domenica 8 luglio 2018

Tour de France 2018: riflessione dalla strada.

Mi piace dire quello che penso e spesso dico quello che gli altri pensano.
Succhiare la ruota e stare comodi nella pancia del gruppo per tutta la giornata, per sprintare nell’ultimo km, semplicemente il “nulla” vinto dai velocisti ! Per me conta la fatica di chi lotta contro la gravità e il vento ⁠ ⁠. Certamente i velocisti preferiscono andare al Tour, ci sono dei lunghi piattoni e faticano di meno, oltre a prendere cache a molti zero. Per noi spettatori, ci saranno lunghe e noiose tappe che ci costringeranno ad appisolarci sul divano............prima o poi arriveranno le Alpi e allora usciranno dal gruppo, i veri campioni. Le corse a tappe si vincono sulle montagne.
Le tappe lunghe del Tour non sono soltanto noiose per i telespettatori, ma sono pericolose per i corridori. Le tante cadute a cui assistiamo e assisteremo sono e saranno causate dalla stanchezza accumulata dai troppi km percorsi nelle tappe lunghe e noiose ! Niente spettacolo ed incidenti pericolosi.
Organizzazione del TDF2018 bocciata. Vengano al Giro d'Italia ad imparare cosa significa organizzare una corsa a tappe bella e spettacolare. Le tappe devono essere meno lunghe e più nervose, altrimenti i corridori si addormentano ed intruppano e l'audience cala.
Agli esperti del ciclismo in TV. Attenzione. Astenetevi da pronostici. Froome al Giro vi avrà pur insegnato qualcosa ! I corridori di oggi sono allenati da tecnici che li preparano al top per determinate tappe clou . Chiaro ? Ed ora ritornate al bar dello sport 
Un consiglio. Togliete l'audio alle dirette televisive, altrimenti potreste ricevere informazioni "incomplete", soprattutto dal punto di vista dei materiali. I commentatori non sono esperti del settore e quasi sempre non pedalano e non macinano km. Parlare compiutamente di biciclette è impegnativo.
Buon Tour....intanto continuo a testare materiali.....
Saluti ciclistici.



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