venerdì 28 marzo 2014

La Campagnolo ambasciatrice italiana nel mondo.

La storia è importante: non si può comprendere il presente senza conoscere il passato. Tullio Campagnolo e la Campagnolo hanno scritto pagine fondamentali nella storia della bicicletta; che bicicletta sarebbe senza le invenzioni di Tullio Campagnolo e i brevetti Campagnolo ( basti pensare che anche i primi gruppi a 9, 10, 11 velocità sono Campagnolo, come il primo brevetto del gruppo elettronico) ? Ho allegato le foto che rappresentano alcune tappe storiche dell'evoluzione della bicicletta che coincidono anche con i prodotti del catalogo Campagnolo. E' appena il caso di precisare che, obiettivamente, sotto il punto di vista della storia e dei brevetti, non ci sono confronti con la concorrenza, tant'è che Campagnolo continua ad essere un prodotto di nicchia. Addirittura negli U.S.A., Gran Bretagna e Germania, caratterizzate da un forte spirito nazionalista, da sempre orgogliosi della loro produzione, i prodotti Campagnolo sono oggetto di culto da parte dei ciclisti e degli appassionati della bicicletta. Insomma i gruppi Campagnolo sono assemblati sulle biciclette più esclusive e più ricercate, non solo perchè il marchio è storico, ma anche perchè i componenti sono realizzati con materiali costosi e avanzati, e hanno il disegn tipicamente italiano, che come è noto, è il più raffinato ed esclusivo. Per questo credo che  Campagnolo, come la Ferrari, è ambasciatore del made in Italy nel mondo. Ho sentito un italiano ( noi italiani siamo noti per parlare male dell'Italia, spesso senza ragione), che sosteneva che il prodotto Campagnolo è più costoso rispetto alla concorrenza. Ebbene la qualità ha un costo; se ci sono ruote come la Mad Fiber o la più nota LightWeight, dal costo non comune, non vedo perché componenti, come il Super Record a undici velocità che rappresentano l'esclusività e raffinatezza del Made in Italy, sia in termini di meccanica, sia in termini di materiali, dovrebbero costare di meno ! Del resto i prodotti Campagnolo hanno un valore aggiunto, rispetto alla concorrenza: l'affidabilità nel tempo. A quanti di noi sarà capitato di vedere leve Record o Chorus a nove e dieci velocità, ancora integre e lucide; a quanti di noi sarà capitato di vedere invece quelle della concorrenza rovinate dall'usura e dal tempo. E anche questo ha un costo, e prima ancora un merito. Pensiamo anche che un marchio di piccole dimensioni, come quello fondato da Tullio Campagnolo nel 1930, che inventò lo sgancio rapido e il primo cambio, si scontra con brand "giganti" che possono contare su maggiori capitali sociali ed investimenti, e ciò nonostante, in termini di qualità e di design, non riescono a superare il "nostro" Campagnolo. Perchè Campagnolo è un primato italiano; perchè Campagnolo è Italia.  

Campagnolo Gran Sport (1949), il primo cambio a parallelogrammo
Campagnolo Record in alluminio con giro bulloni da 151 mm che permetteva una corona più piccola di almeno 44 denti
Campagnolo Record tripla
Il freno rimasto "unico" ed esclusivo nella storia della bicicletta: Campagnolo C Record Delta
freno Campagnolo Record (1968): il primo freno moderno.
Campagnolo Chorus (1990) nella versione con gabbia lunga ( completamente in lega)
Campagnolo C Record a 6 velocità che nel 1980 successe al Campagnolo Super Record
Freni Campagnolo Super Record per l'edizione speciale Cinelli (1987)
(1987) La versione del Super Record a tiratura limitata che Cinelli dedicò ai suoi clienti  
La pedivella del primo gruppo a tiratura limitata del mercato: il 50° anniversario dedicato a Tullio Campagnolo
Nel 1983 Tullio Campagnolo ci lasciò: la Campagnolo produsse, per la prima volta, un gruppo a tiratura limitata, celebrativo che chiamò Il 50° anniversario ( impreziosito da una valigia e da rifiniture d'oro)
Il Campagnolo Super Record (1974-1987), il successore del Campagnolo Nuovo Record, dal quale si differenziò per le finiture nere e per i bulloni in lega
Il Campagnolo Rally (1974). Si caratterizzo' per la gabbia lunga ( altro brevetto Campagnolo).
Campagnolo Nuovo Record introdotto nel 1967
Il parallelogramma che ha rivoluzionato la cambiata: (da sinistra) Campagnolo Record del 1963; Campagnolo Gran Sport del 1955 e Campagnolo Gran Sport 1952
Campagnolo, cambio a bacchetta, brevettato da Tullio Campagnolo nel 1935
Il primo cambio della storia della bicicletta






2 commenti:

  1. ... capolavori Campagnolo!

    Arte & Ingegno italiano direi! Orgoglioso di usare Campagnolo

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  2. Sono un Campagnolista anche io ma devo rettificare alcune cose: Campagnolo non invento la gabbia lunga e tantomeno il primo cambio nel 1935. Gia alla fine degli anni venti in Francia esistevano i cambi a 2 velocità, fra i quali Cyclo e Nivex ( quest'ultimo a 4 velocità , tensione catena costante , sistema per togliere e mettere la ruota senza toccarla ) . Tullio Campagnolo inventò il suo cambio al ritorno da una Fiera a Parigi e mischiò tutto quello che aveva visto creando un cambio nuovo. Anche lo sgancio rapido probabilmente non fù inventato da lui. Tutto ciò non toglie nulla alla sua abilità di inventore, imprenditore sempre all'avanguardia e di visionario.

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