lunedì 20 gennaio 2014

Anteprima con il botto: nuovo modello Trek 2014.

In questi giorni per le vie di Palma de Maiorca, il ciclista basco Markel Irizar in forza al Trek Factory Team, sta testando il "prototipo" di un nuovo modello Trek. Nella foto il ciclista basco al termine della prova odierna durata 6 ore. Secondo me potrebbe trattarsi di un modello top di gamma che affiancherebbe la Madone 7S; un modello alternativo alla Madone 7S ( versatile, ma leggero e particolarmente adatto alle salite) e alla Domane ( specificatamente da pavè ed adatto a percorsi accidentati e a lunghe percorrenze). Un telaio da velocisti, per spiegarmi meglio. Entro l'anno il nuovo modello sarà già in vendita. Il tester Irizar è alto 1,80 e pesa circa 80 kg, il classico corridore di classiche. Non è un caso che per la stagione agonistica 2014 ha scelto di correre con la Trek Domane. Come dice un vecchio proverbio siciliano : "Le migliori parole sono quelle non dette.". E' aperto il pronostico: come sarà il modello sarà realizzato ? 
                                                        

21 commenti:

  1. Speriamo sia veramente un affiancamento alla Madone 7S perché se e' un nuovo aggiornamento allora proprio non ci siamo , non e' possibile che questi ogni anno tocchino un telaio in qualche sua parte . onestamente sono molto dubbioso su un affiancamento perché ritengo la 7s un telaio completo la cui vocazione e' principalmente la salita ma che date le varie soluzioni aerodinamiche nelle sezioni dei tubi e nell'alloggiamento dei freni ne fa anche un mezzo molto performante in pianura e nel vallonato , non a livello degli aero puri ma comunque con con buoni risultati . Detto questo non vedo dove Trek possa collocare un altro modello top ex novo , in qualsiasi punto del top gamma lo collochi inevitabilmente andrebbe a sovrapporsi alla Madone 7S . Lo dimostra il fatto che a oggi in gamma non esiste come per altri marchi un modello aero e uno da grandi dislivelli ma ben si un modello da grandi dislivelli con qualche caratteristica aero e un modello per i fondi sconnessi e le lunghissime percorrenze . Staremo a vedere ma non sono per niente ottimista avendo appena ordinato una 7s con tempi di attesa babilonici , il rischio piu' che concreto e' di vedere il mio telaio nuovo gia superato ancora prima di essere prodotto . Altro campanello di allarme e' l'abbassamento di 500 euro dal prezzo di listino che la Trek ha applicato alla 7s .

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  2. Se andiamo avanti i questo passo la bici diventera' come i computer ! Anzi forse lo e' giadiventata . Che tristezza !!! Va comunque detto ce la colpa e' anche nostra che ci facciamo sempre abbindolare dalle pseudo novita' che il mercato ci propone per spillarci soldi dalle tasche .

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  3. finalmente le case costruttrici hanno trovato un modo per fare soldi! hanno imparato dalle case automobilistiche, vedi AUDI, che ogni 6 mesi sforna il "nuovo modello" che ha i fari di forma diversa! Eh ma questo nuovo modello con i fari così ha il 0,0005 di miglioramento aerodinamico!!!

    Purtroppo noi ci facciamo abbindolare come polli.

    Saluti!!

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  4. La mia opinione sull'argomento mercato della bicicletta è stata già scritta su questo blog. Mi riporto a quanto scritto. Ma stavolta per allargare il dibattito voglio essere l'avvocato del "diavolo", ma mettermi nei panni di un dirigente o proprietario di un marchio, responsabile del futuro del brand e dei dipendenti.
    L'obiettivo è la sfida del mercato perchè il mercato oggi è la nuova arena dove combattere all'ultimo sangue, ovvero prodotto per realizzare il profitto e allungare la vita al brand; innovare veramente significa spostare l'asticella dello stato dell'arte, non come fanno le case automobilistiche usando gli specchietti delle allodole, ma con prodotti qualitativamente migliori che offrano prestazioni e prezzi migliori. Nell'industria della bicicletta la partita si gioca sull'evoluzione dei prodotti; all'uopo i brand mettono in campo le loro armi cioè il reparto ricerca e sviluppo, dove vivono e lavorano gli ingegneri analisti e quanto di meglio preso dalle università e dal mondo del lavoro, come nel caso per esempio della Trek, oppure solo un disegnatore o al più un tecnico, che disegna un progetto in un dato luogo e lo invia con email al produttore orientale che rimarrà anonimo perchè lavora anche per altri marchi; del resto non vi sarà sfuggito il fatto che ci sono molti telai che si assomigliano.
    Bene quella sequela di ingegneri sono pagati per migliorare costantemente il prodotto, perchè se non lo fanno, non solo vengono licenziati, ma lo faranno per prima gli ingegneri degli altri marchi; dunque sarebbe non solo deleterio, ma anche inutile, non farlo. E' la legge del mercato. Del resto il consumatore è sempre alla ricerca di un prodotto esclusivo che lo renda migliore agli occhi degli altri e soprattutto lo appaghi. Non sarà come il vincitore del Tour de France ma avrà la bicicletta come quello che lo vince e questo lo fa sentire importante.Insomma il reparto marketing dei brand è composto da persone che sanno queste cose e lavorano per aumentare il desiderio e fidelizzare il cliente. Il rischio è di perdere il cliente e non solo di acquistarne degli altri. Per fare questo devono sempre dare un prodotto migliore del precedente.

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  5. Certo ci sono dei ciclo amatori che si fidelizzano ad un marchio e a prescindere dall'ultima novità del marchio eletto o della concorrenza, continueranno a pedalare sulla loro fedele specialissima che amano solo per il nome che porta, come per esempio quelli che pedalano su una Colnago o una Bianchi, che sono comunque prodotti all'avanguardia. Altri invece vogliono spaventare i compagni di uscita con l'ultima novità per sentirsi sempre i migliori. Insomma i produttori devono garantirsi il mercato con l'innovazione; ed è giusto. Quello che non è giusto è invece la finta innovazione, ma credo, che oramai, con il livello di concorrenza, nessun marchio può permettersi di bleffare, avrebbe vita breve.
    Ultimamente ho avuto una esperienza con la Trek che mi ha insegnato molto.
    Ho seguito l'evoluzione del madone a partire dal modello 6.9 ssl fino al 7S seconda serie e ho verificato una costante evoluzione, ma allo stesso tempo, anche il modello vecchio, rimane un buon prodotto, certo meno performante del successivo. Dunque sta al ciclista, scegliere: rimanere con quel prodotto o passare al nuovo, che nel caso della Trek, per i predetti modelli testati, è risultato essere davvero migliore, tanto da giustificare il prezzo che si vuole ancora pagare.Non possiamo pretendere che lo sviluppo di un marchio si arresti per noi, e lo faccia fino al momento in cui decidiamo o possiamo passare ad un altro prodotto. E' grottesco pensarlo. Dobbiamo invece capire che quello che vogliamo non lo decide il marchio, ma la nostra mente. Non siamo schiavi di nessuno, figuriamoci di un mercato. Sta a noi dire pedalo e mi diverto anche con il modello precedente. Se poi invece tra di noi ci sono quelli che vogliono apparire i migliori, sfoggiando il prodotto nuovo, allora è una scelta o problema personale che attiene alla personalità o nei casi particolari ai disturbi della personalità, come quello che ha bisogno di comprare per colmare la propria insicurezza o insoddisfazione o persino il suo bisogno di sopraffare il prossimo.Del resto nessuno ci obbliga a comprarlo; ma non per questo dobbiamo fermare il progresso vero.

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  6. Sappiamo benissimo che non c'è bisogno dell'ultima novità per staccare tutti in salita; l'ho visto fare a ciclisti che pedalavano su vecchie biciclette soprattutto all'estero dove la smania di apparire si avverte di meno che in Italia. Per andare forte in bicicletta ci vuole allenamento, cura del peso corporeo, determinazione, uno stile di vita che non si compra, ma si realizza con costanza e con il tempo.
    Non c'è niente di più comico, vedere ciclisti in sovrappeso con l'abbigliamento ricercato e la bici costosa e dell'ultima versione. Rispetto anche loro, ma non rispetto coloro che con l'apparire pensano di umiliare chi non può permettersi di spendere sempre e comunque.
    Contano chi sui pedali sa distinguersi con la sostanza e non con l'apparenza. Per me avere delle Lightweight o delle ruote artigianali non fa differenza; anzi se il ciclista che usa ruota assemblate scatta davanti a tutti per me è lui il numero uno.Insomma in bicicletta come nella vita conta la sostanza e non l'apparenza.
    Insomma in bicicletta come nella vita è una questione di filosofia, come avrò modo di spiegare nella recensione del libro che sto leggendo, La filosofia va in bicicletta.

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  7. Probabilmente la mia deformazione professionale, mi porta ad esercitarmi nel gioco delle parti; lo consiglio a tutti, è utile per capire il proprio interlocutore, senza pretendere che la nostra opinione sia migliore, perchè in fondo trattasi solo del gioco delle parti. Ognuno ha le sue ragioni.
    E' appena il caso di precisare che chi vuole non perdere soldi o fare investimenti non deve comprare biciclette, ma oro e diamanti.
    Non è un caso che una "vecchia volpe" come Colnago abbia scelto per lo spot di un suo telaio " Una Colnago e per sempre" .
    Qui c'è tutta la saggezza e la filosofia di un uomo che resiste al tempo come i suoi prodotti.
    Insomma più che pensare alla svalutazione della bicicletta penserei a legarmi ad una bicicletta; è più bello e da più soddisfazione.
    Una compagna di avventure non si abbandona mai; figuriamoci una bicicletta con la quale si è per esempio vinto delle gare o conquistate le vette più alte.
    Il mercato conta fino ad un certo punto; quello che conta è il modo in cui viviamo la nostra passione e usiamo la nostra vita.
    Buone pedalate serene a tutti.

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  8. Comunque rinnovare ogni anno è troppo e il troppo stroppia !

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  9. Ad ogni modo farò come sempre consumando la bici prima di cambiarla , gli ultimi
    die anni non fanno testo perché ho avuto problemi con i marchi con cui pedalavo ,
    problemi non di prodotto ma di comportamento verso il cliente . In precedenza ho sempre cambiato quando vedevo che il cambiamento mi poteva fare un salto vero e non per atteggiarmi
    con chissà chi .

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  10. Arrivati a questi livelli di prodotti un nuovo modello non mi può più far fare salti di qualità per cui cambio solo quando mi serve .

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  11. Tutto corretto, dico solo che mi "spiace" per chi compra un modello facendo sacrifici e poi dopo qualche mese se lo ritrova già vecchio per il mercato (non tecnicamente). Quindi oltre il danno al beffa, perchè non possiamo più vendere le nostre bici ad un buon prezzo come qualche anno fa. Non so se vi siete accorti, ma ora per vendere un usato bisogna rimetterci soldi.
    Certamente le case costruttrici fanno il massimo per ottimizzare i profitti (lo facciamo anche in azienda da noi), ma appunto per questo sono anche consapevole che tecnicamente non si fanno dei salti in avanzi, ma si cerca di convincere il mercato del passo fatto in avanti.
    Se confronto il risultato di un prodotto odierno dell'azienda dove lavoro con uno di 10 anni fa, non mi accorgerei della differenza.... però nella pubblicità rendiamo questo prodotto nettamente superiore.
    Bene... ora vado a vedere qualche nuova bici, la mia ha già 1 anno!! ;)
    Saluti :)

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  12. Vecchia non è il caso tuo. Tu la bdc performante la usi per allenarti; per te è uno strumento di preparazione agonistica; ovvio che deve essere di qualità assoluta perchè la sottoponi a tortura, a stress meccanico, con i circa 20 mila km all'anno, con tutto il dislivello che consumi. Tu le bdc le mandi davvero in pensione, dopo qualche anno !
    Del resto la bdc top di gamma è necessariamente più performante, a qualcosa in più del livello già buono, della media gamma. E meno male che è così, altrimenti tutti con la bdc entry level.

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  13. Solo un dato ulteriore per riflettere. La nuova bici da cross la Trek Boone, che ha esordito questo mese, è stata collaudata ad agosto 2013, dai prof. Dunque se i tempi saranno gli stessi, il nuovo modello Trek, dovrebbe essere svelato al massimo, per giugno/luglio 2014, dunque per il Tour de France, come è prassi, per la Trek. Vedremo.

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  14. Sono anche io molto curioso. Però, come vecchia, faccio fatica ad immaginare la nicchi che, all'interno del catalogo trek, questa bici dovrebbe occupare.
    Nel 2013 ho avuto la fortuna di fare tanti km su una trek serie 6, la considero la migliore bici mai provata su tutti i terreni.
    É vero anche quello che scrive il blogger. Il mercato della bici si basa molto sulla irrazionalitá. Io la mia madone 6.5 2012 la adoro. Su quella bici ho vinto, ho trascorso giornate emozionanti ed indimenticabili. In generale sulle trek ho passato i tre anni più belli della mia vita. Ed ora, seppur la mia attivitá ciclistica sia ridotta a sgambata post allenamento a piedi, le trek continua ad esercitare un profondo fascino su di me. Se mai ritornassi a vivere il ciclismo in maniera importante, é probabile che lo farei ancora su una trek. É irrazionale, lo so, ma sarebbe un modo per tenermi strette fantastiche sensazioni

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  15. Ciao Elia. Ti ringrazio per avere lasciato un commento e soprattutto quel commento.
    Lo dedico a tutti coloro che gareggiano a cambiare le biciclette; a coloro che non sanno che la bicicletta ha un anima; a coloro che non sanno che la bicicletta è una compagna fedele; a coloro che non riescono a scrivere pagine personali con la bicicletta, perchè la bicicletta è come una penna a due ruote con la quale scrivere avventure; a coloro che cercano ed inseguono il superfluo; a coloro che non sapranno mai emozionarsi; a coloro che domani saranno anche loro "già vecchi" come la loro bicicletta di sei mesi.
    Ciao Elia.

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  16. Se le cose stanno così cioè che a testare il prototipo è un passistone allora si può gia escludere in partenza un telaio super super leggero da salita . Del resto esiste gia la 7s che nella versione vapor arriva a 725 g in taglia 56 per cui facessero anche questo telaio leggero tipo 680 g che senso avrebbe per una manciata di g fare un progetto nuovo a quel punto converrebbe sostituire la 7s . Detto cio a mio avviso la soluzione più probabile e' un telaio aero puro come il mio attuale direttamente derivato dal telaio da crono ma alleggerito e ammorbidito nelle geometrie per essere usato su strada . Nella gamma Trek manca perché la Madonne resta pur sempre un telaio per le grandi salite con qualche timida soluzione aero che serve a far passare meglio le fasi di pianura ma non può certo essere paragonabile ai telai aero come il mio tant'è che a Dubai ci hanno vinto la crono usandolo al posto del vero telaio da crono . Potrebbe anche essere una nuova Domane ma dubito perché il Domane è un telaio che si vende poco e che è gia perfetto per l'utilizzo per cui è nato . Quindi voto per una inedita Trek aero .

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  17. Certo e' che il trek factory team sta correndo sulle strade asfaltate come il biliardo del tour del Dubai con la domane ! O meglio i velocisti del team !! Manca proprio nel catalogo trek un telaio da usare in particolare sui percorsi piatti che non sia la crono bike. Una domane sull'asfalto e' fuori luogo intendo l'asfalto liscio .

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  18. Insomma secondo me la nuova trek dovrebbe essere una stile Venge adatta solo per il piatto per velocisti

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