giovedì 8 maggio 2014

Quello che non dicono sui tubolari a sezione maggiore di 23 mm.

E' da qualche anno che le dirette TV delle corse professionistiche, si infittiscono di indicazioni sui materiali tecnici, spesso non precise. In particolare è opportuno fare chiarezza sui tubolari con una sezione maggiore di 23 mm,  sezioni concepite per il pavé, le strade impervie e dissestate, di solito coperte da fango, in giornate piovose, tanto per capirci, quelle delle Strade Bianche, della Parigi - Roubaix, dove è necessario, un comfort ed un aderenza (se gonfiati ad una pressione bassa come è necessario fare per i tubolari over size), maggiori rispetto a quello necessario per l'uso su strada asfaltata. Fino a qualche anno fa, l'industria, ha sostenuto, che una sezione inferiore ai 23 mm, fosse più scorrevole; e del resto questo rimane ancora il parametro per diversi produttori, che continuano a realizzare ruote, con cerchio largo 19/21 mm, che non necessitano di coperture con sezione superiore ai 23 mm. Da qualche anno, alcuni produttori statunitensi, hanno iniziato a produrre ruote con sezione maggiorata (alcune testate su questo blog), che necessitano di coperture con sezioni superiori a 23 mm.  Allo stato attuale, non ho letto alcuna prova tecnica, obiettiva e documentata, che spieghi perchè un tubolare con una sezione maggiore di 23 mm, dovrebbe essere più scorrevole; ciò nonostante ho sentito qualche commentatore televisivo, peraltro noto, che spiegava con assoluta convinzione verbale, che il tubolare over size (come preferisco chiamarli), sono più scorrevoli! Niente di più approssimativo.  Di parole se ne possono dire a iosa; di documenti tecnici obiettivi, che lo provano, invece non ce ne sono.  Ho avuto modo di provare il Continental Competition da 25 mm, testando le Lightweight Meilenstein e le Obermayer, e posso dire che non ho trovato alcun miglioramento in termini di scorrevolezza; anzi, ho avvertito un peggioramento nella scorrevolezza. In realtà, in merito alla scorrevolezza, alla tenuta e al comfort, conta soprattutto la forma del battistrada, la pressione di utilizzo e la mescola. Persino tra due sezioni da 22 mm, ma con un diverso battistrada (come il "piatto", Continental Competition e quello a "punta" del Tufo) ho verificato che esistono differenze nella prestazione. La verità è un altra: con l'avvento delle ruote con sezione maggiorata, si parla di 27/28 mm, contro i 19/21 mm delle sezioni standard, è necessario, l'uso di tubolari con una sezione superiore ai 23 mm, altrimenti non solo la ruota è brutta esteticamente, ma rimane scoperto il bordo del cerchio, con conseguente pericolo in caso di urto o buche. Non è un caso che i telai di ultima generazione hanno un carro posteriore più largo, proprio per consentire l'uso dei tubolari over size. Alcuni produttori, sostengono che una sezione più larga del cerchio, garantisca soprattutto più aerodinamicità, ma a patto che ci sia una velocità costantemente superiore ai 40 km/h. A questo punto mi chiedo: una ruota così larga è utile  ai ciclisti che pedalano in salita, o a velocità non superiore costantemente ai 40 km/h ( cioè il 98 % dei ciclisti) ?  E' giunto il tempo che il ciclista, incominci a comprendere che il mondo delle corse professionistiche, è sponsorizzato dall'industria, che per sostenerne i costi, che crescono in modo esponenziale, non solo è costretta ad alzare ogni anno i prezzi, ma deve stimolare il consumatore all'acquisto, sfruttando, di riflesso, l'effetto "gregge" causato dall'atteggiamento "delirante ed ossessivo" dei ciclisti che vogliono apparire migliori, usando soluzioni tecniche "copiate alla TV". Consiglio di pedalare con la testa libera da mode e da pregiudizi, ( come nella vita), invece di ascoltare i "saggi" pagati alla TV; siate leader e non pappagalli o pecore. Per quanto riguarda la maggiore aerodinamicità dei cerchi larghi di scuola statunitense, posso dire, dopo averli provati, come da recensioni pubblicate sul blog, che non ho avvertito nessun sostanziale miglioramento. Ad oggi, posso solo dire che questi modelli,non pesano di meno, di quelli tradizionali, e quindi sono meno reattivi; possono solo dare un miglioramento in termini di stabilita; di contro, si ha un peggioramento della scorrevolezza e della reattività. A questo punto, ognuno faccia la propria scelta, a seconda dei parametri che preferisce. Ma nel caso che si preferisca la soluzione con tubolari extra large ovvero over size, su strada asfaltata, mi viene il dubbio, che il ciclista sia più un biker, che un rider, ovvero sia più portato per la MTB che per la bici da corsa. Saluti ciclistici.
Tubolari over size: concepiti per il pavé e le strade dissestate, usati sulle strade asfaltate ! Miracolo del marketing!

Un tubolare con sezione da 24 mm.



24 commenti:

  1. Ho letto vari articoli sulla scorrevolezza . Alcuni sostengono che avendo un'impronta maggiore a terra , hai anche più grip quindi maggiore trazione .
    Io sono passato dagli Sprinter 22mm alla coppia Attack (22) anteriore e Force (24) al posteriore .
    Ho notato una maggiore comodità ( ok ovvio ) ma soprattutto una gran scorrevolezza ma in parte merito anche della qualità superiore di questi ultimi ....

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  2. Proprio ieri mattina sono uscito in allenamento con un amico che aveva le mie stesse ruote con tubolari della stessa marca ma di sezione diversa , rispettivamente io montavo tubolari da 22 e lui da 24 . Alla fine dell'allenamento ho percorso qualche centinaio di metri con la sua bici per testare i freni e mentre spingevo fuori sella ho notato un cedimento spaventoso della forcella , il tubolare cedeva vistosamente quando io spingevo sui pedali . A quel punto ho sostituito la ruota anteriore con la mia e subito dopo pochi colpi di pedale ho constatato la differenza abissale tra i due tubolari . Con il tubolare da 22 la forcella non cedeva di 1 mm e la reattivita' del mezzo era ritornata ai massimi livelli . Con questa prova nata per caso ho potuto trovare conferma a quella che era la mia convinzione e cioe' che i tubolari con sezione superiore a 23 sono solo comodi per il resto peggiorano le prestazioni della bici specialmente quello anteriore dove nei movimenti fuori sella pare di avere una forcella di burro !!! Diciamo che il posteriore incide meno ma l'anteriore penalizza in modo impressionante l'avantreno della bici in fuori sella . Riguardo a grip e scorrevolezza troppo breve la prova per esprimermi pero' posso dire che come grip i tubolari top gamma da 22 o 23 esistenti sul mercato possono bastare e come scorrevolezza dubito fortemente che aumentando la sezione aumenti la scorrevolezza , semmai penso sia il contrario . Concordo con Claudio che questa dei tubolari a larga sezione sia la moda del momento , l'amatore medio guarda il professionista che usa un tubolare da 25 o 27 e lo copia senza pensare che il professionista stava magari correndo sul pave' . A voi la scelta che vi consiglio sia una scelta fatta sul campo e non per aver visto una gara in tv !

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  3. Condivido il tuo pensiero, però in teoria i tubolari larghi andrebbero messi su cerchi altrettanto generosi di dimensione, vedi gli ultimi Vision o Zipp che sono larghi più di 24mm
    Davanti se monti un 24 con un cerchio largo 21,5 o peggio ancora 19 , sicuro ti trovi con un effetto spancia notevole .
    Io ho i cerchi larghi 21,5 , davanti Continental consiglia appunto l'Attack che è 22 .
    Dietro si nota comunque meno l'effetto nei rilanci .

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    1. Concordo dietro e' meno influente .

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    2. con la situazione attuale delle strade forse è meglio la sezione più generosa,ogni uscita è una Roubaix

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    3. con la situazione attuale delle strade forse è meglio la sezione più generosa,ogni uscita è una Roubaix

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    4. Ciao Unknow. In effetti le strade italiane sono diventate una corsa ad ostacoli, piene di pericoli imprevisti. A questo punto converrà munirci di sacchetti di catrame liquido e fare quello che gli enti preposti non fanno: attappare le buche. Saluti ciclistici.

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  4. Ciao a tutti, avevo sentito una qualche cosa di più tecnico per quanto riguarda la scorrevolezza. Ovvio che maggiore è la sezione, minore è la scorrevolezza, impossibile sostenere il contrario. Ma avevo letto a riguardo che l'impronta lasciata a terra da un tubo da 23 sotto le pedalate (incostanti perfino se pedaliamo molto "rotondo") sia non costante, ovvero un continuo alternarsi tra impronta larga e impronta stretta. Immaginate in pratica che ad ogni pedalata si spinga la bici verso terra, allargando l'impronta, e poi la si lasci avendo un'impronta più stretta, poi altra pedalata e impronta larga... lasciando quindi a terra non una traccia costante. Mentre con quelli da 25mm si era visto che sebbene l'impronta a terra è ovviamente più larga, si ha meno questo effetto altalenante, avendo di fatto un'impronta più costante. Per questo motivo si diceva che la scorrevolezza fosse maggiore, dovuta proprio al fatto di avere un'impronta più costante e di ugual larghezza. Era un articolo letto sulla rete tempo fa, fosse vera l'analisi delle diverse impronte a terra a ragione il discorso potrebbe filare, ma ripeto, ho solo letto l'articolo e ve lo riporto qui spiegato anche un pò male! :)

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    1. Ciao Falcolandi. Grazie per il tuo intervento. Rimane un punto da spiegare da parte di coloro che hanno scritto quello che tu riporti: come fanno a sostenere che i 25 mm sono maggiormente scorrevoli, se è maggiore "l'impronta" lasciata dal 25 mm ? Credo che una maggiore superficie di appoggio, aumenti l'attrito, e quindi diminuisca la scorrevolezza. Che tu ricordi questa opinione è fondata su risultati di analisi di laboratorio, riportati e spiegati ? Hanno rilevato l'indice di scorrevolezza ?

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    2. Non dicono infatti che scorrono per la maggiore impronta (è vero il contrario), ma come ho cercato di spiegare è diversa la sagome dell'impronta a terra. Più ovale ed irregolare per quelli da 23 (anche se mediamente più stretta) e più regolare per quelli da 25mm. L'irregolarità dei 23 è data dal fatto che essendo più piccoli si deformano maggiormente e risentono dell'effetto della pedalata. Ho comunque trovato un articolo che ne parla, lo linko qui:
      http://www.mastokbike.it/2015/08/perche-i-copertoncini-larghi-scorrono-meglio-dei-tubolari/

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    3. Come pensavo. Ritengo l'articolo da te linkato, una mera opinione, priva di alcun analisi tecnica che possa provare con dati rilevati con strumenti tecnologici, la fondatezza di quanto ivi scritto. Inoltre è appena il caso di precisare che il copertoncino ha una parte separata, cioè la camera d'aria, che aumenta l'attrito; mentre nel tubolare la camera d'aria è parte integrante della copertura e non si muove separatamente ma forma un corpo unico, con un vantaggio in termini di scorrevolezza. Da ultimo basterebbe provare le due diverse coperture per accorgersi della differenza; quello che conta è sempre la prova su strada. Insomma ci sono diverse critiche da fare a quanto scritto nell'articolo in questione. Saluti ciclistici

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    4. Comunque Falconadi grazie per il tuo intervento sul blog e continua a postarli. Saluti ciclistici.

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    5. Grazie a te Claudio per questo blog che seguo spesso con interesse!

      Hai ragione, non ci sono fondamenti pratici e testimoniati in quell'articolo, per cui FOSSE VERA la loro ipotesi, potrebbe essere un ragionamento fondato, ma non lo sapremo mai... Come tu dici, bisogna provarle per strada le cose. Proprio per questo dopo aver provato delle ruote con tubolari da 25mm ho deciso oggi di cambiare i miei Veloflex Criterium (oramai alla frutta da un pò, e bucato il posteriore proprio domenica) con dei Continental Sprinter Gatorskin da 25mm. La decisione è stata presa, oltre che per risparmiare un pò rispetto ai Veloflex (ne ho avuti 3 paia in questi anni e per carità, non si discutono) in quanto non facendo gare, ma solo qualche GF, e non essendo un fulmine, non ho notato differenze particolari di scorrimento, mentre sono rimasto colpito dalla maggiore sensazione di sicurezza che restituiscono in discesa, in curva ed anche in frenata. Ne risentirà anche la comodità mi auguro. La scelta di ogni ciclista cade sulle proprie esigenze naturalmente, per cui proverò a breve questi nuovi tubi.
      A proposito, scusa se vado un pò off-topic, ho preso anche il nastro Effetto Mariposa Carogna (fin'ora ho usato sempre il mastice Continental per ruote in carbonio). Ho letto qui una recensione, ma non era ancora completa se non erro. Me lo consigli? E' migliore del Tufo? Il nastro Tufo non mi è mai piaciuto sinceramente, preferendo incollare a mano e poi togliere il mastice scaldandolo col phon e rimuovendolo con tanto di inevitabili calli! :)

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    6. Ottima scelta il nastro Effetto Mariposa. Per togliere il mastice vecchio usa il prodotto Effetto Mariposa Carogna, inodore. Un lettore del blog ha lasciato un commento raccontando la sua esperienza positiva con Effetto Mariposa Carogna; anche lui aveva la necessità, come te, di rimuovere il mastice. Personalmente non ho ancora usato il nastro biadesivo Effetto Mariposa, però i tecnici della ditta, mi hanno assicurato che non lascia quell'accumulo di colla, come il nastro Tufo. Fammi sapere. Io sono qua. Saluti ciclistici.

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  5. Ciao Claudio, dopo avere provato questa mattina i tubolari nuovi da 25 mi sento quasi "in dovere" di riportare qui le mie considerazioni, tenendo ben presenti che sono pareri personali di un ciclista che fa pochi km l'anno.
    Non ho acquistato il Carogna Remover per togliere il mastice, mi sono adoperato con un phon per scaldarlo per poi toglierlo a mano pezzettino per pezzettino. Due serate passate giù in garage! :)
    A parte questo, ottime sono le impressioni sul nastro biadesivo Effetto Mariposa Carogna. Il prodotto è ben fatto, se provi con il dito a toccare la colla si sente subito che è ben adesiva, ma senza lasciare pezzetti o scolature, il prodotto rimane ben saldo e compatto e restituisce una sensazione di incollaggio sicuro. Vedremo al prossimo cambio se è vero che rimuovendolo non lascia residui sul cerchio.
    Si applica al cerchio in maniera molto semplice; basta solo, come in tutti i nastri immagino, far attenzione ad andare ben dritti, ma anche delle piccole sbavature sono facilmente rimediabili staccando un pò e rincollando bene. Avevo letto che le prime versioni del nastro (credo e penso che ora sia la seconda versione) aveva il difetto che il nastro in plastica che protegge la colla andava incontro a rotture nel momento di sfilarlo da sotto il tubolare. Nel mio caso non ho avuto nessun problema, anzi, devo dire che sembra veramente resistente, pur tirando forte difficilmente credo di possa rompere. Unica nota di dolore se così la vogliamo chiamare, è che pur avendo controllato che il tubolare sia ben dritto facendo girare la ruota (prima di rimuovere il nastro di protezione) nel momento in cui lo si va a sfilare potrebbe il tubolare sopra venire leggermente verso di noi, intendo in maniera perpendicolare alla gola del cerchio. Ho ricontrollato dopo e sembravano lo stesso molto dritti i tubolari, ma con la mano in alcuni punti sento il tubo scostarsi leggermente da una parte più che dall'altra rispetto la pista frenante. Ma ripeto, ricontrollando facendo girare la ruota, sembrava tutto a posto. Anche in sella osservando la ruota anteriore gira ben dritta.

    E passiamo a questa mattina, pochi km in pianura mi hanno già fatto percepire una cosa: la sensazione di una sezione da 25mm (sto parlando dei Continental Sprinter Gatorskin) è sì di maggior sicurezza, sia in frenata che in qualsiasi movimento della bici, ma pur non avendo un gran motore ho sentito la bici leggermente "frenata". Il grip a terra, considerando che sono gomme nuove, è veramente forte, ma sembrava che mi frenasse anche in piana. Chiamiamola pure meno scorrevolezza. Oggi sembrava davvero evidente, tanto da pensare già che i prossimi tubi saranno nuovamente da 23, se non 22. La differenza è anche data dalla qualità dei tubi credo, questi Continental da un prezzo medio non hanno certo i TPI e la qualità generale di Veloflex. Da sgonfi la parte gommata è molto rigida, denunciando i diversi strati di protezione dalle forature. Il Veloflex invece da sgonfi sono morbidissimi anche in quella zona (e questo però li fa essere meno resistenti e durare meno km). Per la comodità è presto da dire, ma anche qui penso che nonostante siano da 25mm la loro struttura a terra più dura possa essere paragonata ad un tubo da 23, ma ben più morbido. Il maggior peso a secco è già evidente (stiamo parlando di circa 40gr in più per tubo, aggiungici il nastro al posto del vecchio mastice e siamo già a circa 1 etto in più) ma lo verificherò meglio in salita, spero domani meteo permettendo. Li ho gonfiati ad 8,5 e sono già durissimi. I Criterium a 11 erano più morbidi.

    Sono solamente sensazioni di giornata, li proverò a fondo per verificare meglio, ma la primissima uscita devo dire che non mi ha del tutto soddisfatto per quanto riguarda le prestazioni di scorrevolezza (e leggerezza). Poi il discorso va anche fatto in altri termini, voglio divertirmi uscendo con gli amici ed avere sicurezza in curva ed in frenata? Allora i 25 vanno più che bene! Magari dei Veloflex 25! ;)

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    1. Ciao. Grazie per il commento tecnico e verificato su strada. Se avessi utilizzato Effetto Mariposa Carogna non avresti avuto problemi; va via con uno straccio e senza residui i mastice. Detto questo ti consiglio di togliere lentamente la pellicola protettiva del nastro. Per quanto concerne il responso dei tubolari da 25 mm in termini di scorrevolezza ti assicuro che sono ottimi in termini di confort e tenuta di strada, ma limitano la scorrevolezza a prescindere dai TPI, dal materiale e dal prodotto. Sono tubolari nati per il pavé e le strade dissestate. I tubolari da 25 mm devono essere gonfiati ad una pressione più bassa proprio per aumentare la tenuta e il confort sulle strade dure. Altra cosa. I tubolari Veloflex sono nettamente superiori ai Continental. Attendo il tuo prossimo commento. Saluti ciclistici.

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  6. Ciao Claudio, a distanza di tempo ecco qui il mio prossimo commmento! Allora, messo e rimesso il nastro Mariposa Carogna. Quando lo si toglie non viene del tutto via in un lampo dalla gola del cerchio, ma basta a mano togliere i pezzettini residui e il cerchio è lindo. Non è come il mastice che si secca e rimane incollato al carbonio, questo materiale mi ricordo in qualche modo quelle manine appiccicose che si trovavano nella patatine, che in classe puntualmente finivano attaccate al soffito :D
    Certo qui l'adesione è altissima, ma toccando con mano ha circa la stessa morbidezza, per cui basta tirarlo via e non lascia nessun residuo. Altra nota di merito: per togliere il tubolare ho dovuto usare dei cacciagomme da copertoncino. Perchè? Stacco di lato il tubo, si stacca, poi lo ristacco dall'altro lato (come si fa con la colla) e mi si riattacca di nuovo dalla prima parte. Provo e riprovo, e non riesco. Col cacciagomma invece riesco a tenerlo sollevato per poter iniziare a togliere. Ed è difficile!! L'adesione del tubolare al cerchio è strabiliante! Con la colla, una volta seccato il mastice, bisogna tirare forte e fine dell'adesione tra cerchio e gomma. Qui invece si riattacca come da nuovo, e bisogna tirare bene per staccarlo, dandomi una sensazione di affidabilità che la colla mastice si sogna. Capisco perchè lo usano anche per il ciclocross. Sfido chiunque a poter stallonare un tubolare se ben fissato col Carogna by Mariposa!

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    1. Ciao Falcolandi. Molto bene e ti ringrazio per averci raccontato la tua esperienza, ricca di particolari. Un altro prodotto consigliato sul blog che raccoglie successo tra i lettori. Buone pedalate e saluti ciclistici.

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  7. Per quanto riguarda i Continental Gatorskin da 25mm invece, devo dire che la primissima sensazione di poca scorrevolezza era data sicuramente dal fatto che fosse nuovo e con ancora quella patina mezza untina che si sente toccando con mano. Dopo un paio di uscite la patina superficiale va via e si perde definitivamente la sensazione di essere frenato. Forse è meno scorrevole di un 23mm, ma dopo averlo "sverginato" non ci si accorge della differenza, per lo meno io. Quindi su questo nulla da obiettare, rettifico il mio post iniziale, per correttezza devo dire che la poco scorrevolezza iniziale si è persa dopo pochi km.
    Quello che invece mi ha fatto rimanere male è la protezione alla foratura. Diciamo subito che è questione di fortuna... vero... ma in 2 anni con Veloflex, notoriamente validi ma poco protetti, non ho mai bucato per strada. Appena messi questi Continental tempo un mese e buco l'anteriore, pochi giorni dopo il posteriore. Il battistrada è ancora nuovo si può dire, e già 2 bucature! Provo con un gonfia e ripara, e riesco a tener duro per altre uscite. Poi l'anteriore si risgonfia, per fortuna in garage. A questo punto lo sostituisco. Poco dopo mi si ribuca il posteriore, riparo con sigillante al lattice sempre Mariposa, e dura ancora un pò.
    Sostituito per ora l'anteriore con il Challenge Mirage preso ad ottimo prezzo su CicliCorsa. Nonostante il prezzo da tubolare di media fascia l'impressione è quella di un Veloflex, costruzione manuale, morbidezza e possibilità di tirarlo su a 12 bar (di solito però metto 9,5 circa, mantenendo una incredibile morbidezza, proprio come ricordavo dei Veloflex) A breve lo metterò anche sul posteriore. Larghezza? 24mm!! Indeciso se rimettere un 25 o un 23 ho trovato questo Mirage da 24 la soluzione ideale! Ancora presto per recensirlo come prova su strada.

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  8. Ciao Claudio, ti seguo sempre anche se non commento tanto.
    Ti chiedo un consiglio.
    Ho sia delle copertoncino Bora Ultra, cone dei Power comeptition da 23, che delle CORIMA 47 MM MCC "S+" tubolari.
    Su queste ultime avevo dei Conti Competition da 25, sono durati parecchio.
    Poi, più per per sfizio che altro, ho montatodei Tubolare Vittoria Corsa Speed Graphene, per intenderci quelli da 23, praticamente da crono :)
    Insomma sono durati tre uscite...davanti e dietro. Posso dire che sono dei siluri, velocissimi rispetto ai Conti ma effettivamente durano poco o niente.
    Cosa mi consigli per le mie Corima? Io starei sui 23 come da te consigliato, ma sono indeciso sul tipo di tubolare.
    Non voglio risparmiare, punto decisamente al massimo.
    Grazie mille.

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    1. Ciao Emiliano. Ti consiglio i tubolari Veloflex. Sono i più scorrevoli e tra i più confortevoli. Per la loro durata ti puoi regolare visitando il sito della Veloflex; nella sezione dedicata ai tubolari potrai trovare per ogni modello la durata stimata. Ovviamente tiene conto che la durata è influenzata dalla pressione di utilizzo, dal peso complessivo bdc/ciclista, dalle condizioni dell'asfalto, dalla percorrenza in salita, dalla pulizia del battistrada. Saluti ciclistici.

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  9. Vedo adesso che i tuoi preferiti sono i Veloflex Carbon, dal mio meccanico ci sono Veloflex Sprinter, sono molto diversi?

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    1. Gli Sprinter sono da 22 mm e pesano 240 grammi, quindi sono più leggeri e meno larghi dei Carbon. La durata effettiva dovrebbe essere inferiore rispetto a quella degli Sprinter. In linea di massima gli Sprinter sono tubolari da corsa quindi da montare su una coppia di ruote per le gare. In alternativa ti consiglio anche Challenge Criterium, e ti rimando al test che ho pubblicato. Saluti ciclistici.

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  10. Grazie mille Claudio, come sempre gentilissimo, procedo con i Veloflex.

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