mercoledì 29 marzo 2017

Grammomania: Deda Elementi Superleggero RS.

E' il nuovo attacco in lega leggera 🔝del marchio italiano realizzato con il migliore alluminio quello denominato 7050. La particolarità è che il rivestimento è ceramizzato e viene denominato Duracer. Viteria in Titanio. Per chi non lo sapesse, è consigliabile usare l'attacco manubrio in alluminio; è più rigido di quello in carbonio. In collaborazione con il rivenditore Falasca Cicli. Saluti ciclistici.  
. Saluti ciclistici. 

sabato 25 marzo 2017

Anteprima: Lightweight Edelstoff woman

Proseguono le anteprime Lightweight con la linea di abbigliamento Edelstoff anche per donna. Il capo esclusivo e di una bellezza unica,  indossato nelle foto e' stato realizzato in collaborazione con la casa di moda tedesca, Benu Berlin. E' per uso della ciclista acrobata ritratta nella foto.
La linea donna Lightweight e' disponibile con un abbigliamento convenzionale di assoluta bellezza ed eleganza consultabile sul sito della Lightweight CLICCA QUI . Saluti ciclistici. 



Monte Circeo. Ciak. Buona la prima.

Stamattina sgambata sul Monte Circeo. Sensazioni buone. #nonmollarevecchietto. Lunghezza 5 km. Pendenza media 8,2%. Pendenza massima 15%. In pratica si sale in apnea. Per il reportage della salita finale  CLICCA QUI.  Saluti ciclistici.




Più su.......



venerdì 24 marzo 2017

Colnago Ottantacinque Limited Edition incontro ravvicinato

Ecco un altro incontro ravvicinato 🔝di gamma. Questa è' la versione dedicata agli 85 anni di Ernesto Colnago in tiratura limitata. Saluti ciclistici. 



Pinarello F10. Incontro ravvicinato.

In collaborazione con il rivenditore autorizzato, Il Ciclista di Paolo Massignan. Saluti ciclistici




Volta Catalunya 2017

Oggi alla #VoltaCatalunya finale duro a Lo Port. Deragliatore e cambio RD-R9150 e cassetta 11/30 sono perfetti per la caratteristica della tappa. Saluti ciclistici. 


domenica 19 marzo 2017

Gran Fondo New York Italia 2017. Cronaca di una vittoria collettiva.


Il ciclismo accomuna in nome della passione e dell'amicizia. Atleti di primo livello, uomini portatori di valori hanno lasciato un segno indelebile al termine delle tre giorni della GF New York Italia 2017, pluri vittoriosa per il Team Falasca Zama. A tutti loro va tributato una standing ovation. Su queste strade tra mare e monti, rimane scritta una pagina unica che parla delle gesta di un gruppo affiatato e solidale, semplicemente devastante e micidiale e persino gli avversari, pur sconfitti hanno riconosciuto loro l'indiscussa superiorità. Questi giorni condivisi tra emozioni e gesta sportive lasciano un messaggio a futura memoria. Ci potrà essere anche il buio nel tempo che vivremo, ma i sorrisi e la semplicità di persone straordinarie, accendono la vita con la passione che ci accomuna, nonostante tutto e tutti. E allora sulla bacheca dei miei ricordi metto questa foto con il capitano Roberto Cesaro e il team manager Luca Falasca. La intitolerò così: passa tutto, ma non gli amici. A loro e a tutti gli altri ragazzi del team, va il mio abbraccio. Avanti così, nello sport, come nella vita. 
Con il capitano Roberto Cesaro e il team manager Falasca






E ora la cronaca. Il titolo. No, non è un team professionistico, ma il team amatoriale Falasca Zama !!
Sono circa trent'anni che pedalo e mastico ciclismo. Quindi sono abituato a riconoscere il vero ciclismo e i veri corridori, quelli che pedalano con la testa e il cuore, oltre che con le gambe. E devo dire che almeno nell'ambito amatoriale, è quasi del tutto assente, una tecnica, una strategia di corsa, uno spirito di squadra. Insomma nelle corse amatoriali, ognuno corre per sé, ognuno è lasciato al proprio destino, e se si vince è solo per la disperata abnegazione alla causa propria, o come dicono i padri latini, pro domo sua! Ebbene, c'è chi dice no, a questo ciclismo maccheronico, c'è chi ha deciso di lasciare un segno nel mondo delle corse, senza se, senza ma. Loro sono i corridori amatoriali del Team Falasca Zama, quelli che assomigliano sempre di meno, ad un team amatoriale, e sempre di più ad un squadra di livello superiore, per organizzazione del gruppo, gambe, cuore e testa dei corridori. E' un gruppo eterogeneo per origini sportive, nato dalla costola di un gruppo di amici di antica memoria, ed ora allargato ad ex corridori professionisti, ex corridori dilettanti, e ciclisti amatoriali straordinari che divisi tra lavoro e famiglia, riescono a presentarsi al nastro di partenza, competitivi. Li ho studiati e valutati, e ho trovato in loro il ceppo di origine di una squadra di rango. Il segreto è uno: la forza del gruppo. Corridori forti inseriti in una squadra pronta a sacrificarsi per la causa comune. E quando i corridori del team Falasca Zama chiudono la corsa, sin dalla partenza, impedendo ogni fuga, tirando anzi stirando, il gruppo dei concorrenti, a 50 km/h, contro il vento, non puoi sorprenderti, se poi dal cilindro magico, esca fuori la volata del capitano, Roberto Cesaro, ex corridore professionista, lanciato come una moto sulla salita di San Felice Circeo ! Questa è gente che non si muove per capriccio, ma fa parte di un gruppo straordinario. Tra loro si respirano serenità, sacrificio e allenamenti duri. Condividendo con loro questi tre giorni di gare, ho visto molti episodi, che mi hanno colpito, esempi di rara fratellanza tra atleti. E c'è bisogno di narrarli affinché il ciclismo amatoriale, troppo spesso dimenticato dalla stampa, e vessato, possa recuperare la sua origine sportiva, composta da passione e sacrificio. Auspico la loro partecipazione alle Gran Fondo più prestigiose. Si può fare molto con un gruppo ed individualità come quelle del Team Falasca Zama. 
E ora provate a frapporre questa foto scattata durante la tappa di San Felice Circeo, a quella dei migliori team professionistici Pro Tour, scattata durante il Giro d'Italia, Vuelta o Tour de France. Fatelo e per un attimo dimenticate il colore delle maglie. Ebbene le foto sono perfettamente sovrapponibili, quasi che fossero la stessa foto. Con il Team Falasca Zama la corsa è chiusa. 
Credo che dovrete abituarvi a sentire i nomi dei corridori del Team Falasca Zama nelle classifiche degli arrivi. Insomma corsa chiusa protratta nel tempo in nome del collettivo e della passione. Si è aperta una nuova era nel mondo amatoriale, quella del Team Falasca Zama. Saluti ciclistici. 


Corsa chiusa con il Team Falasca Zama !!!!

Il collettivo del team in azione: capitan Cesaro illustra ai suoi compagni la tattica vincente della 2^ tappa.
Per la cronaca qualche settimana prima Roberto Cesaro aveva vinto le Strade Bianche !!!


Zipp SL Sprint Stem

Dal mondo delle corse. E' l'attacco manubrio over size usato dal velocista Sergio Zaottini. Massima rigidità. Le dimensioni e la struttura imponente compensano la minore rigidità di un normale attacco manubrio in carbonio, meno rigido di quello in alluminio. Ovviamente stiamo parlando di un componente che come nel caso di specie deve essere usato da un velocista molto forte, che "strappa" in modo brutale nella volata, quando la forza e l'accelerazione sono al top. Saluti ciclistici. 


giovedì 16 marzo 2017

Qual'è il cambio più agile in salita ?

Per i ciclisti che vanno per montagne, la prima preoccupazione, dopo la giusta preparazione, è quella di avere una trasmissione efficiente si, ma soprattutto quella avere il cambio più versatile, in grado  di fare girare il pignone più agile. E allora ho fatto una ricerca in merito e ho scoperto che attualmente il cambio più versatile, quello che in altre parole, più degli altri spiana le salite, è il cambio meccanico Shimano Dura Ace RD R9100. Infatti confrontando le schede tecniche dei cambi top di gamma, meccanici ed elettronici, il bilanciere del cambio Shimano Dura Ace RD R9100 fa girare pignoni fino a 35 denti! Immaginate di usarlo con la corona della guarnitura compact 34 e capirete che se siete dotati di una gamba snella e/o potente, di un cuore a prova di "oltre la soglia", del peso forma e di una forza mentale da samurai, nessuna salita sarà proibita 😉🚵
Per completezza, preciso che il cambio Shimano Dura Ace Di2 R9170 (elettronico) è compatibile con pignoni fino al 33, lo Sram Red meccanico è compatibile fino al 28, lo Sram Red Etap è compatibile con bilanciere corto fino al 28 e con bilanciere medio fino al 32, e quindi occorre optare o per l'uno o per l'altra versione, ed infine il cambio Campagnolo Super Record, Record, anche nella versione EPS (elettronica) è compatibile fino al 29.  
Per quanto concerne i cambi di gamma media, quello che può fregiarsi del titolo di grimpeurs, è il cambio  Shimano Ultegra 6870 (meccanico) e Shimano Ultegra 6870 Di2: con bilanciere medio girano con pignone da 33 e con bilanciere lungo con pignone da 37 ! Lo Sram Force con bilanciere medio gira con pignone da 32 denti e con bilanciere lungo con quello da 36. Il Campagnolo Chorus con pignone da 29. Se si vuole rimanere in casa Campagnolo e scalare le salite più proibitive bisogna optare per il cambio in alluminio Campagnolo Potenza il quale è compatibile con il 32. 
Dunque l'unico cambio più versatile, quello che gira più agile, senza doverlo sostituire con la versione con bilanciere specifico (lunga) è quello del nuovo Shimano Dura Ace RD R9100, meccanico, il quale a ragione si fregia del titolo di Grimpeur. Saluti ciclistici. 


mercoledì 15 marzo 2017

Grammomania: Scott Foll Premium 2017

Pedalare verso il cielo è il blog più letto dai ciclisti e la "sua" macchinetta fotografica arriva ovunque. Oggi siamo a Bergamo, nel "garage" di un lettore per fare qualche scatto da collezione per la rubrica Grammomania. E' la sua Scott Foll Premium, modello 2017, come quella usata dal team UCI Pro Tour Orica Scott. In taglia 56 pesa poco più di 6 chili e 800 grammi. Direi niente male per essere un modello aero e per la taglia alta.  E' il modello aero del marchio svizzero con freni a montaggio diretto ed in particolare con il freno posteriore installato dietro alla scatola del movimento centrale. Manubrio e attacco aero, carro posteriore con pendenti ribassati rispetto al tubo sterzo, in modo da aumentare la reattività. scatola del movimento centrale Press Fit 86,5. Durante le "indagini ciclistiche" 😄ho assunto "dichiarazione spontanee" dal lettore ciclista, il quale ha "confessato"😬che al momento dell'acquisto ha scelto di installare lo Sram Red ETap in sostituzione dello Shimano Dura Ace Di2 di serie, in modo da recuperare qualcosa sul peso finale. Inevitabilmente sono rimasti installati i freni a montaggio diretto Shimano Dura Ace. Ciò accade a tutti colori che montano lo Sram Red ETap. Viene da chiedersi per quale motivo la Sram non riesce a produrre o a farsi produrre freni integrati ? Il peso è in linea con i modelli aero. Quello che conta in questi modelli non è certo il peso, e' la spiccata rigidità, la penetrazione aerodinamica per sfidare il vento. Tuttavia grazie a componenti leggeri riesce a raggiungere un peso competitivo per gli strappi duri e le salite non troppo lunghe. Un osservazione biomeccanica. La sella Prologo non è in bolla. Un tempo si inclinava la sella in basso, per evitare dolori al sottosella. Era un escamotage per mantenere la sella tendenzialmente più alta ed avere un impatto visivo più accattivante. In altri  casi invece si usa farlo quando la sella non e' perfettamente piatta. Generalmente una sella non in bolla comporta che il ciclista si ritrovi a pedalare spostato sulla punta della sella. Se ciò non accadesse, sarebbe solo perché il ciclista pedala  con un altezza sella più bassa rispetto alla quota ottimale. Quindi da rivedere l'assetto avanzato.  Saluti ciclistici. 









sabato 11 marzo 2017

Il ciclo di una pedalata

Ecco un grafico esplicativo dei muscoli della gamba interessati durante il ciclo della pedalata. Interessante conoscerlo per verificare la corrispondenza in caso di affatticameti muscolari o infortuni e  capire l'anomalia biomeccanica. Per sapere come pedalare correttamente vi rimando a questo post CLICCA QUI Saluti ciclistici. 

giovedì 9 marzo 2017

Tirreno - Adriatico 2017. L'incidente a Moscon. Ipotesi dubbia, ipotesi concreta.

Il tubolare rimosso con un cacciavite dal meccanico del team  UAE Abu  Dhabi 
Alla crono tappa di apertura della nuova edizione della Tirreno-Adriatico, è avvenuto un incidente tecnico alla crono bike del corridore della SKY, Moscon. La pelle dei ciclisti è la più dura, si sa, e il corridore italiano se le è cavata con qualche graffio. Ciò che interessa è il motivo dell'incidente. Tutti pensano che sia "esplosa" la ruota a razze anteriore. Io non la penso così. Secondo me, forse si è trattato di un motivo più semplice: si è sfilato il tubolare e il cerchio impattando sull'asfalto, di lato, ad alta velocità ( circa 60 km/h) si è spezzato. Peraltro il momento cruciale e' accaduto subito dopo il passaggio su un tombino. Appare molto difficile, pensare che delle ruote nuove, possano avere gravi danni strutturali pregressi, almeno in questo momento iniziale della stagione. Tuttavia, non è la prima volta che ciò accadrebbe, basta ricordare l'incidente al Tour di Beloki ! Il tubolare si sfila perché  i meccanici dei team, continuano ad incollarli con la vetusta colla, detta altresì, carogna. L'incollaggio è rischioso per due motivi: 1) occorre applicare uniformemente la colla, senza spazi vuoti; 2) la colla tende a seccarsi e mal sopporta le alte temperature. E poco pratica per i seguenti motivi: 1) sporca il cerchio e il tubolare; 2) e necessità di tempi più lunghi, di almeno 24 ore, prima che la colla possa fare presa in modo accettabile. Sono motivi noti, ma i meccanici continuano a scegliere la colla in quanto è più facile da rimuovere, (usano la raspa !) e quindi non è sicura, rispetto al biadesivo. Di solito un tubolare da competizione viene sostituto al massimo ogni 2 tappe. Lo fanno per non correre il rischio di usare tubolari induriti dai chilometri e lisci e per evitare che eventuali e probabili tagli al battistrada, possano causare forature; inoltre preferiscono avere il tubolare fresco per avere più morbidezza e grip. Basterebbe usare il biadesivo per avere una ruota montata con il tubolare in completa sicurezza. Il biadesivo si monta in pochi minuti, è subito pronto all'uso e sicuro, non teme le alte temperature. Di contro occorre perderci un po' di tempo per rimuovere la colla all'interno della gola del cerchio. Va detto per completezza di informazione che esistono dei prodotti come il gel remover dell'Effetto Mariposa, inodore, che rimuove facilmente la colla, lasciandolo agire per qualche ora. Che strano il mondo delle corse ! Usano computer sofisticati, persino satelliti, cambi elettronici, qualcuno addirittura gli inutili freni a disco (il peggiore esempio del marketing applicato alla bicicletta) e poi si  ostinano ad usare l'arcaica colla, risalente ai secoli scorsi !!
Va comunque detto che la ruota che impatta ad alta velocità si frantuma. Date un occhiata a questo video del Tour de France 2007. In quell'occasione il corridore investi un cane che attraversava. L'impatto violento frantumò la ruota anteriore  CLICCA QUI
Saluti ciclistici.






mercoledì 8 marzo 2017

Cuscinetti e sfere in ceramica e ruote Lightweight. Facciamo un po' di chiarezza !

Mi sono giunte all'orecchio informazioni allarmanti in merito alla sostituzione after market o come si usa dire up grade dei cuscinetti e delle sfere in ceramica sulle ruote Lightweight tubolare e copertoncino. Informazioni assolutamente non corrette. Faccio un po' di chiarezza, prima che qualcuno spenda soldi inutilmente o peggio ancora finisca per danneggiare irreparabilmente i mozzi e gettare le ruote. Le ruote Lightweight da strada possono essere acquistate anche nella versione Schwarz con cuscinetti e sfere Ceramic Speed e in questo caso sono montate su mozzi specifici DT SWISS, diversi da quelli montati sulle ruote LW nella versione standard, cioè con cuscinetti e sfere in acciaio.
In buona sostanza sulle ruote LW non si possono sostituire cuscinetti e sfere in acciaio con quelli in ceramica della Ceramic Speed perché hanno un diametro diverso. Ma v'è di più. L'inserto dei cuscinetti è in carbonio. In caso di sostituzione dei cuscinetti e delle sfere in ceramica di altro produttore, c'è la possibilità concreta che durante l'operazione di sostituzione, possa spaccarsi l'inserto e quindi il mozzo in carbonio finisca per danneggiarsi irreparabilmente. Ricordo che il mozzo e i raggi, delle ruote Lightweight, non possono essere sostituiti, trattandosi di una ruota monoscocca. Preciso inoltre che gli interventi sul mozzo anteriore LW possono essere fatti solo dalla Lightweight, mentre gli interventi sul mozzo della ruota posteriore possono essere eseguiti anche in un punto dei assistenza DT SWISS o  da una officina specializzata come è scritto a pagina 130 del libretto di manutenzione.  Per questo consiglio di fare la scelta al momento dell'acquisto. 
Vi lascio alla visione delle ruote Lightweight Gipfelsturm Schwarz, quelle con sfere e cuscinetti Ceramic Speed. Ogni commento è superfluo. Saluti ciclistici. 


Sull'ammiraglia del Blog.


Quando sette anni fa scrissi la prima pagina di questo blog, avevo in mente, l'idea di farne un canale per chi volesse condividere la mia passione. La cosa è andata oltre ogni aspettativa. Più di un milione di visite mi hanno lusingato. Sul blog posso dirvi che vi seguo come se fossi a bordo di una ammiraglia e dall'ammiraglia il ciclismo è tutta un altra cosa. Ci salgo con umiltà e con i miei trenta anni di passione praticata per la bicicletta. La missione è quella di aiutare gli altri a non prendere "sole" e a scegliere bene. Consigliare è il passaggio successivo di ogni esperienza di vita. Continuate a scrivermi sul blog. Saluti ciclistici. 

Passoni.

Pubblico il materiale informativo inviatomi dalla Passoni, e come sanno i miei lettori, non è mai una cosa scontata. Sul mio blog seleziono i comunicati stampa e il materiale informativo inviati dalle ditte perché sono un blogger indipendente che sceglie solo il meglio, e sono libero di esserlo e di farlo. Sul mio blog, tutto è passione, il resto è noia e come tale qui non troverà spazio. Oggi parlerò di Passoni. E non lo faccio usando la solita terminologia consunta, quella etichettata Made in Italy. Sappiamo benissimo, che dietro l'etichetta del Made in Italy, non c'è sempre un prodotto realizzato esclusivamente in Italia; talune volte, c'è solo un prodotto realizzato parzialmente in Italia, considerato che vige una normativa europea, che permette ai produttori di usare l'etichetta Made in Italy, realizzando anche solo una fase della produzione, come per esempio, la verniciatura. E quindi, ci sono prodotti venduti con l'indicazione Made in Italy, realizzati all'estero, nella quasi totalità delle fasi della produzione. Sappiatelo. Per non parlare di qualche marchio italiano, che produce all'estero, in stabilimenti di sua proprietà; in questo caso, il Made in Italy è un diritto acquisito per "proprietà di marchio" e non per essere una manifatturiera italiana. Ovviamente questo non inficia la qualità del prodotto, anzi in molti casi, affidarsi a produttori stranieri, è un modo per avere un  prodotto di qualità assoluta, diminuendo i costi di produzione e per l'effetto massimizzare i ricavi. Fatta questa premessa, è arrivato il momento di spiegare il mio intento prossimo. Dopo anni di test su prodotti esclusivamente standard, con l'unica eccezione del telaio Viner, sono arrivato alla conclusione che, i telai topo di gamma, hanno raggiunto più o meno lo stesso standard, ( anche se il "più" fa ancora la differenza). Certo ultimamente qualche produttore ha realizzato telai con brevetti di terzi ( per esempio il Countervail della Bianchi), che a mio giudizio, fanno la differenza, nell'ambito dei telai standard, cioè quelli realizzati non su misura. Arrivata a questo punto, mi chiedo se con un prodotto personalizzato possa raggiungersi la performance inarrivabile dalla concorrenza. Insomma mi chiedo se un telaio realizzato con tubazioni artigianali e su misura, possa essere il telaio ideale. Del resto pedalare con un telaio misurato sulle quote antropometriche in linea di massima potrebbe massimizzare la prestazione, mantenendo i parametri di altri fattori, come la qualità dei materiali, le geometrie, la cura della realizzazione, eccetera. Per questo inizio a trattare l'argomento del telaio artigianale. Inizio con l'introdurre Passoni, un prodotto concepito, realizzato e personalizzato esclusivamente in Italia, e in questo caso, più che Made in Italy, conierei il termine, Total Made in Italy. Ci sono ciclisti per cui arriva il giorno di pensare alla bicicletta in una dimensione diversa, direi di nicchia, ma soprattutto esclusiva, non esasperata e personalizzata. La regola è sempre e sola una: il cicliSta non deve adattarsi al telaio, ma è il telaio che deve adattarsi al ciclista. E quando scrivo ciclista, non mi riferisco unicamente, alle misure antropometriche, all'assetto basic e a quello avanzato, ma anche al modo pedalare e di andare alla ricerca delle emozioni in sella alla fedelissima a due ruote silenziose. Cerco emozioni che nascono da prestazioni personalizzate, quindi da un accelerazione diversa dal telaio standard, un confort assoluto, una rigidità torsionale che ottimizza la prestazione del proprio corpo. In buona sostanza da ciclista evoluto e veterano, mi chiedo se il mercato sia in grado ancora di fare la differenza oltre il limite dello stato dell'arte. Un telaio che mi assomigli con il quale condividere la strada fino all'ultimo chilometro della mia vita. Troppo spesso i ciclisti ricorrono il mercato, passando da un telaio all'altro, da una ruota all'altra, senza mai avere il tempo di riflettere, e pensare che questa spasmodica corsa, assomma  i costi e molto spesso il prodotto non è quello giusto, se non si ha l'opportunità di provarlo. Per questo  consiglio di evitare di spendere soldi, inutilmente, per avere a tutti i costi l'ultima novità che spesso non è mai migliore. Basti pensare alle ruote possedute durante la carriera di un ciclista amatoriale, la cui somma è maggiore, di una ruota blasonata come per esempio la Lightweight, la cui prestazione è inarrivabile per la concorrenza. Eppure ci sono ciclisti, che pensano di risparmiare non acquistando una ruota di tale livello. Ingenui. Allo stesso modo, occorre ragionare pensando al telaio. E allora mi viene voglia di mettermi alla ricerca di questo telaio di nicchia, non pubblicizzato dai corridori professionisti, i quali non lo usano perché lo scelgono, ma perché vengono pagati, anche con i soldi dei consumatori, un telaio non inflazionato dalla scelta compulsiva di orde di ciclisti, assetati da idolatria indotta dal marketing. E ogni anno si ripete la caccia spasmodica alla novità che non è sempre una novità. Ecco perché c'è bisogno di studiare prodotti alternativi. Inizio con i telai Passoni. Ovviamente come è regola del blog, quello che conta è solo il responso della strada. Quindi mi riservo di recensire un prodotto Passoni per capire se fa la differenza. Tanto per capirci di cosa stiamo parlando. Il prodotto in titanio, è una sfida. Come la saldatura dei tubi in titanio; è sufficiente una micro polvere per aprire la saldatura. Ecco perché i telai in titanio non sono tutti uguali, e soprattutto se realizzati a regola d'arte sono i più longevi, anzi durano più della vita del ciclista 😉. Questioni tecniche a parte,  mi piace guardare le immagini dei prodotti Passoni, italiani, esclusivi, in titanio, in acciaio e finanche in carbonio innestato su tubazioni e congiunzioni in titanio. Se penso che le tubazioni dei telai Passoni in acciaio sono Columbus, mi viene da sorridere pensando a quanti ciclisti non sanno cosa significa Columbus per la storia della bicicletta. Se penso che ci sono artigiani italiani che realizzano tubi, congiunzioni e saldature, da soli, in uno stabilimento nostrano, senza imitare nessuno, anzi, diventando per questo il vero made in Italy, allora penso che la qualità ha una storia e un prezzo non comune, che merita la nostra passione e la nostra fugace vita di ciclisti senza tempo. Comunque rimane ad aleggiare la domanda chiave: vale la pena spendere di più per avere un telaio in titanio italiano su misura ? Lo saprò quando riuscirò a pedalarci. Ovviamente c'è qualcuno che potrebbe  acquistarlo per il solo piacere di possederlo. Ma questa è un'altra cosa e rappresenta una valutazione molto personale. Saluti ciclistici.
E prima del catalogo, guardate questo video realizzato nello stabilimento di Vimercate (MB)
CLICCA QUI

Artigiano italiano salda le tubazioni dei telai Passoni nello stabilimento di Vimercate (MB)
IL CATALOGO PASSONI.......


































Tubazioni in Titanio

Tubazioni in carbonio innestate in tubazioni e congiunzioni in titanio. Forcella in carbonio.

Tubazioni e congiunzioni in acciaio Columbus. Forcella in carbonio.
AGGIORNAMENTO
In arrivo la recensione del test bike Passoni Top Force. Saluti ciclistici