A maggio, tutti aspettano il passaggio dei corridori del Giro e della carovana rosa, è un ritrovarsi, come se fossero "vecchi amici"..... l'Italia si ferma e li acclama, un appuntamento irrinunciabile, ma passata la processione sportiva, di colpo, tutto cambia, "si ridesta", è ritorna il problema della convivenza con i ciclisti amatoriali.....quelli che "ingombriamo la strada".... sono "fastidiosi"... invidiati e/o odiati...... non lavorano.....sono diversi....così diversi da non riconoscerci come "persone"..forse perché..... non regaliamo gadget, e quando passiamo, le strade e le scuole non vengono chiuse.....non è festa...e per gli altri è solo un altro giorno senza festa e senza sorrisi........ sarà perché sorridiamo, anche se fatichiamo......eppure pedaliamo anche noi, lungo stesse strade....certamente non ci vedono alla Tv e per questo non siamo diventati famosi (se non sei alla TV, non esisti per la massa)......però abbiamo la stessa dignità! E così tutto si ripete. Passa il Giro si riparano le strade, la gente, in trepidante attesa, si prepara, sperando di essere vista alla TV, le città e i paesi si tingono di rosa, MA, passata la tappa, finita la festa popolare, rimangono i ciclisti amatoriali, e quelli sono e saranno sempre "un problema" per qualcuno che salta di gioia per il Giro d'Italia. Comunque, caro spettatore del Giro, tu che quando incontri ciclisti amatoriali, diventi "nervoso", mi rivolgo a te..... pensala come vuoi, puoi non salutarci, o ricambiare il nostro saluto, anche se il saluto non costa... ... non ci importa, ma non darci fastidio, e soprattutto non mettere in pericolo, la nostra vita. Rispettaci. Tutti i ciclisti sono uguali. Sic. Saluti ciclistici.
A maggio, tutti aspettano il passaggio dei corridori del Giro e della carovana rosa, è un ritrovarsi, come se fossero "vecchi amici"..... l'Italia si ferma e li acclama, un appuntamento irrinunciabile, ma passata la processione sportiva, di colpo, tutto cambia, "si ridesta", è ritorna il problema della convivenza con i ciclisti amatoriali.....quelli che "ingombriamo la strada".... sono "fastidiosi"... invidiati e/o odiati...... non lavorano.....sono diversi....così diversi da non riconoscerci come "persone"..forse perché..... non regaliamo gadget, e quando passiamo, le strade e le scuole non vengono chiuse.....non è festa...e per gli altri è solo un altro giorno senza festa e senza sorrisi........ sarà perché sorridiamo, anche se fatichiamo......eppure pedaliamo anche noi, lungo stesse strade....certamente non ci vedono alla Tv e per questo non siamo diventati famosi (se non sei alla TV, non esisti per la massa)......però abbiamo la stessa dignità!
RispondiEliminaE così tutto si ripete. Passa il Giro si riparano le strade, la gente, in trepidante attesa, si prepara, sperando di essere vista alla TV, le città e i paesi si tingono di rosa, MA, passata la tappa, finita la festa popolare, rimangono i ciclisti amatoriali, e quelli sono e saranno sempre "un problema" per qualcuno che salta di gioia per il Giro d'Italia. Comunque, caro spettatore del Giro, tu che quando incontri ciclisti amatoriali, diventi "nervoso", mi rivolgo a te..... pensala come vuoi, puoi non salutarci, o ricambiare il nostro saluto, anche se il saluto non costa... ... non ci importa, ma non darci fastidio, e soprattutto non mettere in pericolo, la nostra vita. Rispettaci. Tutti i ciclisti sono uguali. Sic. Saluti ciclistici.