giovedì 8 maggio 2014

Test Bike: Trek Domane 6.9 Disc e Shimano Dura Ace Di2 gamma 2015.

Ecco la novità di casa Trek. Più che altro mi sembra un modello per il ciclocross ed invece la propongono per l'uso "improprio" su strada ! Tant'è che assomiglia alla Trek Crockett, top di gamma della casa statunitense,  per il ciclocross. Per la  cronaca, le ruote sono Bontrager Affinity Elite Tlr, tubeless, con un peso nominale complessivo (enorme per una ruota da strada prodotta nell'anno 2014) di 1655 grammi ! (dichiarano un peso 740 grammi l'anteriore e 915 grammi la posteriore). Lo stereotipo del consumatore che sceglie una bici da corsa con i freni a disco: un ciclista che usa la bicicletta da strada come se fosse una MTB, un ciclista novello, che  non partecipa o non è competitivo nelle gare, che ha paura della discesa o non ha ancora imparato a  frenare in discesa ( in discesa ci vuole sempre coraggio, abilità ed esperienza), un ciclista che non preferisce la bicicletta leggera, in molti casi perchè non ha raggiunto il peso forma.
Oramai diversi marchi hanno deciso di fornire i modelli già presenti nel catalogo, anche nella versione con freni a disco, proponendoli in una versione con peso maggiore, con freni inutili per l'uso su strada, che richiedono una manutenzione maggiore (pasticche, olio per non parlare del costo del freno a disco usurato) e ruote non leggere, pericolosi in caso di caduta ( il disco sollecitato raggiunge temperature elevate e costituisce un arma impropria in quanto è anche affilato, come la guarnitura), soprattutto nelle cadute in gruppo. Non è un caso, che ad oggi, l'UCI non abbia autorizzato l'uso dei freni a disco nelle gare su strada, per motivi di sicurezza, anche se gira in modo pretestuoso, la notizia, che il motivo sarebbe invece perché la Campagnolo non avrebbe realizzato ancora un modello di freno a disco. E' appena il caso di precisare che, non tutti i produttori di telai hanno realizzato modelli compatibili con freni a disco. Vedremo nel futuro, ma è chiaro, che si tratterà comunque di una versione che affiancherà quella con freni tradizionali, sulla quale i produttori di telai, concentrano l'alta gamma.
La moda del freno a disco sulla bici da strada non potrà soppiantare il freno tradizionale, per questo esiste una doppia offerta per molti modelli; si dice che la Shimano abbia rinviato al 2016 ogni decisione ufficiale in merito alla definizione dei parametri standards dei sistemi frenanti e degli assi dei mozzi delle ruote a disco. Per ora regna il caos; ogni produttore fa da solo e molti marchi, come per esempio la Cipollini, non sono interessati al freno a disco. almeno per ora. E tutto questo per incentivare il consumo, visto che il freno a disco necessita di un telaio specifico, e per illudere i ciclisti inesperti che con il disco potranno risolvere problemi in discesa. E' appena il caso di precisare che nel campo della MTB, l'uso dei freni a disco, si è dimostrato meno semplice del previsto: a parte lo spurgo dell'olio dei freni, come se fosse un auto, ma le pasticche dei freni a disco, hanno un consumo precoce rispetto ai tacchetti dei freni tradizionali per la bici da strada. Le stesse pastiglie in ceramica per la MTB, le più dure, con le discese ripide tendono a consumarsi precocemente. Insomma per l'industria del ciclismo, il freno a disco per la bici da strada, si rileverebbe una manna, un nuovo filone di ricavi; per il consumatore invece sarà un pessimo affare.
Sarà un caso, ma quei pochi ciclisti che incontro, e sono rari, con la bici da strada dotata di freni a disco, sono tutti, e dico TUTTI, novellini. Poveracci, chissà cosa gli avranno fatto credere !
Il vero limite della bicicletta da corsa, è solo la larghezza del tubolare e del copertoncino, non il freno; la bicicletta scorre sulla strada girando sul tubolare o copertoncino; pertanto la tenuta sull'asfalto, soprattutto in caso di bagnato, sarà sempre limitata, e non per causa imputabile al freno.
Ecco alcuni link per saperne di più sull'argomento: CLICCA QUI  CLICCA QUI  CLICCA QUI

TEST SU STRADA ( fatto il 15 febbraio 2015). La curiosità di testare una bicicletta con i freni a disco, top di gamma, era irrefrenabile. Finalmente l'occasione è giunta ieri (15 febbraio 2015), grazie ad un test bike organizzato da Trek Italia presso Falasca Cicli, quando ho potuto provare una Trek Domane 6.9 Disc, il modello top di gamma, della versione con freni a disco. Superfluo osservare l'importanza del test bike organizzati dai distributori. Consiglio di non acquistare mai sulla carta, fidandosi della parola del produttore ovvero della pubblicità. Fidatevi solo dei consigli di un ciclista esperto o blogger oppure fate in modo di scegliere dopo una prova diretta; non optate per prodotti realizzati da chi non offre la possibilità di provare prima dell'acquisto. Oggi si può provare tutto; dalle auto alla fetta di prosciutto; perchè non farlo anche con una bicicletta ? I produttori che non organizzano test sono fuori mercato.
Ma torniamo al test. Sulla strada la Domane Disc si è dimostrata, non particolarmente agile nei cambi di direzione, in discesa, molto stabile, rigida sulla scatola del movimento centrale, poco reattiva ( scatto) soprattutto in salita. Sulla strada con pavimentazione irregolare e dossi artificiali,  l'Isospeed, ha garantito un confort buono; ma niente di paragonabile ad un ammortizzatore di una MTB, sia chiaro. Verosimilmente le prestazioni della Domane sono state influenzate dalle ruote per freni a disco, poco leggere e con molto inerzia.
La prova serviva anche a verificare il comportamento dei freni a disco, che caratterizzano questa versione; per questo li ho provati in due modi, quelli più utili e frequenti: frenare in velocità lungo una discesa al 10%, lunga circa 300 metri;  frenare con entrambe le leve, dopo averla lanciata a velocità sostenuta ( più lenta rispetto ad un modello top di gamma con freni tradizionali dal peso inferiore ai sei chili), in pianura, simulando un pericolo improvviso. Due situazioni tipo, che si presentano nella pratica quotidiana. Ricordo che trattandosi di freni a disco, occorre fare una regolare manutenzione, cioè occorre che l'olio, lo stato dei dischi e delle pasticche sia perfetto ( così come vanno controllati e sostituiti anche i tacchetti dei freni tradizionali). I freni testati sono stati preparati  e regolati dai meccanici della Trek Italia, secondo lo standard di sicurezza previsto per l'uso su strada.
Ad una forza normale esercitata sulle leve, la risposta della frenata è meno veloce, meno dura dei freni standard, insomma più morbida. In discesa si sente lo stridore delle pasticche che segnano con l'uso i freni a disco ( quindi con il tempo si usurano e la sostituzione comporta costi maggiori, comprensivi anche dell'olio).
Ebbene i freni a disco, usati lungo la discesa veloce, si sono dimostrati efficienti e agiscono con forza progressiva, come quelli di una MTB con freni a disco, appunto. Nessun sbandamento.
Invece in pianura, frenando improvvisamente, con entrambe i freni, dopo averla lanciata a buona velocità, l'arresto è avvenuto in uno spazio non breve, la risposta non è stata immediata e secca (come avviene con il freno tradizionale), e la ruota posteriore ha sbandato. Questa simulazione, l'ho ripetuta cinque volte e tutte le volte, ho avvertito un discreto sbandamento laterale della ruota posteriore. La circostanza mi ha sorpreso, considerato che i freni erano stati regolati da meccanici della Trek Italia, quindi da personale esperto, in modo da consentire un uso sicuro; peraltro, il fatto che l'arresto improvviso necessitava comunque di uno spazio non breve, mi ha lasciato pensare, che qualora la forza frenante fosse stata aumentata, lo sbandamento sarebbe stato più pericoloso.
In buona sostanza, non ho trovato un motivo importante e decisivo per scegliere i freni a disco, considerato che c'è  un aggravio di peso che incide in modo non indifferente sulla prestazione complessiva della bicicletta, rendendola poco reattiva, soprattutto in salita, a fronte di una frenata maggiore di quella necessaria per l'uso su strada. Motivo per cui valuto la Domane 6.9 Disc non adatta alla salita e alla volata, dove occorre leggerezza e reattività.
La mancanza di reattività ( scatto) è dovuta principalmente alle ruote Bontrager Disc, che a causa del disco (peso), della struttura specifica ( il disco posizionato al centro della ruota), aumentano l'effetto dell'inerzia, e quindi le rendono non veloce e reattiva. La Domane dal canto suo, non è un modello, particolarmente leggero; del resto il target è quello di un telaio da endurance, le cui caratteristiche, prediligono, parametri, quali il confort e l'assetto ottimale anche su strade difficili, come il pavè.
Molto curata la verniciatura, anche se il colore uniforme e nero, anche sulla scritta posizionata sul tubo obliquo, la rendono, a mio avviso, "anonima" nel gruppo.
A chi è destinata la Domane 6.9 Disc. Ritengo che la Domane 6.9 Disc, sia la scelta adatta, per il ciclista novellino e per quello di  medio livello, che usi il mezzo principalmente nel week end, che non partecipa a competizioni amatoriali o almeno non ambisca a piazzamenti, dalle caratteristiche atletiche da passista puro, che predilige lunghe percorrenze in pianura, anche con il manto stradale impegnativo ( sterrato, irregolare, pavè); non è adatta alla salita, considerato che nei lunghi percorsi montani, oltre alle discese, ci sono le salite, e qui, il peso non contenuto e le caratteristiche specifiche del modello suindicate, penalizzano il ciclista, nel tratto più duro, cioè l'ascesa media/lunga ma anche lo strappo duro e breve.
Lo ripeto. Il vero limite della bicicletta da corsa, è solo la larghezza del tubolare e del copertoncino, non il freno; la bicicletta scorre sulla strada girando sul tubolare o copertoncino; pertanto la tenuta sull'asfalto soprattutto in caso di bagnato, sarà sempre limitata, e non per causa imputabile al freno.
In ultima analisi confermo che l'effetto dei freni a disco sulla prestazione complessiva è quello di rendere la bicicletta da strada come una bici da mountain bike: lenta e meno leggera rispetto ad un modello corrispondente top di gamma, con un azione di frenata potente in discesa,  e molto modulato, ma assolutamente, normale in pianura. Non vale la pena, se si vuole andare veloci su strada. Lo standard dei freni tradizionali attuale è assolutamente sicuro ed efficace.  La scelta del freno a disco sicuramente non è  adatta al ciclista professionista e al ciclista amatoriale evoluto; forse è adatta ad un ciclista novello o a chi ha paura della velocità in discesa. Ma a questo punto, mi sento di affermare, che non tutti sono adatti al ciclismo su strada. Se non amate la velocità e la leggerezza del mezzo, vi consiglio di pedalare con la MTB. Non è un caso che ci sono moltissimi biker ovvero ciclisti che usano la MTB, con successo e divertimento. Visto lo standard delle top di gamma versione disco credo che questi modelli, non hanno futuro nel mondo delle corse su strada e non solo per una questione di sicurezza come ha valutato l'UCI; le prestazioni complessive sono inferiori.

Conclusione: la bicicletta da strada è leggera e semplice per natura: tutto il resto è solo marketing e zavorra. Occhio ciclisti, soprattutto i novelli. 

Test Shimano Dura Ace Di2 ( gamma 2015). 
Testati con la Domane 6.9 Disc, i comandi, la guarnitura, il cambio e il deragliatore del modello top di gamma elettro meccanico della Shimano.  
Il modello top di gamma elettronico del colosso nipponico è assolutamente eccezionale. Perfetto. La cambiata è super veloce, precisa e divertente. I comandi sono ergonomici. Di meglio non si poteva fare. Occhio però a non dimenticare di ricaricare la batteria, altrimenti si ritorna a casa, con il cambio che smette di funzionare. In pratica si è costretti a pedalare sempre sullo stesso rapporto. E ricordate infine che di acquistare anche la batteria di riserva, in caso di guasto ( che è sempre improvviso) della batteria installata. 

Saluti ciclistici. 

Prova su strada


La parte finale della discesa al 10%.
Foto ricordo al termine della giornata  test. 

12 commenti:

  1. premetto che non sono certo a favore dei freni a disco sulla bdc: li trovo in poche parole inutili.
    ma nell'ottica di uno sviluppo maggiore dei componenti elettronici sulla bici, credo che ahimè saranno il futuro.
    mi riferisco in particolare alla tecnologia abs, già sperimentata e quindi a basso costo di sviluppo. si tratta solo di "miniaturizzarne" i componenti.
    è quindi facile prevedere che in un breve futuro avremo sulle nostre bdc cambio elettronico e freni a disco con abs.
    speriamo solo di non dover montare anche i fari allo xenon ;-)

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  2. Ciao Michele
    Il mondo ha perso il senso della realtà, in ogni settore.
    Credo e ne ho ben donde che i veri ciclisti, quelli che sono nati in sella, che vivono in simbiosi con la bici da corsa, e le persone "sveglie", continueranno a preferire, la versione classica della bicicletta, all'orrendo prodotto finale di una genetica distorta, con la quale la stanno trasformando.
    Ovvio che il destino di questi orrendi obbrobri, lo deciderà il mercato.
    Ma certo è che siamo arrivati all'assurdo: fare diventare una bicicletta come una moto !!!
    Il solo pensiero di pagare a caro prezzo ruote che pesano più di 1600 grammi, compatibili solo con i dischi rotanti di Ufo Robot, mi farebbe rabbrividire.
    Il loro progetto è quello: costringere i ciclisti a cambiare le loro biciclette. E magari un giorno qualcuno si renderà conto della follia, e le biciclette come le nostre, le venderanno a caro prezzo, proprio loro, che ora propongono le biciclette travestite da moto.
    Conviene solo ai commercianti.

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  3. Perché dici pericolosi in caso di caduta ?
    Sul resto resto condivido , al momento sono bici pesantissime, sul forum lightbikes che frequento alcuni hanno comprato la Bmc gran fondo e una specialized Roubaix .... Tutte sopra i 6 mila euro e oltre gli 8 kg !!
    Saranno interessanti quando le ruote arriveranno a pesare come le mie da 1050 gr ... A cui si aggiungerà il peso però naturale dei dischi ....
    Io che pesavo a febbraio 85 kg ( ma che per la classicissima sto cercando di arrivare a 78 :-) ) con un buon impianto ( DuraAce e freni swiss stop black prince ) e cerchi tubolari in carbonio , mi fermo molto bene ugualmente .... Sarà un passaggio forse quasi obbligatorio negli anni ma è ancora troppo presto ....

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    1. Sono pericolosi in caso di caduta; inoltre per alcuni modelli Shimano e Sram a causa di un cattivo funzionamento c'è stato il richiamo in garanzia.
      In effetti le biciclette da strada con i freni a disco non sono leggere. Francamente non vedo perchè dovrebbero essere acquistate, dal momento che, l'obiettivo per ogni ciclista è quello di avere una bicicletta da strada leggera.
      Hai ragione: non c'è bisogno di freni a disco per frenare con una bicicletta da strada.
      Non è detto che il mercato apprezzerà questo prodotto, fino al punto, di sostituire la bicicletta da strada "normale".
      Io boicotto e consiglio di boicottare questo prodotto.

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  4. Ciao a tutti,
    sapete bene che per quanto discernimento possiamo avere, il marketing gioca brutti scherzi...
    L'utilita' dei dischi sulle bici da corsa non c'e', l'unico frangente dove potrebbero avere un vantaggio sono le lunghe e ripide discese dolomitiche ad esempio, dove le piste frenanti delle ruote in carbonio non verrebbero piu' sollecitate, o sotto l'acqua dove la frenata sarebbe piu' sicura.
    Ma, mi chiedo, non sto in questo momento ragionando proprio come vorrebbe un esperto di marketing?Cerco cioe' una giustificazione per un'esigenza che, per il ciclista che sono, non nasce spontanea ma e' indotta dall'esterno, e considerate che quando tutti i produttori proporranno i dischi sulle loro bici, in molti si lanceranno nell'acquisto senza alcuna remora.
    Facendo un discorso piu' coerente alla mia personalita', piu' aderente al fascino che esercita su di me la bicicletta, questa meccanica semplice uguale a se stessa da decenni eppure ancora affascinante come pochi altri oggetti inventati dall'uomo, questo strumento di modernizzazione, di mobilita' ecologica ante litteram, di sacrificio, bene, questi otto tubi saldati con passione in ogni dove, secondo il mio modesto parere devono continuare ad avere le medesime fattezze che hanno sempre avuto.
    Saro' un reazionario, ma quello che mi affascina della bicicletta e' proprio la sua semplicita', il sapere che ogni cosa e' lì al suo posto, non mi interessa la pulizia di linee del carro posteriore, quando poi vedo tutto quella luce tra la ruota e la forcella anteriore come in questa Trek, non mi interessano straordinarie doti di frenata, laddove l'ultimo dei miei pensieri in bici e' quello di frenare, non ho voglia di imbattermi un domani in upgrade, richiami, manutenzione, pasticche morbide o dure...
    Scusate lo sfogo, ma penso davvero che a volte nel nostro sport come in tanti altri campi della vita, si stia perdendo veramente il senso di quello facciamo, e a furia di sacrificare ogni cosa sull'altare della tecnologia, del progresso, tra un po' il settore non avra' piu' molto da dire, basta guardare a quello che e' successo nel settore moto, dove l'elettronica e' diventata spesso solo una costosa complicazione che non permette piu' a nessuno di mettere le mani sul proprio mezzo.
    Meditiamo gente...
    Buon fine settimana a tutti.

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    1. Mi piace molto il tuo commento. Posso solo aggiungere che sono anni che vado in montagna e tutte le volte che mi è capitato di lanciare la bici in discesa, con ruote tradizionali su bici classica, non ho mai avuto problemi di sicurezza: non è tanto la potenza di frenata quella che conta, ma il modo in cui si frena. Troppo potenza sul posteriore può fare derapare la bicicletta. E allora occorre regolare con moderazione la frenata sul posteriore rendendola meno forte rispetto all'anteriore; diciamo 70 % della forza frenante sulla ruota anteriore e 30% su quella posteriore. Non si frena prima con il posteriore, mai. E' la stessa tecnica di frenata usata con la moto: frenata principale con il freno anteriore e di accompagno con il posteriore e sempre dopo la prima frenata con l'anteriore.
      Problemi di temperatura sulle piste frenanti si hanno solo quando si percorre una discesa ripida e veloce per diversi km con i freni tirati ! La frenata invece deve essere forte e breve. Se si ha paura di fare le discese nessun freno può risolverlo; è un fatto di testa, ci vuole autostima ed esperienza. Inoltre occorre usare tacchetti morbidi e non duri. Un nome su tutti i Corima.
      Detto questo il freno a disco ha bisogno di una manutenzione troppo complicata che non si coniuga con la semplicità della specialissima. In verità è il progetto del freno a disco che non ha nulla a che fare con la bici da corsa.
      Sarà una moda, passerà. Il mercato boccerà il freno a disco.

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  5. L'ennesimo scempio di una bici da corsa , orribile come tutte le bici da corsa con i freni a disco . Sarebbe meglio che Trek invece di partorire mostri del genere pensasse ad onorare le date degli ordini in corso !!!

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  6. Ciao a tutti,
    io penso che finche' l'UCI non li approvera' per l'utilizzo in gara le case non svilupperanno nulla di significativo.Che senso avrebbe investire adesso per qualcosa che non potra' avere visibilita' mediatica nell'immediato?Molto piu' semplice che modelli come questo servano solo a "smuovere" le vendite e rappresentino il tentativo di alcuni marchi di acquisire una posizione dominante a livello di marchio nel prossimo futuro, piuttosto che rappresentare un'innovazione totut court.
    Buona serata.
    Ciao Claudio

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    1. Credo che il progetto dischi per la strada sia di per sè limitato. Non appartiene alla bici da corsa su strada, appartiene alla MTB. E' una forzatura. Atteso la sua inutilità e la sua pericolosità, va detto che comunque ci saranno quelli che compreranno questo prodotto, per il solo gusto di averlo e di atteggiarsi. Del resto non è cosa di oggi, che ci sono quelli che spandono soldi acquistando cose inutili, ma all'ultima moda. Li voglio vedere salire sulle dolimiti con bici pesanti con ruote da circa 2 chili !!!! Voglio poi vederli se cadono e hanno la sfortuna ( che non auguro) di vedersi tagliare la carne con il disco rotante.
      L'UCI rappresenta l'unico baluardo contro questa nuova moda oscena.

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  7. TREK li ha proposti unicamente su due modelli stradali (Domane 6.9 e 4.0, improprio chiamare questa serie "ciclocross", in quanto i modelli da ciclocross sono altri e montano anche loro il Disc) e solo con un tipo di ruota (la tubeless, anche una relativa "novità" in ambito stradale)... Curioso, entrambi gli articoli provengono dal mondo della MTB, dove stanno facendo furore...
    Mah, diamo tempo al tempo e vedremo...

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    1. Grazie per il tuo intervento.
      Superfluo osservare che l'accostamento alle biciclette da ciclocross, di cui ne conosciamo le differenze tecniche, risulta immediato e provocatorio.
      Se nel ciclocross e nei modelli da MTB, il freno a disco, può essere normale, visto le discese ripide, con fondo sconnesso e spesso fangoso ed impervio ( radici, e buche), (ma anche in questo caso nel catalogo, ci sono modelli nella duplice versione disco e cantilever, più leggeri e pratici), invece nel settore strada, non c'è nessun motivo tecnico, per il quale preferire i freni a disco. E' solo un modo per convincere ciclisti sensibili al consumismo oppure ingenui, a cambiarsi la bicicletta e le ruote. Una spesa non da poco.
      Condivido l'opinione che trattasi anche in questo caso di idee mutuate dal mondo della MTB, che non sempre sono inadeguate: basti pensare allo slooping che nel settore strada ha risolto problemi di assetto ed aumentato le prestazioni dei telai.
      Sul tubeless va fatto un altro discorso. Il tubeless consente sicurezza rispetto al copertoncino che invece è limitato dalla camera d'aria, ma per motivi commerciali , il tubeles non ha superato nelle vendite, il copertoncino, perchè il ciclista medio, segue le mode, e in questo caso, la moda del settore, vuole più offerta di copertoncini, con la conseguenza che il catalogo offre per i copertoncini più scelta e più convenienza economica.
      Credo che se le ditte spingessero sul tubeless in maniera efficace, spiegando i vantaggi, in termini di sicurezza e di prestazioni, vista l'assenza della camera d'aria, retaggio del passato, allora migliorerebbe non solo l'offerta, ma anche la qualità dei tubeless, di per sè già ottima.
      Il tempo forse ci dirà cosa ne sarà del freno a disco nel settore strada; potrebbe accadere quello che è accaduto per il tubeless, oppure ancora peggio, in termini commerciali.
      Tutto dipende dal consumatore.
      Il pensiero che il consumismo immette sul mercato, modelli da bici da corsa con freni a disco, molto simili non a MTB, ma a motociclette, mi fa venire la nausea, per lo stravolgimento delle linee e del concetto di bicicletta da strada, nonchè per l'inutilità anzi per un aggravio di prestazioni. Il mercato immette modelli sempre più leggeri, non vedo pertanto come possa conciliarsi questa richiesta del consumatore, con quella del freno a disco !!!!

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  8. Il mio commento piu' che riferito nello specifico alla Domane riguarda un po' tutti i produttori che stanno tentando di immettere nel mercato modelli con freni a disco . Intanto noto che in due anni non sono stati fatti passi in avanti a parte un'estetica migliorata . Dalla bici che provai io piu' di due anni fa leggendo questa prova vedo che non e' cambiato niente . Avessi scritto io questo post. riguardo al test da me svolto due anni fa avrei scritto esattamente le stesse cose . Ora come ora non vedo perche' si dovrebbe passare ad una bici con freni a disco . Bisogna considerare che per il passaggio si butta via tutto , per avere un impianto con i dischi bisogna cambiare telaio , ruote , freni , comandi , praticamente il 70% di una bici per cui gia qua proprio non ci siamo , ma ad ogni modo per ottenere cosa ? A mio modo di vedere i contro sono nettamente in maggioranza rispetto ai pro . La bici qui testata pesa 1,5 kg in piu' della mia attuale quindi risulta piu' macchinosa in salita e lenta nei cambi direzione , la frenata comunque non deve essere piu' potente per evitare bloccaggi improvvisi che peraltro sia io che Claudio abbiamo comunque evidenziato nei test fatti . Quindi passare ai dischi per avere magari un po' piu' di modulazione nella frenata mi pare un po' poco . Poi la leggenda che sul bagnato freni come sull'asciutto , vero , per frenare frenano sul bagnato ma provate voi a farlo perche' temo che il rischio di trovarsi a terra sia alquanto probabile . Il vero limite di una bici da corsa non e' il freno ma bensi' il pneumatico che con queste sezioni non puo' che trovarsi in crisi se si aumenta la potenza frenante . La mia idea e' che essendo arrivati alla perfezione nei top gamma attuali i costruttori vogliono propinarci bici dal peso di quindici anni fa per poi pian piano riscendere cosi' da farci spendere un po' di soldi . Io comprero' una bici con freni a disco quando avro' gli stessi pesi e gli stessi gradi di rigidita' e agilita' che ho sulla mia bici attuale altrimenti se le possono tenere .

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