lunedì 28 settembre 2015

L'errore di Cassani.

Il 25/9/2015, il CT della nazionale italiana, Cassani, scrive su Twitter: " La nostra squadra non ha 1 capitano, in realtà ne ha 9. La vittoria non nasce dalla solitudine ma si crea col gruppo.". Ecco l'errore di Cassani, all'indomani della finale mondiale élite di Ritchmond, questo suo pensiero "esistenziale-tattico". La storia del ciclismo è scritta dai campioni, ed i campioni sono soli, al comando, come nella vita, direi quasi una solitudine congenita; sono nati per farlo, sono fisicamente e mentalmente unici, solo loro sono capaci di interpretare la corsa meglio di chiunque altro. Nel ciclismo, non c'è bisogno di una squadra per vincere, ma è la squadra ad avere bisogno di un campione per vincere. Basti pensare recentemente, alla vittoria di Contador al Giro d'Italia 2015 e a quella di Sagan, ieri sera laureatosi campione del mondo strada, da soli contro tutti. Se poi vogliamo metterla sull'epico, chi non ricorda, la celebre frase di Mario Ferretti: " Un uomo solo è al comando, la sua maglia è bianco-celeste, il suo nome è Fausto Coppi. " La straordinaria  bellezza di questa frase, sta proprio nel fatto di narrare l'essenza del ciclismo e di spiegare con rara eleganza, che il ciclismo non può prescindere dal campione, colui che è solitudine, ed è per questo solo al comando. I campioni, lottano da soli, contro tutti, e vincono; i campioni vengono al mondo con un destino, quello di vincere, e i loro successi vanno oltre la squadra, oltre il commissario tecnico. Mi dispiace CT, per vincere non hai bisogno di nove capitani, di tattiche, non devi affidarti al collettivo, ad eventi o circostanze, ma hai bisogno di un campione per le classiche di un giorno, un nuovo Paolo Bettini, di un capitano per vincere.
Saluti ciclistici. 


La nostra squadra. Non ha 1 capitano, in realtà ne ha 9. La vittoria non nasce dalla solitudine ma si crea col gruppo

1 commento: