domenica 11 ottobre 2026

Nannupgravel 2026 - Campionato del Mondo Gravel 2026.

Premessa. Ripeterlo giova. Nell’era marginal gains i giochi sono fatti ! Le prestazioni sono buone e livellate con incrementi marginali, quindi non troverete differenze sostanziali nella prestazione pura! Oramai tra modelli diversi di telai di serie, con misure standard, ci sono differenze impercettibili dal pedalatore e dal ciclista, già di per sè, confusi dall'effetto gregge e dall'effetto placebo; se li bendassero non saprebbero riconoscere un modello dall'altro. Solo un tester esperto potrebbe rilevarle e comunque non hanno incidenza nelle performance amatoriali. Le prestazioni sono effettivamente simili, se non uguali, sia per bici strada asfaltata, sia per bici Gravel. Quindi non c'è un modello/ migliore degli altri. Top, de che ? De cosa? Mi premeva fare questa premessa per i lettori che nel 2026 sono ancora "assetati" di test bike! Test bike de che !!! Lasciate stare, non serve più. Gli anni 80 e 90 del secolo scorso sono finiti. Aggiornatevi. Tutto è cambiato! Il filone test bike è estinto, come i dinosauri; provato un telaio in carbonio hai provato anche gli altri. Oggi il vantaggio è potere scegliere il telaio in carbonio prodotto in serie con misure standard, in base a quello che più vi pare...storytelling marketing - heritage marketing /brande storytelling -effetto placebo, persino effetto gregge, non serve altro. Lo ripeto ancora, la prova su strada dei telai con misure standard fabbricati in serie è superflua ed illusoria. Allo stato dell'arte, la vera sfida, è: telai in carbonio, su misura, artigianali, e telai in carbonio, con misure standard, prodotti in serie dall'industria, sia Gravel, sia bici da strada asfaltata. La scelta è tra prestazione standard, buona per tutti, e quella personalizzata, quindi unica, irripetibile. Tutto il resto è noia. Che poi non è una novità, ma un ritorno al passato, quando i corridori professionisti si facevano costruire il telaio in acciaio, su misura. Nel 2026 il livello assoluto e’ oltre la produzione di serie, è personale. I prezzi? In linea tra loro. 

Il terreno australiano della Nannunpgravel 

Fatta questa premessa, veniamo al campionato del mondo Gravel 2026, circuito UCI, che quest'anno si svolgerà in Australia, a Nannup. Le caratteristiche del percorso sono 144 km con 3.713 metri di dislivello per gli uomini élite e 125,6 km con 3.179 metri di dislivello per le donne élite; l'80% del fondo è sterrato. Sarà fondamentale gestire lo sforzo ripetuto sulle diverse salite dislocate nel percorso. Ricordo ai profani che lo sforzo richiesto ai corridori Gravel è maggiore rispetto a quello dei loro colleghi settore strada asfaltata. La conformazione del terreno è diversa, il ritmo gara rimane alto, ma sulla ghiaia le cose si complicano. Le date sono 10 e 11 ottobre. E ci sarà anche la Pedemonte Altavia. Dal punto di vista di tester veterano dichiaro che partecipare al campionato del mondo Gravel @nannupgravel2026 con la @pedemonte_bike Altavia e’ un netto vantaggio rispetto agli altri corridori “costretti” ad adattarsi a telai prodotti con misure standard; come ho ampiamente spiegato, la Pedemonte Altavia è in carbonio, eseguita solo su specifiche del cliente: misure antropometriche, watt e modo di pedalare; è una macchina da competizione a pedale, autenticamente fatta a mano, a Genova, un valore aggiunto ed esclusivo. Gareggiando con la Pedemonte Altavia si parte “facile”, certamente, ma ci vogliono sempre gambe, cuore, manico e coraggio per arrivare al traguardo e non essere fatti a "pezzi" dal gruppo e "sverniciati" dagli altri corridori. In una gara internazionale il ritmo è devastante e ci saranno sempre "più pesci a boccheggiare per mancanza di ossigeno".

                                                              Video Ufficiale della Gara Mondiale. 

Segnalo la pagina ufficiale della competizione mondiale CLICCA QUI  , la pagina UCI riservata all'evento CLICCA QUI , la pagina INSTAGRAM Nannupgravel dove seguire l'evento in diretta/differita nelle storie CLICCA QUI  (per chi ha l'account Instagram), le dirette on demand  QUI   , sperando che  la SBS, decida di trasmetterle anche fuori dall'Australia.  




La scelta Tubeless e’ fondamentale sbagliarla significa perdere chance vittoria o piazzamento o non arrivare a traguardo. In linea di massima: over 50 mm più stabile, comoda sulle lunghe distanze, più veloce ma con bici lanciata, per effetto volano, ma meno leggera e meno reattiva su salite dure in percorsi misti o con salite dure e agile nello scartare insidie, penalizza con il fango e ci vogliono telai specifici meno leggeri, ideale per strade impervie e le accidentate, per percorsi da MTB ; under 50 bici più agile, leggera e simile alla bici da strada asfaltata; 50 mm la soluzione ottimale per più grip, stabilità, comfort, effetto volano, il migliore compromesso per strade molto accidentate ed impervie. Soluzione per percorsi misti veloci, ma senza salite dure con fondo compatto e fango: 45 mm. Portarsi sempre la spatola per rimuovere fango. La Pedemonte Altavia può montare fino a 50 mm e c’è abbastanza spazio per non fare incastrare fango. Sconsiglio telai over 50 mm perché sono meno leggeri e in salita telaio+forcella +tubeless over 50 m = zavorra spreca watt ! Usateli solo se pedalate nei percorsi ultra impervi e con poco dislivello e se fate Bike packing .  Attenzione larghezza canale interno cerchio Gravel : più e’ largo più la carcassa tubeless si adagia e si espande diventando più performante. Ovviamente più il canale e’ largo più la ruota pesa e quindi aggiunge peso al totale e la ruota diventa meno reattiva . E il tubeless montato spesso è maggiore della larghezza nominale, e la differenza può dipendere sia della larghezza del canale del cerchio, sia dalla carcassa. Occhio alla conformazione della tassellatura Tubeless . Meno alti meno grip più scorrevoli sull’asfalto. 
La scelta Tubeless per il Campionato del Mondo UCI Gravel 2026 con previsioni meteo pioggia.☔️ 
Dal mondiale Gravel 2026 @nannupgravel2026 un altro feedback. I miei test non sbagliano mai 😉

Gara e feedback. E’ stata una battaglia mondiale gravelliana all'ultima zolla di terra, sbuffo di sabbia, sasso alzato .. i migliori corridori di categoria al mondo erano in Australia 🇦🇺..di livello mondiale sono state anche le medie di velocità e i wattaggi ..numeri devastanti ..tanto per capirci della potenza e della resistenza registrati sul terreno impervio e sabbioso…142,24 km per 3.445 metri di dislivello per medie di wattaggio con valori anche superiori a 300 Watt.... nelle prime due ore 208 watt medi..a ruota del gruppo in fuga si  stava a 290 watt. Uno sforzo maggiore per il terreno Gravel certamente devastante anche per la maggiore concentrazione e abilità richiesta per tenere la bici a quelle velocità elevate su sabbia sassi e sterrato duro ! In una corsa in linea su asfalto invece “si va  più facile” e con meno sollecitazioni, senza avere bisogno di tenere una costante attenzione e abilità per domare il terreno impervio ! Nel Gravel l'errore e’ più facile e fatale ecco perché è meglio avere bici di alta qualità con assetti personalizzati!!!Come si e’ comportata la Pedemonte Altavia ? Il forte corridore Andrea Pedemonte giunto nella classifica di categoria al 20° posto, mi ha riferito: “E’ stata perfetta ..in discesa tecnica l’Altavia e’ folle ..riesci a fare velocità incredibili e a chiudere fughe ..”. Non devo aggiungere altro..anzi si …ecco spiegato, seppure in parte, il Valore aggiunto della Pedemonte Altavia che attesto da tempo ! E’ Una macchina da competizione incredibile! Entusiasmante! Crea dipendenza perché agevola e asseconda lo sforzo atletico. Attualmente e’ l’unico Test che mi sento di pubblicare; un test completo ed incrociato, molto lungo, perché i test sono solo quelli protratti nel tempo( un test affidabile non e’ un giro del palazzo. Questo test e’ più di un test; e’ un cambiamento di stile di vita ciclistica; rappresenta l’evoluzione del ciclista; non più consumatore compulsivo, ma ciclista esperto ed esigente alla ricerca di un valore aggiunto. È stato un test che mi ha molto impegnato, ma ne è valsa la pena; è stato un cambiamento anche per me. Ora posso dire e spiegare cos’è il valore aggiunto di cui ogni ciclista è alla ricerca. E' stata una soddisfazione non solo per il piacere di pedalare con il valore aggiunto, ma anche per avere ricevuto feedback positivi dal mondo delle corse, persino quello mondiale, a conferma del responso oggettivo del test. Siate ciclisti e non pedalatori. Saluti ciclistici. 

La Pedemonte Altavia genovese davanti al palco dopo il traguardo! 

L'Australia è Gravel.

giovedì 3 settembre 2026

I segreti del mondo Race Gravel. Il trucco della "depilazione".

Quando il telaio Gravel  non è compatibile, con tubeless più larghi, si tolgono i tasselli laterali per evitare che tocchino nella parte interna del telaio e della forcella e quindi frenino la ruota, anche se generalmente è la ruota posteriore quella problematica quando lavora su telai più stretti, la forcella è generalmente sempre più larga. I tasselli si tolgono usando la pinza specifica acquistabile on line. Il risultato è quello che si vede nelle foto.....tasselli tolti, risparmio di peso e di spessore laterale. Svantaggi del trucco: il tubeless depilato è meno performante e grippante in curva, quando si piega, soprattutto off road, fango e pioggia. Molto dipende sia dalla larghezza reale del tubeless, in quanto spesso non coincide con la larghezza nominale, sia dalla larghezza interna del canale del cerchio, più è largo e più il tubeless installato si inserisce meglio e si allarga evitando l'effetto pera. Esempio: il tubeless Continental da 50 mm montato su un canale interno da 25 mm misura 50,5 mm, allora in questo caso, si tolgono i tasselli laterali e la larghezza diventa 49 mm. Il tubeless Maxxis Rambler da 40 mm è largo 41 mm su un canale interno da 25 mm. 
Non tutti i marchi e/o produttori di Gravel Bike sono d'accordo ad allargare telai e forcelle e renderli oversize. Il motivo è quello di non appesantire il peso della bici/forcella e quindi renderla più reattiva con tubeless larghi non più di 45 mm. Altri marchi invece utilizzano tubeless larghi 50 mm o più larghi per avere un maggiore comfort e velocità sui terreni sconnessi e più scorrevolezza sui terreni rocciosi. Tubeless da 50 mm in su sono adatti al bikepacking, alla pianura e ai fondi particolarmente rocciosi. Marchi commerciali, come Specialized, Willier, per esempio, sono compatibili con tubeless rispettivamente fino a 55 mm e  52 mm, adatte al Gravel estremo sempre che il ciclista sia capace di gestire/pedalare percorsi molto impegnativi, altrimenti è solo un peso maggiore e inutile del telaio e del tubeless. Pedemonte Altavia è compatibile con tubeless max da 50 mm, sia sull'anteriore, sia sul posteriore, la misura ottimale per  Race Gravel, cioè le corse veloci Gravel, bikepacking e fondi rocciosi, non penalizzando eccessivamente la spinta pedalata in salita. Spesso i marchi scelgono misure diverse per le ruote: per esempio Pinarello usa  spazio max di 45 mm sull'anteriore e 42 mm sul posteriore ( modello per  le ruote Dogma GR)  oppure 45 mm sulla ruota anteriore e posteriore (modello Grevil).
Il consiglio: dipende dall'uso e dai percorsi scelti. Sui terreni rocciosi e particolarmente sconnessi meglio il 50mm nominale; in salita con fondo compatto o lievemente sconnesso scegliete il 40 mm nominale. L'ideale è utilizzare due coppie di ruote, a seconda del percorso scelto, una coppia con tubeless 40 mm, l'altra con il tubeless da 50 mm. Il tubeless Gravel non dovrebbe essere più largo di 50 mm per non penalizzare versatilità e reattività. Il tubeless da 50 mm o maggiore di 50 mm va utilizzato  su percorsi estremi, come per esempio, quelli della Transcordilleras, 1100 km per 25 mila metri di dislivello, in otto tappe, sulla Cordigliera delle Ande in Colombia. lungo strade estremamente impervie CLICCA QUI. Saluti ciclistici.  


Indicazione della misura max compatibile (es. 45 mm) ..

....il tubeless integro.....



                        ...il tubeless dopo la depilazione eseguita con la pinza fatta per tagliare tasselli

                                                         Tubeless con tasselli laterali tagliati.

mercoledì 2 settembre 2026

Il ciclismo notturno e il ritmo circadiano.

Riavvolgo il nastro dell'estate 2026....tutti in affanno... a boccheggiare come pesci fuor d'acqua.....con i cuori sotto sforzo per il caldo quasi mortale...città invase dal ronzio non dei droni(per ora) ma dei condizionatori d'aria, accessi a palla....lockdown del cambiamento climatico....nel cielo una nuvola nera con la nefasta previsione dell'ultima estate "fresca"..... umanità deforme e allucinata, delira e rumoreggia ad ogni ora, in un mondo sempre più osceno ...droga ovunque .......la fine apocalittica non è troppo lontana.... MA il marketing c'è ed offre una nuova proposta d'acquisto  ....se la notte è troppo piccolina e non è fatta per dormire allora...... la tendenza è fatelo al fresco.....pedalate al fresco! Pedalare è come vendemmiare...... la notte è cambiata....e cambierà nel "nuovo giorno".... si vendemmia, si pedala, si festeggia senza l'affanno del caldo torrido........fuori l'inferno ci brucia a 40 gradi... siamo diventati vittime consapevoli di noi stessi....cittadini del mondo incendiato e climaticamente malato......... nessuno rinuncia alla dipendenza delle energie fossili, lo smog che sballa ed inebria con la velocità, rassicura la pigrizia...tutti lanciati nello sfrenato consumismo che allieta coscienze vuote....dilaga l'egoismo senza pietà verso le persone in difficoltà e verso la Natura.......tutti si sentono ricchi in attesa di guadagnare milioni....la povertà non gli appartiene.... nessuno rinuncia a niente, nemmeno a sparare cazzate....prima erano no covid, poi sono diventati negazionisti climatici, non ne azzeccano una, gli rimane il gratta e vinci e il bar sotto casa.....abbiamo perso il senso della realtà..... mentiamo a noi stessi.....ce ne freghiamo anche dell'onesta intellettuale.....l'onestà è antipatica e rappresenta la fatica di essere seri e veri.....e allora tutti in giro per le strade... con auto sempre più vecchie, SUV sempre più grandi da non "vedere" pedoni e ciclisti, con moto dotate di marmitte rumorose e costose per godere orgiasticamente del rombo e chi se ne frega dei passanti...con la Vespa scooter restaurata, rumorosa, brutta e con lo scarico puzzolente, immagine del delirio umano....con gente disposta a pagare il prezzo alto dei carburanti per sentirsi "normale"...pur di non rinunciare al male sociale del motore termico…pagare carburanti fossili per aumentare la temperatura della Terra… pagare per sentirsi più caldo …la follia della folla..... è lo stile del domani non frega niente....nessuno è disposto a cambiare il proprio stile di vita e a salvare il mondo.....la passione per i soldi è la più grande iattura per l'umanità.....MA almeno si è pedalato nelle notti d'estate ! Evviva ! 

Estate 2026, ovunque eventi notturni o eventi in notturna......gente che pur di fare sport salta la nanna, gente che pur di fare qualcosa di diverso pratica sport notturno! Insomma nottambuli sportivi o sportivi nottambuli, gente con un futuro da metronotte. In estate tutto è o sarebbe permesso. Oramai il mondo va così, all'incontrario.... la notte per il giorno, il giorno per la notte.... non esiste una verità unica ed oggettiva, ma verità personali, ognuno si racconta la verità che più gli aggrada, tutto è autoreferenziale. E' l'effetto "gregge": tutti fanno quello che fanno tutti, la "folle folla", a prescindere da quello che si fa, per sentirsi accolti e parte del movimento "famolo strano". 

Se la tendenza è il ciclismo notturno, quali sono gli effetti sulla salute ed in particolare sul vitale ritmo circadiano? Quali sono i limiti fattuali nella pratica su strada, considerato che luci, "radar", specchietti non servono ad evitare il peggio.....mera illusione di uno scudo contro gli incidenti.... gli automobilisti non ti vedono, per distrazione, o non riescono ad evitarti, per la velocità eccessiva, soprattutto con la luce lunare.

Il ritmo circadiano e la salute dei pedalarori nottambuli. La scienza ci dice che la luce del giorno, è essenziale per il ciclo circadiano ovvero il ciclo biologico della salute e per il ritmo del sonno, quindi per la vita e questo vale anche in estate, anzi soprattutto in estate. Il ritmo circadiano rappresenta i cicli biologici di 24 ore che regolano sonno, digestione, temperatura corporea, rilascio ormoni, umore e livelli di energia. I cicli biologici sono regolati da un orologio interno posto nel cervello che riceve informazioni dirette dalla luce esterna e che organizza il corpo e la mente in base alla luce del giorno, alle attività e alle abitudini. Quindi l'esposizione alla luce del mattino, e i cambiamenti negli orari, influenzano la sincronizzazione dell'orologio biologico. Adattare il proprio ritmo giornaliero ai cicli naturali migliora la qualità della vita e per l'effetto sia le prestazioni atletiche, ad ogni livello, sia la risposta del corpo e della mente all'affaticamento. Tutto ciò è essenziale alla capacità di ascoltare il proprio corpo, fondamentale per il ciclista, quindi a migliorare la nostra risposta alle sollecitazioni indotte dall'allenamento, e a mantenerci in buona salute. E questo vale sia nel caso di sessioni all'aperto, sia nell'allenamento sui rulli. La scienza ci dice che nei neuroni del sonno privati del riposo, i geni legati al metabolismo mitocondriale, risultano sovra regolati. In particolare, aumentano i geni coinvolti nella catena di trasporto degli elettroni e nella sintesi di ATP, come se i mitocondri stessero tentando di “recuperare” uno squilibrio energetico. La scienza ci spiega il legame tra energia, sonno e longevità. Pertanto alterare il ritmo circadiano nuoce alla salute e accorcia la vita. Vi consiglio di approfondire l'argomento utilizzando le fonti scientifiche e non le fonti chiacchierate di quelli del bar, sempre pieno di talenti della parola.


Quindi, se il ciclismo notturno incide negativamente sul ciclo circadiano, e per l'effetto sulla salute e la performance, allo stesso modo di chi vive la notte, per motivi di lavoro e di svago, allora perché lo si pratica, in città e fuori le città? Per tentare di risolvere o limitare problemi sociali annosi, come il traffico, la violenza stradale, gli incidenti stradali, lo smog e il rumore assordante, per fare qualcosa di diverso, per fuggire dalla noia. Certamente è suggestivo pedalare sotto le stelle, ma solo laddove non ci sia l'inquinamento luminoso, altrimenti non si potranno vederle, ma è illusorio pensare di potere evitare il traffico nelle città italiane, dove il traffico non "dorme" mai"; certo potrebbe essere coinvolgente farlo con gli altri, ma alla fine, sarà tutto vano, i pedalatori non saranno mai "padroni assoluti" della strada, ma indeboliranno il corpo, confonderanno la mente, costretti a rimanere in piedi anche il giorno, durante il lavoro o la guida dei mezzi a motore. FOLLIA. La notte è fatta per dormire, serve per "riparare i danni della vita" causati dal giorno, serve per recuperare dalla fatica. Non siamo delle slot machine. Pedalare in condizioni innaturali, è di per sé, stressante, costringe il corpo a fare quello che non può fare al meglio. Pedalare senza riposo sufficiente o con il caldo eccessivo nuoce alla salute, e diminuisce la performance; consultate il medico. 

La notte, il ciclista dorme.  

Al di là dell'effetto gregge e del "famolo diverso", i pedalatori pedalano sotto il cielo stellato per fuggire dagli automobilisti e dal traffico o per condividere le vacanze sui social! Ma non è facile pedalare la notte. Il ciclismo notturno comporta dei limiti fattuali. La luce artificiale delle bici attrezzate con lampade e "lampadari" è comunque ridotta, e spesso non impedisce di finire nelle buche e di evitare insidie.  La capacità di adattamento alla luce notturna non è scontata ed è penalizzante, soprattutto quando non si è più giovani o non si conosce il percorso. Tutte le persone, a fine giornata, sono più stanche, quindi la capacità di risposta al pericolo e la prestazione  di per sé saranno limitate, e se qualcuno pensa che pedalare la notte, possa risolvere problemi di stress, sbaglierà per inesperienza; un fisico stanco amplifica lo stress, è pieno di cortisolo. Il ciclismo notturno praticato in circuiti chiusi al traffico è sicuro, purché le piste siano effettivamente e costantemente presidiate e comunque è legato a competizioni riservate ai corridori, dunque a gare ad alta velocità che richiedono abilità ed esperienza, maturata nelle competizioni, evidentemente fuori dalla portata dei pedalatori e di molti ciclisti amatoriali. Sic. 

Consigli. Sceglierete di pedalare in modalità notturna, come se fosse una serata in discoteca o come desiderio di fare tendenza e di essere parte di un movimento,  nulla quaestio, difronte al legittimo piacere di fare quello che si vuole fare....ma se lo farete per non avere le auto, tra le ruote, allora  la soluzione è questa  CLICCA QUI o quella di pedalare nei parchi naturali e nelle strade sterrate secondarie...ma se lo farete per evitare il caldo torrido che mette a dura prova corpo e mente e limita la prestazione, invece pedalate nelle prime ore del mattino, aria meno calda, maggiore concentrazione di testosterone naturale, massimo rendimento del ritmo biologico, ma per farlo, occorre dormire la notte, almeno per 6 ore, ed avere una vita regolare, come si addice allo stile di vita del ciclista. La notte è fatta per ricaricarsi e riparare il corpo, per allentare la pressione sulla mente.....per staccare la spina.....per vivere secondo il ritmo naturale della vita....siate naturali......se proprio volete fare attività fisica notturna al top, allora fate sesso. Ultimo consiglio. Siate ciclisti e non pedalatori. Il Blog continua a raccontare il ciclismo dei tempi attuali, mentre i "buoi sono usciti dal recinto". Saluti ciclistici. 

sabato 29 agosto 2026

Anteprima. Canyon Predict Smart Bike Concept, la bici pensata per la sicurezza del ciclista. Serve davvero nella realtà? No.

E' inutile e non rispettoso parlare di bici da corsa quando tanti (troppi) ciclisti muoiono o sono feriti in incidenti stradali. Penso che i ciclisti non dovrebbero acquistare più bici fino a quando i Governi (e in particolare quello italiano, dato che l'Italia è una Repubblica fondata sulle auto e sugli automobilisti) non risolveranno il problema della loro sicurezza stradale. Non dobbiamo più tollerare di essere bersagli mobili, oggetti in movimento da abbattere o colpire, alla stregua di un animale selvatico cacciato da persone che per hobby uccidono esseri viventi...BASTA! Non siamo bersagli da caccia, siamo persone! E' assurdo pagare tanto (troppo) denaro per acquistare bici senza avere in cambio strade sicure. BASTA! Non se ne può più di leggere notizie di aggressioni e di incidenti stradali a danno di ciclisti e pedalatori, vittime della strada asfaltata; anche la strada asfaltata è di tutti e non solo " di lor signori automobilisti" ! E che il problema annoso riguardi quella che voi chiamate bici da corsa, e che invece chiamo bici da strada asfaltata (l'asfalto è il suo limite), lo dimostra anche il nuovo concept esposto a giugno 2026 dalla Canyon e forse disponibile tra 3 anni, la Predict ! E' una bici da strada asfaltata. La scelta non è casuale. L'asfalto è campo di battaglia. Ma la Canyon Predict, il cui nome evoca un potere taumaturgo, una capacità di preconizzazione, sarebbe o sarà davvero capace di evitare gli incidenti stradali causati dagli automobilisti, dato che sono solo loro ad uccidere o ferire colposamente i ciclisti e non è mai (e non potrebbe accadere) il contrario? No e non potrebbe ! E' solo l'ennesima trovata pubblicitaria ordita dal marketing costretto a risolvere il problema delle vendite della bici da corsa, alias bici da strada asfaltata, diminuite rispetto alle bici MTB, Gravel e alle E-bike. In sintesi: la Canyon Predict è dotata di 4 telecamere per una copertura a 360 gradi, di 4 sensori radar, di un computer Edge AI (intelligenza artificiale) integrato, di sensori pressione pneumatici, di una batteria integrata da 1 kg per alimentare il sistema, di luci anteriori e posteriori sul telaio, di ampio display sul manubrio. Il sistema integrato di "predizione", è collegato e collegabile con il casco dedicato, il casco "intelligente" Stingr ( ma la bici può funzionare anche senza casco e viceversa) che mostra la pedalata sul display della visiera, con tutte le info raccolte dal sistema integrato, casco ancora in fase di completa realizzazione, lo chiamerei "distaccatore dalla realtà stradale", dato che se guardi il display  interno al casco, non guardi la strada, è evidente, tanto vale pedalare sul rullo di nuova generazione con schermo e popcorn! Perché la Canyon Predict servirà o servirebbe solo al marketing e non al ciclista o al pedalatore? Perché se l'automobilista è distratto dall'utilizzo dello smartphone (nella realtà gli automobilisti per utilizzare lo smartphone guidano ovvero continuano ad utilizzarlo anche quando guidano, essendo una dipendenza come le droghe, l'alcool e le sigarette), se l'automobilista percorre a velocità elevata e quindi è incapace di evitare "un ostacolo" come il ciclista, se l'automobilista è ubriaco, è drogato, se l'automobilista deliberatamente sorpassa o supera il ciclista ad una distanza inferiore a 1,5 metri nonostante il divieto aggiornato del codice della strada, se l'automobilista non rispetta il ciclista, lo insulta o lo provoca, come accade nella realtà stradale, a cosa serve l'intelligenza artificiale se non deve interagire con persone intelligenti come quelle che violano il codice della strada? Cosa te ne fai di un sensore che ti avvisa che ti stanno venendo addosso a 100 km/h? Cosa te ne fai delle luci se l'automobilista non le può vedere perché chatta o telefona o è sotto l'effetto dell'alcool e/o delle sostanze stupefacenti!? Insomma BASTA! Non prendete in giro con le solite trovate pubblicitarie. Il Marketing è una piaga sociale, un offesa agli esseri intelligenti. Per essere ciclista contano le gambe e lo stile di vita, tutto il resto è marketing. Piuttosto dateci strade sicure, altro che intelligenza artificiale e tecnologia che annienta o limita la funzione celebrale, siamo persone pensanti, non consumatori dipendenti dalla droga dell'acquisto compulsivo. Nel frattempo, che i Governi facciano il loro lavoro di sicurezza stradale. Continuo a consigliarvi, per limitare il rischio, divertirsi di più, senza respirare tutto lo smog dell'asfalto: strade secondarie, sterrate, bianche, strade nascoste, da pedalare non con le bici pensate solo per la velocità sull'asfalto, ma con bici pensate per essere veloci e stabili su tutte le strade, è tempo di Gravel. E voglio ribadire che la velocità con la bici da corsa non puoi farla se non hai gambe allenate e forti e le strade adatte, cioè senza semafori, traffico, buche, sassi (ne basta uno per cadere) e soprattutto per fare velocità aperte al vento devi sapere pedalare contro vento, ma quanti sono abituati a pedalare contro il vento, quanti sanno gestire vento/watt, quanti pedalano con la posizione in sella corretta (presa bassa, gomiti chiusi, schiena arcuata, gambe strette) ?! La verità? Oggi la bici da corsa è un ossimoro, è la realtà, piaccia o no. Non illudetevi o fatevi illudere dal marketing. E soprattutto siate ciclisti e non automobilisti e quando pedalate non ragionate come l'automobilista. La Canyon Predict sarebbe o sarà utile solo nel caso in cui alla guida di auto, moto, camion, furgoni, non ci sono o saranno persone, ma computer che interagiscono tra di loro; sulla strada, l'intelligenza umana di chi uccide o ferisce al volante non può interagire efficacemente con quella tecnologica; è inebriata. Sic. Così è.  

Conclusioni. La bici dovrebbe essere prescritta dal SSN (Servizio Sanitario Nazionale)! E' un "farmaco" ovvero agisce come un farmaco sulla salute delle persone e quindi sulla salute pubblica. Invece non solo costa sempre di più, ma diventa un problema pedalare sulle strade asfaltate pubbliche. Se il diritto alla salute è riconosciuto dalla Costituzione della Repubblica italiana, allora perché non risolvono il problema della sicurezza stradale, togliendo dalle strade le troppe auto, costruendo piste ciclabili protette lungo tutta la Penisola, insegnando ai ragazzi delle scuole e agli allievi delle scuole guida che il ciclista aiuta l'ambiente e sono persone da rispettare e tutelare! E' un problema culturale e in Italia la cultura è fatica e quindi è allontanata da troppe persone, vittime consapevoli di un sistema che li illude di essere liberi, ma che di fatto, li rende incapaci di pensare e decidere. Ciclisti toglietevi dalla strada asfaltata. Esistono le Ciclovie che percorrono tutta l'Italia, lungo strade secondarie e sterrate. Il pedalatore conosce solo le strade asfaltate perché ragiona con la logica dell'automobilista, essendo automobilista che ogni tanto pedala. Lo ripeto, esseri ciclisti è uno stile di vita. Piuttosto muniamoci di action camera con lunga autonomia per raccogliere prove documentali in caso di problemi con gli automobilisti. Siate ciclisti e non pedalatori. Saluti ciclistici. 

 

martedì 18 agosto 2026

Cosa farei se fossi il CT della nazionale italiana di ciclismo su strada.

 

Ovviamente spero che a nessuno sfugga la differenza tra un ottimo corridore e un campione. Attualmente in Italia, abbiamo solo ottimi corridori professionisti, nella categoria élite uomini, corse in linea (su strada asfaltata), ma non abbiamo campioni, anzi non abbiamo più campioni. Saluti ciclistici. 
 

domenica 26 luglio 2026

Ciclismo nel Parco Naturale Regionale Monti Simbruini; è tempo di "transumanza pedalata" #traabruzzoelazio #parchilazio #sempreilmeglio #invacanzamenosiamomegliostiamo #emozioniappenniniche

Il tempo cambia tutto, è quello che prima era l'ideale, oggi non lo è più... è tempo di esplorare nuove strade, nuove terre, e cercare spazi ideali per le emozioni a pedale, lontano dai territori invasi dalla follia della folla omologata. Praticando il "nomadismo a pedale" sulle Alpi italiane, francesi e svizzere, sugli Appennini, passando per l'Etna, consiglio ciclisti e pedalatori sulle vacanze ciclistiche. La mia nuova storia a pedale si chiama "la transumanza a pedale". Gravel a 1600 metri di altezza nella faggeta più estesa d'Europa …seguendo l’istinto....con i campanacci delle mandrie a farmi compagnia …intorno a me il paesaggio fiero ed affascinante degli Appennini…seguendo il sentiero e le mandrie  ho percorso il tempo … nella solitudine della Natura di cui facciamo parte …solo i nomadi a pedale possono percorrerla ! Durante la transumanza a pedale ho capito che il GPS serve solo a chi ha paura di perdersi! Ma non puoi perderti se hai istinto e sei parte della natura. Eraclito diceva nulla perdura tranne il cambiamento. Non era più tempo di pedalare solo su strada asfaltata...dovevo assecondare il cambiamento che e’ nella vita.  
Dunque "Transumanza pedalata" by PedalareversoilCielo, in modalità Gravel, nelle foreste, sugli altopiani e pianori carsici, location del film "Lo chiamavano Trinità", attraversando strade bianche, tratturi, segnati dal passaggio delle mandrie, seguendo il profilo selvaggio dei monti alti 2000 metri, "scalando a pedale", ascese impegnative, o seguendo il Bike Tour Simbruini di 112 km,  incontrando santuari, luoghi misteriosi, silenziosi o immersi nella quiete...è il Parco dei Monti Simbruini, il più grande del Lazio. Con la "transumanza pedalata" ho attraversato il Lazio arrivando in Abruzzo....entrando nella foresta magica conosciuta come il bosco delle fate....lungo un sentiero incantato.... incontrando il custode del bosco....folletti seduti lungo il sentiero o che abitano dentro la cavità di un grande albero ! E nella foresta ho capito che i sentieri sono i percorsi del tempo....sono percorsi dal tempo. Chiunque pedali nelle foreste, le porterà dentro di sé........ esse incantano e ammaliano!  Ho imparato a riconoscere la migrazione degli alberi, come quelle dei faggi, i quali assumono forme diverse.....sono dei migranti naturali..... provengono dall'Asia...passando per il Caucaso sono giunti fino a noi per darci bellezza e ossigeno, per custodire lo scrigno della biodiversità ! Sul link CLICCA QUI  del Parco Monti Simbruini, ci sono le info dettagliate per esplorare il territorio percorrendolo come si preferisce. Un altro consiglio. Non omologatevi, ma distinguetevi anche quando pedalate in vacanza.... siate ciclisti e non pedalatori.

Glossa a margine. Le Alpi commerciali, sono assaltate e vessate dal turismo di massa e dal traffico. Se pedalando nel "noto"dovrei sopportare smog, rumori, caos e file in stile città, allora meglio fuggire dagli stereotipi ed aprirsi al "nuovo", uscire dalla mischia, pedalando alla grande, ma fuori dagli schemi. Ho detto basta alle Dolomiti e alle Alpi commerciali, esiste l'altra montagna!!! L'ho pedalata e la consiglio. Le Alpi commerciali e le Dolomiti sono diventate piccole città...non è più luogo di natura incontaminata.... stravolte a causa di un intensa  e progressiva opera di antropomorfizzazione a scopo di lucro.... se vuoi rendere un luogo adatto alla vacanza della massa, rendilo "urbano" e togli il selvaggio, la Natura spaventa; per il cittadino, la "natura" è solo il suo cane che gioca nei prati! Basta vedere come le amministrazioni e molti cittadini hanno ridotto le loro città.....ricettacoli di bruttezza, immondizia e smog.... abbattono gli alberi, persino durante il periodo in cui è vietato per legge, e urlano allo scandalo per la presenza degli animali selvatici sinantropi....... si lamentano del caldo asfissiante, pur sapendo che gli alberi sono riserva di ossigeno, catturano la Co2 e rappresentano rifugio climatico....cioè sono aria condizionata gratuita.........asfaltano pur sapendo che l'asfalto è un "forno", genera elevate temperature.... ecco perché alcune amministrazioni comunali tolgono l'asfalto (depavimentazione) per abbassare la temperatura e assorbire le bombe d'acqua..... e nella bruttezza urbana prolificano i mala affari del crimine. Il turista è diventato complice consapevole o forse inconsapevole dello sfruttamento del territorio, quindi non voglio essere complice: più si scelgono Dolomiti e  Alpi commerciali laddove sono state stravolte dal profitto e più si rafforza il proposito del business di estendere il modello economico di distruzione della biodiversità. Le Alpi commerciali e le Dolomiti non sono più quelle di una volta.. per vederlo è sufficiente navigare sui social. Togli il selvaggio e urbanizza il territorio, per farli sentire "come a casa loro", anche nei luoghi di vacanza. In fondo il turista contemporaneo è sempre e solo un consumatore, alla stregua di colui che entra in un centro commerciale. Sic. 
 
                     
Noi siamo Natura, Noi siamo la Natura e siamo anche ciclisti.... quindi continuo a consigliarvi di pedalare nei sentieri dei Parchi Naturali Nazionali e Regionali, nelle Riserve Naturali, orgoglio verde, protetti da uomini e donne che ogni giorno sorvegliano e lavorano orgogliosamente e con dedizione, preservando bellezza e benessere (ossigeno incontaminato e bagni di foresta), quel verde rappresenta, la speranza per il domani, un patrimonio inestimabile, da consegnare alle nuove generazioni. Un plauso e un ringraziamento ai Guardiaparco, ai Carabinieri Forestali, al personale direttivo, tecnico, amministrativo e agli operai, oltre ai ragazzi del Servizio Civile assegnati ai Parchi; siete orgoglio italiano e dell'umanità. Saluti ciclistici. 

 
                                                                                                             Monte Livata 

 

  
 

 
 

  
  

                                                                                          Subiaco: Centro Visita Parco Monti Simbruini


sabato 11 luglio 2026

"Si, ma la Gravel Bike non la puoi mettere su strada asfaltata! " 😂 #ultrasdelnienteparlato


      

Continuo a spiegarvi il ciclismo dei tempi attuali......“Una bici per tutte le strade, tutte le strade per una bici" (cit. Pedalare verso il Cielo)...... all'estero, il Gravel è da anni, una splendida realtà (ci arrivano prima a comprendere l'importanza delle cose, l'essenza delle questioni, cambiano ed innovano facilmente, mode e costumi, non si fanno paranoie e soprattutto "stanno avanti"), Unbound Gravel docet.... nacque negli USA, alla fine degli anni 80 del secolo scorso. In Italia, il Gravel ha raggiunto un successo più tardi, ma c'è ancora una frangia ultras del niente parlato, che non accetta la realtà, e lo invidia, tirandogli dietro, chiacchiere da bar, ragionamenti ossessivi e decontestualizzati, privi di pregio, come per esempio “e’ meglio la MTB”, quando nessuno vuole fare confronti sterili e urlati. Comunque metto con le spalle al muro la disinformazione, e spiego la realtà a chi vuole essere correttamente informato.....basta  andare sui social, per esempio Instagram, per vedere ottimi ciclisti con Gravel Bike, senza forcella ammortizzata, pedalare su rocce e pietre di medie e grandi dimensioni, in discesa, in salita, in pianura, dimostrando che sia, come in effetti è, solo una questione di manico; in un video il ciclista passa su un tronco di grande dimensioni con la Gravel Bike. Un altro esempio di disinformazione..... la Gravel "non la puoi mettere su strada asfaltata"...altra cavolata pensata con la logica del tifoso ultrà quando perde la squadra del cuore.....anche in questo caso, è una questione di gambe e watt.... ve lo dimostra il video qui postato, dove si pedala a più di 50 km/h con la Gravel Bike e con tubeless tassellati (si possono montare anche tubeless con pista centrale non tassellata). Agli ultras del niente parlato, ricordo che la Gravel Bike è un successo commerciale, riscuote un grande consenso di pubblico, è un best seller, fatto di vendite e di eventi a tema, finanche laboratorio di sviluppo tecnologico straordinario per tutti i marchi.....dal telaio, alle ruote che ora possono montare anche tubeless larghi + di 50 mm su cerchi 700C (oltre alla compatibilità con ruote da MTB 650b).....ogni marchio offre almeno due tipi di Gravel Bike e tanti ma tanti modelli di ruote e tubeless! Insomma la Gravel Bike era la bici che tutti cercavano, ma non lo sapevano, e che ora molti pedalano. A chi invece si ostina a non accettare che il Gravel sia la cosa più bella capitata alla bici e ai ciclisti, dedico la favola della volpe e dell'uva di Esopo, docet. Nota a margine: non uso action camera per quattro motivi: 1) voglio tutelare luoghi dalla massa dei "barbari in vacanza"; 2) preferisco concentrarmi sulla strada; 3) non porto con me nessuno per motivi di sicurezza, meno siamo meglio stiamo, anzi solo sto, meglio sto....certi luoghi sono più belli se vissuti in silenzio e nella quiete della Natura. Comunque vi posto uno shorts registrato con lo smartphone appoggiato sulle pietre, tanto per farvi vedere alcune delle strade Gravel che percorro. MORALE. MTB? ROAD BIKE? No grazie. Preferisco la Pedemonte Altavia, ma non puoi capirlo se non ci pedali. MTB e ROAD BIKE sono concetti superati........
     
      

Post scriptum. Servono gambe e manico, non basta avere la migliore bici....ci sono pedalatori con bici top, gambe scarse e manico come quello della scopa....sono come quelli che comprano la moto a tarda età e si pensano motociclisti.....pensando di colmare le lacune....ragazzi non scherzate....umiltà, sacrifici, vita da ciclista contano di più. La bici non regala niente....non è un auto....non ha l'acceleratore......è solo fatica....si dice "zitti e gambe", le chiacchiere stanno a zero, non servono per diventare ciclisti. Buona fortuna. Saluti ciclistici. 
 

giovedì 9 luglio 2026

Consiglio fisioterapia, ginnastica posturale e stretching per il "motore" della bici muscolare.

Pedalare "storti" cioè "disallineati", diminuisce la prestazione al 50% e aumenta l'infiammazione. Sull'argomento vi rimando QUI  . Rivolgetevi al fisioterapista e agli esperti del settore. Saluti ciclistici. 


lunedì 6 luglio 2026

Spiegazione delle prestazioni della bici da corsa di ultima generazione. Chi è il "pedalatore con la scimmia" e il "tester maccheronico"?

                                                                                       
Glosse a margine. Voi la chiamate bici da corsa, io invece la chiamo bici da strada asfaltata perché con l'avvento della bici Gravel, che altro non è che una bici da corsa adatta all'off road, la bici da corsa è confinata alla strada asfaltata. Ma quali sono le prestazioni delle bici da corsa di ultima generazione? Lo spiego nel video a coloro che si fanno problemi a scegliere questo o l'altro modello. Tranquilli. Oggi è facilissimo scegliere. ATTENZIONE. Scrivo che la bici da strada asfaltata è confinata sulla strada asfaltata perché anche se provate a percorrerci sterrati compatti ( solo quelli, altri tipi di sterrato NO), con gomme da 28/32 mm, a parità di rapporto e di watt, con la Gravel andrete più veloci e soprattutto sarete molto ma molto più stabili e comodi. Qualche scienziato che pratica il ciclismo dal salotto, potrebbe pensare, " allora perché fanno le Strade Bianche con la bici da strada asfaltata?". Perché lo decide il marketing..... per pubblicizzare le bici da strada asfaltata..... per non aumentare le spese di gestione dei team. In media ogni corridore prof dispone di due bici da strada asfaltata, una da crono, se poi si dovessero aggiungere anche bici Race Gravel, allora i costi lieviterebbero, il lavoro si moltiplicherebbe per i meccanici, aumenterebbe lo spazio necessario in magazzino/trasporto per telai, ruote, tubeless, gruppi, eccetera. La somma fa il totale e ultimamente il totale sta stressando gli sponsor, stremati per gli aumenti dei costi anche del materiale tecnico e per gli ingaggi soprattutto dei campioni. Niente è gratis. Tutto si paga e a caro prezzo se si considerano i ritorni di incasso.....esempio: ogni anno quanti consumatori sono in grado di pagare il prezzo delle bici dei campioni? Pochi! Sic. 
Anticipo gli “scienziati” del marketing, di turno sui social, che possano chiedermi, il perché pensando di mettermi in difficoltà? Cari “scienziati” del marketing, cioè quelli che lavorano per il marketing. Come Voi dovreste sapere, allo stato dell’arte, la scelta è diventata solo una questione di beghe mentali. Il 90% dei consumatori se pedalasse bendato non si accorgerebbe della differenza tra telai in carbonio con misure standard prodotti in serie dall’industria, spesso da terzisti, nell’era delle produzione marginal gains (miglioramenti marginali non sensibilmente rilevabili dall’uomo medio-pedalatore). Ci vuole una sensibilità spiccata per percepirne le sfumature, forse. Così e’! E’ così certo e puntuale che potreste calarci la pasta 🍝 😉😬. Non pettino le bambole, ma pedalo e testo bici, prima che voi incominciaste a lavorare per il marketing.
 
 

Dicesi "pedalatore con  la scimmia", colui che spendendo tanti soldi, esprime inevitabilmente, un giudizio positivo sulla bici da corsa acquistata; più la paga e più ne sarà entusiasta!  Dicesi "tester maccheronico" colui che spara a cavolo valutazioni su bici, improvvisando o recitando un copione scritto da altri. Come riconoscerlo? Lo spiego nei video. Saluti ciclistici. 

venerdì 3 luglio 2026

Consiglio: allenarsi con il vento (allenarsi contro il vento).

Un altro consiglio.....allenarsi con il vento, contro il vento. Ricordate sempre che il pedalatore è un hobbista, evita il vento come può, pedala in gruppo soprattutto per scroccare il "passaggio a ruota", per non sentirsi solo e per chiacchierare, non si mette in testa per tirare il gruppo e fare andatura, non migliorerà mai. Il ciclista è ciclista, usa il vento per allenarsi e migliorarsi; essere ciclista e’ uno stile di vita. Siate ciclisti e non pedalatori. Saluti ciclistici.  

 



mercoledì 1 luglio 2026

Consiglio su come migliorare la prestazione in salita (e per passare di livello da pedalatore a ciclista).

Nei video, il consiglio, per passare di livello, da ciclista a pedalatore e il consiglio, per migliorare la prestazione in salita. Se gli allenamenti con strumenti elettronici funzionassero davvero non ci sarebbero tanti ciclisti e pedalatori che in salita "pedalano all’indietro"! E' un fatto notorio. Evidentemente non basta leggere il dispositivo elettronico! Occorre "mentalizzare la salita" (Copyright Pedalareversoilcielo) e non sprecare soldi per le tabelle di allenamento, nessuno può conoscervi meglio di voi! Imparate ad ascoltarvi! Siete persone, non siete macchine. Pedalare è un gesto istintivo, non complicatelo. Imparare a pedalare collegati con la mente al gesto atletico, padroni della fatica, carattere ciclistico. Saluti ciclistici         

    
                   1° CONSIGLIO                                                                              2° CONSIGLIO

 
                         Imparate ad ascoltarvi. 

venerdì 26 giugno 2026

I miei CAMPIONI.

E con questo VIDEO ho detto la cosa più importante che c’era da dire,  per evitarvi vanagloria …quello che conta è solo questo. Per qualcuno potrà essere fastidioso, ma dovevo pur dirlo che la vera sfida da vincere é solo questa! Saluti ciclistici. 

 

martedì 23 giugno 2026

Come mi allenavo e come mi alleno ai tempi di Strava e della tecnica.

Mi insegnarono che il migliore allenamento è la gara. Ci allenavamo in segreto, a ritmo gara. Oggi Strava, il grande "condominio" virtuale dei pedalatori, e la tecnica, padrona delle nostre vite, non sono riuscite a cambiarmi la scelta di allenarmi "liberamente", a ritmo gara, perché il migliore allenamento è la gara, senza condividere i miei dati (a cosa serve?). Per allenarmi ho imparato a "sentirmi" e nel video spiego cosa significa. Saluti ciclistici. 

P.S. Ci allenavamo in segreto perché non dovevano sapere che ti allenavi, per non essere "marcato" a vista. E alla domanda se ti eri allenato, si rispondeva poco, non ho avuto tempo! Era sempre battaglia. Poi, imparammo a "leggere" la gamba e la forma della gamba "parla"! Altri tempi, altri ciclisti e in quel tempo non c'era ancora la condivisione social degli allenamenti. #storiedivitavissutasullastrada #storiepedalate #storiedatramandare 

lunedì 8 giugno 2026

Scuola di ciclismo ex post: come guardare indietro senza voltarsi.

Sono pochi quelli rimasti ciclisticamente attivi dopo avere praticato da giovani, il ciclismo, quando si imparano le basi dello sport, meglio e prima, la maggioranza inizia a pedalare a tarda età, senza esperienza, avendo come punti di riferimento il compagno di uscita, anch'egli, spesso, senza formazione di base, e/o le corse trasmesse alla TV, dove si vedono cose che gli "umani" non possono e non devono fare, ma li imitano e diventano la parodia del corridore prof. I pedalatori, hobbisti per antonomasia, fanno di tutto e di più, fanno e non ci pensano più di tanto, come per esempio, quando si voltano per guardare indietro, con grave pericolo per se e per gli altri....con una mano sul manubrio, e l'altra agitata nell'aria, a salutare o indicare oppure appoggiata sul fianco, come un danzatore.....urlano, allungano e storcono il collo....voltandosi, possono perdere (e spesso perdono) l'equilibrio....pedalano in modo totalmente precario.... basta una buca o un contatto improvviso con il compagno d'uscita, e finiscono sull'asfalto...abbandonano la bici "al caso"....si contorcono, come serpenti...la bici ondeggia, sbacchetta, senza governo..... interpretano scene tragicomiche. E allora sommessamente, un consiglio alla popolazione pedalatrice, su come guardare indietro, senza voltarsi, ma solo quando non se ne può fare a meno... perché non serve voltarsi per vedere chi sta a ruota.....basta l'ombra sull'asfalto o il rumore della catena o degli pneumatici o il fiato corto di chi ti insegue o lo squillo del computer...anzi vi consiglio di allungare il passo quando "rientrano", in modo da non dargli tempo di prendere fiato e succhiarvi la ruota, per risparmiare energia e battervi in volata, o "scattarvi in faccia"; quando è "battaglia" è "battaglia" nessuno è "fratello di pedale". Allora come fare per voltarsi indietro correttamente? Si guarda da sotto il braccio per mantenere le mani sul manubrio e una posizione corretta in sella. Vi lascio al mio video tutorial. Saluti ciclistici. 
                             
   
       

Spagna. Puntine sulla strada: allerta per la sicurezza dei ciclisti.

La notizia QUI  . In breve. La Federazione Ciclistica della Comunità Valenciana, denuncia " molestie e criminalizzazione dei ciclisti" dopo il ritrovamento di puntine da disegno sparse sulla strada statale, a Tàrbena. Un residente ha raccolto circa quaranta spilli sparsi sulla riva destra della strada statale CV-715 , in un tratto di cinque o sei chilometri tra Bolulla e Tàrbena. Li ha trovati mentre faceva un giro in bicicletta e ha segnalato la situazione pericolosa. Un abitante del luogo ha spiegato che "c'erano molti spilli e si vedevano persone ferme a guardare le ruote". Le amministrazioni comunali e il settore turistico stanno organizzando un incontro per studiare soluzioni che garantiscano sicurezza e convivenza. Niente di nuovo sotto questo cielo: nel 2018, in Italia, alle Nove Colli, furono sparse tante puntine sulla strada e non  furono mai trovati i responsabili. E la situazione è andata oltre, in Italia, anche sui social, dove si fomenta  e monta l'odio verso i ciclisti, tanto che la Fondazione Michele Scarponi ha deciso di perseguire penalmente gli odiatori social, scoperti o segnalati. Inutile nascondere la testa sotto la sabbia, l'odio e l'invidia quale causa scatenante, è diffuso, e se non ci fosse il codice penale, si assisterebbe ad un "regolamento di conti" massiccio e sistematico. Ovviamente ci sono automobilisti che si comportano correttamente. Ma non possiamo far finta di niente. 

Questa è la notizia riportata dai media spagnoli. Veniamo a noi, ciclisti italiani. "Se Atene piange, Sparta non ride". Il "giocattolo si è rotto" anche in Italia. Eravamo "4 ciclisti" su strada, molti anni fa, quando c'erano molti meno automobilisti; ci contavamo. Le cose sono cambiate, soprattutto a partire dal 2020. Oggi, tanti, forse troppi ciclisti e pedalatori si riversano sulle strade asfaltate, rendendo difficile, la convivenza con gli automobilisti, alle prese con un traffico in crescita esponenziale, oramai insostenibile, non solo dal punto di vista economico, visto il caro carburanti e la spinta inflazionistica. Insomma le strade asfaltate sono diventate troppo piccole per tutti! Cosa accadrà in futuro? Non lo so e nessuno può saperlo, le cose sono in continuo movimento e in profonda trasformazione, e tutto sembra compromesso da una situazione generale insostenibile e non solo sulle strade. Visto l'acuirsi dei conflitti sulle strade e nei social, tra alcuni automobilisti e ciclisti, l'aumentare degli incidenti stradali, spesso con morti, bisognerebbe comprendere, che le cose sono cambiate per sempre. Consiglio: toglietevi dalle strade asfaltate e seguite il consiglio che una mattina di qualche anno fa, mi urlò, un automobilista odiatore seriale: " Andate nei boschi a rompere....."! Per chi invece sceglierà di continuare a fronteggiarsi sull'asfalto, con gli automobilisti, alcuni di loro, sempre più intolleranti e frustrati dalla vita, consiglio, di smettere di praticare il ciclismo "condominiale" e quindi di non uscire con gruppi numerosi e di non pedalare ammucchiati, invadendo la garreggiata, inoltre consiglio di pedalare nelle strade secondarie.....se invece vivete in città ingolfate dal traffico, allora le soluzioni sono due: o vi caricate la bici e la portate altrove, oppure rulli a go go, così è, questo è!  La cosa incredibile è che i marchi di biciclette non capiscono la gravità della situazione, che comprometterà anche i loro profitti, per via dell'aumento crescente dei prezzi, dell'omologazione della produzione in serie, e dell'inflazione; si ostinano ad investire nelle corse professionistiche, sempre più noiose, completamente lontane dalla realtà dei ciclisti amatoriali e dei pedalatori. Non capiscono la situazione reale. Non serve disegnare bici nella galleria del vento, quando, tra semafori, incroci, traffico, l'aerodinamica non serve a niente. Cari marchi: non coccolate i Big prof, prendetevi cura delle sorti dei vostri clienti, cioè dei ciclisti amatoriali e dei pedalatori. Se non ci saranno più ciclisti e e pedalatori disposti a comprare ogni anno o poco più, bici nuove, dovrete togliere lo sponsor ai team, e per l'effetto, i campioni saranno licenziati e finiranno a pescare sul fiume. Per ora muovete ancora soldi e allora potete fare voce grossa con i Governi, spiegandogli, cosa significa mobilità sostenibile e che la salute pubblica passa per l'esercizio fisico, anche quello fatto con la bici.  Per chi volesse invece evolversi e adattarsi al cambiamento in atto, consiglio la lettura di questo post CLICCA QUI    Saluti ciclistici. 

mercoledì 27 maggio 2026

Test Concept Scott RC Race Gravel con ruote DT SWISS 32 pollici: quello che c'è da sapere e quello che scrissi.

Avevo sentito nell'aria "odore di tendenza" e nel post pubblicato il 4 maggio scorso, anticipavo gli eventi. Ora ritorno sull'argomento con una novità. Il marchio svizzero Scott Bike ha prodotto due esemplari del Concept Race Gravel Bike per ruote da 32 pollici, non destinato alla produzione, affidandole a due corridori, iscritti alla più prestigiosa Race Gravel, la massacrante e celebre Unbound Gravel, che si svolge ogni anno, a Emporia (Kansas) USA. Dunque la Scott Bike ha fatto realizzare specificatamente due telai per testare le ruote da 32 pollici, questo a riprova della mia regola: è la ruota che fa il telaio, tutto "gira" sulla scelta delle ruote; un telaio di media gamma con ruote top di gamma sarà più performante di un telaio top di gamma con ruote di media gamma. Target: verificare la prestazione delle ruote da 32 pollici nel mondo Gravel. Per la cronaca il test sarà fatto con ruote concept da 32 pollici DT SWISS con tubeless Schwalbe RX da 32 x 50 mm e componentistica mista Road/Gravel, suffragando quanto scrissi a proposito della tendenza ad uniformare il prodotto strada/Gravel: per un esemplare, Shimano XTR - GRX con comandi Dura Ace e pedivelle da 160 mm, per l'altro, Sram Red AXS XLPR. 

Ma la ruota da 32 pollici non è una novità assoluta, esiste già nella MTB (dalla 29 pollici alla 32 pollici misurando distanza mozzo-tubeless, larghezza del cerchio da 73,7 cm a 80/81 cm). Con la Gravel Bike si possono utilizzare diverse tipologie di ruote e pneumatici di varie larghezze e tassellature, a seconda del percorso, terreno, gara: si va dalla ruota 650 B con diametro interno 58,4 cm, corrispondente alla 27,5 MTB per montare tubeless più larghi e tassellati, ideali per Gravel tecnico e Bike Packing, al classico cerchio 700C (diametro interno di 62,2 cm, esterno, cioè mozzo-tubeless 700 mm circa) e finendo al prossimo cerchio da 32. Per completezza. Si possono montare copertoni da 29 MTB su una Gravel ( e viceversa) perché le ruote gravel 700C e le ruote MTB 29" condividono lo stesso diametro ETRTO di 622 mm. È necessario però verificare che il telaio e la forcella della gravel offrano un passaggio ruota sufficiente per ospitare sezioni da 2.0" o 2.25". Il cerchio della ruota da 32 pollici invece ha un diametro più grande, misura 686 mm. Adesso le ruote da 32 pollici introducono un nuovo standard, rispetto a quello 700C e 650B. Tubeless da 32 pollici, disponibili con larghezza minima, potranno essere installati  (solo) su cerchi da 32 pollici. Le ruote da 32 pollici potranno essere assemblate solo su telai Gravel compatibili con lo standard 32 pollici, come appunto questo della svizzera Scott Bike. 

La corsa test. Il laboratorio scelto è Unbound Gravel nel formato XL per corridori professionisti: 575 km ininterrotti, senza assistenza tecnica e meccanica, con qualche breve pit stop per cambio borracce, barrette, e pulizia bici. L'altimetria prevede un punto più alto di 484 metri e punto più basso di 317 metri. In pratica si tratta di un anello devastante fatto di polvere, fango, sassi e vento. Niente è paragonabile. Gli altri formati minori sono 200, 100, 50 , 25, juniores. Il link del sito ufficiale CLICCA QUI 

Conclusioni. Cara Scott Bike mi fa piacere del "nuovo" test, e chissà se avrai letto il mio post, prima del lancio del nuovo "laboratorio" mobile, ma non c'è da attendere il responso promozionale del test commissionato ai due corridori, le risposte le avevo già date al lettore del Blog, Michele, nel post del 4 maggio citato : " ..il cerchio largo 32 per Gravel ha molta inerzia, quindi mantiene più facilmente la velocità, inoltre migliora il comfort, aumenta la stabilità e la gestione delle curve tecniche, agevola il passaggio sui percorsi più impervi, ma diminuisce lo scatto, la prestazione in salita, questo dal punto di vista della prestazione. Ovviamente aumenta il peso sia della bici/forcella, sia delle ruote/tubeless......" Aggiungo che la scelta dipende dalla tipologia Gravel.....il Gravel in pianura o nei sentieri impervi, attraversando torrenti, passando sopra massi e rocce di media e grandi dimensioni, il canale 32, può avere un senso, un utilità concreta...il Race Gravel fatto in salita, dura, su terreni boscosi e foreste pluviali, senza particolari forme rocciose, con pozze d'acqua, e piccoli canali, allora il 32 è una zavorra.....dipende dal gravelista....quello leggero, che rilancia ed accelera sempre, anche no." 😉  CLICCA QUI

Comunque lo spiego di nuovo.

Vantaggi tecnici: 

  • Angolo di attacco: Un diametro maggiore scavalca gli ostacoli più agilmente. La ruota si blocca di meno sulle pietre e sulle radici, mantenendo la velocità, ovviamente, l'ostacolo si supera solo se il ciclista ha il manico, altrimenti non serve;
  • Inerzia e Rotolamento: la ruota da 32" conserva l'energia molto più a lungo della 29", quindi è ideale per i tratti veloci e pedalati.
  • Impronta a terra: Più gomma copre il suolo. Questo significa trazione superiore in salita e una stabilità in frenata maggiore.
Svantaggi tecnici:
  • Maggiore peso: più volume, più gomma, equivale a più peso, la bici diventa meno reattività, cioè meno scattante e meno maneggevole, servono più watt per farla scattare e più capacità per gestirla nei tratti tecnici. La copertura da 32 pollici necessita di una ruota compatibile, quindi più larga, con raggio più lungo e assi più alti, insomma una ruota vistosamente più grande delle altre. 

Ovviamente il marketing lavora "nelle tenebre" ed anticipa i lanci, generando preventivamente, la libidine dell'acquisto compulsivo; sarà tutto pronto per la produzione di serie del telaio e delle ruote in questione. Come ebbi modo di anticipare tempo fa, nei post pubblicati, con etichette NovaVitaGravel, il mondo Gravel, avrebbe rappresentato il nuovo laboratorio per i marchi/produttori, e così è stato! Anche questo test della Scott Bike lo dimostra e altri marchi proveranno prototipi per le 32 pollici alla Unbound Gravel; tutto e’ in fermento! Infine come preannunciato, la tendenza sarà quella di creare modelli universali, multi impiego, multi strade o come dico io, una bici per tutta le strade, tutte le strade per una bici... è sufficiente guardare il concept della Scott RC Race Gravel 32 pollici per capirlo definitivamente.....cambiateci le ruote/tubeles e potrete pedalarci ovunque. La bici da corsa, che chiamo bici da strada asfaltata, è superata concettualmente, non ha più senso per un ciclista amatoriale (quelli del Bar Pedalatori, urleranno per partito preso o sveneranno pensando al prezzo pagato per il nuovo acquisto). Come sempre mi porto avanti, sommessamente e audacemente. Saluti ciclistici.