sabato 22 dicembre 2012

Test Bike: Bontrager Aeolus 3 D3 (tubolare e copertoncino)














peso comprensivo di tappo protettivo
peso comprensivo di tappo protettivo e di ghiera

Le Borse in dotazione


Peso del tappo protettivo

peso della ghiera dt Swiss Campagnolo, non fornita in dotazione






Quando le ho tirate fuori dagli imballaggi sono rimasto di stucco per la loro bellezza! Le Bontrager Aeolus 3 sono curate nei minimi  particolari: esse presentano un cerchio in monoscocca dal profilo medio di 35 mm e dalla sezione di 27 mm, completamente in carbonio unidirezionale, le cui fibre sono realizzate negli stabilimenti della Trek, nel Wisconsin (USA) e compattate con l'esclusiva tecnologia OCLV, la stessa che viene usata per la costruzione dei telai Trek Madone. Il cerchio delle Aeolus D3 è costruito negli USA nello stabilimento di Waterloo della Trek ( mentre il cerchio della versione per copertoncino è costruito sempre in USA ma dalla Zipp nello stabilimento dell'Indiana.). Il mozzo invece è realizzato dalla DT Swiss in Svizzera. 
Il cerchio presenta 18 raggi anteriori e 24 posteriori in alluminio, prodotti anch'essi dalla DT Swiss e sono del tipo Aerolite con ancoraggio Alpina, quindi con il minor impatto laterale al vento. I raggi sono dotati  da nipples esterni per consentire una manutenzione rapida e quindi senza dovere rimuovere il tubolare. Il peso è leggero: 1181 grammi al netto dei tappi di protezione ( peso totale 10 grammi) e ghiera Dt Swiss per Campagnolo ( peso totale 14 grammi). Dunque ci troviamo davanti ad una ruota versatile, tanto leggera da potere affrontare la salita e tanto aerodinamica da filare a tutta in pianura. Le ruote vengono fornite con una coppia di sganci rapidi in acciaio Bontrager, quattro tacchetti per i freni in sughero Bontrager dal costo di 80 €, da due borse imbottite con tasca interna e doppio manico personalizzate Bontrager, applicazione protettiva di plastica per la ruota posteriore, libretto di istruzioni in italiano, due prolunghe per le valvole dei tubolari. Garanzia di due anni. Non ci sono restrizioni di peso del ciclista in modo che tutti possano utilizzarle. E questo conferma  la particolare resistenza della ruota. 
La Bontrager è un marchio satellite di proprietà della Trek, il secondo più grande produttore al mondo di bici. La Bontrager ha realizzato queste ruote con l'obiettivo di ripensare il profilo aero della ruota.
La tecnologia D3 applicata su tutta la gamma delle ruote in carbonio Bontrager ha le seguenti caratteristiche:

  • Doppio disegno direzionale.
    • Il D3 profilo riduce la resistenza sia sul bordo del tubolare e che del cerchio. Questo non solo rende più veloce, ti dà più controllo in un vento laterale.
  • La forma è più importante dell'altezza del cerchio.
    • D3 forma del cerchio è così aerodinamica che anche il cerchio più basso di altezza che utilizza la tecnologia brevettata dalla Bontrager è in grado di competere con le ruote più alte di altre marche.
  • Meno profonde è meglio.
    • Perchè si riduce il peso, diminuiscono i watt necessari per salire ( 10 grammi di risparmio di resistenza al vento si traducono in 0,75 watt di risparmio energetico in un ciclista che viaggia a 40 kph a 25 mph), aumenta l'accelerazione in uscita dalla curva e migliora la gestione nelle giornate di vento.
  • OCLV Carbon:la Trek lo definisce il miglior carbonio al mondo.
    • Costruito a mano in USA, è un carbonio di derivazione aerospaziale. La ruota più rigida, più forte, più leggera è migliore.
  • Allacciatura in pila, rende la ruota più rigida.
    • Modello innovativo di raggi nailhead diritti che allarga l'angolo di rinforzo sulle ruote posteriori per una maggiore rigidità laterale.
  • Precisione affidabile nel tempo dei mozzi.
    • Mozzi  DT superlight 180 interni su tubolari.
Lo studio condotto dalla Bontrager nella sua galleria del vento ( in pochi sono in grado di farlo in stabilimenti di proprietà) ha consentito di comprendere che la ruota nell'impatto con il vento è composta da due sottoparti: la prima metà è quella che affronta per prima l'aria con il tubolare, mentre la seconda metà è quella che segue e affronta l'aria con il cerchio. Il tubolare quindi funge da "punta".


Per questo motivo la sezione del cerchio si presenta arrotondata. La forma del cerchio D3 è talmente aerodinamica che anche con un minore altezza del profilo può competere con quelli più alti. E ciò grazie ad un valore critico di stallo, all'azione del vento, talmente avanzato che secondo lo studio della Bontrager è quello che stalla più tardi rispetto alle sue dirette  e più competitive concorrenti, quali Hed e Zipp. Dunque un profilo meno alto è meglio, non solo perchè si riduce il peso e quindi  la forza necessaria per affrontare le salite,ma consente di aumentare l'accelerazione in uscita e migliorare la maneggevolezza e la guidabilità nelle giornate ventose.

La sezione del cerchio della Aeolus 3 ( a sinistra) confrontata con quella di cerchi dal profilo più alto e con diversa sezione


Le ruote test sono assemblate con tubolari Tufo Hi Composite Carbon da 22 mm da 244 grammi ciascuno ( contro i 260 grammi dichiarati dalla Tufo) e testate con una Trek Madone 6.9 SSL. Informo che sul cerchio Aeolus 3 D3 non possono essere montati tubolari con una sezione inferiore a 22 mm. Le ruote Bontrager Aeolus 3, come tutta la gamma Bontrager e Trek sono disponibili presso Falasca Cicli. 
Le caratteristiche minime che deve avere una ruota performante sono: leggerezza; scorrevolezza e bassa resistenza al rotolamento. Le caratteristiche ottimali sono: rigidezza, stabilità, manovrabilità e confort. Le caratteristiche massime sono: la resistenza all'usura e all'impatto.
Ma l'aerodinamicità rappresenta un aspetto complicato e soprattutto non sempre utile al ciclista che pedala in salita e a velocità inferiori ai 40 km/h. 
Una ruota da competizione non è mai una sola cosa; ma l'insieme delle caratteristiche minime, ottimali e massime.
Mi viene da sorridere quando ascolto qualcuno che pensa ancora che contino solo le gambe. Mi viene altrettanto da sorridere quando sento che viene scelta una ruota si sceglie solo in base al prezzo, coniando un sillogismo grottesco, costa molto quindi valgono di più !!!!
Prima di scegliere una ruota bisogna conoscere il prodotto. Non limitarsi a quello che si vede. Ma cercare quello che non si vede. Per fare una ruota performante, ci vogliono investimenti e risorse tecnologiche e umane, che pochi marchi possono permettersi.
Unico mio dubbio che ovviamente solo il tempo e l'uso prolungato potrà chiarire, e se, la pista frenante realizzata con lo stesso carbonio del cerchio, quindi non con una pista frenante specifica, come nel caso della Aeolus in prova, capace di dissipare il calore generato dalla frenata e avere più grip in fase di frenata, possa scongiurare una deformazione, quindi la comparsa di "bolle", cosa che ho potuto riscontrare con modelli di altri marchi.
Sul punto non posso esprimere alcuna valutazione. Posso solo consigliare di usare i tacchetti consigliati dalla Bontrager.
Mi piace la Bontrager Aeolus 3. Dopo averla ammirata nella sua bellezza, l'ho fatta girare sotto la Trek Madone 6.9 SSL. Sembrano un corpo unico. Si vede che il carbonio è realizzato dalla stessa mano. Bontrager è un marchio satellite della Trek. La ruota Bontrager ha vinto 9 Tour de France, come la Trek Madone. La Bontrager Aeolus 3 è usata dal team Radioshack Nissan Trek ed è stata progettata e costruita negli U.S.A. .
La Aeolus 3 è costruita a mano, nello stabilimento negli U.S.A con carbonio prodotto dalla Trek e lavorato con il processo OCLV, utilizzato anche per la realizzazione del telaio Trek Madone. Un processo che riduce l'utilizzo della resina, con risparmio del peso e una maggiore resistenza, in quanto compatta le fibre del carbonio, rendendole uniformi.



La Bontrager Aeolus 3 utilizza un sistema innovativo di montaggio dei raggi della ruota posteriore, denominato nailhead, il quale consente che il raggio rimanga dritto e ne allarghi l'angolo; tale disposizione alternata comporta un rinforzo della ruota posteriore e una maggiore rigidità laterale.
I mozzi e i raggi sono costruiti in Svizzera dalla DT Swiss e assemblati sulla ruota in U.S.A. Montano cuscinetti e sfere in acciaio. La Bontrager Aeolus 3 monta il mozzo nella versione 180, super leggera.



L'abbinamento della ruota con il telaio è fondamentale. Per questo la Bontrager Aeolus 3 è disponibile in una gamma di colori, per consentire la scelta migliore dal punto di vista cromatico.




La linea rossa è relativa alla prestazione della Aeolus 3 con il profilo da 35 mm.
La linea nera è relativa alla prestazione di una ruota con il profilo da 32 mm.
La linea grigia è relativa alla prestazione di una ruota con il profilo da 45 mm.

Test su strada.
Ovviamente ho testato la versione per tubolare, per avere il massimo della prestazione. Premetto che con la Trek Madone 6.9 SSL ho testato diverse ruote. Quindi ho potuto constatare che ogni ruota mi ha dato una risposta diversa. Va comunque detto che influenzare le caratteristiche di un telaio top di gamma, come è compito di una ruota top di gamma, è meno facile rispetto ad un telaio di media o bassa gamma. Il telaio top di gamma ha un suo carattere marcato, forte. E i nuovi telai in carbonio, sono spinti al massimo nelle loro caratteristiche. Per quanto riguarda il Trek Madone 6.9 SSL si trattava di vedere in che modo le sue caratteristiche potessero essere  influenzate dalle Bontrager Aeolus 3. Diffidate di coloro che vi dicono che contano solo le gambe; diciamo che sono neofiti oppure non hanno mai usato materiali top di gamma. 
La Bontrager Aeolus è una buona ruota, non esaltante nella prestazione in termini di elevata performance, diciamo che è una ruota da media prestazione. Le ruote sono state testate con tubolari Tufo Hi Composite da 22 mm. Il punto di forza di questa ruota, stando a quello che scrive il produttore, cioè l'aerodinamica, non è valutabile, su strade comuni, e nella pratica tipica del ciclismo su strada, che prevede percorsi misti, trafficati e soprattutto con velocità non superiori a 40 km/h, pedalando in solitaria. Ci vorrebbe il tunnell e apparecchi elettronici per verificarlo.
Un nota positiva è la buona capacità della Aeolus 3 di assorbire le asperità del terreno. Preciso che il tubolare era gonfio a 9 atm. In pianura sono andato silente e veloce. Nessun problema a mantenere la velocità. Nessun problema a rilanciare l'andatura, uscendo dalla scia del gruppo, e a sprintare. Sono rigide al punto che quando si sprinta, stringendo forte il manubrio, e spingendo a tutta sui pedali, in fuori sella.
Quando la strada ha incominciato a salire è stato tutto così immediato e spontaneo, quanto basta per capire che la Aeolus 3 è una ruota docile, ma non nervosa, cioè non consente uno scatto secco e immediato; è appena meno reattiva, rispetto alle mie aspettative. 
In discesa la traiettoria presa con la ruota anteriore è stata morbida e precisa. 
La ruota posteriore ha garantito sia una trasmissione efficiente della potenza spinta sui pedali, sia una buona rigidità e reattività. 
La frenata è morbida, silenziosa, ma un pò lunga. In effetti la mancanza di una posta frenante specifica, rende la frenata meno dura. Ho notato infatti un grip più liscio. Spero che i tecnici della Bontrager rivedranno il progetto e doteranno il prossimo modello di una pista frenante specifica. La pista frenante è il limite più importante di questa ruota. 
La scorrevolezza dei mozzi non è eccezionale; è nella norma e francamente mi attendevo di più. I mozzi Dt Swiss montati sulla Aeolus 3 hanno il corpo centrale in carbonio unidirezionale, mentre è in alluminio la parte che ospita la sede dei raggi. La flangia è oversize. 
Raggi Dt Swiss a sezione variabile aerodinamica che nel punto massimo raggiungono la larghezza di 23,6 mm.
La Bontrager Aeolus 3 pur essendo una ruota abbastanza leggera con i suoi 1176 grammi pesati sulla coppia test ( 1150 grammi dichiarati), non ha limitazioni di peso. E questo la dice lunga sulla robustezza di questa ruota.
Curiosità: dopo la prima uscita ho notato una piccola goccia di lubrificante che dal nipple è andata a bagnare appena il cerchio. Una goccia d'olio viene messa tra il nipple e il cerchio in fase di montaggio ( centratura) e tensionatura, in modo da ridurre l'attrito e la possibilità di consunzione del nipple. 
Non ci sono limitazioni di peso. Quindi tutti i ciclisti possono utilizzare le Aeolus 3.

Ecco un difetto evidenziato dopo le prime uscite su un cerchio anteriore Bontrager Aeolus 3D3: la pista frenante non specifica si è cotta per effetto del calore generato durante la frenata CLICCA QUI. Per la cronaca è stato sostituito in garanzia.

Ecco altre foto della gamma TLR Bontrager
CLICCA QUI

La modifica dei mozzi DT Swiss assemblati sul cerchio Bontrager Aeolus 3D3 con upgrade Ceramic Speed CLICCA QUI





Pagella Bontrager Aeolus 3D3 tubolare:

Costruzione: 10 (curata nei minimi particolari)
Scorrevolezza: 7
Confort: 9
Frenata: 6,5 
Reattività: 7
Agilità: 7
Rigidità laterale: 8 
Peso: 8

Saluti ciclistici.

BONTRAGER AEOLUS 3D3 per copertoncino



Permangono le differenze prestazionali rispetto alla versione per tubolare, in termini di scorrevolezza, in quanto il tubolare è più performante; per il resto la  raggiatura, il raggio e il mozzo in carbonio DT SWISS ( a parte il colore) sono uguali.
Le doti della Aeolus 3D3, full carbon, versione per copertoncino, sono rigidità torsionale, stabilità e ottima frenata.
La pista frenante è ben curata ed è specifica, a differenza della versione per tubolare; è distinguibile per la diversa trama del carbonio.  Il motivo è dovuto al fatto che usando un cerchio senza pista frenante specifica, l'elevata temperatura, causata dalla frenata, avrebbe potuto causare lo scoppio della camera d'aria che è separata dalla copertura; in tal modo, la pista frenante è più dura e capace di sopportare la diversa temperatura. La frenata della versione qui testata, è migliore a quella per tubolare testata, per merito della pista frenante specifica.
La frenata, con freni Bontrager Speed Stop, si è dimostrata ottima, con presa forte e pronta dei tacchetti. Solo nelle prime uscite, in caso di frenate impegnative ho sentito lo stridore dei tacchetti; successivamente, la fenata è stata silenziosa. Ovviamente ho usato i tacchetti Bontrager, forniti in dotazione con le ruote.
Il peso è in linea con altri modelli top di gamma, full carbon, per copertoncino: poco più di un chilo e 420 grammi ( senza sganci). L'Aeolus 3 D3 ha una buona reattività.
Buona la prestazione del copertoncino Bontrager R4, in termini di aderenza sull'asfalto, di tenuta in curva e di resistenza alle forature.
Saluti ciclistici



Pista frenante specifica nella versione per copertoncino






38 commenti:

  1. I tubolari in questione li ha gia provati Murizio per 7-8000 km con soddisfazzione ,
    secondo me quelli che usiamo noi sono leggermente superiori , questi a sentirli girare
    risultavano un po' rumorosi , la stessa Tufo li da come Racing/Training e non Racing e
    basta , comunque nel complesso un buon tubolare ! Per quanto riguarda il mastice confermo
    quanto detto , un biadesivo pesa circa 25 g contro i circa 10 del mastice , quindi
    usando il mastice recuperi 30 g sulla coppia di ruote . Da dire anche che il biadesivo
    tiene nettamente di piu' del mastice e previene qualsiasi di rotazione del tubolare
    specialmente con alte temperature .

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  2. spettacolari claudio...bellissime...se mi faccio la 6.9 ssl team radio shack ci metto queste...aspetto cmq tue impressioni! che tubolari sono esattamente? grazie 1000

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  3. Ciao fili . Sono dei tufo ho composite carbon da 22 con pista centrale in kevlar . Sara' una recensione molto dettagliata e'una ruota maestosa curata nei minimi particolari pensa non fanno in tempo a produrla hanno molte richieste nel mondo.

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  4. Ciao....paesa'...
    un consiglio ho ordinato le Zipp 404 Tubolare,ma leggendo questo post non ne parli bene!!!!

    Fammi sapere,eventualmente ci ripenso.

    Grazie.

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  5. Ciao Marines.
    L'esperienza che ho fatto sulle ruote, mi ha portato a concludere, che le ruote ad alto profilo vanno utilizzate cum grano salis, come dicevano i saggi latini.
    Le ruote ad alto profilo sono ottime per le corse nei circuiti e nelle prove contro il tempo.
    Per un diverso uso sono penalizzanti per la mole del cerchio che è troppo sensibile e per la reattività minore rispetto a quella a basso e a medio profilo.
    Insomma dipende tutto dall'uso che ne devi fare.
    Vero è che i nuovi cerchi della Bontrager e della Zipp sono estremamente aerodinamiche. Ma come avrai avuto modo di leggere sul mio test, un profilo medio come quello della Aeolus 3 è molto aerodinamico ma con il vantaggio di essere più reattivo e con una migliore risposta al vento per via dello studio che hanno fatto sul cerchio.
    Ti consiglio di prendere una ruota ad alto profilo solo nei casi che ti ho indicato.
    Altrimenti punta ad una ruota a medio profilo come per esempio una Aeolus 3 che ha il migliore rapporto qualità prezzo. Se hai bisogno di un preventivo contatta Falasca.
    In bocca al lupo per la stagione agonistica.

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    1. Grazie 1000 dei tuoi consigli......vedremo cosa fare....
      cmq fra poco ho in riserbo una sorpresina ;-)))

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  6. Ovviamente puoi prendere in considerazione anche le zipp 303 ma a differenza delle aeolus 3 i mozzi devono essere registrati da un bravo meccanico.

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  7. Quelli delle aeolus non devono essere registrati .

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  8. Buongiorno Claudio, una domanda veloce: cosa sceglieresti per eventi tipo L'Etape du Tour o la Maratona delle Dolomiti, tra Zipp202, Aeolus3 e Campagnolo Hyperion Ultra 2 per affidabilita' e prestazioni pfv? Grazie 1000 da un altro Claudio, ciclista recente

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    1. Buongiorno. Sicuramente scarterei le aeolus 3 per la mancanza della pista frenante specifica e le Hyperon Ultra Two per la mancanza della pista frenante specifica e il peso non in linea ( troppo alto) con il profilo basso e rispetto alla concorrenza; inoltre la rigidità delle ruote full carbon campagnolo non mi ha lasciato soddisfatto. Sul punto ti rinvio ai test su modello hyperon ultra two e bora ultra two.
      Prenderei le Zipp 202 ( per tubolare ovviamente) ottimo rapporto peso (1100 grammi effettivi), pista frenante specifica. In salita, l'accellerazione è immediata se montate su un telaio leggero; l'agilità di questa ruota mi ha conquistato, davvero perfetta per la salita, responso in reattività davvero notevole. Non è un caso che fosse la ruota preferita ed usata da Contador. Inoltre la 202 è la più confortevole, assorbe meglio delle altre le asperità del terreno. Insomma è una ruota da salita.Con il vento laterale in discesa non hai problemi di tenuta della strada, anche se non sei esperto. Tuttavia ti consiglio di prenderci la mano e fare esperienza se sei alle prime armi. La discesa alpina tecnica è impegnativa a prescindere dalla ruota scelta.
      Se le stai cercando, le 202, contatta Falasca Cicli di Pontecorvo (FR), ne ha in vendita una coppia usata in buono stato. Te le segnalo.
      Saluti ciclistici

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    2. Ciao e complimenti
      Volevo chiederti se hai già provato le zipp 202 con il nuovo mozzo v9

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    3. Ciao Sanpi. Ti ringrazio. Si. Saluti ciclistici.

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    4. Bene,allora approfitto della tua competenza e chiederti se con il v9 hanno risolto definitivamente il problema del gioco del mozzo e della flessione che la ruota ha. Ora ho le 303 Firecrest 2013 v8 tubolare che hanno questo spiacevole inconveniente e nonostante le abbia provate tutte non sono riuscito a risolvere. Vorrei vendere le mie e prendere le 202 tubolari mod. 2015 ma ho paura di ritrovarmi con lo stesso difetto. Grazie in anticipo e buone pedalate.

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    5. Il nuovo mozzo ha una raggiatura supplettiva incrociata a due sulla ruota posteriore e dovrebbe avere dei cuscinetti in accaio più grossi. Il sistema di regolazione dei mozzi permane, al fine di registrarli a proprio piacimento. Per quanto riguarda la rigidità laterale non ho notato particolari differenze. Spero di essere stato esaustivo. Saluti ciclistici.

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    6. Tra le righe non ti vedo molto convinto...di questa soluzione.
      Allora in alternativa che ne pensi delle bora c35 mod.2015? Vorrei una ruota prevalentemente per la salita medio profilo tub. Sbilanciati ��

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    7. Ti consiglio le DT SWISS RRC 32. Le Bora Ultra 35 non sono leggere rispetto alla concorrenza.
      Campagnolo ha solo migliorato la pista frenante con questo modello ma deve ancora lavorare sul cerchio e sulla raggiatura; deve innovarsi.
      Saluti ciclistici

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    8. Sanpi, se poi vuoi una ruota superiore a tutte le altre, inarrivabile per la concorrenza, ti consiglio la LW e non ci pensi più.
      Saluti ciclistici.

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    9. Grazie di tutto e continua così...
      Saluti ��

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    10. Scusa se ti scoccio ancora... ma girovagando ho visto un sito di una ditta americana che customizza le ruote. Tra le tante che modificano ci stanno anche le zipp 303 che ho io. Gli mettono il mozzo dt swiss 240 straight pull..che dici ci si potrebbe provare? Falasca ce lo farebbe? Mi piacerebbe fartele vedere,come posso postartele?

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    11. Nessun problema, contattami quando vuoi.
      Bisognerebbe vedere se le piste frenanti dei tuoi cerchi Zipp non siano consumate o abbiano abrasioni; a quel punto la spesa per installare mozzi nuovi non conviene. Mozzo nuovo sui tuoi raggi ?
      Personalmente non mi piace l'idea di mettere un mozzo nuovo su cerchi e raggi vecchi.
      Non ho capito bene la domanda sul doctor Falasca.

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    12. Grazie sei sempre cortese...
      Allora i cerchi sono in ottime condizioni così come le piste. Per i raggi eventualmente si cambiano anche quelli. Per il doc. Falasca ti chiedevo se nel caso lui poteva procurare il materiale e fare il lavoro. L'idea di mettere dei mozzi dt swiss mi stuzzica non poco e poi avrei qualcosa di esclusivo...

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    13. Che io sappia lui non fa questi montaggi.
      Da parte mia posso dirti che ogni ruota nasce come un progetto unico. Il cerchio deve funzionare con un dato mozzo e dati raggi.
      Non credo che tu possa avere una ruota migliore.
      Se fossi in te cambierei le ruote completamente.
      Saluti ciclistici.

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  9. Grazie 1000 per la risposta e complimenti ancora per il blog, davvero interessante. In passato ho usato per diverso tempo delle ruote Edco, con cui mi trovavo benissimo per reattivita' e leggerezza ma che mi hanno dato non pochi problemi con la pista frenante. Un paio, in condizioni di caldo estremo, mi hanno addirittura fatto scoppiare la ruota anteriore (per fortuna senza conseguenze in discesa e sostituite perfettamente in garanzia), mentre per un altro paio la pista frenante si e' lentamente sbriciolata esattamente alla fine dei due anni. Qui a NY sono passato a delle Mavic 40 C, affidabili e perfette in frenata, ma decisamente troppo pesanti per eventi come l'Etape du Tour a cui vorrei partecipare l' anno prossimo (con tubolare d'ora in avanti). I problemi che ho avuto potrebbero essere legati al copertoncino rispetto alle stesse ruote in tubolare ? Tanti saluti ciclistici e a presto.

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    1. Ciao Claudio, ti ringrazio e mi fa piacere che leggi il mio blog.
      Si, esatto.
      Ti è scoppiata la ruota anteriore perchè il surriscaldamento delle piste frenanti ha "scottato" la camera d'aria, facendola scoppiare; inoltre ha cotto il carbonio.
      Ti sconsiglio la scelta di ruote con cerchio in carbonio per copertoncino.
      Negli ultimi anni il livello della qualità delle ruote full carbon per copertocino è molto migliorata. Io stesso ho testato sul blog, le nuove Zipp 202 per copertoncino, un ottimo prodotto.
      Tuttavia il surriscaldamento delle piste frenanti, rimane ancora, potenzialmente, un rischio per via della camera d'aria: la ruota per copertoncino è la meno sicura perchè quando la camera d'aria fora, il copertoncino si affloscia subito ! In discesa non ti dà possibilità di salvarti, come del resto accade, se stai a "tutta" con il gruppo.

      Spero di esserti stato utile; ma se avrai bisogno di altri consigli, scrivi sul mio blog ed io ti risponderò. Buone pedalate e in bocca al lupo per l'Etape du Tour.

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  10. Ho aggiornato il post integrandolo con il test della versione per copertoncino.

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  11. Ciao, la versione per copertoncino ha i fori per i nipple e quindi richiede l'utilizzo del flap apposito per essere utilizzata come Tubeless?

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    1. Ciao Simone. Si la versione per copertoncino è compatibile anche con il tubeless; ha i nipple esterni al cerchio e la gola del cerchio non presenta i fori necessari per registrarli dall'interno. Pertanto non occorre usare il flap per il montaggio del tubeless. Saluti ciclistici.

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    2. Ciao Claudio avrei l'occasione di prendere le aeolus 3 per tubolare a prezzo ottimo!volevo chiederti ma la frenata e' davvero cosi lunga?no perché mi piacciono molto ma la sicurezza prima di tutto

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    3. Ciao Stefano. Quando scrivo frenata lunga, non intendo dire che la frenata non è sicura. Assolutamente no. Mi riferisco al modo in cui il tacchetto fa presa sulla pista frenante, che in questo caso non è ruvida, o comunque specifica. La sua frenata è più morbida e quindi si ha la sensazione che la risposta sia meno immediata di quella fatta sulla pista frenante specifica, che in genere, ha una risposta in fase di frenata più dura, più rapida. Il fatto che il tacchetto abbia un diverso impatto o resa sulla Aeolus 3, ne è prova che non fischia mai; invece sulla pista frenante specifica, spesso fischia. Spero di essere stato chiaro. Saluti ciclistici.

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  12. Grazie Claudio penso proprio che le prenderò perché mi piacciono molto e soprattutto leggendo la tua recensione sono ruote adatte a qualsiasi percorso!ovviamente durante le prime uscite cercherò di abituarmi alla diversa risposta della frenata!grazieeeeeee Claudio!

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  13. Ciao, hai valutato la frenata in condizioni di bagnato ? Useresti sempre i pattini in sughero o opteresti per dei pattini dt swiss neri per cerchi in carbonio ?
    Volevo sapere se potevano essere delle ruote all round sfruttando la praticità del copertoncino
    Grazie
    Matteo

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  14. Ciao Matteo. Ho valutato la frenata in caso di poca pioggia e in quel caso nessun particolare problema di tenuta. Ovviamente stiamo parlando di pista frenante in carbonio non differenziata che ha una risposta di frenata più lunga. Nessuna ruota per la bicicletta anche in alluminio garantisce il massimo della resa con il temporale. Il tacchetto con sughero non migliora i tempi di risposta anzi e a mio modo di vedere non avendo un grip forte, soprattutto sulla pista frenante non specifica, genera più calore e quindi sulle lunghe discese potrebbe alzare la temperatura con rischio di bruciarla. Per questo consiglio tacchetti di resina sempre se il produttore non indica diversamente.
    La versione per copertoncino su cerchio in carbonio la sconsiglio a prescindere dal modello di ruota; in caso di foratura l'afflosciamento improvviso causa la scheggiatura del bordo del cerchio con l'inevitabile effetto di doverlo gettare nella spazzatura; ciò diversamente dalla versione per tubolare che in caso di foratura non si affloscia mai improvvisamente e completamente. Spero di essere stato esaustivo. Saluti ciclistici.

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  15. Matteo comunque ti consiglio la lettura di questo post
    Ecco il link usa il copia ed incolla sul tuo browser http://pedalareversoilcielo.blogspot.it/2015/12/ruote-in-carbonio-consiglio.html

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  16. ciao claudio,che tu sappia dal modello tubolare che hai provato tu All odierno modello ci sono differenze?sono indeciso fra 3d3 e Bora 35

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  17. Ciao Claudio...sto comprando delle ruote per un ragazzo di 15 anni categoria allievi...ho trovato le aeolos 3...lui fa gare solo alla domenica massimo di 80 km e va forte in salita. Secondo lei vanno bene??

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  18. Ciao Claudio...Volevo chiedere cosa mi consiglia per un ragazzo di 15 (allievo)che fa le gara massimo di 80/90 km..il ragazzo va forte in salita (ha vinto 5 gare questo anno)e pesa 50 kg....cosa mi consiglieresti come ruota per lui...devo fare una scelta tra bontrager aelos 3 ...vittoria qurano e folcrum speed 35 o folcrum zero carbon...queste sono le ruote che in casa il nostro meccanico

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    1. Ciao. Prendi la Fulcrum Speed 35. Saluti ciclistici.

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