota reattiva, quindi molto adatta alla salita con ottima accellerazione, ma anche una capace penetrazione al vento. E' appena il caso di precisare che la sezione da 21 mm è adottata dalla DT SWISS anche per la versione da 46 mm, tanto per far capire la diversa valutazione tecnica operata dal marchio svizzero. Il mozzo con sfere in acciaio di alta gamma, è realizzato con il brevetto Ratchet System: il sistema della ruota libera utilizza cricchetti di precisione, non necessita alcuna manutenzione e garantisce la massima affidabilità. La ruota anteriore presenta 20 raggi in configurazione radiale; la ruota posteriore invece 24 raggi incrociati in seconda (incrociati su entrambe i lati). I raggi della ruota posteriore sono diversamente tensionati: quelli posizionati sul lato dei pignoni hanno una tensione maggiore di quelli opposti. I raggi hanno la testa dritta, in modo da eliminare il punto debole del raggio, il "gomito", nella parte che si inserisce nel mozzo. Il raggio della DT Swiss è realizzato con forgiatura a freddo con verniciatura brevettata e ha un doppio spessore, più sottile al centro che alle estremità, per aumentare l'aerodinamicità, diminuire il peso e per favorire l'elasticità, e quindi il confort. I raggi a "cappella",  non ruotano sotto carico o durante la centratura, mantenendo in tal modo, non solo l'aerodinamicità, ma anche la rigidità e la sicurezza. Sul punto va detto, tanto per fare capire l'importanza della scelta della metodologia della costruzione della ruota, che sotto la coppia motrice, specialmente a bassi giri, i raggi di trazione tendono a tirarsi e i raggi conduttori a curvarsi maggiormente. Lo spessore alle estremità li rende tanto robusti nelle aree a maggior stress, quanto i raggi dello stesso spessore su tutta la loro lunghezza; la sezione centrale più sottile rende il raggio più elastico. Questo gli consente di stirarsi (temporaneamente) maggiormente rispetto a un raggio con più spessore. Di conseguenza, quando la ruota è soggetta a un repentino stress localizzato in una certa area, i raggi più sollecitati dallo stress possono così suddividere il carico sui raggi adiacenti. Maggiore il fattore di limitazione e di  stress che  può sopportare il cerchio prima di rompersi in corrispondenza dei fori dei raggi.
La RRC 32 T DICUT ha una spiccata rigidità laterale perché ha una flangia over size con minima distanza dal cerchio; un cerchio in carbonio UD; raggi con tensionatura specifica a cappella, con testa dritta, e raggi incrociati in seconda sulla ruota posteriore.
Il sistema di sgancio rapido è il brevettato RWS ( wheelmounting), già utilizzato con successo dalla DT SWISS nelle famose ruote da MTB ed è diverso dal Quick Release,come spiegherò nel test. 
Le decalcomanie sono realizzata ad acqua per non incidere sulla aerodinamicità, per evitare che si stacchino e per avere un peso pari quasi a nulla. Non sono adesive. 
Le ruote sono compatibili con le undici velocità Shimano e con tutti i sistemi ad undici e dieci velocità.  
Il peso: 1090 grammi nominali, 1090 grammi reali. Nessuno scostamento. Indice di serietà. Lo scrivo e lo sottolineo; è da un pò di tempo, che alcuni marchi si comportano in modo discutibile, sotto molti punti di vista: i loro prodotti vengono indicati sui cataloghi con un peso più basso di quello reale; in particolare ciò avviene sulle ruote e sui telai. Ebbene la DT SWISS non è tra questi produttori; è una ditta affidabile, mantiene la parola dati ai consumatori.  
ATTENZIONE. Le DT SWISS RRC 32 T DICUT hanno una limitazione di peso; non possono essere usati da ciclisti che pesano più di 90 kg. 

TEST su STRADA.
Premetto che il test è ancora in corso. E' qualche mese che sto testando le ruote, in modo che possa valutarne anche l'affidabilità. Ho testato il precedente modello, con il profilo da 46 cm, in occasione della prova su strada del Bianchi Oltre (ecco il link DT SWISS RRC CARBON) . Questa volta ho potuto scegliere tra la versione con cerchio da 32 cm e quella con cerchio da 46 cm. Ritenuto che i due modelli cambiano solo nell'altezza del cerchio, ho preferito valutare lo standard delle ruote in carbonio DT SWISS, testando il profilo più versatile, aggressivo e leggero della gamma. Volevo testare, quanto una ruota di alta gamma DT SWISS,  fosse capace di aggredire la salita e non subirla; il banco di prova più impegnativo per una ruota, è la salita, dove non basta avere una ruota leggera, per salire bene, ma bisogna che abbia una particolare rigidità e un ottima guidabilità in discesa; caratteristiche queste che servono anche in pianura e sui percorsi vallonati. La mia prova su strada, inizia con una premessa: la 32 RRC T DICUT ha la rigidità laterale di una ruota con profilo alto e la reattività e la facilità di guida del profilo medio. Una ruota completa, che diverte il ciclista e che per quanto concerne le prestazioni, mette d'accordo i cultori del profilo alto e medio; dunque possiede tutti i vantaggi dei due profili, ma senza gli svantaggi del profilo alto.
La 32 RRC T DICUT, non ha caratteristiche principali, è una ruota completa. E' maneggevole e precisa nella guida, persino nei momenti più difficili, come l'inserimento veloce in curva. La rigidità laterale mi ha sorpreso e mi ha ricordato quella delle ruote con profilo alto: in particolare, ne ho apprezzato la spiccata rigidità, in fuori sella, quando si avverte una marcata rigidità laterale, soprattutto nell'inclinare il manubrio; e quando da seduto spingevo e sentivo la forza della pedalata scaricata fedelmente sulla ruota posteriore. Le 32 RRC T DICUT danno una sensazione diffusa di sicurezza, nessuna criticità, in ogni condizione; in discesa non costringe a correzioni repentine. La scorrevolezza si avverte subito sin dalla prima pedalata: eppure i mozzi erano in fase di rodaggio ! Ottima la resa delle sfere e dei cuscinetti in acciaio del mozzo DT SWISS. Ma non è una novità quando si parla di mozzi DT SWISS. Le ruote scorrono, sono fluide, rilanciano ad ogni occasione, si guidano con estrema intuizione e facilità: insomma queste ruote divertono. Le RRC 32 T DICUT aggrediscono la salita, in ogni pendenza. Il peso leggero aiuta, tant'è che in nessun caso, ho avvertito la necessità di rilanciarle, spingendo sui pedali; ho solo usato bene i rapporti della trasmissione. La ruota è molto reattiva; asseconda la variazione di ritmo, in modo istantaneo, e "l'accelerata", è possibile anche da seduto. Un bel risparmio di watt, se si pensa che in fuori sella, si spreca più energia e il sangue deve affluire non solo alle gambe, ma anche alle braccia e alle spalle. Tempo fa un ciclista appassionato di salite e di misuratori di potenza, mi spiegò i dati che aveva rilevato, su una salita media di 7 km; quantificò un risparmio del 3,5 %, che corrisponde ad un vantaggio di 50 secondi e un risparmio di 10 watt. Francamente non dò molta importanza ai dati rilevati dai computer delle biciclette; quello che posso dire, con sicurezza, è che in salita, per andare forte, non servono solo gambe, cuore e testa, ma anche un paio di ruote leggere e rigide. 
Il confort delle RRC 32 T DICUT, si avverte sulle asperità e sulle lunghe percorrenze. Il tubolare nuovo ha contribuito, ma è la struttura dei raggi ad essere stata congegnata in modo da filtrare le irregolarità dell'asfalto. 
Testata con l'attacco di una salita al 15%,  non ho avvertito nessun cedimento laterale della ruota posteriore, più soggetta alla forza impressa dalla spinta sui pedali, in fuori sella; altrettanto positiva è stata la risposta della ruota anteriore, rigida lateralmente. Insomma e' una ruota che non flette sotto sforzo. Testata su discese tecniche lunghe circa 14 km, con pendenza media del 6%, e in alcuni tratti con pendenza massima fino al 12%, la frenata si è dimostrata sicura ed uniforme, ed è stata facile gestirla, senza che richiedesse una particolare forza sulle leve; in ogni condizione, anche sul bagnato. L'esperto discesista potrà divertirsi; il neofita o i prudenti si sentiranno sicuri. I tecnici svizzeri hanno fatto un buon lavoro, aggiungendo specifiche  pelli di carbonio, sulla pista frenante;  e se ciò ha comportato, rispetto al modello precedente, un aumento di peso, ha però migliorato la frenata. Ho usato tacchetti in sughero Corima in modo da verificare la differenza nella frenata fatta con gli stessi tacchetti, ma con altre ruote full carbon. 
Torno a ripeterlo: mi sono divertito a pedalare con le DT SWISS 32 T DICUT. Lo scrivo con la consapevolezza di avere testato un prodotto di qualità assoluta. Merita tutta l'attenzione da parte dei consumatori. Unico dato che non posso rilevare è la longevità e l'affidabilità nel tempo della ruota. 
Mi piace ed è ben curata la verniciatura bianca dei raggi che su un telaio soprattutto nero, "illumina" la resa cromatica. 
Ho avuto solo qualche problema, la prima volta, nell'uso dello sgancio rapido; si avvita allargandola e si blocca, automaticamente, lasciandola. In tal modo non solo si serra meglio e più facilmente, ma a mio avviso, si evita che il dado zigrinato, girando, rovini il forcellino in carbonio della forcella. 
Merita un cenno la buona dotazione di serie: le borse porta ruote, belle, imbottite e comode nel trasporto; la confezione di pattini Swiss Top per cerchi in carbonio; utensili per la registrazione dei raggi; la ghiera.   
CHAPEAU, DT SWISS. 

Aggiornamento test su strada ( maggio 2014). Montati tubolari top di gamma, Tufo Elite Pulse. Migliorata sensibilmente la scorrevolezza e migliorata anche la reattività della ruota. 

Pagella:
Guida: voto 10
Reattività:  voto 10
Rigidità laterale: 9
Scorrevolezza: 9 
Confort: 9
Frenata: voto 9
Peso: 9 
Qualità della lavorazione della ruota: 9















La prova che anche il tubolare da 23 può essere montato senza problemi 





























peso corpetto shimano/sram

peso corpetto campagnolo

il migliore collante per i tubolari dell'era moderna: il biadesivo TUFO



 .....testate anche sulla Cima Grappa clicca qui, sul Passo Pian delle Fugazze ed Ossario del Monte Pasubio clicca qui , sul passo Manghen clicca qui, sul passo Croce d'Aune e sul Monte Avena clicca qui.

















34 commenti:

  1. Complimenti per il test completo ed esauriente come sempre . Per chi fosse interessato all'acquisto un ottimo punto da cui partire . Avendole gia provate confermo i blocco quello che hai scitto .

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  2. A dimenticavo , grazie per avermi definito parte del gregge dal momento che su una delle mie 3 coppie di ruote uso i Continental Competition che ritengo assieme agli altri componenti del gregge i migliori tubolari sul mercato assieme a qualche altro . In questa elite non metto i Tufo che considero una via di mezzo tra tubolari e copertoncini per i motivi che ho gia spiegato sul test che hai fatto ai Competiton .

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  3. Complimenti al Drago per la bilancia !!!

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  4. Almeno un costruttore che rispetta i pesi che dichiara . Non e' un caso perché quelle testate da me pesavano 1182 g la coppia , addirittura meno del dichiarato . Complimenti DT !

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  5. La nostra "disputa" sui Tufo/Continentale Competition è proverbiale; oramai stai diventando famosa come la foto di Coppi e Bartalli con la borraccia; anzi è diventata famosa come la nostra foto sul Giau.
    Sai meglio di me che per "gregge" è da intendersi la maggioranza dei ciclisti, che per non sbagliare, usano i prodotti che usano gli altri. Non è il caso tuo, che hai sempre testato i prodotti che usi; ma non posso non considerare che nonostante ciò, ti ostini a scegliere i competition pur di avere un grip eccessivo, a danno della scorrevolezza. Per chi come te sa andare sulla bdc non c'è bisogno di un grip che rallenta il rotolamento; quello va bene a quelli che hanno paura della discesa e di piegare in curva.
    Ci sono anche i Tufo che hanno grip esagerato; ma non li uso.
    Uso i Tufo che hanno il grip necessario e maggiore scorrevolezza....e sapessi che sensazione piacevole ho avuto, quando dopo qualche mese sono ritornato ad usare i Tufo.....scorrono che sono una meraviglia, pensa quanta energia si risparmia, e quanto attrito in meno, consuma il tubolare. Non è un caso che sui 3000 km il posteriore competition era molto usurato. Va bè che pedalo quasi sempre in salita, però c'è qualcosa che non va.
    In effetti mi chiedo perchè li usi....va bè nessuno è perfetto !!! Aahahahahahahhahaha
    Ciao Vecio

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  6. Non e' che per caso sono le ruote DT che scorrono meglio delle Zipp ? Come mozzi le Zipp non hanno mai brillato per particolari prestazioni mentre come hai peraltro scritto anche te fornisce i propri mozzi anche a marchi molto blasonati .

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  7. Inoltre trovo strano che un tubolare di media gamma risulti piu' scorrevole di un top gamma . Io dico che piu' grip ho piu' piego e piu' sicuro sono e quando devi fare discese da 15-20 km il grip conta eccome . Inoltre considera anche che io esco anche con strade umide , sporche e talvolta anche bagnate quindi in questi frangenti preferisco avere il massimo della tenuta . Poi questa tutta non scorrevolezze dei Continental proprio non la sento , almeno a 10 atm io li sento scorrevoli .

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  8. @ Vecchia
    Per evitare incomprensioni nel test ho scritto appunto " avevo dimenticato la particolare scorrevolezza" dei Tufo. E' appena il caso di precisare che uso da tempo i Tufo, come tu sai.
    E' vero che le DT SWISS testate hanno dei mozzi scorrevoli, ma ti assicuro che sono scorrevoli, anche i mozzi delle 202.
    Superfluo osservare che le prestazioni del tubolare si leggono anche dalla struttura del battistrada. Quello dei competition è completamente zigrinato; mentre quello dei tufo che ho usato, la parte centrale, è liscia, a punta. Dunque è inevitabile che i competition siano meno scorrevoli. Gli Hi Composite Carbon scorrono alla grande anche a 9 atm; mentre per avere una scorrevolezza buona i competition devono essere gonfiati almeno a 10 ATM. Per me che peso 62 kg non è stato ideale il gonfiaggio a 10 ATM: troppo gonfi.
    Ribadisco che i Tufo testati hanno un buon grip.

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    1. E su grip dei Tufo possiamo essere concordi . Riguardo la pressione io peso 66 kg circa pero' pur essendo leggero per evitare forature tengo sempre il posteriore a 10 e magari 'anteriore che ha meno carico di peso faccio 10 scarsi diciamo 9,5 . Se parliamo invece d tubolari che tendono a perdere pressione in partenza dei lunghi sto quel mezzo bar sopra ma non e' il caso di Continental e Tufo che la pressione la mantengono costante .

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  9. Altra cosa che posso confermare sui Tufo e' la notevole rapidita' nella scesa in piega e nello spostamento laterale grazie al profilo a punta . Questo vale per i Composite , gli Elite Jet da 160 g e quelli minori di 215 g di cui non ricordo il nome . Invece i Pulse hanno struttura piu' arrotondata come i Continental o gli Ultremo per cui sono meno veloci in piega ma garantiscono piu' appoggio in curva . Dipende dai gusti , non si puo' avere tutto .

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  10. Complimenti a Claudio per l'eccellente report e ben ritrovato Vecchia

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  11. Bella recensione .
    Quando avremo modo di incontrarci sarei curioso di un tuo giudizio sulle mie attuali ruote, delle AX Lightness srt42 . Profilo 42mm larghezza 21,5 . Montate con mozzi DT 240 straightpull e raggi aerolite . I cerchi reggono un tiraggio di 1300N ... Prima avevo le Vision TC50 , queste oltre a pesare 4 etti in meno ( 1053 gr ) sono davvero più comode e rigide , lo noto nel fuori sella che non toccano mai i pattini cosa che con le vision invece accadeva nonostante li registrassi bene.
    Uso i pattini black Prince, ottima frenata anche sul bagnato

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  12. @Alberto Milani
    Grazie Alberto. Contaci, lo farò.

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  13. Dimenticavo di chiederti se hai fatto la modifica della star rachet a 36 denti
    L'ingaggio della ruota risulta molto più rapido .
    Pensa che nelle ruote top di gamma della trek ( che usano mozzi dt ) hanno usato 52 denti !
    Però ancora non si trova come ricambio
    Io nelle mie AX che montano i dt240s straightpull ho messo l'upgrade e noto un miglioramento nelle ripartenze della pedalata

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  14. @ Alberto Milani
    la ruota testata è una top di gamma DT SWISS quindi non poteva che avere un 52 denti.
    Guarda le foto, li puoi contare facilmente: 26 x 2.
    Per il ricambio chiedi a falasca.

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  15. Claudio, ho letto le prove delle dt SWISS e delle zipp 202 e delle aeulos 3, più o meno sono nella stessa fascia, le dt mi sembra di capire siano superiori alle altre due. Non volendo tradire il mio negoziante sceglierò però fra zipp e bontrager queste mi piacciono di più ma sto aspettando news sulla pista frenante dedicata... Il mio rivenditore dice che dalle sue fonti non è emerso che la gamma 2015 sarà aggiornata rispetto alla 2014 ma vista la mia insistenza si informerà meglio... Tu che faresti?

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    1. Io prenderei le DT SWISS ( considera anche che le Bontrager montano mozzo DT SWISS). Fatti fare un preventivo da un rivenditore autorizzato DT SWISS ( per esempio contatta Falasca se lo vuoi). Non si tratta di tradire il proprio negoziante, si tratta di prendere un prodotto che vale e che piace. Se poi esistono ancora negozianti che ragionano con la mente della bottega, questo non lo so. In fondo lui non le vende e se ti piacciono dovresti rinunciarci solo per questo ?
      Le ho provate tutte e tre. Sono tutte e tre modelli che danno soddisfazioni, ma le svizzere le preferisco.
      Per quanto riguarda la vendita al pubblico delle nuove bontrager aeolus, le mie foto parlano chiaro, esistono e sono utilizzate dai corridori prof. Quando saranno vendute questo non so dirtelo. Considera che i brand tendono sempre a conservare il segreto fino all'ultimo; magari nei prossimi mesi, le vedrai in vetrina, oppure ci vorrà l'autunno o chi sa quando. Le foto che hai visto parlano chiaro e sono un anteprima assoluta che non mi è sfuggita ad una tappa del giro d'Italia 2014.

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    2. Falasca è anche rivenditore Zipp e Bontrager. Questo per dirti,a prescindere, che credo nel prodotto DT Swiss testato e che come ho scritto sto continuando a testare per essere sicuro anche della sua affidabilità. Ad oggi tutto ok e le sto sottoponendo a test duri.

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  16. Ciao Claudo, su clicloonline è uscita la prova delle bora ultra Two 35, che ne pensi? A me sembra una ruota valida, hanno rimarcato ciò che tu fai molto presente nelle tue prove, piste frenanti... Dal punto di vista estetico, giudizio mio personale ovviamente, dico che sono belle, dal punto di vista della qualità del prodotto hanno dei cuscinetti a mio avviso fra i migliori, gli stessi montati sulle fulcrum zero che ho e devo dire che girano veramente bene... Per il resto non avendole non mi esprimo, mi ripeterò ma visivamente sono veramente ben fatte...

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    1. Ciao Diego.
      Non leggo più i test sul web. Ho superato quella fase della mia vita ciclistica, mi sono messo in proprio.
      Come tu sai, ho testato le Bora Ultra, le Bora Ultra Two, e le Hyperon Ultra Two. La Hyperon Ultra Two è più rigida lateralmente della Bora. Ti sembrerà anomalo, vista l'imponenza del cerchio delle Bora, ma ciò che conta è la raggiatura. Dopo avere testato le DT Swiss posso dire che le Bora sono inferiori anche in termini di rigidità laterale. D'accordo sono scorrevoli i mozzi campagnolo, ma non pensare che i mozzi delle DT Swiss "pettinano le bambole". Con la Bora 35 la campagnolo ha cercato di risolvere il problema delle piste frenanti dopo i casi di bolle, come è capitato a me; sul punto ti rimando al test delle hyperon dove ho messo la relativa foto. Non ho testato le 35, ma la raggiatura e il cerchio ( a parte la pista frenante) sono uguali. Non mi aspetto una performance migliore delle bora ultra two, a parte la risposta in frenata ( spero). Sulla reattività non penso che ci siano grosse differenze, tra la bora da 50 e da 35: il peso è uguale e quindi il vantaggio della minore altezza del cerchio, che normalmente insieme ad un risparmio di peso, la rende più reattiva, in fase di spinta, è annullato.
      Ovviamente sono pronto a ricredermi testandole. Ma non è facile testarla, "fuori dal gregge". Per cui posso solo consigliarti quello che ho provato. Vai di DT SWISS e non ci pensi più.

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    2. Aggiungo che la ruota campagnolo full carbon in questi anni non ha subito innovazioni concrete. Il cerchio è sempre lo stesso; il mozzo è sempre di classe Record, con cuscinetti cono calotta; la raggiatura e il peso idem. E' vero che squadra che vince non si cambia, ma questo funziona solo nel calcio; nell'industria ci si innova migliorandosi. Una pista frenante diversa, non cambia la sostanza; del resto una rondine non fa primavera.
      Insomma sto aspettando ancora una ruota campagnolo/fulcrum full carbon davvero NUOVA.

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  17. Buongiorno Claudio e scusa che ti rispondo solo ora... Nel farti presente che nel web c'è il test delle bora ultra two 35 volevo solo provocarti un pò, in quanto sei sempre stato molto chiaro, nelle tue prove, su cosa pensi delle ruote campagnolo/fulcrum. Penso di farti cosa gradita dicendoti che la cosa che mi ha fermato nell' acquisto delle fulcrum 35 è che ho preso molto in considerazione i tuoi test e da questi ho iniziato a valutare una ruota sotto vari punti di vista arrivando anche al punto di vendere le mie Bontrager Aeulos 3 che erano praticamente nuove. l' ho fatto perchè ero convinto di avere una buona ruota ma vedendo le foto che hai riportato nel blog ho creduto di avere una ruota ormai vecchia sotto un certo punto di vista e quindi ho cercato di monetizzare il più possibile per poi rinvestire la somma realizzata in un prodotto che se non altro in futuro non potrà avere radicali trasformazioni e migliorie e quindi per quanto sempre abbastanza attuale. fatte queste considerazioni nell' acquisto di un componente quali posso essere le ruote, oltre all' analisi del prodotto singolo analizzo poi su che bici va monatata e non per ultimo l' impiego che ne farò di tali ruote e credo debba anche considerare le mia capacità fisiche, nel senso se sarò più o meno in grado di sfruttare tutte le caratteristiche tecniche che avrò acquistando una ruota piuttosto che un' altra e anche se vale la pena spendere tanti soldi per una coppia di ruote che magari utilizzerei solo per poche migliaia di km nell' arco di tutta la loro vita che saranno in mio possesso... Questo per dirti che non sono uno che guarda solo al top ma sceglie anche con giusta misura le cose... Fatta questa premessa ti dico che vedendo le DT SWISS 32 DCUT sono convintissimo che sia un prodotto di elevatissima qualità però non credo di prenderle per il semplice fatto che nei paraggi non ho un punto di assistenza e trattandosi di ruote di un certo tipo per me la cosa è fondamentale, un piccolo neo, non hanno le nipples dei raggi esterni, mi sembra di capire dalle foto. Le Fulcrum per i motivi di cui sopra le ho accantonate anche se il limite di peso dell' atleta che ci pedala sopra è di ben 109 kg, dettaglio questo che la ruota seppur datata è sicura e affidabile nel tempo ma come detto l' ho posteggiata come opzione. Mi sto posizionando sulle zipp 202 o 303, considerando anche che le monterei su una Specialized l' abbinamento sarebbe perfetto, ho strizzato l' occhio a queste perchè tecnologiacamente ho capito essere un prodotto avanzato, di facile manutenzione, nipples esterne al cerchio ad esempio e pure robuste nonostante il peso ridotto e che il peso dell' atleta non debba essere superiore ai 90Kg. Ho trovato un' occasione da un mio amico che vende una coppia 202 del 2013 con appena 1.000 km, tenute benissimo, potrei prendere le 303 per le corse veloci in circuito e queste 202 per le cronoscalate, i giri lunghi in montagna e non solo. Ultima opzione le nuove Bontrager, queste non hanno limite di peso, nipples esterne, mozzi DT SWISS 180 e dal punto di vista estetico si sposa anche bene con parecchie bici vista la sobrietà del prodotto, tecnicamente poi basta leggere le tua prova, il 20 luglio mi pare ci siano le prime presentazioni ufficiali alle fiere e quindi qualcosa si potrà vedere meglio. Altra opzione, forse ti deluderò o stupiro positivamente, sono le miche supertype 358rs, cerchi con pista frenante dedicata, leggere, nel complesso un buon prodotto, non mi convince tanto la differenziazione dei profili del cerchio, se fossero tutti e due da 38 mm come l' anteriore sarebbe un' abbinata niente male... Come avrai capito mi sono aggiornato parecchio...

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    1. scusa la domanda: ma quanto pesi ?
      Il nipples esterno ha degli svantaggi in termini di aerodinamica. A che ti serve il nipples esterno ? In caso di registrazione dei raggi o di rottura dei raggi occorre comunque smontare il tubolare. La ruota deve essere registrata completamente e lo si fa meglio con la ruota nuda.

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  18. Claudio sei per caso andato a vedere il sito del mio paese? www.costalta.it fatti gli occhi con qualche veduta che troverai li...

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    1. L'ho visto adesso. Dalle tue parti bisogna avere necessariamente, una bicicletta leggera con delle ruote da salita.

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    2. ...e da discesa. Quindi ti sconsiglio ruote ad alto profilo.

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  19. Il mio paese si chiama Costalta ed è una frazione del comune di San Pietro di Cadore, nel raggio di 50km posso raggiungere le Tre Cime di Lavaredo, Passo Mauria, Passo Pura, Sella di Razzo, Passo Monte Croce Comelico, Passo Sant Antonio, praticamente non ho un metro di pianura... In questi posti visti gli inverni particolarmente lunghi le ruote in carbonio non sono consigliate, io le uso prevalentemente in gara, che per la maggior parte sono in circuito... Fortunatamente da qualche tempo ho la possibilità di spostarmi in Friuli nei fine settimana e li lo stato delle strade è decisamente migliore e quindi permette l' impiego di certe ruote... Il mio peso purtroppo non è costante, nei tempi d' oro sono arrivato a 72 kg. ora navigo fra i 74/75 nel periodo estivo per arrivare ai 77/78 in inverno, non perchè in inverno abbandono l' attività sportiva ma pratico altri sport non potendo pedalare, sci da discesa, risalite con gli sci d' alpinismo e palestra e quindi la muscolatura diventa più pesante... Per la questione delle nipples esterne, ok per danni gravi la ruota va riparata priva di tubolare ma per una semplice centratura no. Mi è capitato spesso di dover gareggiare un bel pò di tempo con la ruota scentrata per non togliere il tubolare e doverlo poi sostituire, faccio presente che la mia attività agonistica è prettamente amatoriale e di conseguenza non è che il materiale mi viene regalato, di conseguenza si impara in fretta a dover fare attenzione a certe cose. Per la questione aereodinamica sicuramente influiranno negativamente ma alla fine devo stare con i piedi per terra in quanto non vado a fare il giro d' Italia o il Tour de France e inoltre stiamo parlando di ruote che se non saranno le DT SWISS, potranno essere Zipp o Bontrager, usate da gente come Contador e Cancellara, non è che passo dalla ruota in carbonio a quella in legno... Volevo solo dire che tu dici bene che quando si sceglie una ruota bisogna sapere cosa si compra e possibilmente puntare al meglio che si può avere, io aggiungo, che una volta inquadrato il livello qualitativo del prodotto bisogna scegliere quello che fa più alle proprie esigenze dovendo accettare anche qualche compromesso... Fai conto che per l' assistenza tecnica della bici mi faccio 100km a volte solo per una semplice manutenzione... La vita in montagna è bella, sana ma non regala niente e di sicuro non agevola uno come me che ha la passione nel sangue per pedalare e per l' agonismo. Oggi si è vista la neve sulle cime più alte e credimi che non fa caldo...

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    1. In teoria, ma in pratica, la ruota la centrano meglio ed è preferibile togliendo anche il tubolare. Sei a limite con il peso. Quindi hai bisogno di una ruota senza limiti di peso, cioè la Bontrager. La 202 e la dt swiss del test hanno il limite di 90 kg. Non condivido l'abbinamento di facciata tra telaio/ruote: per esempio trek bontrager oppure zipp/specialized. Personalmente monto le ruote con un criterio meramente tecnico.
      Comunque se sei così distante dal centro assistenza, allora tanto vale che le prendi da falasca: in caso di rottura le spedisci con corriere e arrivano il giorno dopo, senza muoverti da casa; ti fa l'assistenza e te le rispedisce a casa. Ovviamente è solo un consiglio, visto il fatto che vivi in montagna.

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  20. Ciao, ovviamente la mia è solo un'opinione personale sul fatto che zipp si sposano bene con specialized e bontrager con Trek ma io stesso uso ruote a mio gusto... In quanto al consiglio che mi dai è molto gradito e ci sto facendo un bel pensiero, magari sento di persona Falasca e gli chiedo anche come comportarmi in certe situazioni in quanto a sto punto è ora che impari un pò di meccanica... Ho visto la vostra scuderia Trek, niente male, spero che se mai capiterà di incontrarci non mi svernicerete.... Buona serata

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  21. salve , sono nuovo sul tuo blog o sito , si dice cosi? devo fare una scelta di un paio di ruote , lo so le domande sono tante , utilizzo ed tante altre cose , sono un neofita da sei anni a questa parte , ascolto pareri e consigli , piace il pensiero dell altre persone, per ciò che io possa sapere, apprezzo molto ciò che tu scrivi , i prodotti sono dtswiss rrc 32 dicut t , e mavic r-sys slr c diverse e non poco , se possibile un tuo parere grazie buona serata

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  22. Ciao Andrea sono due ruote diverse non paragonabili una ha il cerchio in carbonio e l'altra in alluminio. Non basta un raggio in carbonio per rendere una ruota migliore. Preferisco la full carbon con raggi in acciaio il cerchio in alluminio e' inferiore a quello in carbonio soprattutto ora che la frenata su quest'ultimo e' quasi uguale e comunque assolutamente efficace

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