Sono pochi quelli rimasti ciclisticamente attivi dopo avere praticato da giovani, il ciclismo, quando si imparano le basi dello sport, meglio e prima, la maggioranza inizia a pedalare a tarda età, senza esperienza, avendo come punti di riferimento il compagno di uscita, anch'egli, spesso, senza formazione di base, e/o le corse trasmesse alla TV, dove si vedono cose che gli "umani" non possono e non devono fare, ma li imitano e diventano la parodia del corridore prof. I pedalatori, hobbisti per antonomasia, fanno di tutto e di più, fanno e non ci pensano più di tanto, come per esempio, quando si voltano per guardare indietro, con grave pericolo per se e per gli altri....con una mano sul manubrio, e l'altra agitata nell'aria, a salutare o indicare oppure appoggiata sul fianco, come un danzatore.....urlano, allungano e storcono il collo....voltandosi, possono perdere (e spesso perdono) l'equilibrio....pedalano in modo totalmente precario.... basta una buca o un contatto improvviso con il compagno d'uscita, e finiscono sull'asfalto...abbandonano la bici "al caso"....si contorcono, come serpenti...la bici ondeggia, sbacchetta, senza governo..... interpretano scene tragicomiche. E allora sommessamente, un consiglio alla popolazione pedalatrice, su come guardare indietro, senza voltarsi, ma solo quando non se ne può fare a meno... perché non serve voltarsi per vedere chi sta a ruota.....basta l'ombra sull'asfalto o il rumore della catena o degli pneumatici o il fiato corto di chi ti insegue o lo squillo del computer...anzi vi consiglio di allungare il passo quando "rientrano", in modo da non dargli tempo di prendere fiato e succhiarvi la ruota, per risparmiare energia e battervi in volata, o "scattarvi in faccia"; quando è "battaglia" è "battaglia" nessuno è "fratello di pedale". Allora come fare per voltarsi indietro correttamente? Si guarda da sotto il braccio per mantenere le mani sul manubrio e una posizione corretta in sella. Vi lascio al mio video tutorial. Saluti ciclistici.
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