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mercoledì 20 maggio 2026

Appello agli spettatori del Giro d'Italia.

                                                                           URBI ET ORBI 

1 commento:

  1. A maggio, tutti aspettano il passaggio dei corridori del Giro e della carovana rosa, è un ritrovarsi, come se fossero "vecchi amici"..... l'Italia si ferma e li acclama, un appuntamento irrinunciabile, ma passata la processione sportiva, di colpo, tutto cambia, "si ridesta", è ritorna il problema della convivenza con i ciclisti amatoriali.....quelli che "ingombriamo la strada".... sono "fastidiosi"... invidiati e/o odiati...... non lavorano.....sono diversi....così diversi da non riconoscerci come "persone"..forse perché..... non regaliamo gadget, e quando passiamo, le strade e le scuole non vengono chiuse.....non è festa...e per gli altri è solo un altro giorno senza festa e senza sorrisi........ sarà perché sorridiamo, anche se fatichiamo......eppure pedaliamo anche noi, lungo stesse strade....certamente non ci vedono alla Tv e per questo non siamo diventati famosi (se non sei alla TV, non esisti per la massa)......però abbiamo la stessa dignità!
    E così tutto si ripete. Passa il Giro si riparano le strade, la gente, in trepidante attesa, si prepara, sperando di essere vista alla TV, le città e i paesi si tingono di rosa, MA, passata la tappa, finita la festa popolare, rimangono i ciclisti amatoriali, e quelli sono e saranno sempre "un problema" per qualcuno che salta di gioia per il Giro d'Italia. Comunque, caro spettatore del Giro, tu che quando incontri ciclisti amatoriali, diventi "nervoso", mi rivolgo a te..... pensala come vuoi, puoi non salutarci, o ricambiare il nostro saluto, anche se il saluto non costa... ... non ci importa, ma non darci fastidio, e soprattutto non mettere in pericolo, la nostra vita. Rispettaci. Tutti i ciclisti sono uguali. Sic. Saluti ciclistici.

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