martedì 12 aprile 2016

Disc Break Road: the end ?

E' da tempo che scrivo che il freno a disco sulla bicicletta, in particolare, su quella da strada, non solo è assolutamente privo di vantaggi nella prestazione, (e lo spiego), ma è anche pericoloso; basta scorrere le pagine del blog. In verità credo che sia stato uno dei primi a sconsigliarli. Seguo gli sviluppi del freno a disco per bici da corsa, sin dagli albori; li ho testati su strada. E' inutile che scriva, che il freno a disco è solo marketing, con il quale, l'industria del settore, tenta di aumentare le vendite, costringendo a cambiare telai, gruppi e ruote. Intanto voglio fare i complimenti agli ingenui, in verità non sono molti, che hanno acquistato, una bicicletta da corsa, con i freni a disco ! Per quanto mi riguarda mi astengo da pedalare con ciclisti che usano freni a disco; l'ho sempre fatto e continuerò a farlo. Peraltro ho notato che li usano soprattutto i novelli, quindi un motivo in più, per starne alla larga, insieme al marketing pacchiano che li ha folgorati ! 
Mi ricordo, la soddisfazione di qualche venditore, all'indomani della notizia dell'UCI che annunciava il periodo di prova nelle corse su strada; li ricordo, come si gongolavano, pensando ai lauti e prossimi incassi, a danno dei ciclisti inesperti; li ricordo, come se li ricordo. Anche allora, mantenni salda la convinzione che ben presto si sarebbero ricreduti, non solo in termini di vendite, ma anche per il fatto che l'UCI li avrebbe tolti di mezzo, presentendo qualche grave episodio in mezzo al gruppo dei prof. Ebbi ragione; infatti non solo le vendite delle biciclette su strada non sono mai decollate, e non saranno mai prossime a quelle delle biciclette tradizionali, ma qualche prof, si è fatto molto male. Ecco quello che è accaduto a Ventoso, il velocista della Movistar. Il corridore spagnolo ha scritto un post su Facebook, con la quale, non solo rendeva noto che la lesione era stata causata dal taglio procuratogli da un freno a disco, ma aggiungeva di essere contrario all'uso dei freni a disco, nelle corse su strada. Al parere contrario all'uso dei freni a disco su strada, del professionista della Movistar, si sono aggiunti, quelli di molti altri suoi colleghi. Ora mi chiedo, se l'UCI ha sospeso ( in buona sostanza ha tolto di mezzo, almeno per il momento) i freni a disco nelle competizioni su strada, perché Shimano, Sram e ultimamente la Campagnolo (costretta a farlo per rimanere allineata alla concorrenza), continuano a commercializzarli ? I consumatori non meritano sicurezza ? Che i consumatori sono ritenuti degli sprovveduti dal marketing, né è la riprova, il fatto che molti marchi non fanno testare prodotti, spingendo solo sulla pubblicità dei professionisti, convinti che i ciclisti possano credere che i prof pagati per usarli, siano gli unici capaci di comprendere che un prodotto valga !! Dilettanti allo sbaraglio o furbi del marketing ? Certo è che a questo punto, le industrie dovranno correre ai ripari, cercando qualche soluzione tecnologica, se non vorranno ritirare dalla produzione il freno a disco per le bici da strada. In tal caso, i ciclisti amatoriali, che nel frattempo, avranno acquistato, per moda, una bicicletta da strada con i freni a disco, si ritroveranno con un prodotto, di fatto, non omologato dall'UCI, così come accade, con i telai e con le ruote in generale. Sarà capitato a tutti, di notare la stampigliatura del logo dell'UCI, con l'indicazione del certificato di omologazione, sui predetti prodotti o sulle relative pubblicità.
Non seguo le mode, e tantomeno il gregge istruito dal marketing; questo lo scrivo in generale, senza alcun riferimento. L’industria della bicicletta sta prendendo una brutta piega; è diventata come quella automobilistica: prezzi alti, svalutazione dei modelli, spesso poca sostanza nelle novità. 
Tra queste novità senza sostanza, credo, e non sono il solo a pensarlo, c'è  quella del freno a disco per bici da strada. 
Nessun vantaggio sostanziale e nessuna sicurezza in più; sono stati capaci di generare la convinzione in una parte dei ciclisti, che il freno a disco fosse più sicuro, al solo scopo, di vendere di più. Ho provato la Trek Domane Disc (il test è disponibile sul blog); è completamente piantata perché non è leggera, soprattutto per colpa del sistema disc ed inoltre  non è più sicura del freno tradizionale. Come avrete letto nel test, l’ho torturata e l’ho lanciata a tutta per vedere come si comportasse in caso di frenata brusca; ha sbandato !!! La frenata è più lunga, quindi in discesa, nella fase dell'entrata nei tornanti, a velocità sostenuta, il freno a disco non ha una risposta pronta, e ciò determina, un minore controllo del mezzo. E pensare che era  una bdc da più di 7 kg !!! Qualcuno pensa, a ragione, che i ciclisti amatoriali sono diversi dai prof. Ma non per questo essi non hanno diritto ad avere un prodotto sicuro. Molti ciclisti amatoriale,  fanno bene, a non pedalare in mezzo al gruppo, dove si presentano le stesse problematiche dei prof; ciclisti che si trasformano nella parodia di se stessi, quando si atteggiano a corridori e lo diventano  a tutti gli effetti, mutandone solo i difetti; ti tagliano la scia e stanno sempre a tutta; e assicuro che uscire con la maggioranza dei ciclisti, in gruppo, ti coinvolge in una corsa a tutti gli effetti, tant’è che le chiamo corse clandestine e non uscite.  
E voi pensate che una caduta di gruppo  non sia possibile o che addirittura non sia accaduta ? Qualche giorno fa in mezzo al gruppo di 7 ciclisti c’è stata una caduta in discesa; mi sono salvato perché ero rimasto volutamente dietro proprio per evitare pericoli, dopo avere valutato i compagni di uscita, non affidabili. Un classico tamponamento e un groviglio di bdc ! Tu pensi che i freni a disco non avrebbero tagliato qualche polpaccio o coscia anche in quella situazione ? Hai mai visto tendini tagliati dalle corone delle pedivelle ? Io si. Aggiungere anche le lame dei freni a disco, sarebbe puro masochismo. 
Ecco il punto: il freno a disco non è sicuro e non è performante. I ciclisti che hanno più bdc, possono optare per quella più adatta all'uscita; ma pensate a coloro che non possono o non vogliono avere più di una bdc; perché rinunciare ad una bdc leggera e performante solo per avere il freno a disco, visto che non è possibile sostituire solo le ruote ( bella furbata dei produttori!) ?
In discesa, non si frena sempre, come se si pedalasse con una mtb su una terreno impervio; del resto se si frena troppo e male, lo si fa solo per due motivi: 1) velocità non adeguata; 2) paura.
Nell’uno e nell’altro caso, il ciclista non è adatto alla bdc oppure non sa guidarla  e farebbe bene a vivere la bicicletta in modo diverso, magari optando per una city bike, per la sicurezza sua e degli altri, automobilisti compresi. 
Con le ruote tradizionali non ho problemi di frenata con l’asciutto, anzi in molti casi mi rendo conto che i freni sono troppo potenti e se non regolo bene quello posteriore rischio di derapare e sbandare pericolosamente, come è accaduto del resto; e posso assicurare che sulle Alpi e Appennini, errori del genere, si pagano a caro prezzo, come quando i motociclisti e gli automobilisti, in salita o in discesa, tagliano la strada e sei costretto a frenare all'improvviso.Quindi l’esperienza ti insegna a regolarli al 60/70 % sull’anteriore e il resto sul posteriore; come se fosse una moto.
Il freno a disco può dare una sensazione di maggiore sicurezza ma non è cosi effettivamente. Qualcuno parla di frenata più sicura con la pioggia. Il freno a  disco non è immune dall’effetto bagnato sui cerchi; c’è anche in questo caso una frenata più lunga, anzi più lunga, in quanto il freno a disco ha una risposta di per sé più lunga, e comunque il vero limite della bdc sono la larghezza dei tubolari o copertoncini; sulle auto e sulle moto ci sono coperture molto larghe che garantiscono grip in ogni condizione. Ma v’è di più. Il freno a disco ha un funzionamento molto complesso rispetto al freno tradizionale. Olio, pasticche, tubi, spurghi, come un auto o moto ! Tempo fa lessi una dichiarazione di un prof che diceva di non fidarsi del freno a disco in discesa perché quel sistema frenante è più soggetto a rotture, essendo più complesso e delicato. Lui ha ragione. 
Non sopporto l’idea che l’industria voglia trasformare la bdc in una moto: GPS, computer “di bordo”, freni a disco. La bdc è semplice ed efficace; meno manutenzione necessita e più è perfetta ed efficiente;  la bdc è anche un mezzo di trasporto riservato a tutti anche a quelli che non possono o non vogliono spendere soldi, continuamente,  per avere una bdc efficiente. 
Ho seguito lo sviluppo del freno a disco sin dagli albori; mi ricordo quando riportai  sul blog i comunicati shimano e sram che avvisavano i clienti di farsi sostituire alcuni modelli dei freni a  disco perché erano pericolosi ( i comunicati sono consultabili nel blog)! Che figuraccia !!!
La bdc deve essere semplice, elegante , leggera, snella, sicura e affidabile nel funzionamento; e la bdc con freni a disco non lo è e non lo sarà mai. E mi fermo qui con la disamina, dei contro. I pro ? Non li conosco. Saluti ciclistici
Le foto dell'incidente occorso a Ventoso. 
Volete vedere che effetto fa sul braccio, il disco rovente del freno dopo una discesa? Eccolo. La foto l'ho scattata al braccio di un ciclista. La cicatrice si riferisce ad una ustione di 2° grado. Saluti ciclistici.




6 commenti:

  1. Ciao Claudio ho letto su internet che da giugno torneranno le sperimentazioni con i freni a disco!la federazione industriale per i materiali sportivi se non sbaglio essendo una lobby del.....ha praticamente imposto all'uci il ritorno di questi freni!hanno detto che l'incidente a Ventoso e' stato causato dalla catena!il mondo non cambierà mai!comunque l'articolo è su cycling pro

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    1. Ciao Stefano. Attendo gli eventi per valutare gli sviluppi della vicenda. Probabilmente, le parti, ovvero l'UCI e le industrie raggiungeranno un compromesso, per non penalizzare gli investimenti affrontati: aggiungeranno il "tappo" protettivo, al disco rotante. Una soluzione che cercherà di raggiungere un equo contemperamento degli opposti interessi: la sicurezza e il marketing. Ovviamente, se ciò forse sarà sufficiente a scongiurare pericoli, dimostrerà comunque, che la modifica al freno a disco, così come era stato commercializzato, andava fatta; certo, i pochi ciclisti amatoriali, che per moda, avranno acquistato biciclette con freni a disco, ora si ritroveranno con un prodotto, quantomeno, superato tecnologicamente, per il quale, di fatto è stato acclarato la non sicurezza e quindi la non omologazione, da un organo internazionale, lo stesso che rilascia le certificazioni di omologazione sui telai e sulle ruote, in generale. Del resto sarà capitato a tutti, di notare il simbolo UCI stampigliato sui telai con il certificato di omologazione. Che dire ? Anche con il tappo protettivo, il freno a disco non sarà performante per i motivi tecnici che ho spiegato. Ovviamente ognuno farà la sua scelta. Saluti ciclistici.

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  2. Condivido in pieno,si dice che il freno a disco verrà "arrotondato".comunque trovo orrendo e ridicolo dire che Ventoso si è fatto male per la catena!e poi i professionisti che già scendono a velocità incredibili in discesa con i freni a disco freneranno al limite e quindi se sbagli la traiettoria sei morto!vedremo comunque gli sviluppi,grazie Claudio per la risposta

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    1. Da quello che leggevo sui social la maggioranza dei corridori era non solo contraria all'uso dei freni a disco, nel mondo delle corse, ma era anche preoccupata, tant'è che prese con sollievo la sospensione della sperimentazione dei freni a disco.
      Non escludo che nonostante le annunciate modifiche, ci possano essere altri incidenti, considerato non solo quello che scrivi, ma anche perché, in caso di caduta in gruppo, o contro altri corridori, ci sarà comunque un problema di protezione; non scordiamoci che il corpo del freno a disco è massiccio e sporgente; in un primo momento, si tenderà a minimizzare, fino a quando, si incazzeranno i corridori, e li costringeranno a toglierli di mezzo dal mondo delle corse. Al prossimo commento. Saluti ciclistici.

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  3. Ciao , non so perché,
    Ma questa deriva delle tecnologie innovative sulla bici da corsa, mi lasciano perplesso.
    Canali dei cerchi larghi, tubeless, ma sopratutto freni a disco.
    Non sono un grammo maniaco ma il peso sulle masse rotanti, influisce sulle prestazioni della bici: è il concetto di momento di inerzia, non bruscolini.
    Dopo anni in cui i costruttori cercano di limare peso sui telai( marketing per me) e sulle ruote, ora le appesantiscono con il canale 17c,che però ,va detto, può avere un piccolo vantaggio in termini di confort e stabilità (non credo aerodinamico come dicono) ma, peggio, con gli inutili e esteticamente orrendi freni a disco.
    Ma vi siete mai chiesti quanto sia affascinante una bella bici dalle linee filanti e pulite, perdonatemi ma mi viene in mente la specialissima bianchi o gli acciaio di certi maestri artigiani, in confronto a mezzi con tubi oversized, il cui unico senso è seguire un gusto estetico o coprire una carenza progettuale e rosoni dei freni a disco solidali al mozzo.....
    La leggerezza e semplicità della bici ne è fascino e poesia

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    1. Ciao Raffaele. Sono completamente d'accordo. Saluti ciclistici.

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