martedì 7 gennaio 2014

Attenzione a non imitare il ciclista professionista.

Capita che i ciclisti professionisti facciano cose sbagliate; e molti, inesperti, li imitano, sbagliando anche loro! Basta guardare come un ciclista professionista ha caricato la bicicletta sull'auto. Forse l'inesperto professionista ha pensato che il cambio e il forcellino erano di ghisa; e magari ha valutato che le valigie potessero fungere da "peso" (sic) per rendere immobili, il telaio e le ruote, incastrate e senza protezione sullo schienale, con la vernice pronta a saltare o a graffiarsi; probabilmente gli piacerà la bicicletta "vissuta" e le curve con l'auto, le farà dritte, senza girare il volante ! Forse egli si sarà detto: "che cosa potranno mai fare, due valigie pesanti che spingono sui raggi di una ruota" ! Alla fine  si sarà anche divertito ad incastrare i pezzi, e si sarà compiaciuto, senza accorgersi che ha realizzato un puzzle disordinato e dannoso, tant'è che ha pubblicato la foto su un social. Verosimilmente, una volta arrivato a destinazione, il cambio potrebbe non avergli funzionato alla perfezione, a causa del forcellino storto, in caso di forte urto. Ma la chicca offertaci da questo esperto caricatore di biciclette è la leva dell'ergopower che spunta "attonita", incastrata sul cerchio della ruota; roba da far rabbrividire anche Dario Argento. Persino il casco si ammaccherà come se fosse caduto dal quinto piano. Ma è tutto gratis. 
Che poi molti ciclisti professionisti maltrattino le loro biciclette è un fatto tristemente noto. 
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Nell'ultimo video si vede il brutto gesto di Millar quello che confessò di avere fatto uso di sostanze dopanti; incredibile che Bulbarelli, gli dia ragione, poi di cosa ? Bulbarelli non è un ciclista e non sa che Millar  ha spinto lateralmente la scarpa, e ovviamente la tacchetta non poteva non sganciarsi. Francamente credo che per commentare una gara sportiva, non basta essere giornalisti, ma occorre praticare o almeno conoscere, gli aspetti tecnici dello sport. Millar ha sbagliato e se la prende con la bicicletta. Bulbarelli commenta e non lo sa.  
Stendiamo poi un velo pietoso sul gesto plateale di Wiggins. 
Non imitate i ciclisti professionisti. Ciclista avvisato, mezzo salvato. Amen.
                                          

6 commenti:

  1. Ciao Claudio,
    mi da sempre da pensare quanta differenza ci sia tra un cicloamatore e un professionista nella cura del mezzo.Certo le cose sono ben diverse, ma ultimamente ho visto piu' di un pro "sbatacchiare" il proprio mezzo o abbandonarlo a bordo strada come un giornale vecchio...
    A me non verrebbe mai in mente amo troppo le mie bici e cerco di trattarle al meglio, ovviamente anche quando capita di caricarle in auto.
    Ti saluto e auguro una buona settimana.

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  2. Buongiorno Fabrizio.
    Tempo fa io e un mio compagno di uscita seguimmo Riccò durante un giro di allenamento, mentre si trovava in ritiro con il suo team dalle mie parti. Era in compagnia del cognato e di un altro prof. Ad un certo punto Riccò e i suoi colleghi girarono per unirsi al gruppo della Androni Giocattoli che proveniva dal senso opposto della strada. Ebbene Riccò pur sapendo che dietro c'eravamo noi, ha girato senza segnalarlo, in modo repentino. Se io e il mio compagno di uscita non siamo finiti contro di lui o contro la parete della montagna è stato solo per abilità e/o fortuna. Questo per dirti che il 90% delle cadute che fanno i professionisti sono dovute alla loro negligenza; il 10 % per colpa degli spettatori o per altri motivi .
    La cosa più riprovevole che fanno alcuni ciclisti professionisti è quella di maltrattare le biciclette, spesso lanciandole perchè per colpa della loro imprudenza o imperizia, cadono, imitando i tennisti che scaraventano le racchette perchè sbagliano a colpire la palletta.
    Ebbene quei ciclisti professionisti sono inscusabili: la bicicletta è sacra anche perchè è costosa ed è la compagna inseparabile di un ciclista. Il disgusto per quei gesti è molto se penso che molti non possono permettersela. Peraltro porta sfortuna farlo.
    Che poi molto ciclisti non solo professionisti trattino male la loro bicicletta, nè è prova questa foto. Pensa l'autore di quel carico,un noto gregario di un campione italiano, pubblicando quella foto, se ne compiaceva, perchè era convinto di averla caricata al meglio.
    Mi piacerebbe vedere quella bicicletta alla fine della stagione, quando spesso, molte delle loro biciclette, vengono vendute a buon prezzo, a ignari ciclisti amatoriali, che non sanno delle torture a cui vengono sottoposte; una bicicletta maltrattata non è sicura.
    Auguro anche a te una buona settimana e una prossima Buona Pasqua e soprattutto serene pedalate.

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  3. Ricco' e' quello che salvarono perché si era fatto le trasfusioni di sangue in casa ?

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  4. Risposte
    1. Ok grazie. Avevo il dubbio , me lo sono trovato tra gli amici di facebook e ho seguito alcune sue avventure ultimamente ..... Mi stupisco di quanti ancora fanno il tifo per lui .... Ho letto che vuole scalare alcune cime per battere i tempi di cronoscalata ....
      Mah dopo quello che ha fatto era meglio se giocava a golf ......

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  5. Ciao a tutti,
    il Giro delle Fiandre e' stato emblematico caro Claudio, troppe cadute delle quali molte causate da imperizia e distrazione, a mio modestissimo parere.
    Questo ciclismo moderno guidato dalle ammiraglie e' spesso prevedibile, scontato, non ricordo ultimamente alcuna impresa degna di questo nome, i ciclisti eseguono pedissequamente gli ordini dei direttori, causando spesso incidenti dovuti al fatto che ad esempio, tutti insieme per primi non ci si puo' ritrovare ad affrontare un muro...L'unico sprazzo che ricordo e' stato quello di Contador alla Tirreno-Adriatico nella penultima tappa.
    Come esempio positivo mi piace ricordare Pantani il quale lavava la propria bici da se, controllava le quote con scrupolosita' insieme ai meccanici e girava sempre con un chiavino, in allenamento, per regolare l'altezza sella e che, soprattutto, guidato dal suo istinto ci ha donato imprese ineguagliabili.
    Buona pasqua a tutti.

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