domenica 5 aprile 2015

Quando il pavè diventa business.

Qualche settimana fa ho ricevuto un comunicato stampa dalla Pinarello, con la quale veniva annunciato il lancio di un nuovo telaio, denominato K8-S, in occasione del Classiche del Nord, fatte di pavè e fango. Francamente non mi interessava pubblicarlo; non mi piacciono i comunicati stampa dei produttori. Tuttavia dopo avere visto solo un frangente del Fiandre, su RAI Sport 1, prima di spegnere la TV, ho cambiato idea. I cronisti/giornalisti della RAI, lo hanno pubblicizzato ampiamente, senza averlo provato. Non condivido questo modo di fare informazione, soprattutto nei confronti dei ciclisti o appassionati novelli; ai fini di una informazione corretta, sarebbe stato opportuno fare riferimento anche ai concorrenti prodotti specifici, peraltro usati nella stessa corsa. Sono rimasto sbigottito per il fatto che è stato usato un canale di Stato, per pubblicizzare solo un prodotto, in modo discutibile, come se fosse l'unico prodotto pensato per questo uso; spero che ci sia stato almeno un ritorno economico per le casse pubbliche, considerato che non è la prima volta che durante le corse di ciclismo, i cronisti/giornalisti di Rai Sport fanno pubblicità a due marchi italiani. A questo punto ho deciso di esprimere un opinione, completa e critica. La Trek ha prodotto un telaio specifico per questo tipo di strade, il Domane, brevettando l'Iso Speed un sistema che disaccoppia, il tubo piantone dal telaio, con un oscillazione sui pedali, pari a zero, in fase di spinta; tant'è che la Domane viene usata anche dai velocisti della Trek Factory Team. Peraltro ho avuto modo di testare la Domane e devo dire che il sistema Isospeed è efficace sui dossi e le strade accidentate, ed ottimizza la spinta sui pedali. Altri marchi come la Specialized hanno inserito degli elastomeri, nei pendenti del carro posteriore, mentre la Bianchi ha prodotto un telaio usando un carbonio elastico brevettato; altri marchi invece hanno optato per geometrie da endurance, preferendo realizzare un telaio confortevole senza limitarne la rigidità in fase di spinta. Questo per completezza di informazione. 
Il sistema inventato dalla Pinarello, sostanzialmente, è un mini ammortizzatore (denominato DSS 1.0), che stando a quanto dichiarato dal cronista RAI, visto che il comunicato della Pinarello non ne parla, non potrebbe essere bloccato; in tal caso sarebbe senz'altro utile, su strade con pietre larghe, ma potrebbe essere penalizzante, in fase di scatto-spinta, in quanto la forza scaricata sul carro posteriore, potrebbe essere limitata dall'ammortizzatore; in altre parole, l'ammortizzatore potrebbe "molleggiare" eccessivamente il ciclista e non ottimizzare la potenza scaricata sui pedali, soprattutto nei tratti di strada asfaltata, che si alternano a quelli in pavè, nelle Classiche del Nord. La mia opinione nasce dal fatto che la forcella di una MTB ha il bloccaggio. Dal comunicato si legge altresì che sul carro posteriore del K8-S ci sono due foderi realizzati con carbonio flessibile ( Flex Stays). La Pinarello ci garantisce che il sistema adottato sul telaio K8-S non solo è innovativo, ma anche sorprendentemente efficace. Ovviamente non ho motivo di dubitarne. Il condizionale è d'obbligo, e comunque solo provandolo potrei esprimere un giudizio definitivo.
Le corse  sono un veicolo pubblicitario per il quale i marchi pagano alti costi ( a sua volta scaricati sul prezzo finale) e come si sa, in generale, la televisione fa apparire tutto migliore, a prescindere dalla qualità del prodotto. Per questo anche il pavè è diventato un altro modo per fare business. Qualcuno mi dirà che il progresso tecnologico non si ferma; certo, ma va valutato cum grano salis, come dicono i padri latini. Pensate a Tafi, per parlare di campioni italiani, che hanno vinto, sul pavè, tutti con un telaio tradizionale; chiedetegli se il suo telaio è stato performante, quando volava sulle pietre e scaricava tutta la potenza sul pavè, scattando in faccia, agli avversari; chiedetelo anche al vincitore di oggi, che ha corso con una bicicletta normale. E' davvero necessario "specializzare" il telaio, oppure è preferibile migliorare la versatilità del telaio? I brand/produttori sono pronti a nuove sfide, per un evoluzione concreta della specie ? L'evoluzione è l'unica cosa certa. Anche il mondo si evolve e con esso i mezzi di comunicazione ( finalmente i blogger più esperti hanno reso l'informazione libera e competente) e il marketing: i siti web e le riviste del settore, oramai quasi delle piattaforme pubblicitarie, sono superati dall'evoluzione della comunicazione; i consumatori cercano nuove fonti autorevoli ed affidabili. Persino i marchi più competitivi hanno iniziato ad organizzare i test bike per incontrare i consumatori e superare l'obsoleta pubblicità, fatta di testimonial, spot e slogan; e questo, consentitemi, è anche un successo del mio blog, che da sempre ha insegnato e divulgato l'utilità dei test bike (fatti con la cultura, alla base di ogni cosa, gambe ed esperienza).
Saluti ciclistici. 

Con la Trek Domane





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