giovedì 15 settembre 2016

Ciclismo professionistico. Problemi al Cambio elettronico.

Oggi problema al cambio e corsa finita... Ora gp a testa bassa!
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E' il tweet postato oggi da Pippo Pozzato. Certe notizie non serve commentarle, lo fanno da sole. Tuttavia a me piace andare contro corrente e rimarcare l'inutilità di certi "progressi tecnologici" applicati alla bicicletta, al solo fine di incentivare il marketing. Un conto è farsi il giretto domenicale con la "comitiva" dei velocipedi, un conto è usarlo da ciclo amatore, un conto invece è lavorarci. Preciso che Pippo Pozzato non è caduto. In verità, è accaduto anche al gruppo meccanico, ovviamente per effetto di cadute o nel caso di qualche corridore che a corto di ossigeno ha forzato il cambio alla ricerca del tredicesimo pignone, mentre arrancava in salita, ma almeno, costa la metà, pesa di meno, non ha bisogno della ricarica come se fosse un cellulare, e non serve programmarlo con il PC o resettarlo (registrarlo), e chi se ne frega se l'elettronico è più veloce di un decimo di secondo, e non ha bisogno di essere registrato (sempre non ci sono problemi di montaggio); cosa me ne importa dell'ultima moda, se poi devo affidarmi alla "divinità elettrica", per scongiurare che non mi lasci a piedi,perché come è noto, le cose elettroniche si rompono all'improvviso. In fondo il progresso conta solo se  migliora la qualità della vita. Pensatela come volete, ditemi che siete estasiati dalla cambiata, di poco più veloce di quella dei cambi meccanici di ultima generazione, che l'elettronico quando cambia fa "ziiiiiii" come robocop, che ve lo sognate anche la notte, scrivetemi pure che avete fatto migliaia di chilometri senza problemi e che in un anno lo avete ricaricato solo una volta ( tanto non ci credo a meno che uscite poco e andate solo in pianura), ditemi quello che più vi piace, tanto Pippo Pozzato, non è arrivato al traguardo per colpa del cambio elettronico, oggi alla Coppa Bernocchi. E non è il primo caso che accade nel mondo delle corse che contano. Saluti ciclistici. 

6 commenti:

  1. Buongiorno Claudio
    apprezzo sempre moltissimo ciò che scrivi sul tuo blog, ma stavolta non sono d'accordo, secondo me un gruppo elettronico ti lascia a piedi ne più ne meno di un gruppo meccanico, a me è capitato di rompere il cavo del deragliatore anteriore in gara ed il risultato è stato lo stesso del buon Pozzato...gara finita! L'elettronico certo va ricaricato, non una volta l'anno, ma neanche come un cellulare ogni giorno dai... semmai ogni 3000/5000km...direi che è un ragionevole intervallo di tempo e non si scarica all'improvviso, puoi sempre verificare lo stato della carica.
    Che non ti piaccia ci può stare, dipingerlo come meno affidabile è sbagliato e fuorviante anche per chi ti legge.
    Ah dimenticavo, Nibali ha compromesso una cronometro all'ultimo giro d'Italia per colpa di un cambio...meccanico!
    Con stima, Saluti.
    Emanuele T.

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    1. Ciao Emanuele T. Ti ringrazio di cuore.
      Se leggi con attenzione il mio post, fortemente provocatorio, ho scritto in sostanza che tutto si può rompere e si rompe, quindi anche il cambio meccanico come quello elettronico, ma come ho scritto un conto è la rottura di un prodotto che costa da 2500 € a 3400 € circa, un conto è la rottura di un prodotto che costa da 400 € al massimo 1700 € ��. Se spendo una cifra sufficiente per acquistarmi una bdc intera, devo avere il massimo della affidabilità, senza se e senza ma, altrimenti il costo non vale la candela, a meno che si voglia acquistarlo per sentirsi cool, come direbbero gli inglesi.
      Allo stato attuale, nonostante la pubblicità, l'elettronico è più vulnerabile del meccanico in quanto l'elettronica di per sè è meno affidabile della meccanica, e quello elettronico è soggetto a più variabili di rischio. Il meccanico si può rompere solo se cadi, se non fai manutenzione ai fili del cambio e dei freni, se fai come Nibali, che preso dall'ansia agonistica, ha forzato il cambio cercando di fargli fare un pericoloso incrocio delle catena, con la catena in tensione, tant'è che la catena è finita al di là del 53 e continuando a pedalare a spaccato il cambio i cui angolo di inclinazione della biella non era più in linea con la catena finita fuori range. Quindi diciamo che è stata una condizione unica più che rara. L'elettronico invece gestisce con un computer, la deragliata, la cambiata, insomma il ciclista deve solo spingere il bottoncino, il resto lo fa da se la macchina del cambio e del deragliatore. Se si rompe è perché il circuito elettronico della trasmissione ha dimostrato di non essere affidabile al 100%, altrimenti Pozzato avrebbe terminato la corsa. Ma non è stato il solo caso. Ti sarà capitato anche a te di vedere qualche corridore con l'elettronico fermarsi con la catena oltre la guarnitura o fuori dalle corone e per questo essere costretto a fermarsi; è accaduto anche a Contador all'ultimo Tour de France. Insomma considerato che i meccanici dei team sono tutti all'altezza della situazione altrimenti li licenziano in tronco, e nel caso di specie, il meccanico di Contador, è di assoluto valore, tant'è che lo segue da anni, ci deve essere senz'altro un limite nel cambio elettronico che lo rende vulnerabile, e ciò mi consente di dire che costa troppo per quello che vale. Tanto per capirci. Hai mai usato uno Shimano Ultegra meccanico dal costo di circa 400/500€ ? E' perfetto. L'ho testato severamente e non mi ha mai e lo sottolineo mai dato dei problemi. Non salgo di prezzo, non ti parlo dunque di gruppi meccanici top di gamma. Mi basta parlarti di un gruppo economico. Ora se devo pedalare senza problemi ed avere un gruppo affidabile, non serve l'elettronico tanto più che come hanno dimostrato i corridori professionisti, che come me stressano i gruppi, si possono rompere. Non credi ? Se poi mi dici che ti piace e ti rende più soddisfatto averlo allora va bene anche l'elettronico.
      Per quanto concerne la batteria, ho conosciuto ciclisti che hanno sostituito 2 batterie in un anno, come ho conosciuto ciclisti che dopo 1 anno e mezzo hanno sostituito la batteria perché aveva esaurito il suo ciclo naturale di utilizzo. E sai quanto costa una batteria Shimano e Campagnolo ? Non poco soprattutto quest'ultima. Fermo restando che la batteria può lasciarti a piedi all'improvviso, immagina che di trovarti sulle Alpi ospite di un rifugio e il giorno dopo hai programmato di pedalare lungo percorsi dove non ci sono meccanici e tanto meno negozi; ti si rompe la batteria. Cosa fai ? Se sei prudente ne monti un altra di scorta e se hai ricordato di portati anche il PC e sai come fare lo programmi tutto di nuovo perdi un po' di tempo magari parti più tardi però riesci a risolvere sostenendo comunque un costo supplettivo quello della batteria di riserva; se invece non hai con te una batteria nuova e il Pc non pedali più. Amen.

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    2. Dunque Emanuele, il punto è questo e concludo: vale la pena spendere tutti quei soldi per un prodotto non completamente affidabile, visto che se particolarmente sollecitato come nel caso di un corridore professionista, può rompersi e si è rotto ? Siamo sicuri che anche tra i cicloamatori non ci siano mai state rotture ? Mi piacerebbe avere i numeri ufficiali dei produttori per capire qual'è il riscontro con la realtà. Che poi ci siano anche corridori e cicloamatori soddisfatti nessuno lo nega. Spero di essere stato esaustivo. Saluti ciclistici.

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  2. Ciao Claudio la tua Analisi è Impeccabile.

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  3. Ciao! Parlando di cambi meccanici , da affezionato di questi ultimi , hai già visto e/o provato il nuovo dura ace 2017?
    Grazie

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    1. Ciao Matteo. No, non l'ho ancora testato. Saluti ciclistici

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