venerdì 26 dicembre 2014

Test Bike: Time Xpresso 15.

Time Xpresso 15 ha esordito al Tour de France 2014; è il nuovo pedale Top di Gamma, del prestigioso brand francese. Il test è  una novità assoluta; ad oggi nessuno, ha pubblicato la recensione, su strada, (oramai i test che girano, sono prevalentemente scritti, solo, dalla scrivania e "per sentito dire o immaginato"). Time Xspresso è l'unico pedale costruito in collaborazione con CeramicSpeed, marchio leader, che vanta collaborazioni esclusive con nomi prestigiosi, due nomi su tutti, Lightweight, e fornisce componentistica a team professionistici, come la Tinkoff Saxo e la Omega Pharma Quick Step.
Il pedale Time Xpresso 15, differisce dal modello Xpresso 12, già recensito su questo blog, e che continuerà ad essere prodotto anche per il 2015, per tre importanti novità: il perno in titanio con asse cavo (costruito con la tecnologia Hollowtech, già collaudata con le pedivelle in carbonio Shimano, Campagnolo e FSA, cuscinetti in acciaio speciale con sfere in ceramica prodotti dalla Ceramicspeed per avere una maggiore resistenza all'usura, ma anche per evitare la manutenzione, basti pensare alle continue aggiunte di grasso che vanno fatte per esempio ai pedali Speedplay; il  peso è stato ulteriormente ridotto a 140 grammi la coppia, anzi il modello testato era addirittura più leggero di due grammi. A questo punto Time Xpresso 15 è diventato il pedale più leggero sul mercato. Altra novità è la tacchetta che nella parte estrema, sopra le viti, ha due sagomature di forma piatta (come da foto). Time Xpresso 15 è già disponibile, presso il rivenditore autorizzato, Falasca Cicli di Pontecorvo.
Test su strada: l'aggancio e lo sgancio con tacchetta in buono stato non presenta novità rispetto al modello Expresso 12. Pertanto rimando al test del modello Expresso 12. CLICCA QUI I due modelli sono identici: l'unico cambiamento non è visibile, è interno. Perno cavo in titanio e sfere in ceramica della Ceramicspeed. L'upgrade ha comportato una diminuzione del peso e ha risolto ogni problema di manutenzione, visto che il perno non può essere smontato. Il test sarà aggiornato.







giovedì 25 dicembre 2014

Test Bike: Shimano Ultegra 6800. Un Medio gamma con prestazioni top di gamma.




Il Doctor Falasca durante il montaggio del gruppo Shimano Ultegra 6800


Shimano Ultegra 6800 è il migliore gruppo meccanico dal punto di vista del rapporto qualità/prezzo. E' un affermazione forte, ma vera. La cambiata in ogni condizione, anche all'inizio di una pendenza dura (sconsigliato per non sottoporre la catena ad una forte tensione, che può portare alla rottura in caso di usura media/alta) e in fuori sella, è fluida, veloce, silenziosa, precisa. La catena scorre silenziosa e con una tensione costante, pronta a salire o a scendere dalle corone, a scivolare da un pignone all'altro; la deragliata è immediata e precisa. I comandi si impugnano in modo ottimale, anche con presa bassa, e l'interazione con le leve dei freni e del cambio, sono ergonomiche, al top; l'impugnatura è così naturale, da assicurare la migliore presa nella cambiata e nella frenata. Il movimento della leva del cambio è morbida e precisa. Il funzionamento dei gruppi meccanici Shimano si basa sull'uso della leva del freno, come leva del cambio, diversamente, dal gruppo elettronico, Di2, dove invece la leva del freno viene utilizzato solo per frenare e per cambiare basta sfiorare una delle due levette posizionate sotto la leva.
Ho provato l'Ultegra ad undici velocità con il pacco pignoni 11/28 e la guarnitura 50/34, combinazione perfetta per gli scalatori. La guarnitura è stata assemblata usando due cuscinetti con sfere in acciaio forniti di serie con il kit telaio Trek Emonda SLR; è possibile optare per la versione più scorrevole e longeva con le sfere in ceramica, disponibile after market. La catena tocca la parte interna del deragliatore, con il 34/28, e non è possibile in questo caso operare una micro regolazione, usando la leva inferiore del comando sinistro, in modo da evitare il contatto con la parte interna del deragliatore (peraltro sostituibile, after market); sia chiaro, il meccanismo del deragliatore Shimano meccanico, non consente quei micro aggiustamenti, che evitano, sempre, che la catena tocchi la parte interna del deragliatore, come invece è possibile fare con il meccanismo del deragliatore meccanico Campagnolo. Le caratteristiche salienti dell'Ultegra sono morbidezza, silenziosità e precisione della cambiata. I difetti: il deragliatore non consente le micro regolazioni per evitare la frizione della catena.
Su questo gruppo di media gamma, sono state adottate soluzioni tecnologiche del modello di gamma superiore, Dura Ace; basti pensare alla guarnitura con perno Hollowtech II a 4 bracci asimmetrici, che la rendono particolarmente rigida facile e sicura nel montaggio e alla possibilità di usare qualsiasi corona con lo stesso giro di bulloni da 130 mm ( in pratica si può usare il 50/34 e il 53/39, ma anche il 36/52, cambiando solo le corone). Tutte soluzioni tecnologiche brevettate dalla Shimano.  Ho testato questo gruppo su un telaio top di gamma, la Trek Emonda SLR e posso assicurare che l'Ultegra 6800 quando è in azione, fa confondere le idee, e pensare all'elettronico ! Ho usato l'Ultegra 6800 con freni Bontrager Speed Stop, i più leggeri sul mercato (100 grammi), a montaggio diretto, utilizzabili solo con Trek Emonda SLR. L'interazione con le leve Shimano Ultegra 6800 è perfetta. Ho utilizzato il pacco pignoni 11/28, il più versatile, adatto sia alla volata, che alla salità più ripida. I pignoni sono tutti in acciaio; una scelta che se penalizza il peso, garantisce la maggiore durata e quindi resistenza all'usura. La finitura dei componenti, è sobria, curata nella cromatura; ha un design tecnologico, futuristico, "freddo" ed opaco. Mi piace anche il fatto che le viti delle corone non siano visibili. Le leve dei comandi sono in carbonio lavorato a strati. Non ho riscontrato nessun inconveniente durante il test; e mai, e lo sottolineo, mai, la cambiata è stata imprecisa e/o lenta. Il peso non è il suo forte, ma poco importa, se garantisce lo standard di un gruppo meccanico top di gamma. Consiglio di scegliere i cuscinetti con sfere in ceramica della Bontrager compatibili con il BB90 per la migliore scorrevolezza e longevità. La scorrevolezza del movimento centrale non è il massimo.  Mi  è stato riferito che lo Shimano Ultegra 6800 sia il più venduto: non posso confermarlo; ma se fosse vero, non mi meraviglierei. Una curiosità. La forma del deragliatore (anteriore) dell'Ultegra testato ha ispirato la Campagnolo nella progettazione e nel design del deragliatore del Super Record Evolved.  In conclusione. Consiglio il nuovo Shimano Ultegra 6800. Chapeau.
Il test è stato realizzato in collaborazione con Falasca Cicli di Pontecorvo (FR).

Pagella Shimano Ultegra 6800:
peso: 6  qualche grammo in meno avrebbe reso più interessante questo prodotto.
scorrevolezza del movimento centrale: 7
precisione nella cambiata: ottima 
precisione nella deragliata: ottima
velocità della cambiata: ottima 
ergonomia delle leve: ottima. I comandi si adattano bene con le mie mani di dimensioni normali. In presa bassa le leve consentono un utilizzo comodo, molto utile nelle  volate. In presa bassa la presa è facile ed intuitiva. 
rigidità della pedivella: ottima
silenziosità: ottima
finitura dei componenti: curata.
Frenata: ho usato freni Bontrager Speed Stop. Tuttavia l'uso dei comandi, durante l'azione della frenata è facile, pronto ed efficace; non richiede sforzi ed ha un ottima risposta in termini di velocità.
Problemi riscontrati: con il 34/28 la catena evidenzia una leggera frizione con la parte interna del deragliatore anteriore. Problema risolto dopo l'assestamento delle guaine nuove e con la successiva registrazione. 


lunedì 15 dicembre 2014

Negli occhi di un bambino, il ciclismo Eroico.

Anno 2009. Ghisallo. Museo del Ciclismo. Negli occhi di mio figlio, si proiettano le immagini in bianco e nero del ciclismo eroico, fatto di povertà, dolore, fatica e gloria vera. Due immagini che si sovrappongono, una corsa nel tempo, emozioni tramandate ai posteri. Questa foto fa parte della storia della mia vita; come fanno parte della storia dello sport, le immagini del ciclismo Eroico. 

venerdì 5 dicembre 2014

Valtellina anno 2010. La salita non fa male, sorridi !






Aprendo il cassetto dei ricordi ho trovato queste due foto; correva l'anno domini 2010; ricordo quelle emozioni e quel piacere di faticare in alta montagna, salendo su rampe del 20 e più %. Arrivando in quota, un paesaggio sontuoso e di immensa bellezza, mi veniva offerto da madre Natura; il premio riservato a chi non molla mai. Ricordo che la voce del vento, echeggiava nella valle; intorno a me vette maestose; sembrava di toccare il cielo. Ho lasciato, parte della mia vita, anche su quelle montagne, fiero di averle percorse. Il mio motto, oggi come ieri: la salita non fa male, sorridi !