Non siamo corridori professionisti, pagati per sponsorizzare e per vincere....siamo ciclisti amatoriali quindi lavoriamo in altri campi o facevamo altro prima della pensione...dunque siamo soggetti a stress psico fisico, sinteticamente famiglia+lavoro+bici= BOOM o famiglia+età+bici =nausea esistenziale...dobbiamo recuperare non solo fisicamente, alternando lo scarico al carico perché dare forma e sostanza al lavoro di allenamento e passare al livello superiore; caricare solo, fa diventare la bici uno strumento di tortura e stressare fisicamente oltremodo, ma anche mentalmente, quindi dobbiamo recuperare prima mentalmente, altrimenti le gambe non girano o non girano in modo ottimale.....ecco allora che occorre rilassarsi quando si pedala nei giorni di scarico, o quando si decide di pedalare in modalità turistica o si cammina per migliorare la condizione dell'apparato muscolo scheletrico (tornerò sull'argomento), evidentemente non in mezzo al traffico, allo smog, ma nei boschi, tra il verde, per respirare meglio, e rilassare la mente....il Komorebi, come il Bagno di Foresta CLICCA QUI , sono ottime soluzioni....perché noi siamo mente prima di essere muscoli in azione.....mantenere un equilibrio psico fisico, per molti anni, dopo una certa età, e per tutto l'anno, ci rende particolarmente vulnerabili. Ovviamente questo "recupero" esistenziale lo si pratica in solitudine.....superfluo osservare che sarebbe impossibile praticarlo in modalità condominio a pedale!
L'uomo e la Natura, il ciclista e la Natura, è molto di più di un rapporto duale. L'uomo è Natura, il ciclista quindi è Natura. Pedalare in modalità Gravel, nei boschi, nei parchi naturali, è come pedalare dentro di sè, dentro la Natura. Noi siamo Natura, noi siamo la Natura.......non possiamo quindi essere padroni della Natura...ma solo testimoni della vita....coltivare pazienza e cura dei particolari che rendono ogni giorno perfetto.... come i momenti vissuti sotto le fronde degli alberi a mirare la composizione multiforme della luce....come l'attesa della luce del giorno che irradia e trasforma il momento.....la vita.....alberi esseri senzienti specchi dell'esistenza umana nei quali ritrovarsi e riconoscersi....Komorebi per comprendere la vita...Komorebi in bici per allargare l'esperienza della vita e viverla pienamente nella foresta, nel bosco, nel parco naturale.
E' appena il caso di precisare che il ciclista non necessita di Bar, ma di spazi naturali, perché il ciclista è persona e non consumatore.
Versione lirica..... Komorebi è la luce del sole che filtra attraverso le foglie degli alberi, dura pochi secondi...effimera bellezza ed emozione....non puoi conservarla, non puoi acquistarla, puoi soltanto accorgerti che c'è, come la vita.....la bellezza dei singoli momenti.... la capacità di vivere in armonia con la propria vita.. come la routine quotidiana caratterizzata da gesti semplici e meditativi... riflette un senso di profonda accettazione e di armonia con il proprio ambiente...i gesti quotidiani mostrano la vera essenza dell'esistenza delle persone.... cambia la percezione delle cose già viste...e che continuiamo ad osservare...perché il cambiamento è nella vita.... ogni giorno la nostra vita non è mai la stessa cosa, una cosa sola....si alternano forze diverse....tristezza, malinconia, sollievo e una forma sottile di felicità....non c'è un unica emozione dominante ma una stratificazioni di emozioni che rendono impossibile una lettura univoca della vita quotidiana...oggi non è come ieri, domani non sarà come oggi.....non cambia la vita di per sé, ma cambia lo sguardo sulla propria vita....la consapevolezza prevale sull'evento quotidiano....uno slittamento percettivo...la vita cambia nelle luci ed ombre degli accadimenti......Komorebi insegna il cambiamento della luce attraverso le fronde degli alberi....non è mai la stessa....anche se l'albero è lo stesso.... la felicità sta nell'accettazione della realtà, anche se si vive ai margini della società...non si può cambiare ciò che è stato, né di controllare ciò che sarà...ma limitarsi a vivere il presente con attenzione e gratitudine... Komorebi insegna...non puoi cambiare la luce che filtra tra i rami, ma solo guardarla ed esserne grati....non farsi roccia al fluire della vita, ma seguire il suo scorrere....ogni manifestazione della vita, ogni emozione ha diritto di esistere ed esisterà nonostante noi...possiamo solo che viverla....ci si può solo opporsi ad una certa idea contemporanea di felicità come stato permanente, privo di imperfezioni...la vita è etica dell'imperfezione, in cui la bellezza nasce proprio dall'interazione tra luce e ombra, proprio come il Komorebi, quale condizione esistenziale vera ed assoluta della vita...si diventa personaggi solitari sospesi tra passato e presente, incapaci di trovare una completa appartenenza al caos del mondo.... ma allo stesso tempo profondamente radicati nei luoghi in cui abitiamo...i parchi naturali diventano luoghi di meditazione in cui il tempo si dilata....ogni giorno è simile al precedente, ma mai uguale....come la luce che attraversa i rami...non c'è cambiamento e redenzione....non è migliorare la vita nella classica accezione....quindi non è ottenere successo, non è ricostruire i rapporti familiari, non è abbandonare la propria condizione di vita...la pienezza della vita si raggiunge nell'accettare la vita così come è, senza sovrastrutture...la vera libertà non consiste nel cambiare le circostanze, ma nel cambiare il modo in cui le si percepiscono.....quando si ripetono le azioni nel quotidiano non si diventa prigionieri della propria routine, ma al contrario, si utilizza la routine come struttura entro cui esercitare la propria sensibilità....essere umani significa oscillare tra gioia e dolore....tra presenza e memoria....tra ciò che si è perso e ciò che resta....la vita non è una storia con un finale...ma una serie di momenti da vivere, uno dopo l'altro, come la luce che filtra tra gli alberi....fino alla fine.....e anche oltre.
Siate ciclisti e non pedalatori. Saluti ciclistici.
La mia esperienza con quello che gli esperti definiscono il bagno di foresta.
A 1600 metri d’altezza nessun umano nei dintorni; solo silenzio, il rumore delle fronde mosse dal vento e odori di bosco. Camminare nella faggeta secolare e’ una delle cose più suggestive ed importanti, relax dopo l’allenamento.
Il 28 luglio 2026 è la giornata mondiale della conservazione della natura e vi racconto una storia di alberi e di speranza per l’umanità.L’importanza dei boschi è tale che in Giappone ( e non solo), i medici prescrivono di camminare nel bosco. E’ medicina e non è una moda. Si chiama shinrin-yoku, tradotto in bagno di foresta. La parola nasce nel 1982 per opera di un ministero del governo giapponese che investì soldi per la ricerca su questo tema (altro che “investimenti” nelle armi) perché i giapponesi stavano impazzendo per il troppo lavoro, stress. Le ricerche scientifiche hanno accertato: più cellule immunitarie, meno cortisolo, pressione più bassa, sonno migliore, ansia ridotta. Ma occorre fare una lenta passeggiata senza meta, senza cuffie, senza conta passi. Accade perché gli alberi rilasciano FITONCIDI, composti chimici che respiri camminando nel bosco; entrano nel corpo e attivano il sistema immunitario. Oggi in Giappone ci sono più di 60 centri di terapia forestale certificati dal governo. Bisogna camminare piano, fermarsi, toccare un albero o abbracciarlo, sedersi e l’effetto dura qualche giorno dopo. E nel farlo il corpo guarisce. Il bosco è la nostra casa naturale (un tempo gli uomini vivevano nei boschi), il nostro riparo dallo stress, ma molti non lo sanno, e cercano “riparo” nei centri commerciali! Nei boschi la temperatura e’ più bassa . Il bosco è vita. Chi distrugge i boschi distrugge la vita.
Quindi denunciate i criminali che incediamo o tagliano alberi senza autorizzazione. Chi incendia o taglia un albero uccide una persona, perché ci dà bellezza, medicina e ossigeno. Gli alberi sono patrimonio dell’umanità.
Il bosco non ha bisogno dell’uomo. L’uomo ha bisogno del bosco per salute e per profitto. Non credete ai ciarlatani o ai furbi che affermano il contrario. Il bosco può vivere anche senza l'intervento dell'uomo, è un fatto obiettivo.
Post scriptum. Per risolvere il problema degli incendi boschivi, una delle soluzioni è pagare la taglia a chi denuncia o fornisce info per la cattura degli incendiari. Gli incendiari sono al soldo del profitto. Consiglio la lettura delle soluzioni al problema CLICCA QUI




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