mercoledì 5 agosto 2015

Le ultime novità in casa Campagnolo EPS V3 e freni Direct Mount. A seguire, riflessioni sul marketing.

Ecco i nuovi prodotti in casa Campagnolo, l'EPS V3 e i nuovi freni integrati. Allego i comunicati inviatomi dalla Campagnolo ( cliccate sulle foto per ingrandire le pagine). Saluti ciclistici.





Detto questo passo ad altro ed affronto un discorso urgente.
Il marketing corre sempre più veloce dell'acquisto; e così, con la scusa, di migliorare il prodotto, dopo sei mesi, al massimo, un anno o poco più, ti fanno pensare, che quello che sembrava il gioiello da sfoggiare con orgoglio, all'uscita domenicale, sia diventato un pezzo d'antiquariato, anzi visto che si parla di tecnologia, un pezzo vecchio! Questo pensiero consumistico, è un leitmotiv, per gli apparecchi tecnologici, come per esempio gli smartphone, dove dal momento in cui esci dal negozio, hai la consapevolezza, di avere fatto il pollo, avendo acquistato un prodotto superato, da quello che nel frattempo è pronto nei magazzini del produttore, e che tra qualche mese lancerà sul mercato, convincendo nuovamente i consumatori, oramai dipendenti mentalmente dalla novità, con un operazione pubblicitaria, sempre più persuasiva, forse scritta da psichiatri, visti i risultati delle vendite. Insomma la vera novità è sempre la prossima, cioè quella pronta, ma non ancora lanciata sul mercato. Purtroppo, la stessa "brutta piega" l'ha presa il mercato della bicicletta.
Questo effetto consumistico, colpisce sopratutto la libidine e l'inesperienza dei novelli, degli inesperti e di quelli che molto spesso, escono solo la domenica, per fare una pedalata, di qualche km, per avere la scusa di fermarsi al bar, pensando di farsi ammirare con l'ultima novità! Ho sempre pensato che la bicicletta ha bisogno di leggerezza e di due gambe per muoverla in equilibrio, e che quindi, tutto il resto è solo marketing e zavorra. Il concetto di vintage è stato estremizzato ed è diventato famelico. La bicicletta, macchina che per natura è semplice e leggera, diventa sempre più complicata, meno leggera ed assomiglierà nel futuro ad uno scooter. Ho visto molti modelli futuristici della bicicletta, e mi sono accorto che l'amata bicicletta, forse conserverà i pedali. Le foto parlano da sole; sono obbrobri da usare solo nella galleria del vento, ma con il vento della turbina a favore! 
un modello della Specialized, dedicato a chi è confuso e che pedala per modo di dire. 
Concept futuristici a parte, diffidate della pubblicità è solo un modo per farvi pagare l'illusione di essere importanti attraverso l'acquisto, considerato che nel mondo contemporaneo, conta solo chi compra. In verità conta solo la cultura, ma ovviamente, l'industria, ha bisogno di persone dipendenti dal consumo. I modelli nuovi, non sono altro che "ripensamenti" del prodotto, come a dire, scusateci ma questo adesso funziona meglio. Oramai ho la nausea, dopo tutti questi anni che seguo il settore. Parafrasando il grande Bartali, che diceva "L'è tutto sbagliato, l'è tutto da rifare" voglio dire al consumatore, vittima consapevole del marketing:- "Fatevi coraggio. E' tutto vecchio. E' tutto da ricomprare.". 
Credo che l'industria della bicicletta, nonostante le apparenze, stia attraversando un momento critico: il mercato è saturo per quanto concerne l'offerta di prodotti; di concept veri e propri ce ne sono pochi, il resto sono solo delle scopiazzature, insomma si muove con la logica del gregge, uno avanti e gli altri seguono. Marchi stereotipati, distratti e senza coraggio, brancolano nel buio, usando persino unici, obsoleti, e autoreferenziali canali pubblicitari ( il superato mondo delle corse dei ciclisti professionisti, inaffidabile come testimonial, in quanto pagato dai produttori, e spesso colpito dallo scandalo del doping, e le riviste del settore, anch'esse pagate); e per non farsi la guerra, in barba alla concorrenza, praticano gli stessi prezzi. Da tempo che consiglio ai produttori di fare la pubblicità alla TV, come fanno quelli delle auto, invece di spendere inutilmente anche i soldi dei clienti nel mondo delle corse. Ma fino a quando uno di loro non farà il grande salto, gli altri attenderanno, secondo la logica del gregge suindicata. 
Il punto fondamentale è che il consumatore non si aspetta più, prodotti pittoreschi e simili, attende un abbassamento dei prezzi; questa sarebbe l'unica vera attesa novità dal mercato, altro che dischi rotanti e computer di bordo ! Ma le aspettative di guadagno sempre crescenti, l'aumento dei costi del mondo delle corse, senza penali nei confronti dei professionisti scoperti positivi dall'antidoping, e il livellamento dei prezzi, con la tendenza al rialzo esponenziale, forse la conseguenza di un cartello ( accordo tra produttori), hanno reso proibitivo, il mercato del ciclo, con danno anche per i commercianti.   
Saluti ciclistici. 

10 commenti:

  1. Ciao Claudio hai ragione ormai si è dipendenti dal marketing!io possiedo una semplice trek Madone e vedendo il nuovo modello cioè la 9,istintivamente avrei dato dentro subito la mia per avere questa nuova fantastica bici!però riflettendo ho pensato che ragionando così ogni anno si dovrebbe cambiar bici quando in realtà quello che conta sono l'allenamento e la gamba!premetto che mi piace da morire il nuovo modello ma si cominciano a raggiungere cifre che sono enormi!se si entra in questo tunnel mentale creato dal marketing il ciclismo diventa uno degli sport più onerosi e dove conta solo l'apparenza e non la sostanza!

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  2. Mamma mia se le bici diventassero così abbandono questo sport

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  3. Concordo pienamente con le considerazioni sopra espresse. La vera innovazione sarebbe quella di rompere un " quasi certo " accordo di cartello sui prezzi. Trovo infine ridicolo che una bici possa costare come una moto o come un'utilitaria.... Stiamo "passeggiando" su prezzi ben oltre i limiti della ragionevolezza...

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  4. Proprio vero Ferdinando,molti amici hanno fatto qualche anno di finanziamento per avere le ultime novità!e' chiaro che mi piacerebbe da impazzire pure a me ma si stanno toccando soglie di prezzo esagerati!e vogliamo parlare del costo delle ruote......

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  5. Ciao claudio grazie come sempre della tua disponobilita' e della tua profedsionalita'volevo porti alcune domande sono possessore del gruppo meccanico super record 2015 ed ero intenzionato a passare ad un eps sempre super record comprando solamente il kit tu cosa mi consigli?e' possibile sostituire guarnitura sram red22 sulla mia addict con una guarnitura clavicula
    Usata pochissimo??ho sentito alcuni meccanici e me lo hanno sconsigliato come sconsigliato e' l uso dei freni fibula che mi ha proposto un mio amico.
    Graxie come sempre grande claudio e scusa disturbo saluti

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    1. Ciao Omar. Dipende da te. Funzionano tutti e due perfettamente.
      Non penso che ci siano problemi a farlo, ma non ho esperienza diretta sull'accoppiata SramRed/Clavicula. Quindi non posso risponderti.
      Non ho testato i freni in questione.
      Saluti ciclistici

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  6. Ciao claudio auguri!!volevo chiederti sai per caso se anche la campagnolo fornisce pulsanti per eps su barra orizzontale come shimano di2??graxie ciaoo

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  7. Ciao Omar; auguri anche a te. No, al momento non figurano tra gli accessori disponibili. Saluti ciclistici.

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  8. Pensi che le novita' di quest anno saranno il passaggio alla tecnologia wireles es. Sram??tu cosa ne pensi??saluti

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    1. Quello che penso sull'evoluzione della bicicletta, credo di averlo spiegato nel post; del resto rispondendo alla tua domanda, non posso che confermarlo: il marketing corre più veloce dell'acquisto; tant'è che quello che ci sembrava il più avanzato gruppo, cioè l'elettronico, nei prossimi mesi sarà già superato, dal nuovo sistema wireless, in barba, a quelli che hanno speso somme considerevoli, per averlo! Il wireless della Sram è un sistema elettronico gestito non da un unica batteria, come l'attuale elettronico, ma da quella di ogni singolo componente, autonomamente; dunque si dovranno ricaricare singole batterie, e vedremo con quale conseguenza sulla praticità di utilizzo. Tu mi chiedi se sarà il futuro ? Forse futuro prossimo, certamente non quello remoto. In buona sostanza, ammesso che il sistema dimostri, una volta introdotto nel mercato ( perchè il vero test, come sempre, lo fanno i consumatori,e pagano pure per farlo, roba da pazzi), di essere effettivamente affidabile, e di non soffrire,come di solito accade per le novità, di problemi di gioventù ovvero difetti, stai tranquillo, che in qualche laboratorio, del centro ricerca e sviluppo, i concorrenti staranno già lavorando all'evoluzione del wireless; oramai l'industria del ciclismo, è finita in un vortice, che l'ha resa come l'industria dell'auto. Saluti ciclistici.

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