venerdì 22 luglio 2016

La Trek EMONDA SLR alla cronoscalata del Tour de France 2016 (18^tappa).



E' la macchina usata da Mollema nella cronoscalata del Tour svoltasi ieri. La Trek Emonda SLR è attualmente il migliore telaio da salita, grazie alla sua eccellente reattività, rigidità torsionale e al peso super leggero. La Trek Emonda SLR ha solo bisogno di due ruote leggere e a basso/medio profilo per filare silenziosa e dritta in salita; ogni altra soluzione tecnica è errata e dimostra di non conoscere le caratteristiche di questo telaio. A mio parere, la ruota lenticolare ( realizzata dalla Lightweight), ne ha penalizzato la reattività,  per via del peso e quel poco che forse sarà riuscita a fare guadagnare in pianura, spingendola a tutta, lo avrà  fatto perdere con gli interessi sugli strappi duri. Stendo un velo pietoso sulla ruota ad alto profilo sull'anteriore, altra pessima scelta per una cronoscalata ! Mi chiedo perché aggiungere tanta rigidità ad un telaio già ottimamente rigido torsionalmente ? D'accordo che si deve appesantirla come da regolamento UCI, per raggiungere il peso non inferiore a 6 chili e 800 grammi, ma per questo sono sufficienti i piombi applicati sul telaio, non servono le ruote pesanti. Le ruote sono la scelta fondamentale per la prestazione ovvero la "reputazione" di un telaio. Se proprio si voleva usare la lenticolare combinata con l'alto profilo, sarebbe stato meglio scegliere il telaio da crono, a patto che Mollema fosse stato in grado di spingerlo in salita, come ha fatto Froome. Mollema aveva un vantaggio rispetto agli avversari, cioè l'Emonda SLR, ma ha voluto annullarlo usando le ruote con il profilo non adatto alla crono scalata. Evidentemente il corridore olandese ha scelto o è stato consigliato male; non mi sorprendo se ha fatto una pessima prova, in cui ha perso secondi  rispetto ai concorrenti diretti della classifica generale. Gambe stanche + ruote sbagliate, uguale prova deludente. Alla Trek Segafredo non bastano i migliori telai disponibili sul mercato, servono corridori più forti e uno staff tecnico stile Sky che conosca le caratteristiche dei telai Trek. Se la Trek intende gareggiare per fare pubblicità ai suoi prodotti, dovrebbe farlo in modo ottimale; ci vorrebbe una vera rivoluzione all'interno della Trek Segafredo per essere davvero competitivi al Tour e al Giro. E' appena il caso di precisare che la scelta di regolare i rapporti contrattuali con i corridori mediante contratti di lavoro ordinari, atipici per il mondo dello sport è abnorme; alla Trek non servono altri lavoratori, servono corridori. Superfluo osservare che occorre investire sui campioni che vincono e non sui corridoi a fine carriera. Mi fermo qui.  Saluti ciclistici.
Non oso pensare al peso aggiunto inutilmente con le ruote non adatte!! 

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