giovedì 23 febbraio 2017

Il freno a disco di Kittel taglia la scarpa di Doull ! ?

Parafrasando il titolo del romanzo dello scrittore colombiano Marquez mi viene da scrivere Cronaca di un taglio annunciato?! La scarpa del corridore della SKY, Owain Doull appare tagliata di netto da un oggetto non identificato 🤔😉.  Sarà un disco rotante o un UFO ?  Fino a prova contraria secondo il corridore in questione deve ritenersi che il taglio sia stato causato dal freno a disco della bicicletta di Kittel. Il corridore della SKY, via Twitter, allega la foto della scarpa e del suo piede.  Il fatto sarebbe avvenuto oggi durante una tappa dell'Abu Dhabi Tour. Tempo fa, ci fu  un altro incidente analogo, occorso sempre ad un velocista, questa volta, allo spagnolo Ventoso. In quel caso si trattò di un taglio profondo sulla gamba e "rammendato" con i punti. Allora qualcuno disse che si trattava di un taglio procurato dalle corone di una pedivella (peraltro e' un tipo di incidente conosciuto ) . Anche in questo caso attendiamo la prova contraria, oltre ogni ragionevole dubbio. Secondo  Ventoso il taglio gli fu procurato da un freno a disco di un altro corridore, a seguito della caduta in gruppo. E adesso ci risiamo. Questa volta i sostenitori dei freni a disco per le biciclette da strada, cosa diranno ? Le aziende che hanno investito soldi sui freni a disco incaricheranno studi scientifici per confutare ogni possibile illazione sui dischi. Incidenti a parte, comunque sono anni che su questo blog scrivo e spiego non solo l'inutilità del freno a disco per la bicicletta da corsa. Vi rimando ai post che troverete utilizzando il tasto Cerca e digitando la parola freni a disco. Posso solo aggiungere che i corridori  e le loro rappresentanze di categoria stanno chiedendo di toglierli di mezzo, una volta per tutte. Ma la decisione spetta all'UCI. Ne vedremo gli sviluppi. Certo e' che sono trascorsi circa sei anni dal lancio dei dischi e non hanno ottenuto il successo sperato. In Italia il primo a lanciarli fu Ernesto Colnago. Ai fans dei dischi, non i deejay s'intende 😄, ma quelli che in discesa si sentono sicuri usandoli fino a fonderli, a loro consiglio di usare la MTB, in fondo, potrebbero essere inconsapevoli ed ottimi biker 😉.  Concludo con una considerazione suffragata dai fatti. Il marketing con l'avvento dei freni a disco ha trasformato la bicicletta da corsa in un "mostro" a due anime, una macchina deforme. Ma per capirlo bisogna essere ciclisti stradisti della prima ora, puristi della linea. Non puoi spiegarlo al negoziante, al biker, al pivello che ha paura di frenare in discesa, a chi va in bici senza anima. Non lo capirebbero.

Superfluo osservare che dietro la pressione mediatica e commerciale smodata per i freni a disco per biciclette da corsa, ci sono interessi economici non indifferenti. Altrimenti dei freni a disco, dopo le scarse vendite e l'insoddisfazione dei corridori professionisti, non se ne sarebbe più parlato, anzi sarebbero scomparsi. A questo punto della storia commerciale della bicicletta da strada, c'è invece il bisogno di creare un nuovo mercato, e di smaltire interi stabilimenti zeppi di biciclette da corsa, da vendere, prima che venga commercializzata ed ufficializzata la bicicletta da corsa con motore elettrico, questa sì l'unica in grado di migliorare la prestazione dei ciclisti, così ci risparmiamo quello spettacolo nauseate e grottesco del doping, da cui potrebbe salvarci questa prossima aberrazione del marketing. E' come una guerra.

Per chi conosce le biciclette da corsa con e senza freni a disco non sfuggirà il fatto che il vero limite delle bici da strada non sono i freni, ma i pneumatici che se sollecitati troppo da frenate potenti rischiano di bloccarsi e scivolare sull'asfalto specialmente se bagnato. Derapare con la bicicletta da corsa, magari lungo una discesa alpina, non è la stessa cosa con la motocicletta oppure con l'auto. Inoltre devono aggiungersi i maggiori costi della manutenzione . A chi dice che i freni a disco sono il futuro, rispondo che è da poco più di 5 anni che sento dire che l'anno prossimo sara' l'anno del passaggio definitivo ai dischi e puntualmente ci ritroviamo poi con un nulla di fatto . Credo che l'affare dei freni a disco oramai puzza come il pesce vecchio, per dirla alla Vecchia. Un ultimo pensiero ai novelli che hanno paura di frenare in discesa con la bicicletta da strada. Date retta a me, passate alla MTB. Con le ruote grasse, così larghe, è più facile frenare.  

Comunque i produttori si sono affrettati ad incaricare esperti per confutare ogni ipotesi di responsabilità e hanno pubblicato un comunicato indicando le loro ragioni. E' appena il caso di precisare che tale documento è stato elaborato senza contraddittorio e quindi senza la presenza di esperti della controparte (eventuale). Anche in questo caso e fino a prova contraria ognuno può ritenere valide le sue ragioni. Tuttavia quello che manca nel comunicato dei produttori è anche il dato analitico e dettagliato relativo alle vendite di biciclette da corsa con freni a disco. Comunque ecco il link del documento in questione CLICCA QUI  pubblicato solo in inglese. La criticità del documento sta nel fatto che le foto allegate tendenti a ricostruire situazioni critiche, sono statiche, mancano cioè di una ricostruzione dinamica. In pratica sono asettiche, in quanto le biciclette sono ferme. Altra cosa è invece la dinamica accidentale della caduta nel gruppo e non. Insomma è lacunosa, in quanto parziale. 

Riporto per completezza il comunicato del CPA, l'associazione dei ciclisti professionisti, presieduto da Bugno, il quale evidenzia peraltro un elemento critico dei freni a disco:
Dopo le prime corse della stagione in cui i test sui freni a disco sono ufficialmente partiti senza che venissero applicate le misure di sicurezza preventive richieste dai corridori, il CPA ha inviato una diffida legale all’UCI. In tale lettera l’ufficio legale dell’Associazione dei corridori informa l’UCI che il CPA è molto preoccupato per la situazione che si è creata con l’autorizzazione dell’uso dei freni a disco durante le corse. “I test sono partiti senza che prima si siano condotte delle prove appropriate sui rischi a cui i corridori sono esposti in caso di contatto accidentale con i dischi (per esempio durante una caduta di gruppo). “ A questo riguardo il documento ricorda come il CPA e i suoi rappresentanti nella Commissione Materiali abbiano ripetutamente sottolineato la necessità di arrotondare il profilo dei dischi e di coprirli con delle protezioni. Il fatto che l’UCI non abbia tenuto conto di queste indicazioni rende pertanto l’UCI, secondo l’ufficio legale del CPA, inevitabilmente responsabile, per averne autorizzato l’uso senza aver applicato le necessarie misure preventive, per qualsiasi danno o incidente che dovesse capitare ai corridori.
Il CPA invita l’Unione del Ciclismo a rivedere le proprie posizioni su questo punto e a subordinare la possibilità di utilizzare i freni a disco durante le corse all’applicazione di una copertura di sicurezza degli stessi o a misure che escludano il contatto accidentale dei dischi con il corpo dei corridori.
In mancanza di questo il CPA procederà con tutte le azioni legali del caso per salvaguardare la salute e la sicurezza dei suoi associati, ai quali, in quanto lavoratori, deve essere garantita l’adozione di tutte le più opportune misure di prevenzione richieste dalla normativa in tema di sicurezza sul lavoro (es. direttiva CEE 89/391).
“Con la Commissione Materiali abbiamo tentato in ogni modo la via del dialogo attraverso le ripetute lettere e incontri che abbiamo avuto. – ha precisato Gianni Bugno, presidente del CPA -. Ora ci sentiamo costretti ad agire in modo più forte per venire ascoltati. Come abbiamo più volte detto noi non siamo contro i freni a disco ma contro la mancata applicazione delle misure di sicurezza che la maggioranza dei corridori ha chiesto prima di effettuare i test sui freni a disco in corsa.”
Saluti ciclistici. 

Il tweet di Doull che spiega ed allega la foto  del fatto !!!!



4 commenti:

  1. Che possano essere pericolosi non lo so , certo vedendo queste immagini sembrano esserci pochi dubbi . Una cosa e' certa e cioe' che su una bici da corsa un freno a disco non serve a niente se non a peggiorare prestazioni ed estetica . Il vero limite delle bici da strada non sono i freni ma bensi' i pneumatici che se sollecitati troppo da frenate potenti rischiano di bloccarsi e scivolare sull'asfalto specialmente se bagnato .

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    1. Ciao Vecio. Sono assolutamente d'accordo con te. Saluti ciclistici.

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  2. Poi una considerazione rivolta a chi dice che i freni a disco sono il futuro . Sono 4-5 anni che sento dire che l'anno prossimo sara' l'anno del passaggio definitivo ai dischi e puntualmente ci ritroviamo poi con un nulla di fatto . Signori miei questi dischi ormai puzzano come il pesce vecchio !!!

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  3. D'accordissimo. I freni a disco che puzzano come pesce vecchio è fenomenale è 🔝👍. Saluti ciclistici.

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