mercoledì 1 aprile 2026

Le "riserve per ciclisti". #freecar #freesmog #nocarbrain

 
                                                                     " Riserva
Cos'è la "riserva per ciclisti" (Copyright © PEDALAREVERSOILCIELO)? E' un percorso free car, una palestra+rifugio, come quelle che si vedono nei video.....allenamento "fuori soglia", fino ad esaurimento forze e appagamento della determinazione.... rafforzamento del carattere, miglioramento della risposta cardio vascolare....salite con pendenze "spacca gambe"..... affinamento del manico.......irrobustendo spalle...migliorando l'equilibrio.....potenziando core e glutei... si scende e si sale! E' un "gioco a pedale". Quiete o silenzio, senza l'ansia e il pericolo del traffico, cosa volere di più! Ideale per allenarsi in qualità, come spiegato in questo post CLICCA QUI . 

P.S. Qualcuno doveva pur scriverlo ….vi preoccupate di quello che mangiate, di essere in forma, di non mangiare carboidrati o di mangiare equilibrato o sugar free, MA pedalate nel traffico e respirate smog, come se fosse normale !! E lo smog uccide e causa malattie gravi! Ragazzi vi auguro il CAMBIAMENTO, anzi CAMBIA-MENTI. Saluti ciclistici. 
 
 

E se vi dicessi che la logica troglodita e antropocentrica di chi considera la Terra solo "sua", sia anche quella di chi considera sia le strade pubbliche solo “sue" , sia animali selvatici e ciclisti, come "diversi" e “bestiacce”! Guardate questo cortometraggio, fino alla fine e leggete questo studio scientifico che spiega perché odiano i ciclisti CLICCA QUI  . Saluti ciclistici 



venerdì 20 marzo 2026

Facciamo chiarezza sulla bici da corsa



La bici da strada asfaltata (Copyright © PEDALAREVERSOILCIELO). 

Il ciclista amatoriale e il burnout #mentalcoach

Parlando da molti anni con i ciclisti amatoriali , ne conosco i pensieri comuni, i problemi....e allora ho pensato di scrivere alcuni post utili. Inizio con questo......
Pedalare significa anche dopamine, flow state, eccetera; ma sei davvero felice quando non pedali?
Se ogni volta che scendi dalla sella, senti un corto circuito, interrompere la felicità, allora, non smettere di farlo e cambia la vita o cambia vita. 
Quando senti quel peso, non lasciarti andare, pedala nella Natura, di cui sei parte, svuotati da ansia e paura....la tua mente, il tuo corpo ti sta inviando alert...devi "resettarti"...hai bisogno di ritornare ad essere te stesso....un corridore, un ciclista.....e cosa fa il corridore, il ciclista? Pedala e pianifica la prossima stagione agonistica, o la prossima uscita nella "riserva"...pianifica una nuova vita....siamo animali, abbiamo bisogno di seguire il nostro istinto e di vivere nella Natura....forse tu non sei un aziendalista, ma sicuramente sei un corridore, un ciclista, che quando non pedala, lavora! Quando parte la fuga o la volata, non puoi rimanere ancora nella pancia del gruppo, devi uscire al vento e andare incontro alla sfida! E allora devi fare "quel primo passo", che non ti porterà (subito) dove vorrai, ma almeno ti toglierà da dove sarai... è tempo di downshifting, cioè la soluzione pratica al disagio esistenziale a cui siamo costretti.. per perseguire il concetto di soddisfazione della vita, piuttosto che l'effimero successo lavorativo....scalando le marce, un pò alla volta....quando incominci a svegliarti con l'angoscia, con la paura, di recarti al lavoro.... calma e sangue freddo...è tempo di cambiamento...prima di finire travolto totalmente e definitivamente....prima di finire al limite ed oltre.....ma non preoccuparti....è il segno del destino e del cambiamento..... non possiamo essere "solo una persona", "una sola scelta".... l'unica cosa certa nell'evoluzione della vita, è il cambiamento....è inutile opporsi al "fluire dell'acqua"....è tempo per nuova vita, per essere felici. 


Lavoro, tutto qui ?! Ci hanno abituato al concetto che il lavoro sia tutto, "il tutto"! Ma quando trascorriamo una parte del nostro tempo significativa, lavorando, recuperando dal lavoro, compensando lo stress del lavoro, o facendo tutto quello necessario per trovare, prepararci e mantenersi al lavoro, quanto del nostro prezioso tempo sia davvero nostro, quanto siamo davvero noi stessi, quanto il lavoro sia davvero la propria vita? Non tutti riescono a trovare la felicità nel lavoro, a lavorare con gioia, per sempre.......ci sono persone fuori dagli schemi, prestati al lavoro, per necessità, o a fine carriera (perché c'è sempre una fine)....oppure ci sono persone che hanno realizzato il progetto iniziale......allora avranno bisogno del cambiamento, di vivere un nuovo sogno libero, di sentirsi finalmente fuori dalla gabbia, fatta di obblighi, di liberarsi dalla "devozione al lavoro"...perché non è sempre detto che il "piacere" di lavorare e lo sviluppo personale ad esso connessi, siano condizioni capaci di migliorare la vita e di farci sentire davvero felici......abitudine al lavoro non significa vivere felici....il lavoro ci logora senza esserne del tutto coscienti... il lavoro non ha tutta quella importanza esistenziale che pensiamo....il lavoro non dovrebbe consumare le persone...ma è così, ci consuma...ma cosa ci sarebbe di davvero grandioso nel lavoro, da pensare che tutti debbano lavorare per la maggior parte del tempo!? E' davvero un lavoro scelto consapevolmente, è davvero un lavoro che ci fa crescere, che ci fa ancora crescere? Insomma può accadere che il lavoro sia un adattamento che non porti gioia.....ma non puoi o vuoi rinunciarci....e allora la gioia andrà cercata e trovata altrove, fuori dall'ordinario...prima di essere travolti e portati al limite....prima che sia troppo tardi e diventi malattia.....non è mai troppo tardi per cambiare, per non avere rimpianti, per salvarsi...abbiamo una vita sola.... dobbiamo averne cura, trovando la "cura per l'infelicità"...non si può vivere secondo lo schema "produci e consuma".... ci rende dipendenti dall'effimero, ci controlla con il consumo compulsivo, ci rende schiavi di cose che non ci servono, che non ci rendono davvero felici.....togliere il superfluo, per essere liberi e quindi felici...."lavorare per pagare"......guadagnare 100, per spendere 100.... lavorare per recuperare dallo stress indotto dal lavoro....è un gioco truccato, non si vince......la pensione? E' assurdo attenderla e non risolve, anzi ..... e allora.... CAMBIAMENTO e soprattutto non smettere di pedalare... senza limiti...perché la bici ci SALVA.... ci emoziona e ci fa sognare, ancora, nonostante tutto e tutti ! Siamo ciclisti. Saluti ciclistici.

venerdì 27 febbraio 2026

"Anagrafe ciclistica" aggiornata.

Il "ciclista evoluto" fa la messa a punto/manutenzione nel garage .....pedala tanto, ma in modo evoluto.....con biomeccanica avanzata.....dieta personalizzata....controllo dei watt......chilometri, medie, percorsi memorizzati nel data base....  niente è lasciato al caso.......sfida le salite e i "lunghi"......obiettivo annuale è aumentare chilometraggio totale MA secondo qualità ........possiede più di una bici da corsa per non rimanere a piedi.....è il punto di riferimento dei compagni di uscita.....il "capitano"......

il "ciclista ortodosso"…..ciclista alla lettera ......se ne infischia del marketing... essere ciclista è uno stile di vita.....è il ciclista a fare la bici e non è la bici a fare il ciclista.....il motore della bici è il ciclista....contano le gambe....pedala con qualsiasi bici e non se ne fa un problema ...se cambia bici lo fa solo se ne vale la pena......per lui si è ciclisti sempre....quando si dorme ...quando si mangia....fa vita regolare...vita da ciclista....si fa la manutenzione ordinaria e si rivolge al meccanico solo per questioni complicate.....sogna il telaio artigianale fatto su misura..... una bici è per sempre, "one bike forever"....la bici è "l'amico migliore", "il partner di vita sportiva"........ la salita è la sua preghiera laica... ha iniziato a pedalare da giovane...per lui il made in Italy è quello prodotto interamente in Italia ....tiene la bici in casa perché fa parte della famiglia......conosce la differenza fra moglie e bici ("la bici non ti dice mai di no")......generalmente non possiede auto e non gli piacciono...non sopporta le moto, le due ruote sono quelle silenziose, azionate dalla fatica del cuore e delle gambe.....quando non pedala, si muove a piedi (anche in modalità trekking) o con i mezzi pubblici.....per lui la bici è una scelta esistenziale e di orgoglio....

il "pedalatore marketizzato" ..."venera e adora" il marketing.....cambia la bici da corsa secondo le tendenze del ciclismo professionistico...per lui è la bici a fare ciclista e l'aerodinamica dipenda solo dalla bici....la posizione in sella per lui è un "particolare" trascurabile......non cerca "emozioni pedalate", ma adorazione e complimenti da chi non può permettersi le sue bici top...per questo sfila persino sulla ciclabile, per farsi ammirare con la bici dei sogni......subisce l'influenza del negoziante e ci tiene ad essere il migliore cliente..........senza di lui quante famiglie sarebbero sul lastrico.... il circuito economico si interromperebbe......i negozi chiuderebbero...........osserva gli altri con sufficienza....tendenzialmente non saluta e quando diventa stanco ovvero "non gli arriva più  sangue al cervello" diventa irascibile  ......non sopporta le divise sociali perché lo confondono con gli altri......lui è il migliore......di solito possiede molte bici per potere sceglierle secondo il percorso.....è il principe dei pedalatori.....

l'ex "BIG"di turno.....  è "saltato"....ha fatto "la fine dei botti a muro".....ha fatto "BOOM" .....ieri BIG, oggi ex BIG........gli rimane la gamba depilata....un tempo sempre in fuga per vincere l'uscita domenicale dove si regolavano (regolano) i "conti sportivi".....la strada doveva sancire il più forte e quello era lui......strigliando chi aveva l'ardore di andare in fuga con lui.... "ma che vieni a fare se non sai tirare"......."se devi soffrire cambia sport".......MA tutto cambia.... dietro l'angolo, c'è sempre il cambiamento, l'unica certezza, nel movimento della vita....era lì ad attenderlo...... interpretare il ruolo di BIG era diventato un macigno... troppo gravoso...con il tempo la "corona" diventa una iattura..."schiaccia" tutti....e l'orgoglio pesa ancora di più.....o BIG o niente...... declinarsi nell'oblio era l'unica per lui................diventando scooterista o badante di cani.... pedalando ogni tanto, ma lontano dal gruppo per non farsi vedere....perché il gruppo "non dimentica"......è finito il tempo in cui cambiava la bici, ma non il colore, per confondere ....qualcuno griderà il suo nome...altri gli risponderanno "non pervenuto"....avanti il prossimo EX BIG.......è una ruota che gira...è il circo della vita......i BIG passano e passeranno e le ruote continuano e continueranno a girare......MA tutto e tutti passano........la storia si ripete e si ripeterà........ciclisti è per sempre.....essere BIG dura una stagione della vita....troppo poco per essere ciclisti......

"il pedalatore granfondista"...ha praticato/pratica altri sport.......per lui conta mantenersi in forma ed essere visibile nella vetrina del movimento........è finito a pedalare per caso.....cerca preventivi per sognare la nuova bici.....ma la sua bici sarà sempre la migliore o l'ultima delle migliori....subisce il fascino del campione del ciclismo professionistico e lo celebra acquistandone la bici replica....segue ed osserva gli altri....informandosi su tutto e tutti.......partecipa alle GF, l'obiettivo stagionale, "è un partecipatore seriale" .... viaggia e pratica turismo sportivo d'élite, trasportando la bici in auto.....celebra il culto della sosta al bar con il "gruppo-gruppetto"...ama fare i lunghi e la sua salita di riferimento..........colleziona foto e momenti da "salotto ciclistico", da condividere sui social...ciclisticamente amico di tutti e di nessuno........essere di moda o apparire di moda?..........

il "pedalatore misoneista"........non vuole comprarsi la bici nuova...........odia le novità.........pedalatore per caso.......preferisce il panino alla barretta.... la fontana al bar...... pedala quando gli capita..."ha altro da fare"....non fa la vita da ciclista e non intende farla........poliedrico negli hobby............non vuole farsi prendere dalla passione per la bicicletta....quindi non eccelle con il pedale.... perché la "bici non ti regala niente", devi allenarti seriamente per andare forte....acuto ed intelligente osservatore social ....convinto solo delle proprie idee..........ideologicamente coerente, sostanzialmente ostinato, intransigente, si è chiuso nella gabbia esistenziale.....

"il pedalatore oniomaniaco"........la novità del mercato gli fa perdere i freni inibitori..... e mettere mano al portafoglio, preso dall'irrefrenabile impulso a comprarla.... è un consumatore seriale.........esce con il gruppo/gruppetto per mostrare la bici nuova.....passa maggiormente il tempo nel negozio di bici "sotto casa" o in quello di riferimento invece di allenarsi... ci vive stabilmente come "testimonial all'acquisto".....il suo entusiasmo per la bici nuova è contagioso.... induce e motiva i compagni di uscita a cambiare bici .....è il migliore "venditore amatoriale".....anch'egli è essenziale all'economia....

"il ciclista viaggiatore".......... pedala per il mondo in modalità Bikepacking o Cicloturismo.....da solo o in compagnia.... bici/treno/aereo/traghetto...ama la Natura e l'avventura.....spirito libero e solitario.....carattere forte.... tanta esperienza di vita e di pedale...spesso dorme sotto il cielo.....per lui viaggiare è scrivere il libro della vita......stimato ed invidiato....si riconosce per le borse e per il sorriso donato a chi incontra....saluta tutti perché vive in Pace.....come ogni ciclista è guerriero dei tempi moderni.....non sopporta limiti e spazi chiusi.... provate a pedalarci insieme almeno qualche chilometro....vi donerà ottimismo e consigli......esempio di vita e di sport.......quando finirà di girare la Terra, ripartirà o scriverà un libro....tutte le strade per un ciclista.....

"il corridore amatoriale".....non è ciclista, non è pedalatore, è corridore......sempre alla ricerca del team che lo "coccoli" con bici nuove e abbigliamento.....capitano o gregario o entrambi all'occorrenza.....oppure corridore indipendente....conta attaccare il numero alla maglia.....allenamento quotidiano....si "arrampica" tra famiglia e lavoro.... lavoratore prestato al ciclismo o lavoratore sottratto al lavoro.....la  bici non l'ama e non la lubrifica...."la tratta male".....sogna di vincere la corsa della vita...ogni anno rincorre peso forma, watt e certificato agonistico......passa il tempo, ma non molla.....stagioni agonistiche alternanti....appendere le scarpe al chiodo è l'incubo più grande....spesso tatuato, ama sfoggiare gambe depilate e massaggiate...........vive per la competizione......."corridore esistenziale"....sempre alla ricerca del preparatore giusto.......o non sgarra le tabelle di allenamento...... o  si allena senza "copione" (senza tabelle), secondo esperienza .... è una questione di personalità dominante e di esperienza consolidata.....

"il corridore professionista" non è di "questo mondo", quello amatoriale.......è un lavoratore famoso che si vede alla TV o un lavoratore famoso perché si vede alla TV....ogni anno spera nel contratto che gli eviti la vita normale.....quando chiuderà la carriera dovrà fare i conti con la bilancia e trovarsi un nuovo lavoro....il tempo cancellerà le sue gesta.....lo ricorderanno solo gli appassionati....la massa venera solo il campione....intorno al quale gira e si accende tutto il ciclismo professionistico....dal quale dipendono tutti gli sponsor.....è nato per scrivere le pagine epiche del ciclismo....possiedono bolidi, supercar o hypercar a seconda dei risultati agonistici stagionali....con il tempo o attacca la bici al chiodo e cambia vita o sale in ammiraglia.....

"il pedalatore- risparmiatore " è l'antitesi del "pedalatore oniomaniaco".... potrebbe comprarsi il "nuovo" e "l'aggiornato", ma lo ritiene inutile e costoso.. ........compra il nuovo solo se costretto, ma a prezzo scontatissimo e di bassa qualità......gli va riconosciuto il merito di non inquinare l'ambiente e di riciclare oggetti destinati alla discarica.... e in un mondo "malato" di consumismo seriale, è indubbiamente una qualità non comune ed apprezzabile..........pedala sempre e solo con la vecchia bici montata con copertoni e catene usurate, rattoppa le camere d'aria...è un vero appassionato di ciclismo.... colleziona centinaia di borracce ed oggetti originali dei team prof......indossa abbigliamento usurato e lavato poco (ma è una cattiva abitudine di molti ciclisti e pedalatori)....

il "pedalatore condominiale" non fa la vita del ciclista, spesso è pensionato......pratica solo il ciclismo sociale.... con e per il gruppo/gruppetto....vive il suo ciclismo nella comitiva a pedale...anche via chat....li farebbe o li fa dormire a casa pur di uscire insieme, appassionatamente.....e poi la solitudine non è per tutti...è per pochi....bisogna avere carattere....e lui non sopporta la solitudine....lo spaventa.....faticare con gli altri "pesa" di meno..... organizza giri lunghi per raggiungere luoghi lontani, da solo non ci riuscirebbe mai.......senza i compagni d'uscita si sente come "spoglio e fragile"....con il gruppo/gruppetto arriverebbe persino a Capo Nord, MA... se ci fossero bar, simbolo del ciclismo condominiale....per lui la sosta al bar è l'evento topico dell'uscita collettiva....è allenato all'accaparramento del dolce più succulento.... sarebbe disposto persino a discutere animatamente se ce ne fosse rimasto uno..... mangia troppi zuccheri e quindi ne è sempre a corto..... spinge oltre la propria "cilindrata" per non mollare la ruota di chi tira troppo forte e non fare brutta figura....la "succhia" e finisce "fuori giri"....ritornato a casa è spesso in stato confusionale per la stanchezza eccessiva....ci mette un pò prima di riprendersi................lo smartphone è pieno di foto monotone, di sorrisi spenti, espressioni stanche, abbracci collettivi, sorrisi di gruppo....ama e "odia" il suo gruppo/gruppetto...è parte della sua vita, non può più farne a meno....preferirebbe smettere di pedalare se non potesse più uscire con gli altri a cui è legato da un cordone esistenziale... il sabato o la domenica è festa ....finalmente il lungo settimanale....tutti presenti...chiacchiere e sudore.... invasione goliardica della strada...il ciclismo sociale è la forma più diffusa del ciclismo moderno....abbiate pazienza se invadono la strada...."sò ragazzi".....MA

......cari automobilisti, camionisti, furgonisti, motociclisti, scooteristi....ricordatevi: 1) dovete (è un obbligo, non una facoltà) sorpassarci ad una distanza non inferiore a 1,5 metri  e ove non fosse possibile, mantenendo un adeguato distanziamento laterale, come stabilito dal nuovo comma 9 -bis dell'art. 148 del Codice della Strada (trattasi di legge dello Stato e non chiacchiere da bar); 2) abbiamo diritto di ritornare a casa sani e salvi e nessuno può insultarci, minacciarci! La strada è anche nostra, non inquiniamo e contribuiamo a rendere la società gentile.....ma se, provate invidia e odio (visto quello che si legge sui social e ci urlate), allora pedalate anche voi,  per recuperare il benessere e l'equilibrio, il mondo vi ringrazierà. L'auto (come la moto) rende pigri, tristi, prepotenti, incattivisce e non fa bene alla salute...affrancatevi. Saluti ciclistici. 




lunedì 26 gennaio 2026

Test indipendente: Sidi Asper Laces GRAVEL. Consigli sulle scarpe da ciclismo.




Siamo ciclisti e non consumatori seriali
Anche il mondo del ciclismo è pieno di prodotti non adatti a tutti, spesso acquistati senza consapevolezza. Penso che bisognerebbe cambiare questo approccio compulsivo e acquisire conoscenza attraverso un cambiamento nello stile di vita. 
Conosco il popolo dei ciclisti e dei pedalatori.... le abitudini, i vizi, gli errori....... spesso.... scelgono quello di cui non hanno bisogno.. si adattano....  non conoscono la storia della bici e la sua evoluzione... scelgono fidandosi della pubblicità, "dell'effetto gregge", del "cosi fan tutti".....come quando scelgono scarpe costose perché le usa il campione sponsorizzato....  perché se "costano tanto allora saranno migliori".... perché inseguono il tempo sulla salita di riferimento e non possono "trascurare" la suola delle scarpe "by Champion".... perché come insegna il marketing, ogni dettaglio è importante, per limare secondi e decimi di secondo...perché "i materiali sono più importanti della gamba".....perché siamo nell'era della tecnica e il data base degli allenamenti/uscite è diventato il totem di chi interpreta il ciclismo, come una pratica asettica, fatta di numeri e prestazioni.....e qui c'è poco da fare...anzi bisogna lasciarli andare...... " O purpo s'adda cocere cù l'acqua soja"!

In molti anni di ciclismo praticato sulla strada, ho calzato tantissime scarpe... acquisendo, anche in questo ambito, esperienza diretta da condividere con voi. 

Ultimamente ho testato anche scarpe Gravel e la cosa può interessare tutti i ciclisti e vi spiego il motivo.
La prima differenza riscontrata rispetto alle scarpe Road è quello che definisco il "vero comfort", parametro molto spesso illusorio o secondario con le scarpe per ciclismo su strada, quelle con le suole in carbonio (disponibili con diverso grado di rigidità)..... massima spinta sui pedali, si, ma tutte quelle che ho usato si sono dimostrate scomode con l'uso prolungato, intorpidendomi e "cuocendomi" i piedi, in particolare, nel periodo estivo e nei lunghi. E che ci facevo con una scarpa scomoda? Niente....me la sono tolta e l'ho regalata. La rigidità del carbonio mi stressa eccessivamente il piede e il problema non riguarda solo me, ve lo assicuro, "è matematico". Penso che le scarpe Road con suola in carbonio, ed in particolare quelle con il massimo grado di rigidità, siano più adatte al ciclismo su Pista, alle cronometro e alle crono scalate, dove è necessaria la massima spinta, in un lasso di tempo relativamente breve. Non è un caso che ci siano scarpe road con suola in nylon e fibra di vetro, materiali diversi dal carbonio. Questa è la mia esperienza diretta su tante e tante scarpe testate su strada. Questo è il ciclismo reale del Blog. 

Quando pedalo con una scarpa Gravel con suola non in carbonio, non sento una differenza sostanziale, in termine di spinta sui pedali.... cioè non la sento flettere... MA sento in modo chiaro e netto, maggiore comfort..... è più comoda......non mi sembra di calzarla......la dimentico ai piedi anche dopo 4/5 ore.....non mi serve rigidità estrema, ma una scarpa comoda con la quale spingere meglio sui pedali, cioè senza stressare i piedi (un piede indolenzito o intorpidito, non è in grado di spingere, può solo soffrire e farti stringere i denti dal dolore)...non sono masochista....per anni mi sono massacrato i piedi con la suola in carbonio....utilizzando scarpe persino con la punta stretta...follia.....tortura....ora basta....  

....il Gravel è un esercizio ciclistico, senza soluzione di continuità..... asfalto, sterrato, terra battuta...all'occorrenza  si deve camminare sui sassi e pietre e attraversare torrenti.....ci vogliono tasselli grippanti e suola specifica.... suola rigida si... ma non ultra rigida....che sia un ottimo compromesso tra comfort e prestazione...la prestazione senza comfort conta "quanto il due di coppe quando briscola è bastoni"......

....per completezza va detto che le scarpe Gravel con la suola in carbonio sono si adatte al Race Gravel veloce, quello sulle sterrato compatto......ma presentano problemi nel "camminamento di passaggio".....la suola in carbonio, oltre a "riscaldarmi" ed irrigidirmi il piede, si graffia e si scalfisce, a contatto con sassi e pietre...anche se ci sono tasselli in gomma...i sassi e le pietre "colpiscono" la suola negli interstizi dei tasselli....

E allora cosa posso consigliare? Il comfort conta più di tutto, sopratutto nelle scarpe, come nei telai. 

E passo al nuovo test, quello delle SIDI Asper. La suola delle scarpe Sidi Asper è composta da nylon e fibra di vetro....performance/rigidità calibrata.... buona spinta e ottimo comfort....in medio virtus....la scarpa Gravel non "inscatola" il piede.... non limita il movimento naturale, altrimenti sarebbe come una morsa e "non ci vai a Roma, scendi prima"... con il Gravel, il piede non spinge solo sui pedali, ma cammina e bilancia la bici con lo spostamento del corpo nei percorsi off road..... nello scavalcamento delle pietre. La tomaia della Asper è morbida, ma strutturata e protetta da "fasciatura/rinforzi" laterali per resistere ai graffi  e durare più a lungo.... sulla punta è  incollata la protezione per non "limarla" con la ruota anteriore e sbucciarla su sassi e sassolini....ho scelto il modello con lacci... per me è un passaggio epocale.... dai cricchetti e BOA ai lacci di antica memoria....i lacci allacciati non rimangono liberi, ma vanno inseriti sotto l'asola centrale, come da figura. 

Le Asper hanno calzata Millenium (finalmente), cioè non è stretta in punta, ma larga... quindi non occorrerà mezzo numero più grande del proprio numero di scarpe, come si fa generalmente con le SIDI, ma bisognerà scegliere mezza misura in meno.....esempio.... il mio piede è 42, con la SIDI Asper ( e tutte le altre scarpe SIDI con calzata Millenium) taglia 42 e non 42 e 1/2. 

Cosa pensano i miei piedi delle Sidi Asper Laces? Sono come una pantofola, "non la sentono mai stringere", anche quando camminano! Sono esteticamente appaganti in questa versione Sabbia....un pò retrò .....mi piacciono....la lavorazione è molto precisa, accurata e robusta...made in Vietnam (perché esternalizzare la produzione aumenta il profitto)....le ho testate con gli eccellenti pedali Shimano XTR. Le scarpe SIDI Asper, come tutte le SIDI con l'arco plantare neutro sono perfette per i miei piedi ultra sensibili .. si spinge sui pedali facilmente per effetto della pianta larga e comoda e della ottima rigidità della suola.... non posso più farne a meno, e ogni volta che testo scarpe con arco plantare pronunciato, mi pento di averlo fatto!

Concludo con un informazione di servizio. Qualcuno ha messo in giro la voce che le scarpe per ciclismo vadano obbligatoriamente sostituite (e gettate) ogni anno!!!! In verità "nessun medico lo prescrive"! Le scarpe da ciclismo le sostituisco solo se danneggiate.....la suola non si deforma sensibilmente e la tomaia prende la forma del mio piede! Ovviamente se vi sarete stancati della scarpa e avrete soldi da spendere, fate pure.... ma sarebbe meglio donarli ai poveri. Saluti ciclistici. 

Come monto le tacchette 

La bici e il fango #cambiamenti

Il fango rende "felici" la bici e ancor prima il ciclista....il fango, come la ghiaia, libera le emozioni....è spettacolo....provatelo, lasciatevi andare, resterete "senza pensieri", è catartico! Aprire la mente al cambiamento; ai cambia - menti. La bici "va vissuta", senza paura di sporcarla...è fatta per essere sporcata (purché dopo la laviate 😉). Saluti ciclistici.