sabato 29 agosto 2026

Anteprima. Canyon Predict Smart Bike Concept, la bici pensata per la sicurezza del ciclista. Serve davvero nella realtà? No.

E' inutile e non rispettoso parlare di bici da corsa quando tanti (troppi) ciclisti muoiono o sono feriti in incidenti stradali. Penso che i ciclisti non dovrebbero acquistare più bici fino a quando i Governi (e in particolare quello italiano, dato che l'Italia è una Repubblica fondata sulle auto e sugli automobilisti) non risolveranno il problema della loro sicurezza stradale. Non dobbiamo più tollerare di essere bersagli mobili, oggetti in movimento da abbattere o colpire, alla stregua di un animale selvatico cacciato da persone che per hobby uccidono esseri viventi...BASTA! Non siamo bersagli da caccia, siamo persone! E' assurdo pagare tanto (troppo) denaro per acquistare bici senza avere in cambio strade sicure. BASTA! Non se ne può più di leggere notizie di aggressioni e di incidenti stradali a danno di ciclisti e pedalatori, vittime della strada asfaltata; anche la strada asfaltata è di tutti e non solo " di lor signori automobilisti" ! E che il problema annoso riguardi quella che voi chiamate bici da corsa, e che invece chiamo bici da strada asfaltata (l'asfalto è il suo limite), lo dimostra anche il nuovo concept esposto a giugno 2026 dalla Canyon e forse disponibile tra 3 anni, la Predict ! E' una bici da strada asfaltata. La scelta non è casuale. L'asfalto è campo di battaglia. Ma la Canyon Predict, il cui nome evoca un potere taumaturgo, una capacità di preconizzazione, sarebbe o sarà davvero capace di evitare gli incidenti stradali causati dagli automobilisti, dato che sono solo loro ad uccidere o ferire colposamente i ciclisti e non è mai (e non potrebbe accadere) il contrario? No e non potrebbe ! E' solo l'ennesima trovata pubblicitaria ordita dal marketing costretto a risolvere il problema delle vendite della bici da corsa, alias bici da strada asfaltata, diminuite rispetto alle bici MTB, Gravel e alle E-bike. In sintesi: la Canyon Predict è dotata di 4 telecamere per una copertura a 360 gradi, di 4 sensori radar, di un computer Edge AI (intelligenza artificiale) integrato, di sensori pressione pneumatici, di una batteria integrata da 1 kg per alimentare il sistema, di luci anteriori e posteriori sul telaio, di ampio display sul manubrio. Il sistema integrato di "predizione", è collegato e collegabile con il casco dedicato, il casco "intelligente" Stingr ( ma la bici può funzionare anche senza casco e viceversa) che mostra la pedalata sul display della visiera, con tutte le info raccolte dal sistema integrato, casco ancora in fase di completa realizzazione, lo chiamerei "distaccatore dalla realtà stradale", dato che se guardi il display  interno al casco, non guardi la strada, è evidente, tanto vale pedalare sul rullo di nuova generazione con schermo e popcorn! Perché la Canyon Predict servirà o servirebbe solo al marketing e non al ciclista o al pedalatore? Perché se l'automobilista è distratto dall'utilizzo dello smartphone (nella realtà gli automobilisti per utilizzare lo smartphone guidano ovvero continuano ad utilizzarlo anche quando guidano, essendo una dipendenza come le droghe, l'alcool e le sigarette), se l'automobilista percorre a velocità elevata e quindi è incapace di evitare "un ostacolo" come il ciclista, se l'automobilista è ubriaco, è drogato, se l'automobilista deliberatamente sorpassa o supera il ciclista ad una distanza inferiore a 1,5 metri nonostante il divieto aggiornato del codice della strada, se l'automobilista non rispetta il ciclista, lo insulta o lo provoca, come accade nella realtà stradale, a cosa serve l'intelligenza artificiale se non deve interagire con persone intelligenti come quelle che violano il codice della strada? Cosa te ne fai di un sensore che ti avvisa che ti stanno venendo addosso a 100 km/h? Cosa te ne fai delle luci se l'automobilista non le può vedere perché chatta o telefona o è sotto l'effetto dell'alcool e/o delle sostanze stupefacenti!? Insomma BASTA! Non prendete in giro con le solite trovate pubblicitarie. Il Marketing è una piaga sociale, un offesa agli esseri intelligenti. Per essere ciclista contano le gambe e lo stile di vita, tutto il resto è marketing. Piuttosto dateci strade sicure, altro che intelligenza artificiale e tecnologia che annienta o limita la funzione celebrale, siamo persone pensanti, non consumatori dipendenti dalla droga dell'acquisto compulsivo. Nel frattempo, che i Governi facciano il loro lavoro di sicurezza stradale. Continuo a consigliarvi, per limitare il rischio, divertirsi di più, senza respirare tutto lo smog dell'asfalto: strade secondarie, sterrate, bianche, strade nascoste, da pedalare non con le bici pensate solo per la velocità sull'asfalto, ma con bici pensate per essere veloci e stabili su tutte le strade, è tempo di Gravel. E voglio ribadire che la velocità con la bici da corsa non puoi farla se non hai gambe allenate e forti e le strade adatte, cioè senza semafori, traffico, buche, sassi (ne basta uno per cadere) e soprattutto per fare velocità aperte al vento devi sapere pedalare contro vento, ma quanti sono abituati a pedalare contro il vento, quanti sanno gestire vento/watt, quanti pedalano con la posizione in sella corretta (presa bassa, gomiti chiusi, schiena arcuata, gambe strette) ?! La verità? Oggi la bici da corsa è un ossimoro, è la realtà, piaccia o no. Non illudetevi o fatevi illudere dal marketing. E soprattutto siate ciclisti e non automobilisti e quando pedalate non ragionate come l'automobilista. La Canyon Predict sarebbe o sarà utile solo nel caso in cui alla guida di auto, moto, camion, furgoni, non ci sono o saranno persone, ma computer che interagiscono tra di loro; sulla strada, l'intelligenza umana di chi uccide o ferisce al volante non può interagire efficacemente con quella tecnologica; è inebriata. Sic. Così è.  

Conclusioni. La bici dovrebbe essere prescritta dal SSN (Servizio Sanitario Nazionale)! E' un "farmaco" ovvero agisce come un farmaco sulla salute delle persone e quindi sulla salute pubblica. Invece non solo costa sempre di più, ma diventa un problema pedalare sulle strade asfaltate pubbliche. Se il diritto alla salute è riconosciuto dalla Costituzione della Repubblica italiana, allora perché non risolvono il problema della sicurezza stradale, togliendo dalle strade le troppe auto, costruendo piste ciclabili protette lungo tutta la Penisola, insegnando ai ragazzi delle scuole e agli allievi delle scuole guida che il ciclista aiuta l'ambiente e sono persone da rispettare e tutelare! E' un problema culturale e in Italia la cultura è fatica e quindi è allontanata da troppe persone, vittime consapevoli di un sistema che li illude di essere liberi, ma che di fatto, li rende incapaci di pensare e decidere. Ciclisti toglietevi dalla strada asfaltata. Esistono le Ciclovie che percorrono tutta l'Italia, lungo strade secondarie e sterrate. Il pedalatore conosce solo le strade asfaltate perché ragiona con la logica dell'automobilista, essendo automobilista che ogni tanto pedala. Lo ripeto, esseri ciclisti è uno stile di vita. Piuttosto muniamoci di action camera con lunga autonomia per raccogliere prove documentali in caso di problemi con gli automobilisti. Siate ciclisti e non pedalatori. Saluti ciclistici. 

 

domenica 26 luglio 2026

Ciclismo nel Parco Naturale Regionale Monti Simbruini; è tempo di "transumanza pedalata" #traabruzzoelazio #parchilazio #sempreilmeglio #invacanzamenosiamomegliostiamo #emozioniappenniniche

Il tempo cambia tutto, è quello che prima era l'ideale, oggi non lo è più... è tempo di esplorare nuove strade, nuove terre, e cercare spazi ideali per le emozioni a pedale, lontano dai territori invasi dalla follia della folla omologata. Praticando il "nomadismo a pedale" sulle Alpi italiane, francesi e svizzere, sugli Appennini, passando per l'Etna, consiglio ciclisti e pedalatori sulle vacanze ciclistiche. La mia nuova storia a pedale si chiama "la transumanza a pedale". Gravel a 1600 metri di altezza nella faggeta più estesa d'Europa …seguendo l’istinto....con i campanacci delle mandrie a farmi compagnia …intorno a me il paesaggio fiero ed affascinante degli Appennini…seguendo il sentiero e le mandrie  ho percorso il tempo … nella solitudine della Natura di cui facciamo parte …solo i nomadi a pedale possono percorrerla ! Durante la transumanza a pedale ho capito che il GPS serve solo a chi ha paura di perdersi! Ma non puoi perderti se hai istinto e sei parte della natura. Eraclito diceva nulla perdura tranne il cambiamento. Non era più tempo di pedalare solo su strada asfaltata...dovevo assecondare il cambiamento che e’ nella vita.  
Dunque "Transumanza pedalata" by PedalareversoilCielo, in modalità Gravel, nelle foreste, sugli altopiani e pianori carsici, location del film "Lo chiamavano Trinità", attraversando strade bianche, tratturi, segnati dal passaggio delle mandrie, seguendo il profilo selvaggio dei monti alti 2000 metri, "scalando a pedale", ascese impegnative, o seguendo il Bike Tour Simbruini di 112 km,  incontrando santuari, luoghi misteriosi, silenziosi o immersi nella quiete...è il Parco dei Monti Simbruini, il più grande del Lazio. Con la "transumanza pedalata" ho attraversato il Lazio arrivando in Abruzzo....entrando nella foresta magica conosciuta come il bosco delle fate....lungo un sentiero incantato.... incontrando il custode del bosco....folletti seduti lungo il sentiero o che abitano dentro la cavità di un grande albero ! E nella foresta ho capito che i sentieri sono i percorsi del tempo....sono percorsi dal tempo. Chiunque pedali nelle foreste, le porterà dentro di sé........ esse incantano e ammaliano!  Ho imparato a riconoscere la migrazione degli alberi, come quelle dei faggi, i quali assumono forme diverse.....sono dei migranti naturali..... provengono dall'Asia...passando per il Caucaso sono giunti fino a noi per darci bellezza e ossigeno, per custodire lo scrigno della biodiversità ! Sul link CLICCA QUI  del Parco Monti Simbruini, ci sono le info dettagliate per esplorare il territorio percorrendolo come si preferisce. Un altro consiglio. Non omologatevi, ma distinguetevi anche quando pedalate in vacanza.... siate ciclisti e non pedalatori.

Glossa a margine. Le Alpi commerciali, sono assaltate e vessate dal turismo di massa e dal traffico. Se pedalando nel "noto"dovrei sopportare smog, rumori, caos e file in stile città, allora meglio fuggire dagli stereotipi ed aprirsi al "nuovo", uscire dalla mischia, pedalando alla grande, ma fuori dagli schemi. Ho detto basta alle Dolomiti e alle Alpi commerciali, esiste l'altra montagna!!! L'ho pedalata e la consiglio. Le Alpi commerciali e le Dolomiti sono diventate piccole città...non è più luogo di natura incontaminata.... stravolte a causa di un intensa  e progressiva opera di antropomorfizzazione a scopo di lucro.... se vuoi rendere un luogo adatto alla vacanza della massa, rendilo "urbano" e togli il selvaggio, la Natura spaventa; per il cittadino, la "natura" è solo il suo cane che gioca nei prati! Basta vedere come le amministrazioni e molti cittadini hanno ridotto le loro città.....ricettacoli di bruttezza, immondizia e smog.... abbattono gli alberi, persino durante il periodo in cui è vietato per legge, e urlano allo scandalo per la presenza degli animali selvatici sinantropi....... si lamentano del caldo asfissiante, pur sapendo che gli alberi sono riserva di ossigeno, catturano la Co2 e rappresentano rifugio climatico....cioè sono aria condizionata gratuita.........asfaltano pur sapendo che l'asfalto è un "forno", genera elevate temperature.... ecco perché alcune amministrazioni comunali tolgono l'asfalto (depavimentazione) per abbassare la temperatura e assorbire le bombe d'acqua..... e nella bruttezza urbana prolificano i mala affari del crimine. Il turista è diventato complice consapevole o forse inconsapevole dello sfruttamento del territorio, quindi non voglio essere complice: più si scelgono Dolomiti e  Alpi commerciali laddove sono state stravolte dal profitto e più si rafforza il proposito del business di estendere il modello economico di distruzione della biodiversità. Le Alpi commerciali e le Dolomiti non sono più quelle di una volta.. per vederlo è sufficiente navigare sui social. Togli il selvaggio e urbanizza il territorio, per farli sentire "come a casa loro", anche nei luoghi di vacanza. In fondo il turista contemporaneo è sempre e solo un consumatore, alla stregua di colui che entra in un centro commerciale. Sic
 
                     
Noi siamo Natura, Noi siamo la Natura e siamo anche ciclisti.... quindi continuo a consigliarvi di pedalare nei sentieri dei Parchi Naturali Nazionali e Regionali, nelle Riserve Naturali, orgoglio verde, protetti da uomini e donne che ogni giorno sorvegliano e lavorano orgogliosamente e con dedizione, preservando bellezza e benessere (ossigeno incontaminato e bagni di foresta), quel verde rappresenta, la speranza per il domani, un patrimonio inestimabile, da consegnare alle nuove generazioni. Un plauso e un ringraziamento ai Guardiaparco, ai Carabinieri Forestali, al personale direttivo, tecnico, amministrativo e agli operai, oltre ai ragazzi del Servizio Civile assegnati ai Parchi; siete orgoglio italiano e dell'umanità. 

 
                                                                                                             Monte Livata 

 

  
 

 
 

  
 
  

                                                                                          Subiaco: Centro Visita Parco Monti Simbruini

Glossa al post......ciclisti italiani, attenti ! I tempi sono cambiati in peggio. Parola d’ordine: adattarsi in meglio 😉. L’Italia non e’ un Paese per ciclisti a causa di un problema culturale e sociale. Gli italiani considerano ancora l’auto come status symbol e sono tendenzialmente pigri, quindi hanno bisogno dell’auto per muoversi; risultato le strade asfaltate sono troppo strette per tutti. Di contro la maggioranza dei ciclisti sono anche automobilisti e quindi ragionano da automobilisti . Per questo stiamo assistendo ad uno scontro “di fatto” tra automobilisti diversamente veicolati sulla strada ! Quindi ascoltate il mio consiglio nel video qui sotto. Saluti ciclistici. 

sabato 11 luglio 2026

"Si, ma la Gravel Bike non la puoi mettere su strada asfaltata! " 😂 #ultrasdelnienteparlato


      

Continuo a spiegarvi il ciclismo dei tempi attuali......Una bici per tutte le strade, tutte le strade per una bici" (cit. Pedalare verso il Cielo)...... all'estero, il Gravel è da anni, una splendida realtà (ci arrivano prima a comprendere l'importanza delle cose, l'essenza delle questioni, cambiano ed innovano facilmente, mode e costumi, non si fanno paranoie e soprattutto "stanno avanti"), Unbound Gravel docet.... nacque negli USA, alla fine degli anni 80 del secolo scorso. In Italia, il Gravel ha raggiunto un successo più tardi, ma c'è ancora una frangia ultras del niente parlato, che non accetta la realtà, e lo invidia, tirandogli dietro, chiacchiere da bar, ragionamenti ossessivi e decontestualizzati, privi di pregio, come per esempio “e’ meglio la MTB”, quando nessuno vuole fare confronti sterili e urlati. Comunque metto con le spalle al muro la disinformazione, e spiego la realtà a chi vuole essere correttamente informato.....basta  andare sui social, per esempio Instagram, per vedere ottimi ciclisti con Gravel Bike, senza forcella ammortizzata, pedalare su rocce e pietre di medie e grandi dimensioni, in discesa, in salita, in pianura, dimostrando che sia, come in effetti è, solo una questione di manico; in un video il ciclista passa su un tronco di grande dimensioni con la Gravel Bike. Un altro esempio di disinformazione..... la Gravel "non la puoi mettere su strada asfaltata"...altra cavolata pensata con la logica del tifoso ultrà quando perde la squadra del cuore.....anche in questo caso, è una questione di gambe e watt.... ve lo dimostra il video qui postato, dove si pedala a più di 50 km/h con la Gravel Bike e con tubeless tassellati (si possono montare anche tubeless con pista centrale non tassellata). Agli ultras del niente parlato, ricordo che la Gravel Bike è un successo commerciale, riscuote un grande consenso di pubblico, è un best seller, fatto di vendite e di eventi a tema, finanche laboratorio di sviluppo tecnologico straordinario per tutti i marchi.....dal telaio, alle ruote che ora possono montare anche tubeless larghi + di 50 mm su cerchi 700C (oltre alla compatibilità con ruote da MTB 650b).....ogni marchio offre almeno due tipi di Gravel Bike e tanti ma tanti modelli di ruote e tubeless! Insomma la Gravel Bike era la bici che tutti cercavano, ma non lo sapevano, e che ora molti pedalano. A chi invece si ostina a non accettare che il Gravel sia la cosa più bella capitata alla bici e ai ciclisti, dedico la favola della volpe e dell'uva di Esopo, docetNota a margine: non uso action camera per quattro motivi: 1) voglio tutelare luoghi dalla massa dei "barbari in vacanza"; 2) preferisco concentrarmi sulla strada; 3) non porto con me nessuno per motivi di sicurezza, meno siamo meglio stiamo, anzi solo sto, meglio sto....certi luoghi sono più belli se vissuti in silenzio e nella quiete della Natura. Comunque vi posto uno shorts registrato con lo smartphone appoggiato sulle pietre, tanto per farvi vedere alcune delle strade Gravel che percorro. MORALE. MTB? ROAD BIKE? No grazie. Preferisco la Pedemonte Altavia, ma non puoi capirlo se non ci pedali. MTB e ROAD BIKE sono concetti superati........
     
      

Post scriptum. Servono gambe e manico, non basta avere la migliore bici....ci sono pedalatori con bici top, gambe scarse e manico come quello della scopa....sono come quelli che comprano la moto a tarda età e si pensano motociclisti.....pensando di colmare le lacune....ragazzi non scherzate....umiltà, sacrifici, vita da ciclista contano di più. La bici non regala niente....non è un auto....non ha l'acceleratore......è solo fatica....si dice "zitti e gambe", le chiacchiere stanno a zero, non servono per diventare ciclisti. Buona fortuna. Saluti ciclistici. 
 

giovedì 9 luglio 2026

Consiglio fisioterapia, ginnastica posturale e stretching per il "motore" della bici muscolare.

Pedalare "storti" cioè "disallineati", diminuisce la prestazione al 50% e aumenta l'infiammazione. Sull'argomento vi rimando QUI  . Rivolgetevi al fisioterapista e agli esperti del settore. Saluti ciclistici. 


lunedì 6 luglio 2026

Spiegazione delle prestazioni della bici da corsa di ultima generazione. Chi è il "pedalatore con scimmia" e il "tester maccheronico"?

                                                                                       
Glosse a margine. Voi la chiamate bici da corsa, io invece la chiamo bici da strada asfaltata perché con l'avvento della bici Gravel, che altro non è che una bici da corsa adatta all'off road, la bici da corsa è confinata alla strada asfaltata. Ma quali sono le prestazioni delle bici da corsa di ultima generazione? Lo spiego nel video a coloro che si fanno problemi a scegliere questo o l'altro modello. Tranquilli. Oggi è facilissimo scegliere. ATTENZIONE. Scrivo che la bici da strada asfaltata è confinata sulla strada asfaltata perché anche se provate a percorrerci sterrati compatti ( solo quelli, altri tipi di sterrato NO), con gomme da 28/32 mm, a parità di rapporto e di watt, con la Gravel andrete più veloci e soprattutto sarete molto ma molto più stabili e comodi. Qualche scienziato che pratica il ciclismo dal salotto, potrebbe pensare, " allora perché fanno le Strade Bianche con la bici da strada asfaltata?". Perché lo decide il marketing..... per pubblicizzare le bici da strada asfaltata..... per non aumentare le spese di gestione dei team. In media ogni corridore prof dispone di due bici da strada asfaltata, una da crono, se poi si dovessero aggiungere anche bici Race Gravel, allora i costi lieviterebbero, il lavoro si moltiplicherebbe per i meccanici, aumenterebbe lo spazio necessario in magazzino/trasporto per telai, ruote, tubeless, gruppi, eccetera. La somma fa il totale e ultimamente il totale sta stressando gli sponsor, stremati per gli aumenti dei costi anche del materiale tecnico e per gli ingaggi soprattutto dei campioni. Niente è gratis. Tutto si paga e a caro prezzo se si considerano i ritorni di incasso.....esempio: ogni anno quanti consumatori sono in grado di pagare il prezzo delle bici dei campioni? Pochi! Sic
Anticipo gli “scienziati” del marketing, di turno sui social, che possano chiedermi, il perché pensando di mettermi in difficoltà? Cari “scienziati” del marketing, cioè quelli che lavorano per il marketing. Come Voi dovreste sapere, allo stato dell’arte, la scelta è diventata solo una questione di beghe mentali. Il 90% dei consumatori se pedalasse bendato non si accorgerebbe della differenza tra telai in carbonio con misure standard prodotti in serie dall’industria, spesso da terzisti, nell’era delle produzione marginal gains (miglioramenti marginali non sensibilmente rilevabili dall’uomo medio-pedalatore). Ci vuole una sensibilità spiccata per percepirne le sfumature, forse. Così e’! E’ così certo e puntuale che potreste calarci la pasta 🍝 😉😬. Non pettino le bambole, ma pedalo e testo bici, prima che voi incominciaste a lavorare per il marketing.
 
 

Dicesi "pedalatore con  scimmia", colui che spendendo tanti soldi, esprime inevitabilmente, un giudizio positivo sulla bici da corsa acquistata; più la paga e più ne sarà entusiasta!  Dicesi "tester maccheronico" colui che spara a cavolo valutazioni su bici, improvvisando o recitando un copione scritto da altri. Come riconoscerlo? Lo spiego nei video. Saluti ciclistici. 

venerdì 3 luglio 2026

Consiglio: allenarsi con il vento (allenarsi contro il vento).

Un altro consiglio.....allenarsi con il vento, contro il vento. Ricordate sempre che il pedalatore è un hobbista, evita il vento come può, pedala in gruppo soprattutto per scroccare il "passaggio a ruota", per non sentirsi solo e per chiacchierare, non si mette in testa per tirare il gruppo e fare andatura, non migliorerà mai. Il ciclista è ciclista, usa il vento per allenarsi e migliorarsi; essere ciclista e’ uno stile di vita. Siate ciclisti e non pedalatori. Saluti ciclistici.  

 



mercoledì 1 luglio 2026

Consiglio su come migliorare la prestazione in salita (e per passare di livello da pedalatore a ciclista).

Nei video, il consiglio, per passare di livello, da ciclista a pedalatore e il consiglio, per migliorare la prestazione in salita. Se gli allenamenti con strumenti elettronici funzionassero davvero non ci sarebbero tanti ciclisti e pedalatori che in salita "pedalano all’indietro"! E' un fatto notorio. Evidentemente non basta leggere il dispositivo elettronico! Occorre "mentalizzare la salita" (Copyright Pedalareversoilcielo) e non sprecare soldi per le tabelle di allenamento, nessuno può conoscervi meglio di voi! Imparate ad ascoltarvi! Siete persone, non siete macchine. Pedalare è un gesto istintivo, non complicatelo. Imparare a pedalare collegati con la mente al gesto atletico, padroni della fatica, carattere ciclistico. Saluti ciclistici         

    
                   1° CONSIGLIO                                                                              2° CONSIGLIO

 
                         Imparate ad ascoltarvi. 

venerdì 26 giugno 2026

I miei CAMPIONI.

E con questo VIDEO ho detto la cosa più importante che c’era da dire,  per evitarvi vanagloria …quello che conta è solo questo. Per qualcuno potrà essere fastidioso, ma dovevo pur dirlo che la vera sfida da vincere é solo questa! Saluti ciclistici. 

 

martedì 23 giugno 2026

Come mi allenavo e come mi alleno ai tempi di Strava e della tecnica.

Mi insegnarono che il migliore allenamento è la gara. Ci allenavamo in segreto, a ritmo gara. Oggi Strava, il grande "condominio" virtuale dei pedalatori, e la tecnica, padrona delle nostre vite, non sono riuscite a cambiarmi la scelta di allenarmi "liberamente", a ritmo gara, perché il migliore allenamento è la gara, senza condividere i miei dati (a cosa serve?). Per allenarmi ho imparato a "sentirmi" e nel video spiego cosa significa. Saluti ciclistici. 

P.S. Ci allenavamo in segreto perché non dovevano sapere che ti allenavi, per non essere "marcato" a vista. E alla domanda se ti eri allenato, si rispondeva poco, non ho avuto tempo! Era sempre battaglia. Poi, imparammo a "leggere" la gamba e la forma della gamba "parla"! Altri tempi, altri ciclisti e in quel tempo non c'era ancora la condivisione social degli allenamenti. #storiedivitavissutasullastrada #storiepedalate #storiedatramandare 

lunedì 8 giugno 2026

Scuola di ciclismo ex post: come guardare indietro senza voltarsi.

Sono pochi quelli rimasti ciclisticamente attivi dopo avere praticato da giovani, il ciclismo, quando si imparano le basi dello sport, meglio e prima, la maggioranza inizia a pedalare a tarda età, senza esperienza, avendo come punti di riferimento il compagno di uscita, anch'egli, spesso, senza formazione di base, e/o le corse trasmesse alla TV, dove si vedono cose che gli "umani" non possono e non devono fare, ma li imitano e diventano la parodia del corridore prof. I pedalatori, hobbisti per antonomasia, fanno di tutto e di più, fanno e non ci pensano più di tanto, come per esempio, quando si voltano per guardare indietro, con grave pericolo per se e per gli altri....con una mano sul manubrio, e l'altra agitata nell'aria, a salutare o indicare oppure appoggiata sul fianco, come un danzatore.....urlano, allungano e storcono il collo....voltandosi, possono perdere (e spesso perdono) l'equilibrio....pedalano in modo totalmente precario.... basta una buca o un contatto improvviso con il compagno d'uscita, e finiscono sull'asfalto...abbandonano la bici "al caso"....si contorcono, come serpenti...la bici ondeggia, sbacchetta, senza governo..... interpretano scene tragicomiche. E allora sommessamente, un consiglio alla popolazione pedalatrice, su come guardare indietro, senza voltarsi, ma solo quando non se ne può fare a meno... perché non serve voltarsi per vedere chi sta a ruota.....basta l'ombra sull'asfalto o il rumore della catena o degli pneumatici o il fiato corto di chi ti insegue o lo squillo del computer...anzi vi consiglio di allungare il passo quando "rientrano", in modo da non dargli tempo di prendere fiato e succhiarvi la ruota, per risparmiare energia e battervi in volata, o "scattarvi in faccia"; quando è "battaglia" è "battaglia" nessuno è "fratello di pedale". Allora come fare per voltarsi indietro correttamente? Si guarda da sotto il braccio per mantenere le mani sul manubrio e una posizione corretta in sella. Vi lascio al mio video tutorial. Saluti ciclistici. 
                             
   
       

Spagna. Puntine sulla strada: allerta per la sicurezza dei ciclisti.

La notizia QUI  . In breve. La Federazione Ciclistica della Comunità Valenciana, denuncia " molestie e criminalizzazione dei ciclisti" dopo il ritrovamento di puntine da disegno sparse sulla strada statale, a Tàrbena. Un residente ha raccolto circa quaranta spilli sparsi sulla riva destra della strada statale CV-715 , in un tratto di cinque o sei chilometri tra Bolulla e Tàrbena. Li ha trovati mentre faceva un giro in bicicletta e ha segnalato la situazione pericolosa. Un abitante del luogo ha spiegato che "c'erano molti spilli e si vedevano persone ferme a guardare le ruote". Le amministrazioni comunali e il settore turistico stanno organizzando un incontro per studiare soluzioni che garantiscano sicurezza e convivenza. Niente di nuovo sotto questo cielo: nel 2018, in Italia, alle Nove Colli, furono sparse tante puntine sulla strada e non  furono mai trovati i responsabili. E la situazione è andata oltre, in Italia, anche sui social, dove si fomenta  e monta l'odio verso i ciclisti, tanto che la Fondazione Michele Scarponi ha deciso di perseguire penalmente gli odiatori social, scoperti o segnalati. Inutile nascondere la testa sotto la sabbia, l'odio e l'invidia quale causa scatenante, è diffuso, e se non ci fosse il codice penale, si assisterebbe ad un "regolamento di conti" massiccio e sistematico. Ovviamente ci sono automobilisti che si comportano correttamente. Ma non possiamo far finta di niente. 

Questa è la notizia riportata dai media spagnoli. Veniamo a noi, ciclisti italiani. "Se Atene piange, Sparta non ride". Il "giocattolo si è rotto" anche in Italia. Eravamo "4 ciclisti" su strada, molti anni fa, quando c'erano molti meno automobilisti; ci contavamo. Le cose sono cambiate, soprattutto a partire dal 2020. Oggi, tanti, forse troppi ciclisti e pedalatori si riversano sulle strade asfaltate, rendendo difficile, la convivenza con gli automobilisti, alle prese con un traffico in crescita esponenziale, oramai insostenibile, non solo dal punto di vista economico, visto il caro carburanti e la spinta inflazionistica. Insomma le strade asfaltate sono diventate troppo piccole per tutti! Cosa accadrà in futuro? Non lo so e nessuno può saperlo, le cose sono in continuo movimento e in profonda trasformazione, e tutto sembra compromesso da una situazione generale insostenibile e non solo sulle strade. Visto l'acuirsi dei conflitti sulle strade e nei social, tra alcuni automobilisti e ciclisti, l'aumentare degli incidenti stradali, spesso con morti, bisognerebbe comprendere, che le cose sono cambiate per sempre. Consiglio: toglietevi dalle strade asfaltate e seguite il consiglio che una mattina di qualche anno fa, mi urlò, un automobilista odiatore seriale: " Andate nei boschi a rompere....."! Per chi invece sceglierà di continuare a fronteggiarsi sull'asfalto, con gli automobilisti, alcuni di loro, sempre più intolleranti e frustrati dalla vita, consiglio, di smettere di praticare il ciclismo "condominiale" e quindi di non uscire con gruppi numerosi e di non pedalare ammucchiati, invadendo la garreggiata, inoltre consiglio di pedalare nelle strade secondarie.....se invece vivete in città ingolfate dal traffico, allora le soluzioni sono due: o vi caricate la bici e la portate altrove, oppure rulli a go go, così è, questo è!  La cosa incredibile è che i marchi di biciclette non capiscono la gravità della situazione, che comprometterà anche i loro profitti, per via dell'aumento crescente dei prezzi, dell'omologazione della produzione in serie, e dell'inflazione; si ostinano ad investire nelle corse professionistiche, sempre più noiose, completamente lontane dalla realtà dei ciclisti amatoriali e dei pedalatori. Non capiscono la situazione reale. Non serve disegnare bici nella galleria del vento, quando, tra semafori, incroci, traffico, l'aerodinamica non serve a niente. Cari marchi: non coccolate i Big prof, prendetevi cura delle sorti dei vostri clienti, cioè dei ciclisti amatoriali e dei pedalatori. Se non ci saranno più ciclisti e e pedalatori disposti a comprare ogni anno o poco più, bici nuove, dovrete togliere lo sponsor ai team, e per l'effetto, i campioni saranno licenziati e finiranno a pescare sul fiume. Per ora muovete ancora soldi e allora potete fare voce grossa con i Governi, spiegandogli, cosa significa mobilità sostenibile e che la salute pubblica passa per l'esercizio fisico, anche quello fatto con la bici.  Per chi volesse invece evolversi e adattarsi al cambiamento in atto, consiglio la lettura di questo post CLICCA QUI    Saluti ciclistici. 

mercoledì 27 maggio 2026

Test Concept Scott RC Race Gravel con ruote DT SWISS 32 pollici: quello che c'è da sapere e quello che scrissi.

Avevo sentito nell'aria "odore di tendenza" e nel post pubblicato il 4 maggio scorso, anticipavo gli eventi. Ora ritorno sull'argomento con una novità. Il marchio svizzero Scott Bike ha prodotto due esemplari del Concept Race Gravel Bike per ruote da 32 pollici, non destinato alla produzione, affidandole a due corridori, iscritti alla più prestigiosa Race Gravel, la massacrante e celebre Unbound Gravel, che si svolge ogni anno, a Emporia (Kansas) USA. Dunque la Scott Bike ha fatto realizzare specificatamente due telai per testare le ruote da 32 pollici, questo a riprova della mia regola: è la ruota che fa il telaio, tutto "gira" sulla scelta delle ruote; un telaio di media gamma con ruote top di gamma sarà più performante di un telaio top di gamma con ruote di media gamma. Target: verificare la prestazione delle ruote da 32 pollici nel mondo Gravel. Per la cronaca il test sarà fatto con ruote concept da 32 pollici DT SWISS con tubeless Schwalbe RX da 32 x 50 mm e componentistica mista Road/Gravel, suffragando quanto scrissi a proposito della tendenza ad uniformare il prodotto strada/Gravel: per un esemplare, Shimano XTR - GRX con comandi Dura Ace e pedivelle da 160 mm, per l'altro, Sram Red AXS XLPR. 

Ma la ruota da 32 pollici non è una novità assoluta, esiste già nella MTB (dalla 29 pollici alla 32 pollici misurando distanza mozzo-tubeless, larghezza del cerchio da 73,7 cm a 80/81 cm). Con la Gravel Bike si possono utilizzare diverse tipologie di ruote e pneumatici di varie larghezze e tassellature, a seconda del percorso, terreno, gara: si va dalla ruota 650 B con diametro interno 58,4 cm, corrispondente alla 27,5 MTB per montare tubeless più larghi e tassellati, ideali per Gravel tecnico e Bike Packing, al classico cerchio 700C (diametro interno di 62,2 cm, esterno, cioè mozzo-tubeless 700 mm circa) e finendo al prossimo cerchio da 32. 

La corsa test. Il laboratorio scelto è Unbound Gravel nel formato XL per corridori professionisti: 575 km ininterrotti, senza assistenza tecnica e meccanica, con qualche breve pit stop per cambio borracce, barrette, e pulizia bici. L'altimetria prevede un punto più alto di 484 metri e punto più basso di 317 metri. In pratica si tratta di un anello devastante fatto di polvere, fango, sassi e vento. Niente è paragonabile. Gli altri formati minori sono 200, 100, 50 , 25, juniores. Il link del sito ufficiale CLICCA QUI 

Conclusioni. Cara Scott Bike mi fa piacere del "nuovo" test, e chissà se avrai letto il mio post, prima del lancio del nuovo "laboratorio" mobile, ma non c'è da attendere il responso promozionale del test commissionato ai due corridori, le risposte le avevo già date al lettore del Blog, il ciclista Michele, nel post del 4 maggio citato : " ..il cerchio largo 32 per Gravel ha molta inerzia, quindi mantiene più facilmente la velocità, inoltre migliora il comfort, aumenta la stabilità e la gestione delle curve tecniche, agevola il passaggio sui percorsi più impervi, ma diminuisce lo scatto, la prestazione in salita, questo dal punto di vista della prestazione. Ovviamente aumenta il peso sia della bici/forcella, sia delle ruote/tubeless......" Aggiungo che la scelta dipende dalla tipologia Gravel.....il Gravel in pianura o nei sentieri impervi, attraversando torrenti, passando sopra massi e rocce di media e grandi dimensioni, il canale 32, può avere un senso, un utilità concreta...il Race Gravel fatto in salita, dura, su terreni boscosi e foreste pluviali, senza particolari forme rocciose, con pozze d'acqua, e piccoli canali, allora il 32 è una zavorra.....dipende dal gravelista....quello leggero, che rilancia ed accelera sempre, anche no." 😉  CLICCA QUI

Ovviamente il marketing lavora "nelle tenebre" ed anticipa i lanci, generando preventivamente, la libidine dell'acquisto compulsivo; sarà tutto pronto per la produzione di serie del telaio e delle ruote in questione. Come ebbi modo di anticipare tempo fa, nei post pubblicati, con etichette NovaVitaGravel, il mondo Gravel, avrebbe rappresentato il nuovo laboratorio per i marchi/produttori, e così è stato! Anche questo test della Scott Bike lo dimostra e altri marchi proveranno prototipi per le 32 pollici alla Unbound Gravel; tutto e’ in fermento! Infine come preannunciato, la tendenza sarà quella di creare modelli universali, multi impiego, multi strade o come dico io, una bici per tutta le strade, tutte le strade per una bici... è sufficiente guardare il concept della Scott RC Race Gravel 32 pollici per capirlo definitivamente.....cambiateci le ruote/tubeles e potrete pedalarci ovunque. La bici da corsa, che chiamo bici da strada asfaltata, è superata concettualmente, non ha più senso per un ciclista amatoriale (quelli del Bar Pedalatori, urleranno per partito preso o sveniranno pensando al prezzo pagato per il nuovo acquisto). Come sempre mi porto avanti, sommessamente e audacemente. Saluti ciclistici. 

 


venerdì 22 maggio 2026

Pedemonte Altavia si aggiudica la Menzione d'Onore al XXIX Premio Compasso d'Oro ADI. La prima volta per una Gravel Bike made in Italy.

La XXIX edizione del Compasso d'Oro ADI, i cui progetti made in Italy selezionati, erano stati annunciati il 15 aprile scorso, è terminata con un grande successo: la Pedemonte Altavia si aggiudica la Menzione d'Oro al XXIX Premio Compasso d'Oro ADI ed è entrata a far parte di diritto della Collezione Storica Compasso d'Oro ADI, dichiarata nel 2004 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, di "eccezionale interesse artistico e storico". La Pedemonte Altavia è l'unica Race Gravel Bike, pensata, costruita e verniciata completamente in Italia, ad essersi pregiata di questo prestigioso ed ambito premio! Idea e bellezza italiana performante: "Quando l'idea diventa una macchina che crea l'arte" (Sol Lewitt). Orgoglio genovese. Complimenti alla Pedemonte Bike. Condivido alcuni scatti esclusivi, della Pedemonte Altavia, in mostra a Milano e dell'onorificenza concessa. Consiglio anche la lettura del post della candidatura CLICCA QUI   Ho intuito la qualità e l'esclusività della Pedemonte Altavia e sono soddisfatto del premio e continuo a consigliarla a chi vuole il TOP su misura. Per leggere il test CLICCA QUI Saluti ciclistici.   

 

   


domenica 10 maggio 2026

TEST OAKLEY META VANGUARD. I ciclisti e le action camera: quali e perché.

Premessa. Comprano action camera costose, ma con scarsa autonomia, e per usarle si imbracano come se fossero bungee jumper e si dovessero lanciare con un elastico dai ponti, oppure le drizzano sui manubri avvitandole a strutture complicate e tozze, alla faccia dell'aerodinamica, e tutto questo per girare, mezz'ora di noiosi, ripetitivi filmati delle solite pedalate, per condividerli via social! Dai ragazzi, siamo sinceri, action video, come questi, sono ovunque, tutti uguali, anonimi, danno assuefazione, a chi glie ne importa più! Ma non voglio parlare di questo, "O purpo se coce dint'all'acqua soja", voglio spiegarvi una cosa importante.  

Il problema. Come difendersi in caso di incidenti stradali e di aggressioni da parte degli automobilisti? Ai ciclisti servono prove documentali per il processo penale e civile. La soluzione. Scegliete action camera che possano riprendere il vostro giro, MA TUTTO IL GIRO, senza problemi di autonomia, dotati di una camera discreta, elegante, persino nascosta e se possibile che non aggiunga peso, ed ingombro alla bici o finisca appiccicata addosso, ci vuole classe ed eleganza, siamo ciclisti e non videomaker o registi, dobbiamo pedalare ed allenarci, non dobbiamo vincere l'Oscar del regista della domenica. 

Dunque ecco il test dell'occhiale Oakley Meta Vanguard, leggero, con lenti Prizm e camera integrata, dotata di potente autonomia: dopo 8 ore di filmato, foto, e tre chiacchierate al telefono è stata  consumato solo il 30% della carica, e tutto questo, senza mai togliere le mani dal manubrio, utilizzando solo il comando vocale! Autonomia massima 36 ore. E in più, ovviamente, essendo un occhiale, protegge gli occhi dal sole e dagli insetti, con lenti resistenti e capaci di una discreta resa visiva. Condivido un breve filmato dimostrativo, girato lungo la discesa dai monti Lessini, si sente anche il gracchiare della telefonata. Ovviamente la resa delle immagini è inferiore a quella di una GoPro o Insta360, tanto per fare un paragone, ma a sua volta, gli Oakley Meta Vanguard hanno un autonomia superiore a questi prodotti, che puntano solo a fare video di qualità, e a non "testimoniare" il giro del ciclista.  Insomma quando le GoPro e le Insta360 si scaricano, gli Oakley Meta Vanguard continuano a catturare immagini, foto e a telefonare! Per un ciclista è quello che conta; per un videomaker non è sufficiente: a voi la scelta. La qualità delle immagini-foto in 12 MP e video in 3K, è più che discreta e il video pubblicato risente un po’ della compressione dei media. Ovviamente gli Oakley hanno un altro vantaggio, quello che non devono essere installati sul manubrio o casco o "indossati" sulla maglia. L'unico "problema" forse è il prezzo di  mercato 499 euro (in linea con la concorrenza), ma ne vale la pena, trattandosi di un dispositivo "salva ciclisti", indispensabile nell'attuale società violenta che odia il prossimo, soprattutto sulle strade asfaltate. Sono disponibili anche altri occhiali ad un prezzo inferiore, come Ray -Ban Wayfarer Meta con foto da 12 MP e video HD, autonomia massima di 36 ore, a 269,25 euro. Ma esistono action camera classiche, meno performanti, con una resa video inferiore, in formato 1080, con ottima autonomia, ad un prezzo molto competitivo, da installare anche sul casco o indossare con una calamita. Bastano ed avanzano per tutelarvi. Siate ciclisti e non pedalatori. Siate ciclisti furbi e prudenti. Saluti ciclistici. 

       

lunedì 4 maggio 2026

Tubeless Gravel non inferiori a 50 mm: consiglio.

Ciclisti e pedalatori gravellisti....ALT ! Fermi, prima che il verbo del marketing, vi confonda (anche questa volta) e vi induca in tentazioni, convincendovi che utilizzando tubeless non inferiori a 50 mm, diventerete più veloci della luce, invisibili anche al luminol, potenti più della luce solare, più affascinanti ed irresistibili.....guardate questi due shorts....ascoltate quello che ho da dirvi e consigliarvi.....prima che mettiate mano al portafoglio.....dopo di che....fate voi! Saluti ciclistici. 

          

venerdì 1 maggio 2026

Attenti al CARBOIDRATO "massiccio e selvaggio" assunto scimiottando i prof.


Ciascuno ha la propria unicità.  L'effetto emulativo può nuocere anche alla salute fisica.Un'assunzione smisurata e non controllata dei carboidrati è sconsigliata dagli esperti. Siate prudenti. Consultate il medico e non il giornale sportivo o la corsa alla TV! La salute è il bene più prezioso. Non lo vincerete mai Tour e Giro nello stesso anno😉!!!! Cercate almeno di vincere il fondamentale "premio" del benessere psico fisico 😉 Saluti ciclistici. 

martedì 21 aprile 2026

Ciclismo adatto al tempo attuale nella Riserva Regionale Tevere Farfa.

Cos'è il ciclismo adatto al tempo attuale ? Pedalare ovunque, in qualsiasi luogo, con un unica bici, come la Pedemonte Altavia, senza perdere velocità, perché realizzata su misura, con geometrie ed assetto simili alla bici da corsa (alias bici da strada asfaltata), come spiegato nel test (per leggerlo CLICCA QUI).Voi ci riuscite con la vostra bici? 🤨 Oggi l'ho praticato nella Riserva Regionale Tevere Farfa, lungo tracciati in ghiaia e in erba, attraversando la zona di protezione integrale, l'altana degli isolotti, la foce del fiume  Farfa, il bosco allagato e il Capanno della Palude, quest'ultimo raggiungibile solo a piedi, percorrendo i pochi metri, del sentiero della Fornace, lungo le traversine di legno, approfittandone per distendere la muscolatura stressata dallo sterrato/terra; pedalare Gravel è più impegnativo per abilità e sforzo fisico, rispetto al ciclismo praticato con la bici da corsa, alias bici da strada asfaltata, oramai non più adeguato ai tempi moderni, a causa dell'alta densità del traffico e dell'inquinamento. Nella riserva è possibile salire (a piedi) sulla torretta ed entrare nei diversi capanni birdwatching per osservare le zone frequentate dagli aironi, cormorani, svassi, anatre e rapaci, come il falco pescatore e il nibbio bruno, pesci, anfibi, rettili e cinghiali (è stato emozionante pedalarci accanto, per un breve tratto) e caprioli. La zona umida  si sviluppa attorno al tratto del fiume Tevere, alla confluenza, lungo il corso del torrente Farfa e al Lago di Nazzano di origine artificiale. Intorno alla riserva ci sono borghi e per l'occasione sono salito a Montopoli di Sabina, arroccata sulla collina, ma pedalando sulla strada asfaltata, abbastanza trafficata. Consiglio la consultazione del sito della Riserva CLICCA QUI . La Natura è la bellezza del Gravel. 

   
 
 
  

Lo stato delle cose. La città degli uomini, un tempo, era uno spazio recintato nel mondo naturale, oggi, ha preso il posto della natura, ridotta a spazio recintato nel mondo artificiale della città. L'uomo ha oltrepassato ogni misura nel dominare la Natura: acqua e aria contaminati, vegetazione minacciata dalla desertificazione, la fauna in molte sue specie verso la via dell'estinzione, nonostante che l'uomo abbia nell'ambiente naturale la condizione imprescindibile della sua esistenza. E tutto questo è diventato la nostra nemesi; ci avvelena e ci fa ammalare nel corpo e nella mente. Noi siamo natura, siamo la natura, quindi i parchi naturali e le riserve naturali diventano un atto di civiltà, di speranza, di coraggio, di cultura e soprattutto di resistenza contro la degradazione degli esseri viventi e della Terra; sono il rifugio, anche per ciclisti e pedalatori.  Tutti gli esseri viventi sono connessi tra di loro; ognuno è indispensabile all'altro. Tutti gli esseri viventi formano il sistema Vita. Gli umani non potrebbero vivere senza gli altri esseri viventi. Non ci vuole un premio Nobel per capirlo. 

Se volete sentire una carezza sul cuore, un soffio di vento far vibrare l'anima, allora visitate, con rispetto ed intelligenza, i Parchi naturali e le Riserve naturali, ne scoprirete la bellezza e l'importanza; fateli diventare parte della vostra vita, perché in fondo sono la nostra vita. I parchi naturali e le riserve naturali sono un atto di amore verso l'uomo e la Terra. Ringrazio i Guardiaparco e i Carabinieri Forestali e tutto il personale amministrativo per il prezioso ed insostituibile lavoro per la tutela e la conservazione della Natura, la nostra casa, con un lavoro impegnativo e altamente professionale, fatto di passione, competenza, rischio e amore per la Natura.



Un ringraziamento alla @regionelazio.official per averci donato la rete @parchilazio, uno scrigno magnifico e di straordinaria bellezza; tesoro da custodire e proteggere anche per le future generazioni; la speranza nel domani. Com’è noto ho pedalato sulle Alpi e gli Appennini passando per l’Etna, ma ogni volta che pedalo nei @parchilazio, mi emoziono ancora e mi sento protetto.  E a proposito delle vacanze nella quiete ne avevo già parlato QUI Consiglio di pedalare nei parchi e nelle riserve italiane ed in particolare nel Lazio. Saluti ciclistici.

domenica 12 aprile 2026

La divisa del ciclista.

Quando indosso la DIVISA, mi EMOZIONO; non è solo la MAGLIA, è la STORIA, fatta di sport ed amicizia. Questa DIVISA, per me, è una seconda pelle. Saluti ciclistici.                                          

      



mercoledì 1 aprile 2026

Le "riserve per ciclisti". #freecar #freesmog #nocarbrain

  
                                                                   
Cos'è la "riserva per ciclisti" (Copyright © PEDALAREVERSOILCIELO)? E' un percorso free car, una palestra+rifugio, come quelle che si vedono nei video.....allenamento "fuori soglia", fino ad esaurimento forze e appagamento della determinazione.... rafforzamento del carattere, miglioramento della risposta cardio vascolare....salite con pendenze "spacca gambe"..... affinamento del manico.......irrobustendo spalle...migliorando l'equilibrio.....potenziando core e glutei... si scende e si sale! E' un "gioco a pedale". Quiete o silenzio, senza l'ansia e il pericolo del traffico, cosa volere di più! Ideale per allenarsi in qualità, come spiegato in questo post CLICCA QUI . 

P.S. Qualcuno doveva pur scriverlo ….vi preoccupate di quello che mangiate, di essere in forma, di non mangiare carboidrati o di mangiare equilibrato o sugar free, MA pedalate nel traffico e respirate smog, come se fosse normale e lo smog uccide e causa malattie gravi! Ragazzi vi auguro il CAMBIAMENTO, anzi CAMBIA-MENTI. Saluti ciclistici. 
 
 

La logica troglodita e antropocentrica di chi considera la Terra solo "sua", è anche quella di chi pensa che le strade pubbliche siano solo “sue", e considera animali selvatici e ciclisti, come "diversi" e “bestiacce”! Guardate questo cortometraggio (fino alla fine) e leggete questo studio scientifico che spiega perché odiano i ciclisti CLICCA QUI . Un esempio: gli spari su 6 ciclisti della SC PADOVANI POLO CHERRY BANK rimasti illesi, ma fortemente spaventati, accaduto nel dicembre 2025 sulla strada SS12 in Val d'Adige nei pressi di Dolcè (Verona), ad opera di un automobilista di 25 anni, il quale, secondo quanto riferito alle Forze dell'Ordine, avrebbe agito per insofferenza e odio verso i ciclisti! In pratica i ciclisti sono stati considerati alla stregua di animali selvatici da cacciare con arma ! Saluti ciclistici. 

 

venerdì 20 marzo 2026

Facciamo chiarezza sulla bici da corsa


Quella che chiamano in modo pedissequo, ecolalico, bici da corsa, io la definisco per quello che limitatamente è, cioè bici da strada asfaltata (Copyright © PEDALAREVERSOILCIELO). Saluti ciclistici. 

Il ciclista amatoriale e il burnout #mentalcoach

Parlando da molti anni con i ciclisti amatoriali , ne conosco i pensieri comuni, i problemi....e allora ho pensato di scrivere alcuni post utili. Inizio con questo......
Pedalare significa anche dopamine, flow state, eccetera; ma sei davvero felice quando non pedali?
Se ogni volta che scendi dalla sella, senti un corto circuito, interrompere la felicità, allora, non smettere di farlo e cambia la vita o cambia vita. 
Quando senti quel peso, non lasciarti andare, pedala nella Natura, di cui sei parte, svuotati da ansia e paura....la tua mente, il tuo corpo ti sta inviando alert...devi "resettarti"...hai bisogno di ritornare ad essere te stesso....un corridore, un ciclista.....e cosa fa il corridore, il ciclista? Pedala e pianifica la prossima stagione agonistica, o la prossima uscita nella "riserva"...pianifica una nuova vita....siamo animali, abbiamo bisogno di seguire il nostro istinto e di vivere nella Natura....forse tu non sei un aziendalista, ma sicuramente sei un corridore, un ciclista, che quando non pedala, lavora! Quando parte la fuga o la volata, non puoi rimanere ancora nella pancia del gruppo, devi uscire al vento e andare incontro alla sfida! E allora devi fare "quel primo passo", che non ti porterà (subito) dove vorrai, ma almeno ti toglierà da dove sarai... è tempo di downshifting, cioè la soluzione pratica al disagio esistenziale a cui siamo costretti.. per perseguire il concetto di soddisfazione della vita, piuttosto che l'effimero successo lavorativo....scalando le marce, un pò alla volta....quando incominci a svegliarti con l'angoscia, con la paura, di recarti al lavoro.... calma e sangue freddo...è tempo di cambiamento...prima di finire travolto totalmente e definitivamente....prima di finire al limite ed oltre.....ma non preoccuparti....è il segno del destino e del cambiamento..... non possiamo essere "solo una persona", "una sola scelta".... l'unica cosa certa nell'evoluzione della vita, è il cambiamento....è inutile opporsi al "fluire dell'acqua"....è tempo per nuova vita, per essere felici. 

 


Lavoro, tutto qui ?! Ci hanno abituato al concetto che il lavoro sia tutto, "il tutto"! Ma quando trascorriamo una parte del nostro tempo significativa, lavorando, recuperando dal lavoro, compensando lo stress del lavoro, o facendo tutto quello necessario per trovare, prepararci e mantenersi al lavoro, quanto del nostro prezioso tempo sia davvero nostro, quanto siamo davvero noi stessi, quanto il lavoro sia davvero la propria vita? Non tutti riescono a trovare la felicità nel lavoro, a lavorare con gioia, per sempre.......ci sono persone fuori dagli schemi, prestati al lavoro, per necessità, o a fine carriera (perché c'è sempre una fine)....oppure ci sono persone che hanno realizzato il progetto iniziale......allora avranno bisogno del cambiamento, di vivere un nuovo sogno libero, di sentirsi finalmente fuori dalla gabbia, fatta di obblighi, di liberarsi dalla "devozione al lavoro"...perché non è sempre detto che il "piacere" di lavorare e lo sviluppo personale ad esso connessi, siano condizioni capaci di migliorare la vita e di farci sentire davvero felici......abitudine al lavoro non significa vivere felici....il lavoro ci logora senza esserne del tutto coscienti... il lavoro non ha tutta quella importanza esistenziale che pensiamo....il lavoro non dovrebbe consumare le persone...ma è così, ci consuma...ma cosa ci sarebbe di davvero grandioso nel lavoro, da pensare che tutti debbano lavorare per la maggior parte del tempo!? E' davvero un lavoro scelto consapevolmente, è davvero un lavoro che ci fa crescere, che ci fa ancora crescere? Insomma può accadere che il lavoro sia un adattamento che non porti gioia.....ma non puoi o vuoi rinunciarci....e allora la gioia andrà cercata e trovata altrove, fuori dall'ordinario...prima di essere travolti e portati al limite....prima che sia troppo tardi e diventi malattia.....non è mai troppo tardi per cambiare, per non avere rimpianti, per salvarsi...abbiamo una vita sola.... dobbiamo averne cura, trovando la "cura per l'infelicità"...non si può vivere secondo lo schema "produci e consuma".... ci rende dipendenti dall'effimero, ci controlla con il consumo compulsivo, ci rende schiavi di cose che non ci servono, che non ci rendono davvero felici.....togliere il superfluo, per essere liberi e quindi felici...."lavorare per pagare"......guadagnare 100, per spendere 100.... lavorare per recuperare dallo stress indotto dal lavoro....è un gioco truccato, non si vince......la pensione? E' assurdo attenderla e non risolve, anzi ..... e allora.... CAMBIAMENTO e soprattutto non smettere di pedalare... senza limiti...perché la bici ci SALVA.... ci emoziona e ci fa sognare, ancora, nonostante tutto e tutti ! Siamo ciclisti. Saluti ciclistici.

venerdì 27 febbraio 2026

"Anagrafe ciclistica" aggiornata.

Il "ciclista evoluto" fa la messa a punto/manutenzione nel garage .....pedala tanto, ma in modo evoluto.....con biomeccanica avanzata.....dieta personalizzata....controllo dei watt......chilometri, medie, percorsi memorizzati nel data base....  niente è lasciato al caso.......sfida le salite e i "lunghi"......obiettivo annuale è aumentare chilometraggio totale MA secondo qualità ........possiede più di una bici da corsa per non rimanere a piedi.....è il punto di riferimento dei compagni di uscita.....il "capitano"......

il "ciclista ortodosso"…..ciclista alla lettera ......se ne infischia del marketing... essere ciclista è uno stile di vita.....è il ciclista a fare la bici e non è la bici a fare il ciclista.....il motore della bici è il ciclista....contano le gambe....pedala con qualsiasi bici e non se ne fa un problema ...se cambia bici lo fa solo se ne vale la pena......per lui si è ciclisti sempre....quando si dorme ...quando si mangia....fa vita regolare...vita da ciclista....si fa la manutenzione ordinaria e si rivolge al meccanico solo per questioni complicate.....sogna il telaio artigianale fatto su misura..... una bici è per sempre, "one bike forever"....la bici è "l'amico migliore", "il partner di vita sportiva"........ la salita è la sua preghiera laica... ha iniziato a pedalare da giovane...per lui il made in Italy è quello prodotto interamente in Italia ....tiene la bici in casa perché fa parte della famiglia......conosce la differenza fra moglie e bici ("la bici non ti dice mai di no")......generalmente non possiede auto e non gli piacciono...non sopporta le moto, le due ruote sono quelle silenziose, azionate dalla fatica del cuore e delle gambe.....quando non pedala, si muove a piedi (anche in modalità trekking) o con i mezzi pubblici.....per lui la bici è una scelta esistenziale e di orgoglio....

il "pedalatore marketizzato" ..."venera e adora" il marketing.....cambia la bici da corsa secondo le tendenze del ciclismo professionistico...per lui è la bici a fare ciclista e l'aerodinamica dipenda solo dalla bici....la posizione in sella per lui è un "particolare" trascurabile......non cerca "emozioni pedalate", ma adorazione e complimenti da chi non può permettersi le sue bici top...per questo sfila persino sulla ciclabile, per farsi ammirare con la bici dei sogni......subisce l'influenza del negoziante e ci tiene ad essere il migliore cliente..........senza di lui quante famiglie sarebbero sul lastrico.... il circuito economico si interromperebbe......i negozi chiuderebbero...........osserva gli altri con sufficienza....tendenzialmente non saluta e quando diventa stanco ovvero "non gli arriva più  sangue al cervello" diventa irascibile  ......non sopporta le divise sociali perché lo confondono con gli altri......lui è il migliore......di solito possiede molte bici per potere sceglierle secondo il percorso.....è il principe dei pedalatori.....

l'ex "BIG"di turno.....  è "saltato"....ha fatto "la fine dei botti a muro".....ha fatto "BOOM" .....ieri BIG, oggi ex BIG........gli rimane la gamba depilata....un tempo sempre in fuga per vincere l'uscita domenicale dove si regolavano (regolano) i "conti sportivi".....la strada doveva sancire il più forte e quello era lui......strigliando chi aveva l'ardore di andare in fuga con lui.... "ma che vieni a fare se non sai tirare"......."se devi soffrire cambia sport".......MA tutto cambia.... dietro l'angolo, c'è sempre il cambiamento, l'unica certezza, nel movimento della vita....era lì ad attenderlo...... interpretare il ruolo di BIG era diventato un macigno... troppo gravoso...con il tempo la "corona" diventa una iattura..."schiaccia" tutti....e l'orgoglio pesa ancora di più.....o BIG o niente...... declinarsi nell'oblio era l'unica per lui................diventando scooterista o badante di cani.... pedalando ogni tanto, ma lontano dal gruppo per non farsi vedere....perché il gruppo "non dimentica"......è finito il tempo in cui cambiava la bici, ma non il colore, per confondere ....qualcuno griderà il suo nome...altri gli risponderanno "non pervenuto"....avanti il prossimo EX BIG.......è una ruota che gira...è il circo della vita......i BIG passano e passeranno e le ruote continuano e continueranno a girare......MA tutto e tutti passano........la storia si ripete e si ripeterà........ciclisti è per sempre.....essere BIG dura una stagione della vita....troppo poco per essere ciclisti......

"il pedalatore granfondista"...ha praticato/pratica altri sport.......per lui conta mantenersi in forma ed essere visibile nella vetrina del movimento........è finito a pedalare per caso.....cerca preventivi per sognare la nuova bici.....ma la sua bici sarà sempre la migliore o l'ultima delle migliori....subisce il fascino del campione del ciclismo professionistico e lo celebra acquistandone la bici replica....segue ed osserva gli altri....informandosi su tutto e tutti.......partecipa alle GF, l'obiettivo stagionale, "è un partecipatore seriale" .... viaggia e pratica turismo sportivo d'élite, trasportando la bici in auto.....celebra il culto della sosta al bar con il "gruppo-gruppetto"...ama fare i lunghi e la sua salita di riferimento..........colleziona foto e momenti da "salotto ciclistico", da condividere sui social...ciclisticamente amico di tutti e di nessuno........essere di moda o apparire di moda?..........

il "pedalatore misoneista"........non vuole comprarsi la bici nuova...........odia le novità.........pedalatore per caso.......preferisce il panino alla barretta.... la fontana al bar...... pedala quando gli capita..."ha altro da fare"....non fa la vita da ciclista e non intende farla........poliedrico negli hobby............non vuole farsi prendere dalla passione per la bicicletta....quindi non eccelle con il pedale.... perché la "bici non ti regala niente", devi allenarti seriamente per andare forte....acuto ed intelligente osservatore social ....convinto solo delle proprie idee..........ideologicamente coerente, sostanzialmente ostinato, intransigente, si è chiuso nella gabbia esistenziale.....

"il pedalatore oniomaniaco"........la novità del mercato gli fa perdere i freni inibitori..... e mettere mano al portafoglio, preso dall'irrefrenabile impulso a comprarla.... è un consumatore seriale.........esce con il gruppo/gruppetto per mostrare la bici nuova.....passa maggiormente il tempo nel negozio di bici "sotto casa" o in quello di riferimento invece di allenarsi... ci vive stabilmente come "testimonial all'acquisto".....il suo entusiasmo per la bici nuova è contagioso.... induce e motiva i compagni di uscita a cambiare bici .....è il migliore "venditore amatoriale".....anch'egli è essenziale all'economia....

"il ciclista viaggiatore".......... pedala per il mondo in modalità Bikepacking o Cicloturismo.....da solo o in compagnia.... bici/treno/aereo/traghetto...ama la Natura e l'avventura.....spirito libero e solitario.....carattere forte.... tanta esperienza di vita e di pedale...spesso dorme sotto il cielo.....per lui viaggiare è scrivere il libro della vita......stimato ed invidiato....si riconosce per le borse e per il sorriso donato a chi incontra....saluta tutti perché vive in Pace.....come ogni ciclista è guerriero dei tempi moderni.....non sopporta limiti e spazi chiusi.... provate a pedalarci insieme almeno qualche chilometro....vi donerà ottimismo e consigli......esempio di vita e di sport.......quando finirà di girare la Terra, ripartirà o scriverà un libro....tutte le strade per un ciclista.....

"il corridore amatoriale".....non è ciclista, non è pedalatore, è corridore......sempre alla ricerca del team che lo "coccoli" con bici nuove e abbigliamento.....capitano o gregario o entrambi all'occorrenza.....oppure corridore indipendente....conta attaccare il numero alla maglia.....allenamento quotidiano....si "arrampica" tra famiglia e lavoro.... lavoratore prestato al ciclismo o lavoratore sottratto al lavoro.....la  bici non l'ama e non la lubrifica...."la tratta male".....sogna di vincere la corsa della vita...ogni anno rincorre peso forma, watt e certificato agonistico......passa il tempo, ma non molla.....stagioni agonistiche alternanti....appendere le scarpe al chiodo è l'incubo più grande....spesso tatuato, ama sfoggiare gambe depilate e massaggiate...........vive per la competizione......."corridore esistenziale"....sempre alla ricerca del preparatore giusto.......o non sgarra le tabelle di allenamento...... o  si allena senza "copione" (senza tabelle), secondo esperienza .... è una questione di personalità dominante e di esperienza consolidata.....

"il corridore professionista" non è di "questo mondo", quello amatoriale.......è un lavoratore famoso che si vede alla TV o un lavoratore famoso perché si vede alla TV....ogni anno spera nel contratto che gli eviti la vita normale.....quando chiuderà la carriera dovrà fare i conti con la bilancia e trovarsi un nuovo lavoro....il tempo cancellerà le sue gesta.....lo ricorderanno solo gli appassionati....la massa venera solo il campione....intorno al quale gira e si accende tutto il ciclismo professionistico....dal quale dipendono tutti gli sponsor.....è nato per scrivere le pagine epiche del ciclismo....possiedono bolidi, supercar o hypercar a seconda dei risultati agonistici stagionali....con il tempo o attacca la bici al chiodo e cambia vita o sale in ammiraglia.....

"il pedalatore- risparmiatore " è l'antitesi del "pedalatore oniomaniaco".... potrebbe comprarsi il "nuovo" e "l'aggiornato", ma lo ritiene inutile e costoso.. ........compra il nuovo solo se costretto, ma a prezzo scontatissimo e di bassa qualità......gli va riconosciuto il merito di non inquinare l'ambiente e di riciclare oggetti destinati alla discarica.... e in un mondo "malato" di consumismo seriale, è indubbiamente una qualità non comune ed apprezzabile..........pedala sempre e solo con la vecchia bici montata con copertoni e catene usurate, rattoppa le camere d'aria...è un vero appassionato di ciclismo.... colleziona centinaia di borracce ed oggetti originali dei team prof......indossa abbigliamento usurato e lavato poco (ma è una cattiva abitudine di molti ciclisti e pedalatori)....

il "pedalatore condominiale" non fa la vita del ciclista, spesso è pensionato......pratica solo il ciclismo sociale.... con e per il gruppo/gruppetto....vive il suo ciclismo nella comitiva a pedale...anche via chat....li farebbe o li fa dormire a casa pur di uscire insieme, appassionatamente.....e poi la solitudine non è per tutti...è per pochi....bisogna avere carattere....e lui non sopporta la solitudine....lo spaventa.....faticare con gli altri "pesa" di meno..... organizza giri lunghi per raggiungere luoghi lontani, da solo non ci riuscirebbe mai.......senza i compagni d'uscita si sente come "spoglio e fragile"....con il gruppo/gruppetto arriverebbe persino a Capo Nord, MA... se ci fossero bar, simbolo del ciclismo condominiale....per lui la sosta al bar è l'evento topico dell'uscita collettiva....è allenato all'accaparramento del dolce più succulento.... sarebbe disposto persino a discutere animatamente se ce ne fosse rimasto uno..... mangia troppi zuccheri e quindi ne è sempre a corto..... spinge oltre la propria "cilindrata" per non mollare la ruota di chi tira troppo forte e non fare brutta figura....la "succhia" e finisce "fuori giri"....ritornato a casa è spesso in stato confusionale per la stanchezza eccessiva....ci mette un pò prima di riprendersi................lo smartphone è pieno di foto monotone, di sorrisi spenti, espressioni stanche, abbracci collettivi, sorrisi di gruppo....ama e "odia" il suo gruppo/gruppetto...è parte della sua vita, non può più farne a meno....preferirebbe smettere di pedalare se non potesse più uscire con gli altri a cui è legato da un cordone esistenziale... il sabato o la domenica è festa ....finalmente il lungo settimanale....tutti presenti...chiacchiere e sudore.... invasione goliardica della strada...il ciclismo sociale è la forma più diffusa del ciclismo moderno....abbiate pazienza se invadono la strada...."sò ragazzi".....MA


......cari automobilisti, camionisti, furgonisti, motociclisti, scooteristi....ricordatevi: 1) dovete (è un obbligo, non una facoltà) sorpassarci ad una distanza non inferiore a 1,5 metri  e ove non fosse possibile, mantenendo un adeguato distanziamento laterale, come stabilito dal nuovo comma 9 -bis dell'art. 148 del Codice della Strada (trattasi di legge dello Stato e non chiacchiere da bar); 2) abbiamo diritto di ritornare a casa sani e salvi e nessuno può insultarci, minacciarci! La strada è anche nostra, non inquiniamo e contribuiamo a rendere la società gentile.....ma se, provate invidia e odio (visto quello che si legge sui social e ci urlate), allora pedalate anche voi,  per recuperare il benessere e l'equilibrio, il mondo vi ringrazierà. L'auto (come la moto) rende pigri, tristi, prepotenti, incattivisce e non fa bene alla salute...affrancatevi. Saluti ciclistici.