martedì 29 dicembre 2015

Freni a disco ? No grazie ! I prof non li vogliono e qualcuno lo dice.

Sono anni che lo scrivo, che i freni a disco su bici da corsa, per l'uso su strada, sono inutili, pericolosi, non leggeri e richiedono una manodopera non indifferente; sul punto vi rimando ai vari post, tra cui il test della Trek Domane Disc, pubblicati in tempi non sospetti, quando l'UCI non li aveva ancora omologati, seppure ad oggi, in forma parziale e facoltativa, e qualche ciclista neofito, prevalentemente biker, o timorato dalla frenata, era colto da un irrefrenabile propensione all'acquisto, dopo avere letto il parere illuminato e illuminante, di qualche pseudo esperto che li consigliava, pedalando con scarpe per MTB ! I freni a disco sono una trovata dei produttori per aumentare le vendite, e spolpare le pecore del gregge, ansiosi di legittimarsi come i primi possessori dei dischi rotanti, che magari useranno i freni a tamburo sulle auto ! E' appena il caso di precisare che nonostante l'inutile forza frenante, in caso di caduta, ci sarà il rischio di ustioni e di lesioni; per non parlare della difficoltà nel cambio ovvero adattabilità delle ruote, in assenza di un modello standard del corpetto e dello sgancio, senza immaginare i rischi presi durante la discesa alpina, considerato che le pompe idrauliche dei freni possono essere difettose o rompersi. Ciò nonostante, qualche esperto da salotto, ha preso tutto sottogamba, e qualcuno è caduto nella trappola del marketing. Tempo ne è passato e la mia opinione è stata confermata, non solo dalle insignificanti vendite (rispetto ai telai con freni tradizionali), ma anche dai più schietti e sinceri corridori professionisti (su strada), che confermano i motivi da me adotti. Vi invito a leggere queste interviste rilasciate da alcuni campioni, come Cancellara che non li utilizzerà nel 2016 CLICCA QUI, Dowsett preoccupato per il rischio di lesioni nel gruppo CLICCA QUI ed infine Van Avermaet che senza remore afferma che i rischi superano i benefici, preannunciando che non li userà nelle classiche del Nord CLICCA QUI, proprio dove qualcuno si aspettava l'uso massiccio ( a proposito il corridore dice qualcosa di interessante anche sul cambio elettronico!); ed infine leggete le indicazioni programmatiche  della Trek Segafredo, la quale  pur essendo stata la prima ad averli utilizzati ( lo fece con un solo corridore, alla Vuelta Espana 2015), ha dichiarato che non li utilizzerà nella stagione 2016 CLICCA QUI . 
Detto questo diffidate di chi vi dice il contrario; non hanno argomenti tecnici obiettivi per poterlo fare. Insomma lettori del blog, continuate a pedalare sulle vostre biciclette e lasciate ad altri, il fastidio e il rischio di usarli. Ciclista avvisato, mezzo salvato. Saluti ciclistici.
Il freno a disco, per le biciclette da strada: un passo indietro nelle prestazioni e nella manutenzione.
E' solo marketing.




8 commenti:

  1. Il paragone è presto fatto, se le case in primis Shimano riescono a farli digerire ai prof. Il mercato, aimè, non lascerà scampo ai sistemi attuali, nell'MTB la 29 ha spazzato via le 26, Io ho i dischi sulla mia MTB giant 29, ma mai e poi mai li vorrei sulla bici da corsa, una frenata/ troppo secca magari per uno scarto improvviso o una correzione all'ultimo credo possa creare una caduta molto più facilmente che con i freni attuali.
    In ultimo il peso, si spende tanto per la bici leggera poi gli regaliamo mezzo chiletto di freni o forse più?
    Saluti a tutti e buone pedalate invernali.
    Juri da Imola

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  2. Anch'io mi aggiungo al coro del no grazie e il perché e' presto detto .
    Il vero limite delle bici da corsa non sono i freni ma bensi' le coperture tubolari o copertoncini che siano . Si corre su sezioni che variano da 20 a 27 mm quindi il problema aumentando la forza frenante non e' di poco conto , si rischia il bloccaggio della ruota posteriore o peggio anche lo strappo del tubolare . I favorevoli dicono che sul bagnato frenano come sull'asciutto e io dico bravi !!! Pensate in caso di frenata potente sul bagnato di rimanere in piedi ? Per non parlare di manutenzione , peso e cambio ruote in velocita' .
    Il motivo vero per cui ci vogliono imporre questi freni e' perché ormai le bici da corsa sono perfette e sugli standard attuali non si puo' piu' aggiungere niente di migliore per cui ecco l'idea di azzerare tutto e riportarci indietro di 15 anni per poi pian piano alleggerire , irrigidire telai e ritornare tra una decina d'anni ai pesi delle moderne bici da corsa . Se pensano che io butti all'aria tutta la mia roba per passare a queste bici si sbagliano di grosso . Il punto e' proprio questo , al fronte di scarsa utilita' e aggravio di peso si dovrebbe buttare quasi tutto . Anche a volere il tutto e' troppo invasivo e non si puo' pretendere che il consumatore accetti sempre di svendere la propria roba per cui lunga vita alle bici attuali con freni tradizionali !!!

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  3. Nn mi interessano proprio!!piu peso piu manutenzione e poi anche i prof nn sono molto convinti dato che per un cambio ruota in caso di foratura servono dai 15/20 sec. Per sostituirla..il problema e che le grosse case tipo shimano stanno puntando a quello e leggendo su una rivista del settore nel 2018 tutte le case principali l hanno e saranno in uso definitivo nei prof e il vecchio amato caliper sara' solo montato su telai di media e bassa gamma....speriamo di nooo...saluti a tutti!!!

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    1. Ciao Omar. Quello che di solito si legge su alcune riviste di settore, non sai mai, se è un comunicato aziendale o pubblicità. Non generalizzo, ma qualche rivista dovrebbe essere più obiettiva. Certamente i produttori come shimano stanno spingendo con il lavaggio di cervello ai consumatori e considerato che finanziano in modo non indifferente il mondo corse, pretenderanno più visibilità per i dischi "rotanti", anche se va detto che grossi team come Trek Segafredo sponsorizzati dalla shimano hanno dichiarato che non correranno per il 2016 con i dischi.
      Detto questo, considerato che a catalogo, quasi tutti i produttori ( alcuni no come per esempio Cipollini) hanno un modello a disco, mentre la maggior parte sono con i freni tradizionali, credo che nessun brand o team possa costringere a farli usare in gara.
      Del resto chi comanda è il consumatore, e il mercato decide le sorti del prodotto; quindi tocca a noi scegliere.
      Saluti ciclistici

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  4. E se decidessero di fare cartello i 3 grossi marchi e boicottare i vecchi cari freni??il problema mi sa che e" il lavaggio del cervello come hai detto tu
    Infatti parlando con un paio di ciclisti sarebbero gia' orientati verso il freno a disco perche frena meglio..mah io ho sempre frenato senza problemi con i freni tradiz.e prnsero' ancora di poterlo fare..il mio timore e' che magari le bici top di gamma come piacciono a noi usciranno solo con freni a disco...saluti e buon natale!!

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    1. I marchi possono fare tutto quello che vogliono, ma il mercato lo decide la domanda, se c'è domanda c'è offerta. Credo che i ciclisti esperti e che corrono continueranno ad usare i freni tradizionali; mentre i novelli e quelli della domenica che amano sfoggiare le novità a prescindere, almeno in parte, potrebbero usarli, in un primo momento, e cioè fino a quando, esaurito l'effetto novità, si ritroveranno a pedalare con le pastiglie che sfregati sui dischi faranno rumore, e a controllare la pressione dell'olio e lo stato delle pastiglie come se fosse un auto. Saluti ciclistici e buon Natale .

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  5. Intanto la guida di una bicicletta da corsa è completamente diversa dalla MTB, chi ha corso sa di cosa parlo, poi per me soprattutto c'è la sicurezza, sono una mina vagante in mezzo al gruppo, faranno più danni delle appendici Spinaci Cinelli e, delle ruote Spinnergy Ambrosio, ma molto più danni. In più i problemi di frenata secca e cambio ruota in corsa, in breve un casino......

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  6. Ho ordinato oggi una nuova bici, non top di gamma (ho la panza e pochi soldi:-)). Freni assolutamente classici! Facili da mantenere e potenti il giusto per l'aderenza che, come dice Vecchia, si ha su una bici da corsa...

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