martedì 12 settembre 2017

Test bike: Fulcrum Racing Zero e Vittoria Rubino Pro.


Ho testato la ruota in alluminio per coperticino più usata e famosa, la Fulcrum Racing Zero, unitamente al copertoncino da 25 mm, Vittoria Rubino Pro, con mescola in Graphene. 
La Fulcrum Racing Zero è stata una riscoperta; ricordo che usai la prima versione, quella con i raggi rossi, piatti ed aero, raggi che rappresentarono una rivoluzione per quei tempi, una ruota che mi impressionò, e che aveva un valore aggiunto rispetto alla concorrente ruota Mavic Ksyrium SL, anch'essa usata, che si dimostrò invece meno robusta e meno affidabile nella durata, a quei tempi. 
Ritornando a pedalare sulla Fulcrum Racing Zero, ho riassaporato la incredibile scorrevolezza dei mozzi Campagnolo/Fulcrum con il sistema cono/calotta, ed è stato un piacere per chi è sensibile, come me, alla scorrevolezza dei mozzi. Tuttavia rispetto al modello che testai, ho sentito una minore scorrevolezza nell'insieme, e ciò è attribuibile alla scelta della Campagnolo/Fulcrum di seguire l'onda miope del mercato, quella del cerchio formato over size 17C, ( larghezza 22,5 mm),  più largo per ospitare solo copertoncini da 25 a 50 mm, manco fosse una MTB. Incredibile come il mercato abbia voluto penalizzare la scorrevolezza, per aumentare la stabilità e il confort della ruota. Sia chiaro. I cerchi con larghezza standard, sono assolutamente stabili e confortevoli, almeno secondo un valore  buono, ma hanno il vantaggio di  avere più scorrevolezza, e quelli che spingono sui pedali di una bicicletta da corsa, vogliono velocità e reattività, altrimenti sceglierebbero la MTB. Questa mia indicazione è stata suffragata da anni di test su ruote e coperture d'ogni genere, e anche dai numerosi commenti pubblicati dai miei lettori, tutt'altro che soddisfatti delle coperture over size cioè da 25 mm. Su questo Shimano ha dimostrato più esperienza e sangue freddo, scegliendo il formato standard 15C,  per la Shimano C24 R9100, la ruota per eccellenza, in alluminio, più reattiva in assoluto, con il profilo basso, differenziato 21/24, e appunto larghezza del cerchio da 20,8 mm ( contrariamene alle Shimano C40 e C60 per le quali invece ha optato per lo standard 17C). Insomma, per dire, che se il costruttore vuole una ruota veramente reattiva, non può e non deve "zavorrarla" non solo con il maggiore peso periferico, ( la C24 è più leggera di circa 80 grammi rispetto alla Racing Zero), ma anche con la minore larghezza del cerchio. 
Chiusa questa parentesi, ritorniamo a trattare della Zero. Dunque il peso non è leggero; 1 chilo e mezzo circa, non è poco, ma con l'altezza media del cerchio in alluminio, 27 anteriore e 30 posteriore, la larghezza da 22,5 mm, con mozzi corpulenti e raggi aero, non si poteva avere un peso minore.  
La rigidità torsionale e laterale della ruota è davvero ottima; sarà per la raggiatura incrociata sul lato cassetta a 14 raggi ( 7 raggi sul lato opposto), o per l'assenza di fori nel cerchio ( i raggi vengono inseriti nella valvola e con una calamitata vengono posizionate al suo interno; ciò comporta anche il vantaggio di non dovere installare il nastro para nipples), sarà per il corpetto della ruota posteriore con flange in alluminio oversize e corpo in alluminio, con trattamento al plasma, sarà per il peso non leggero, ma la Racing Zero mi ha dimostrato tanta rigidità, per nulla inferiore alle ruote in carbonio. Qualche grammo di peso si recupera con il corpo del mozzo della ruota anteriore in carbonio. 
Peraltro ho notato un altra circostanza, che mi ha favorevolmente impressionato. Al proposito, capita di avere riscontrato su altre ruote con i raggi in alluminio, quando partivo per l'allenamento, di spingere solo con il piede destro, agganciato al pedale, prima di prendere velocità ed agganciare anche il piede sinistro. Ebbene, nel momento in cui, iniziavo a spingere con il piede destro, non ho avvertito alcuno rumore di sfregamento dei raggi. E questo non è un particolare di poco conto. Infatti la rotazione del pacco pignoni, di solito, provoca  l'allentamento dei raggi delle ruota posteriore, con la conseguente perdita di tensione del cerchio, tant'è che con altri modelli di ruote, ho sentito il rumore dei raggi incrociati lato cassetta, andare in tensione. Ebbene con le Zero nessun rumore provocato dalla tensione dei raggi in quel punto e momento critico. Ovviamente la ruota testata era nuova, sono stato il primo ad utilizzarla, quindi occorre verificare se dopo almeno 2000 km, ci sono problemi di tensione e quindi di rumore alla partenza. Intanto posso dire che dopo con un chilometraggio inferiore, e tenuto conto del mio peso ( 60 kg), non ho riscontrato questo problema. 
In discesa, massima scorrevolezza, e soprattutto nessuna vibrazione. Mozzi con cono calotta con sfere in ceramica e cuscinetti in acciaio ( USB) e bilanciamento dinamico ( nella Zero il bilanciamento della massa del giunto del cerchio, viene fatto aggiungendo una massa di pari peso, posizionata esattamente dalla parte opposta del cerchio come da figura, ed infine lo stesso valore di tensione nell'accoppiamento raggi /cerchio, hanno fatto il loro dovere.  E ' emblematico vedere la ruota girare e non fermarsi mai, facendola scorrere, tenendola per mano. 
In salita impegnative come il Selvino, in fase di rilancio, direi che la Zero, fuori sella, si apprezza di più, mentre perde qualcosa se si spinge da seduti. Ideale per i passisti. La rigidità laterale e torsionale, è ottima. Ma non è ottima la reattività ( scatto), ma bisogna tenere conto, che è una coppia di ruote da 1 chilo e mezzo, con cerchio largo 22, 5 mm e zavorrata da copertoncini larghi 25 mm. Con questi parametri di più non si può avere. Nei cambi di ritmo, in salita, dimostra di non essere sensibile, occorre rilanciarla con più vigore. 
La frenata è ottima. Nessun stridore. Ma fate attenzione nelle prime uscite. La pista nuova ha minore grip e quindi la frenata diventa lunga. Ci vogliono diverse uscite per avere la frenata ottimale. Usate i tacchetti in dotazione. 
La sensibilità al vento è buona, ma non ottima, considerato il raggio piatto. Il confort è ottimo. 
A chi consigliarla: per allenamento, per percorsi misti, e soprattutto per i granfondisti. In salite impegnative si è dimostrata ben strutturata nel fuori sella, nel senso che ha dimostrato di essere rigida lateralmente e torsionalmente, Qualche grammo in meno l'avrebbe resa più scattante, più rapida nel cambio di marcia, ma nel complesso il dato è più che buono, considerato che il più grande limite della Zero è il copertoncino; se la Zero fosse ancora disponibile nella versione per tubolare, sarebbe tutta un altra cosa. Ma tant'è e facciamocene una ragione, l'industria del settore, ha preso questa piega per assecondare i timori dei ciclisti meno esperti, che pensano di rimanere a piedi con il tubolare, e allora, preferiscono limitare la prestazione della ruota, piuttosto che perdere la vendita. Il profitto comanda. La Fulcrum Zero rimane la ruota in alluminio preferita. Dal punto di vista estetico, non mi piace, soprattutto se montata con i telai in carbonio con vernice nera lucida o carbonio a vista unidirezionale; ma in quel caso, la scelta migliore da fare, è la Zero Nite. 



Per quanto concerne invece il copertoncino Vittoria Rubino Pro, da 25 mm, con carcassa in materiale misto e combinato con il graphene, ho riscontrato un ottimo grip, ma poco scorrevolezza. Per la durata non posso esprimermi, in quanto non li ho usati fino alla tela. 
Il test è stato realizzato in collaborazione con il rivenditore Falasca Cicli. 

Pagella Fulcrum Racing Zero:

Frenata: 9 ( ma attenzione alle prime uscite; frenata lunga; le piste hanno bisogno di rodaggio)
Rigidità laterale e torsionale: 9
Scorrevolezza: 9
Confort: 9
Maneggevolezza: 9
Reattività ( scatto): 7 ( sarebbe stato interessante testarla con un telaio più leggero)
Sensibilità al vento: 9
Rapporto prezzo/prestazione: 8. Siamo ai limiti; un ulteriore aumento di prezzo non sarebbe stato proporzionato. 
Estetica: 5 ( la preferisco nella versione Nite)

Saluti ciclistici. 







La prima versione.........


1 commento:

  1. Con me sulle zero/shamal e sulle ruote fulcrum/campagnolo in alluminio sfondi una porta aperta.( non ho mai avuto ruote in carbonio di questa casa)
    Il rapporto qualità/prezzo di questa ruota la pone al top fra gli alluminio parimenti alla sorella "minore" R3 ( Campagnolo Zonda ) e alla gemella Shamal che, in verità, costa un po' di più.
    Condivido con te anche il biasimo della adozione del cerchio largo che peraltro Fulcrum /Campagnolo ha adottato ben dopo altre case, come DT Swiss tanto per non fare nomi
    Ormai si parla già di cerchi con 19c e pneumatici 28mm.
    Mi chiedo se si possa ancora parlare però di bdc o piuttosto di altro e già vedo che si introducono smorzatori, freni a disco e fra un po', ipotizzo, le forcelle ammortizzate.
    D' altra parte una realtà come Campagnolo non ha la forza per imporre le proprie soluzioni di fronte agli impulsi che arrivano dai colossi ( in primis da un punto di vista economico più che da un punto di vista tecnologico) d' oltreoceano.
    Va precisato, però, che a catalogo Campagnolo resistono ancora la Eurus e la Neutron, ottime ruote, ancora con canale 15C.
    Purtroppo una grandissima ruota come la Neutron, ormai non incontra il favore del mercato per via di un design molto classico e di un profilo basso, pur avendo moltissime qualità.
    Devo rimarcare, avendo sia la Eurus sia la R0 Comp 17C, che il comfort con il cerchio più largo è molto migliorato. Sulla Eurus, tuttavia, montando un veloflex o copertone di simili caratteristiche, si migliora questo aspetto e lo si rende molto meno scabroso.

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