giovedì 17 aprile 2014

La biomeccanica: metodologie a confronto.



In molti si preoccupano di scegliere prima il telaio e poi di valutarne la compatibilità con le personali misure antropometriche. Questo modus operandi è tipico dei neofiti, che molto spesso, acquistano un telaio che poi si dimostra incompatibile con le proprie quote. E' appena il caso di precisare: è il telaio che deve adattarsi al ciclista e non viceversa; ma tant'è che molti si ostinano a soffrire su telai con misure lontane da quelle ottimali pur di pedalarci, da veri masochisti. Altro comune errore è quello di ascoltare i ciclisti che ostentano saggezza e consigliano, "ad occhio", di regolare l'altezza della sella. Non ascoltateli e perdonateli che non sanno quello che dicono! Ciò mi consente di introdurre l'argomento del post: il confronto tra le metodologie biomeccaniche. La biomeccanica si aggiorna. Allo stato attuale sono stati fatti dei progressi notevoli, ma permangono delle differenze sostanziali tra i diversi metodi di analisi. Resta inteso che a prescindere dal metodo, quello che conta, è soprattutto, il biomeccanico e il suo modo di lavorare. Faccio un esempio: se il biomeccanico sbaglia a prendere le misure, nessun sistema consentirà di correggere le quote, e di elaborare un assetto preciso. Ma lascio "la parola", agli addetti ai lavori; ed incomincio con il mio biomeccanico, Juri, di cui pubblico un interessante contributo, al termine del quale, farò delle riflessioni.

 1) ANALISI FOTOGRAFICA DI UN ASSETTO

partiamo dalla foto postata da un ciclista...
analizzare un assetto da una foto è difficile e la possibilità di commetere errori di analisi è elevata (ci sono una serie di errori che possono essere commessi e che a cascata ampliano l'errore complessivo commesso nell'analisi del sistema... più un sistema è complesso nella sua analisi, più è importante gestire e controllare il suo sistema di riferimento... le quote hanno valenza in un sistama di riferimento ben preciso... se no sono solo numeri)

partite dalla premessa che un errore di 1° su 1m genera un errore di circa 10mm

a) non sappiamo se la foto è stata presa bene in quadro 
b) non sappiamo se il ciclista da una foto poggia bene in piano sulla sella...
abbiamo una foto presa da un solo lato...
quindi non sappiamo cosa succede dall'altro lato...
se per esempio questo ciclista pedalasse un pò alto (guardando la foto direi che siamo in questo caso) è facile che possa sbilanciarsi da una parte, con un piano bacino non più orizzontale, ma più basso da una parte e più alto dall'altra...
si potrebbero cosi valutare degli angoli di lavoro corretti da un parte,
ma dall'altra parte invece potrebbero risultare non corretti...
inoltre tale foto è stata presa in statica e non come una serie di fotogrammi in dinamica... non sappiamo quindi se il clcista sta sedendo sulla sella dove effettivamente starebbe quando pedala
c) il sistema del filo a piombo è un sistema che ha poca valenza...
si possono ottenere allineamenti con altezze e posizioni delle tacchette diverse...
ma non necessariamente corretti
d) angolo al ginocchio... è uno degli angoli di lavoro...
ma non è l'unico angolo di lavoro che si considera...
inoltre attenzione...
non è così facile individuare da una foto l'effettiva cerniera del ginocchio...
ricordate la premessa fatta sopra...
1° su 1m = 10mm di errore

2) CAVALLO E ALTEZZA SELLA...
il cavallo è uno dei fattori che determina l'altezza sella, ma non è l'unico...
si dovrebbe in realtà parlare di posizione spaziale del centro anatomico della sella sul piano sella rispetto al centro movimento centrale...
in altre parole altezza e arretramento sella sono strettamenti correlati fra loro...
si potrebbe avere un altezza corretta, ma non un arretramento corretto o vicervesa...
inoltre bisogna vedere come è stato misurato e come viene riportata l'altezza sella...
come detto sopra...
specifiche quote hanno valenza in uno specifico sistema di riferimento...
se il sistema di riferimento non è definito, si hanno dei numeri che non si sa come gestire...
dire quindi ho cavallo X e pedalo ad altezza sella Y, senza specificare come tali misure sono state rilevate, lascia il tempo che trova...
se cambia il sistema di riferimento, cambia il modo in cui mi riferisco a questa quota...
il cavallo per quanto mi riguarda va misurato con un piano largo almeno 5cm
in modo che la massima pressione esercitata con il piano di riscontro sia contro le ossa ischiatiche e non invece sulle parti molli

3) ALTEZZA SELLA ECCESSIVA... 
cosa può comportare...
la maggior parte dei ciclisti che va in BdC ha la sella spesso un pochino troppo alta (in MTB è difficile che ciò avvenga... si farebbe fatica a guidare la bici in discesa perchè ci si sentirebbe instabili o si farebbe fatica a fare il fuori sella all'indietro)...
questo capita perchè una sella alta da la sensazione di "spingere" di più
e quindi erroneamente di veicolare più "potenza"...
in realtà non è proprio così (si confonde il concetto di "forza" con quello di "potenza"... la potenza è la forza per uno spostamento nell'unità di tempo)...
si veicola più forza nel primo tratto discendente di pedalata (da PMS a PMI)...
da qui la sensazione di spingere di più...
ma poi la seconda fase ascendente (da PMI a PMS) risulta spesso nulla...
quindi tutta la potenza sviluppata dipende solo dalla prima fase della pedalata...
cosa comporta questo:
a) che si ha una pedalata di sola spinta (e di punta) che sfrutta molto il solo distretto del quadricipite e poco gli altri muscoli antagonisti...
si ha quindi una forte compressione muscolare del quadricipite... 
e spesso un sovraccarico a livello di ginocchia e del metatarso
(si veicola molta forza e quindi molta pressione)...
di qui la possibilità di crampi o addormentamente dei piedi
b) una pedalata più di rapporto e meno agile
c) spingendo solo, si lavora con una sola gamba alla volta...
la spinta applicata da una gamba, deve essere controbilanciata dal lombare che così si affatica ed indurisce durante l'uscita 
(da qui per esempio la sensazione durante l'uscita di faticare a distendersi o la possibilità di dolenzia lombare)
d) forte pressione perineale e instabilità di seduta...
per i motivi sopra indicati si tende a sbilanciarsi durante la pedalata, basculando a dx e sx...
capita poi spesso (anche perchè con la sella alta si mette spesso anche la punta della sella più bassa - sella fuori bolla) di finire a pedalare in punta di sella
(la forte compressione muscolare implica un forte accorciamento della muscolatura)
e) lo sbilanciamento porta spesso poi a portare troppo peso sull'avanti della bici...
caricando mani e braccia (addormentamento mani, indolenzimento braccia)...
l'indurimento del lombare poi comporta spesso un certo raddrizzamento del busto all'indietro che a sua volta porta a tenere le braccia troppo tese e dritte per arrivare ai comandi (ci si allontana dal manubrio raddrizzandosi)... le braccia non lavorando più come ammortizzatori, ma come piloni e ritrasmettono in modo diretto tutto su spalle e cervicale con conseguente loro sovraccarico

per quanto mi riguarda io cerco di ottimizzare l'assetto verso una pedalata più rotonda, dove si coordina il gesto pedalato tra la gamba dx e sx con spinta e richiamo...
il pedale va accarezzato, non pestato...
si smette di premere un pochino prima del PMI, in modo da avere un breve transitorio che permette di rilassare la muscolatura e poi di invertire l'azione da spinta a richiamo...
lo stesso avviene poco prima del PMS...
si deve lavorare sul gioco di caviglia, con il tallone che scende per bene nella fase di spinta (facendo scendere il tallone, si distende il polpaccio... l'energia scaricata al tallone viene restituita come forza elastica che innesca poi il richiamo della pedalata) e risale nella fase di richiamo...
cosa comporta questo:
a) una sella mediamente più bassa rispetto a quanto spesso si è portati ad usare...
anche se poi come detto sopra, l'altezza sella è uno dei fattori e va considerato sempre insieme anche all'arretramento sella e un pò a tutto l'equilibrio generale dell'assetto (struttura antropo-estesiva... due soggetti con medesime quote antropometriche ma diverse capacità estensive non avranno il medesimo assetto in sella)
per me la biomeccanica applicata al ciclo ha come primo obiettivo la tutela della vostra struttura...
la sella troppo alta come ho spiegato sopra può dare innesco a diversi sovraccarichi della struttura e quindi a lungo andare a problematiche posturali...
che poi con il corretto assetto si possa andare anche più forte è secondario e consequenziale ad altri fattori quali: ottimizzazione del gesto pedalato (bisogna lavorarci per fare propria la pedalata rotonda... ma poi i risultati si vedono), continuità di allenamento (minori stati compressivi del sistema articolare/muscolare unito ad un lavoro di stretching quotidiano evitano di farsi male e di recuperare meglio... quindi ci si può allenare con più continuità senza fastidiosi stop per infortunio), metodiche di allenamento (allenamento ben calibrato sul proprio livello atletico e sul tempo disponibile per allenarsi in modo da ottimizzare la gradualità dei carichi, il recupero e tutelare sempre al massimo la testa... se finisce la testa, finisce tutto... andare in bici per un amatore è un divertimento... non è il proprio lavoro... darsi metodo si, ma sempre cercando di divertirsi)...
bisogna sempre curare i piccoli dettagli 
b) la potenza sviluppata non dipende più dalla forza esercitata da una sola gamba, ma da entrambe...
è quindi minore la compressione muscolare e quindi anche i transitori di passaggio da fase di spinta a fase di richiamo...
la fase di richiamo non viene più annullata dal fatto che ho bisogno di più tempo per scomprimere la muscolatura dopo la fase di spinta...
sia ha cioè una maggiore linearità di azione che unita all'agilità crea un effetto volanico nella propria pedalata (riesco a mantenere più facilmente un buon ritmo di pedalata)
b) le forze agenti sono bilanciate tra le due gambe...il lombare risulta così scaricato
c) si resta più stabili in sella... ogni movimento in sella porta a dispersione...
si dovrebbe rimanere infatti sempre ben allineati con il fondo schiena con il fine sella (sella con CA 120mm)
d) è maggiore la sensazione di equilibrio e di centratura in sella a tutto vantaggio della guidabilità del mezzo e del minore affaticamento durante le ore passate in sella (se la parte superiore del mio corpo rimane sempre bella morbida e stabile non disperdo energie e veicolo tutto nel gesto pedalato)

ho cercato di argomentare un pochino tutti i concetti...
spero di esserti stato utile


CIAUUU

Juri


Credo che l'analisi scritta da Juri poggi su due premesse. Premessa 1un errore di un grado su di un metro genera un errore di 10 mm; viceversa suppongo valga anche il contrario un errore di 10mm su di un metro determinano un grado di errore. Premessa 2più un sistema è complesso nella sua analisi, più è importante gestire e controllare il suo sistema di riferimento, altrimenti si rischiano errori a cascata che ampliano l'errore complessivo del sistema analizzato. Il sillogismo derivante da queste premesse è: occorre verificare se l'analisi biomeccanica è eseguita senza errori. 
A questo punto la frase classica ed apodittica: "Mi ha visto pedalare, quindi sono sicuro che il biomeccanico mi abbia settato correttamente in bici", è una chimera? Faccio alcune riflessioni. Se con la mia digitale mi faccio fare una foto mentre pedalo sui rulli e la digitale non è in quadro perfetto, per esempio, è fuori di un grado e volessi poi analizzare la mia foto chiedendo, per esempio, un parere su come mi vedono in bici potrei avere un errore di 10 mm all'origine di questi dati fotografici. Lo stesso allora dovrebbe valere per una fotocamera con cui potremmo filmarci per poi estrapolare i vari fotogrammi. In un sistema di analisi biomeccanica con visualizzazione dinamica della pedalata, le fotocamere; per quanto detto sopra, dovrebbero essere in quadro rispetto all'ERGOMETRO (o BdC o MTB o bici da CRONO posizionate sui RULLI) perché l'analisi non risulti viziata da errori. Ho scritto fotocamere in quanto penso che dovrebbero essere almeno due per controllare entrambi i lati,come le facce di una stessa moneta e vedere così eventuali differenze; o forse anche di più; mi viene in mente per esempio una terza fotocamera che controlli l'orizzontalità del bacino in seduta sulla sella, poichè un ciclista che pedala alto spesso bascula a sx e a dx. Suppongo affinchè ciò sia verificato, che si sia fatta a monte una triangolazione dell'ambiente in modo da sapere esattamente dove e come posizionare spazialmente i vari elementi coinvolti nell'analisi. Nella realtà della visita dinamica le telecamere sono sempre almeno due? Oppure è una sola, così come vedo per esempio in tante immagini di visite dinamiche postate sul web ? E in questo caso come si fa a sapere cosa succede dall'altra parte? Inoltre prima di procedere all'analisi dinamica, vengono effettuate alcune rilevazioni antropometriche per escludere dismetrie degli arti o rotazioni del bacino? E se non vengono fatte tale rilevazioni, durante la fase dinamica, come potranno essere valutate eventuali asimmetrie nella pedalata e le reali cause? Se per esempio si ha una sola telecamera e guardo il ciclista da una parte, e  non so a priori se è simmetrico e mantiene per questo il bacino orizzontale,quello che sto analizzando sarà corretto da entrambe le parti? In altre parole quello che visualizzo e valuto per  esempio a sx, sarà valido anche a dx? Le telecamere sono sempre installate correttamente? Come nel caso dei biomeccanici che viaggiano di città in città, di negozio in negozio, e portano con loro la loro strumentazione, e triangolano ogni volta il nuovo ambiente dove installano la strumentazione per l'analisi dinamica? I famosi puch che si vedono nelle foto delle analisi dinamiche, essenziali in quanto individuano i punti di cerniera delle varie articolazioni, sono sempre applicati correttamente? Non credo sia sempre facile individuare il perfetto punto di cerniera, magari su persona particolarmente magra è più facile che su una persona un pò più in carne; basti pensare, ritornando alla premessa, che se sbagliassi nel posizionamento del puch di 10mm, potrei commettere nell'analisi successiva degli angoli di lavoro un errore di 1° ! Quando usciamo in bici di solito prima di sentire che la gamba si è sciolta un pò ci voglio 20-30 min di riscaldamento; viene sempre fatto fare il riscaldamento e per quanto tempo prima di fare l'analisi dinamica? Non penso che quello che si analizza a muscolatura fredda sia identico a quello che si analizza a muscolatura calda.  Quando usciamo in bici, possiamo stare in bici anche più di 5h; e allora mi chiedo quanto dovrebbe durare l'analisi dinamica per simulare con sufficiente veridicità quello che avviene poi in bici? La distensione che posso mantenere per 10min penso non sia la medesima che posso tenere per 5h.  Per quanto detto sopra, vista la complessità del sistema e la sua veridicità simulativa, quanto dovrebbe durare nel complesso l'intera visita biomeccanica? Sono venuto a conoscenza di visite che sono state svolte in appena 1h e di biomeccanici che fanno anche 8 visite in un giorno. Mi chiedo in così poco tempo si riesce a tenere conto di tutto minimizzando la possibilità di errori? In 8h di lavoro continuativo si riesce a mantenere la medesima attenzione a tutti i dettagli? Al momento queste sono le prime considerazioni che faccio da profano. Sono delle riflessioni che nascono dall'intento di approfondire precisamente un dibattito che da tempo c'è nel mondo del ciclismo. E francamente c'è bisogno di conoscere e di comprendere al meglio l'offerta. L'intento di questo post è quello di rendere pubblico un confronto sulle diverse metodologie biomeccaniche, al fine di orientare il consumatore; auspico non solo il contributo dei miei lettori che potranno postare anche le loro dirette esperienze, ma soprattutto  l'intervento dei biomeccanici che sul blog hanno diritto di replica e di intervento. Il settore della biomeccanica ha raggiunto un tale sviluppo, una variegata offerta, che c'è bisogno di conoscere profondamente ogni metodo, prima di scegliere. Juri è solo il primo biomeccanico intervenuto. Tutti i biomeccanici sono invitati a presentare il loro sistema e contestualmente a rispondere alle mie domande e chiarire i miei dubbi. Grazie a tutti coloro che vorranno partecipare. A coloro che non parteciperanno alla discussione conoscitiva dirò solo che avranno perso un occasione per presentarsi e farsi conoscere da un bacino più ampio di utenti. 

Consiglio la lettura anche di questo post. Clicca QUI

15 commenti:

  1. Ciao Claudio,
    complimenti per il blog e la passione che ci metti.
    E un saluto a Juri che mi ha messo in sella.

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  2. Ciao maestro !!! Mi volevo soffermare in primo luogo sul fatto che trovo importantissimo adattare un telaio alle proprie misure e non viceversa . Nello specifico io ho appena preso un telaio Madone 7s ma prima di fare l'ordine ho interpellato Juri per capire se le geometrie del telaio si potevano adattare alle mie caratteristiche . Oltre al telaio si puo' anche capire che tipo di manubrio e che attacco montare perché piu' che di misure del telaio parlerei di misure della bici nel suo complesso . Altra cosa che condivido a pieno e' che la bici per un amatore deve essere puro divertimento e perché cio accada bisogna allenare la testa a star bene mentre si pedala e anche quando si e' giu dalla bici . Entrando nello specifico delle varie misure eseguite da Juri mi trovo concorde nel lavorare per migliorare la rotondita' di pedalata . A tal proposito prezioso e' stato il lavoro svolto nei miei confronti nel mese di Luglio 2013 . In quell'occasione Juri ha verificato le mie misure che non erano poi cosi sbagliate , sono state apportate piccole correzioni all'altezza sella e all'arretramento ma questo ha migliorato notevolmente la mia resa in bici non tanto in termini di prestazioni pure ma a livello di sensazioni positive mentre pedalo che per un amatore devono essere piu' importanti che la prestazione stessa . Poi e' inevitabile che se si hanno buone sensazioni se pur di poco si va anche piu' forte . Nel mio caso la bravura del biomeccanico e' stata quella di fare piccoli interventi su un assetto gia di per se buono operazione a mio modo di vedere molto piu' complessa di rifare un assetto da zero . Altro aspetto importantissimo che condivido a pieno e' quello di verificare non solo le misure del ciclista ma anche la sua capacita' di allungarsi o piegarsi , nel mio caso avendo una buona flessibilita' di schiena riesco a permettermi un telaio di una misura piu' piccola a tutto vantaggio delle prestazioni in termini di reattività e guidabilita' del mezzo . Quindi verissimo il fatto che due ciclisti perfettamente uguali possano aver bisogno di due telai diversi o meglio di due misure diverse dello stesso telaio a seconda di quanto siano flessibili con la schiena e non solo . Il mio consiglio e' di fare una visita biomeccanica qualsiasi sia il vostro livello di preparazione in bici , anzi diro' di piu' meno vi allenate e piu' importante e' perché meno sara' la capacita' di adattarsi a misure errate . Basilare che dietro alla macchina o al computer ci sia un biomeccanico competente che vi possa consigliare .

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  3. Spero che il tuo appello non cada nel vuoto come quello fatto ai produttori di dischi rotanti di fornire una bici per un test imparziale e veritiero . Quindi forza biomeccanici di tutto il mondo fatevi avanti !!!

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  4. Ciao a tutti,
    da neofita sono andato a trovare Juri per farmi mettere in sella e devo dire che consiglierei a chiunque, aldila' della bonta' del metodo, di farlo.
    Innanzitutto ho saputo finalmente quanto sono alto e come sono fatto, a molti sembrera' una ovvieta', ma entrando nel mondo della pratica ciclistica e' fondamentale conoscere le proprie misure e valutare come succede con Juri quali siano le proprie capacita di estensione e mobilita'. Ho potuto capire parlando con lui se le mie sensazioni, quelle che mi hanno portato ad autoposizionarmi ai miei esordi, fossero piu' o meno corrette.Quello che ho fatto in sintesi, e' stato di pormi in maniera critica rispetto alla pratica del ciclismo e rispetto alla figura che avevo di fronte, riconoscendo per la prima volta che aldila' del divertimento(che dovrebbe essere il primo ingrediente per un amatore), ci sono anche degli aspetti tecnici, che riguardano innanzitutto noi stessi, il modo in cui siamo fatti cioe', e il modo in cui ci andiamo ad inserire in un sistema che non credevamo cos' complesso...
    Credo che il biomeccanico serva innanzitutto a rimettere il ciclista al centro della relazione uomo/bicicletta, una cosa che mi sembra di capire, sempre da profano, che non proprio tutti diano per scontata.
    Per carita', cosa sarebbe questo sport se non avessimo le nostre amate specialissime, ma praticarlo seguendo i consigli di una persona come Juri e' il giusto viatico per farlo in maniera corretta, quali che siano le nostre caratteristiche antropometriche, la nostra eta' il nostro peso e così via.
    Non conoscendo altri biomeccanici non posso fare un confronto, ma non lo farei comunque, dico solo che in una mattinata passata con Juri oltre a mettermi in sella, mi ha spiegato, con garbo, molte cose che ignoravo, forse in fondo facendo un lavoro supplementare, da motivatore su una persona come me, molto desiderosa di apprendere ma completamente a digiuno di nozioni, ma soprattutto di esperienza.
    Concludo, sottolineano che se alle competenze tecniche si sommano le doti umane, la visita presso Juri o chiunque altro, si rivelera' fondamentale per il proseguo nel ciclismo.

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    1. Non posso che concordare su tutto quello che scrivi , la visita da Juri e' molto piu' che una semplice visita biomeccanica per determinare le misure della bici ma e' un continuo confronto tra ciclista e biomeccanico perché Juri prima di biomeccanico e' anche ciclista e questo e' aspetto molto importante se non basilare . Nel mio caso essendo io molto esperto in materia ciclistica ho potuto sostenere una discussione tecnica con Juri e il bello della cosa e' stato scoprire che le idee che avevo in testa di come ritoccare il mio assetto combaciavano con quello che Juri ha potuto determinare con le sue verifiche biomeccaniche .

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  5. Adesso basta , la fase di incensamento e' finita ora caro Juri attendo il momento in cui ti spezzero' le gambe in salita !!! Vedi di allenarti che in Agosto ti voglio sulle Dolomiti !!!

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  6. Innanzitutto ci tengo a precisare di essere un normale amatore che si è sottoposto ad entrambe le visite e vorrei mettere a disposizione la mia esperienza. Mi sono sottoposto dapprima alla visita con Juri, al quale sarò eternamente grato per aver risolto i problemi fisici che avevo quando rientravo da un'uscita in bici, e dopo aver trascorso un anno ad ascoltare i miei amici che mi dicevano che pedalavo basso, per togliermi "lo sfizio" e per poter giudicare secondo la mia esperienza con un altro biomeccanico che utilizza un sistema con la telecamera che per correttezza non citerò. Un mio amico che era tra quelli che dicevano che pedalavo basso, a fine anno scorso, dopo i discreti risultati raggiunti mi ha detto...magari la tua posizione non era poi così sbagliata. Dopo la visita con le telecamere le misure sono state stravolte e la sella alzata di oltre due cm, arretrata di un cm, la pipa allungata di un cm e a dislivello sella manubrio aumentato di 3cm. All'inizio mi sembrava di pedalare molto più facilmente ma ben presto ho dovuto ricredermi, avevo perso la mia agilità, i battiti si alzavano facilmente e dopo qualche ora in sella non riuscivo nemmeno a fare la presa bassa. Ho cercato di abituarmi alla nuova posizione ma ho dovuto desistere perché sono sopraggiunti problemi alle ginocchia. Sono andato a visita dall'osteopata e lui, dopo essersi accorto del mio problema mi ha consigliato di rimettere le misure della mia bici come erano in precedenza. Tornato all'assetto Juri sono scomparsi tutti i problemi che erano sopraggiunti e da un giorno ad un altro i battiti si sono abbassati di 10bpm. Uno dei punti a favore delle visite fatte da Juri è, oltre alla sua meticolosa precisione, il fatto di sapere di che bici hai bisogno prima di effettuare l'acquisto. Con il tipo di visita con la telecamera, per me che sono alto 1.77cm quasi non mi bastava una taglia 56 ed una taglia 58 mi sembra un pó eccessiva. Un altro punto a sfavore è che cambiando qualsiasi componente dovresti rifare la visita perché potrebbero cambiare gli angoli e quindi potrebbe essere modificata la posizione in sella. Questa è la mia esperienza, traete voi le vostre conclusioni.

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  7. @Vecchia
    Questo post l'ho scritto per far comprendere non solo l'importanza dell'assetto personalizzato da un biomeccanico, ma anche per far capire le differenze tra i diversi metodi.
    Sarebbe cosa buona e giusta che tu raccontassi anche la tua esperienza passata, il tuo precedente assetto e perchè hai deciso di passare ad altro metodo.
    Grazie.

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  8. Presto detto , io in origine agli inizi pedalavo con un telaio molto piu' grande del mio attuale ovvero un 57 per 57 , pero' sto parlando proprio degli inizi nel lontano 1995 . Ben presto con le successive bici mi sono portato a telai 56 per 56 trovando gia un discreto equilibrio . Nel frattempo aumentando il mio allenamento e di conseguenza la mia flessibilita' muscolo scheletrica ho sentito il bisogno di salire su telai piu' piccoli . La mia idea era quella di passare alla taglia 54 , taglia che poi e' divenuta la mia definitiva . E qui siamo arrivati all'anno 2008 , anno in qui sono passato a ruote in carbonio per tubolare e al telaio Prince di Pinarello . Il rivenditore di quel telaio era un meccanico di grandissima esperienza , famoso in zona per aver messo in sella moltissimi atleti tra cui molti professionisti . Il personaggio vanta la partecipazione a ben 13 Giri D'Italia come meccanico di corridori importantissimi . Ebbene dopo avermi visto pedalare e misurato confermo' le mie sensazioni e mi ordino' un telaio taglia 54 , in poche parole pedalavo troppo lungo . Oltre a questo mi posiziono' per bene l'arretramento sella e l'altezza . Devo dire che quelle nuove misure mi fecero fare un grandissimo salto di qualita' . Poi nel 2012 provai la visita da Velosistem che non fece altro che confermare in linea di massima le misure precedenti con la sola eccezione dell'altezza sella che mi fu alzata di 6 mm e infine l'anno scorso feci l'assetto da Juri che mi riporto' in basso la sella variandomi leggermente l'arretramento . In buona sostanza le misure di Juri erano molto simili a quelle che mi aveva fatto il meccanico che vendeva Pinarello . Le motivazioni che mi hanno portato di Juri sono state essenzialmente la curiosita' di sentire un'altra campana e provare un metodo diverso da tutti quelli automatizzati che ci sono in giro ovvero un metodo dove l'uomo fa la parte principale , altra motivazione il fatto che te ne parlassi benissimo e non ultimo mi interessava anche il metodo di posizionamento tacchette .

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  9. ho iniziato nel 2001 ad andare in mtb,ho avuto sempre un debole,mi piaceva stare nella natura senza macchine senza traffico,in pace.....da 3 anni a questa parte ho iniziato a pedalare anche in bdc,e inizialmente praticavo sia mtb e bdc fino a quando ho messo proprio da parte la mtb e in un secondo tempo venduta proprio......appena ho cominciato a pedalare in bdc tutti mi hanno consigliato di fare una visita biomeccanica e tramite il mio amico Luca Falasca (oltre ad essere uno dei miei amici più stretti è il mio meccanico di fiducia) ho fatto la visita biomeccanica con Juri.ho sempre notato che molte persone avevano un settaggio molto differente dal mio,infatti in molti mi dicevano sempre che pedalavo basso che stavo corto e via dicendo.visto che in molti mi dicevano sempre la stessa cosa mi sono lasciato influenzare e ho voluto una contro prova,e ho fatto la biomeccanica con il sistema della telecamera.confrontando le misute delle 2 tipologie di biomeccanica c'era un abisso,inizialmente sembrava migliore la nuova posizione ma mi sono dovuto ricredere e sono ritornato all'assetto di Juri....reputo Juri una persona molto competente,sempre presente un grande amico e oltre ad essere un eccellente biomeccanico è anche un ottimo preparatore......

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  10. Noto con delusione che anche voi siete caduti nella trappola degli "esperti" compagni di uscita, che ad occhio, vi hanno convinto a cambiare assetto. Risultato: avete avuto problemi fisici, da quello che leggo e so, e avete speso soldi.
    Bastava che vi fidavate di quello che ho scritto sul blog e vi ho detto personalmente.
    Mi dispiace anche perchè su questo blog scrivo le mie esperienze al solo fine di evitare che altri possano avere problemi.
    Ciò nonostante è accaduto quello che volevo evitarvi.
    Colgo l'occasione per precisare quanto segue: i tecnici che consiglio su questo blog, sono persone affidabili e competenti; tant'è che posso fidarmi a raccomandarli agli altri.
    Ma se un giorno dovessi accorgermi che non lo sono più, non indugerò a scriverlo su questo blog. Sulla pelle e sulle tasche delle persone non ci si gioca mai.

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  11. Preciso che l'intento del precedente commento e di questo post, è quello di evitare che i ciclisti si lascino convincere dalle chiacchiere di altri ciclisti che ad occhio pensano di mettere in sella le persone.
    Preciso che dovete fidarvi del vostro biomeccanico, di fiducia e una volta che lo avete trovato, non dovete cambiarlo a causa dei consigli di ciclisti incompetenti, anche se in buona fede.
    Attendo che altri biomeccanici approfittino dell'occasione per spiegare il loro metodo di analisi. Ciò sarà utile a tutti per confrontare le diverse offerte.

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  12. Io invece non ho mai ceduto alla tentazione degli esperti del fai da te , la mia e' stata un' evoluzione progressiva verso l'assetto attuale che con ogni probabilita' e' il definitivo . Del resto il mio assetto attuale non sarebbe andato bene all'inizio . Essendo ora diventato un amatore esperto piu' di una volta qualche amico mi ha chiesto consigli sull'assetto in bici , al che io ho sempre evitato di espormi consigliando caldamente questi amici di fare una visita biomeccanica . Ecco l'unica cosa che dovremo fare noi amatori evoluti e' quella i consigliare qualche buon professionista della materia in questione .

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  13. Juri nel regolare l'altezza della sella non tiene conto della superficie della sella, ma del piano della sella, cioè dell'orizzontale di costruzione della curvatura; secondo lui, il centro anatomico della sella non e' un punto d'appoggio, ma di scarico e pertanto non va misurato.

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