lunedì 31 marzo 2014

Test Bike: Trek Madone 7S 2^ serie. Shut up very test.

Un giorno Luca Falasca del Falasca Group, rivenditore autorizzato Trek, mi propone di testarlo. Lui lo aveva già fatto e mi aveva detto quello che ne pensava. Ora era giunto il momento di farlo anch'io. Ieri mi è stata consegnata la test bike Trek Madone 7S ultima versione, catalogo 2014. Luca ha smontato il mio Trek Madone 7S 2013 e montato un Trek Madone 7S, taglia 50, colorazione matte trek black, simile alla colorazione Vapor Coat, quella fatta con la vernice più leggera. Come sempre, prima della consegna, mi è piaciuto assistere al suo montaggio da parte del meccanico doctor Falasca. Pazienza, competenza e passione, per il resto le foto parlano da sole. Troppi si definiscono meccanici; ma meccanici si nasce. Chiusa la parentesi. 
In questi anni di prove su strada, ho capito che per fare un test serio, occorre usare telai diversi con gli stessi componenti; le ruote e i tubolari devono essere uguali, altrimenti le eventuali differenze dei telai, si confondono con quelle degli altri componenti; in pratica il test " si sporca".
Incominciamo nel dire che questo test, è stato molto atteso dai lettori del mio blog e non solo. Me ne sono accorto dal numero delle visite (centinaia) del post, scritto sul nuovo modello appunto. E francamente lo ero personalmente, quale possessore del modello 2013.
Come ho già scritto, la Trek ha presentato questo nuovo modello, come un fulmine a ciel sereno. Dopo un anno circa dall'esordio della Madone 7S, la Trek coglieva tutti impreparati, e affermava che per "  La nuova edizione i foderi Madone sono stati ridisegnati per aumentare la potenza di frenata e  fornire una migliore sensazione generale". La Trek comunica altresì una ulteriore diminuzione del peso del telaio, di 25 grammi" ( ecco il link anteprima Trek Madone 7s 2014.). 
Sin dall'inizio, mi aspettavo che la versione 2013, rimanesse ancora in catalogo, anche se i marchi tendono sempre a migliorare e presentare nuove gamme anche per stimolare le vendite e mi sono riservato ogni valutazione all'esito del test. Non sono mai stato e mai lo sarò, un ciclista che parla per partito preso e giudica un prodotto a prescindere dal riscontro sulla strada. E questo devo dire che gli appassionati che mi seguono, lo hanno letto. 
Dunque si trattava di vedere come è da vicino il nuovo fodero destro e soprattutto di capire se e quali fossero le differenze; in altre parole, se il nuovo modello è davvero diverso. Questo test avviene, dopo un uso prolungato del precedente modello, che mi consente di tenere bene in memoria le sue prestazioni; una condizione ottimale che consente di valutare prontamente eventuali differenze. 
E' importante aggiungere che l'altra differenza con la prima serie del Madone 7S, sono i forcellini del carro posteriore: nella seconda serie sono in carbonio, mentre nella prima serie erano in alluminio. Ciò comporta una diminuzione del peso ed una maggiore rigidità, in quanto tutto il carro posteriore, ora ha una struttura uniforme.
Senza dubbio, vista la conformazione aerodinamica dei tubi, mutuata dal telaio da crono Trek Speed Concept, e il peso molto  leggero, posso definire la Madone 7S, un telaio aero light;  dunque una macchina, destinata alla salita più dura ed alla pianura. Dell'importanza della aerodinamicità delle tubazioni di un telaio non ci sono più dubbi. La minore resistenza aerodinamica, aumenta la prestazione del ciclista, correttamente posizionato in sella: si risparmiano watt cioè energia. La Trek ha calcolato un risparmio di 25 watt,  cioè non occorre una fatica aggiuntiva per ottenerli, ad una velocità di 40 km/h in caso di vento contrario con una angolazione di 10 °. Inutile farsi illusioni, pensando che in salita il vento non possa influenzare la prestazione.Il vento laterale a bassa velocità, quindi in salita, determina, fenomeni di stallo e di turbolenza che aumentano la resistenza frontale e laterale dell'insieme ciclista/bicicletta. Dunque un incidenza sulla prestazione in montagna, non solo nella fase della discesa, dove la capacità di manovra del mezzo e quindi di risposta in curva, sono determinanti ai fini della sicurezza e della velocità, ma anche in salita, quando lo sforzo è maggiore. In buona sostanza, l'aerodinamicità della bicicletta, non è solo una questione riservata alle macchine da crono. Sappiatelo. Non a caso che i produttori più importanti, studiano i modelli, nella galleria del vento ( propria o commissionando lo studio a strutture ad hoc). Non è un vezzo; è una importante evoluzione della bicicletta.   
Devo dire che nella colorazione matte avevo già testato la Bianchi Oltre, il Nero come lo chiamavo, e mi ero accorto che in realtà si trattava di uno strato piuttosto compatto di verniciatura, che inevitabilmente finiva per gravare sul peso finale del kit telaio. Ebbene questa colorazione della Trek Madone 7S, invece è di tutt'altra fattezza; non un strato consistente di verniciatura, ma una vernice compatta, senza trasparente e molto sottile. Dalle foto, questa colorazione non mi piaceva, anche se un mio amico corridore, Vincenzo, possessore di questo telaio, mi spiegava che da vicino, la nuova colorazione era molto esclusiva e gli piace moltissimo. Ebbene aveva ragione. Vista da vicino, non solo è molto curata, ma è davvero esclusiva, tanto che cambia effetto cromatico a seconda della luce solare. Spero che le foto che per ora ho messo, possano spiegarne la particolarità: non è dunque un effetto satinato classico. Bene. Una novità che significa ricerca e sviluppo. 
Veniamo al peso. Il Trek Madone 7S 2013 con stessa componentistica, ma con tubolari diversi presenta i seguenti pesi: con tubolari Tufo S213 da 211 grammi e 209 grammi, nastro più leggero, in sughero, guaine Campagnolo di colore bianco, peso finale 5 chili e 720 grammi; con tubolari Continental Competition da 260 grammi l'uno, 5 chili e 850 grammi. Il Trek Madone 7S modello 2014, con tubolari Continental Competition da 260 grammi l'uno, con nastro Bontrager meno leggero ( ma più soffice), guaine di colore nero, 5 chili e 800 grammi. Devo aggiungere che in occasione del nuovo montaggio, il doctor Falasca, ha oliato ed ingrassato i meccanismi degli Ergopower (leve comandi). Le conclusioni ? La matematica non è un opinione. Dunque verificato un risparmio di peso, in linea con quanto dichiarato dalla Trek. 
Veniamo al punto più importante del test: il carro posteriore e/o fodero destro. Qui prima di esprimere un giudizio, bisogna vedere il telaio da vicino e testarlo su strada. Ad un esame visivo, il fodero destro accentua l'asimmetria, ora è "spaventosamente" asimmetrico ! Il fodero destro si presenta con una forma curva decisa nella linea, nella parte finale, quella a ridosso del forcellino destro e soprattutto è maggiorata nelle dimensioni e non di poco; pensate che il tessuto a strappo, che uso mettere quando smonto la ruota per pulire la catena, in modo da evitare urti accidentali con la stessa, non riesco più a chiuderlo ! Ad un primo esame, ictu oculi, il carro posteriore, è ridisegnato, nella parte dei foderi, ora abbiamo dei foderi asimmetrici. Dunque il Trek Madone 7S versione 2014, è totalmente asimmetrico: tubo sterzo, forcella, tubo obliquo, e ora carro posteriore. 
E su strada ? La prima uscita, l'ho fatta ieri, con la truppa d'attacco, del team Falasca Cicli, formato da un campione regionale crono 2012 ( Falasca), tre campioni di categoria gran fondo del Trofeo Centro Italia ed un altro forte ed esperto ciclista ex nazionale amatoriale. Percorso vallonato con strappi forti. Vi allego il tracciato Garmin di un compagno di uscita il tracciato del percorso al quale pedalavo accanto. Oggi invece altra uscita, su piatto con salita al 6% collocata nella fase intermedia del percorso, per un totale di circa 70 km. 
Quello che penso della macchina Trek Madone 7S modello 2013, l'ho già scritto. Tutti possono leggerlo. Ne sono molto, ma molto, soddisfatto; come lo sono tutti i possessori. Sul punto voglio aggiungere una cosa: ho avuto due versioni del Madone top di gamma, la 6.9 SSL e la 7S modello 2013. Sono in grado di fare una comparazione. Nel passaggio da un modello all'altro, ho constatato un miglioramento, step by step, passo dopo passo, di un ottimo prodotto. Per questi due modelli si è trattato di un effettivo miglioramento, nella rigidità laterale e nella stabilità, pur rimanendo inalterati il confort, la precisione nella guida e la reattività. Ciò è la premessa. La Trek ha mantenuto fede a questo orientamento e in effetti, sulla strada, il nuovo top di gammi è più stabile e rigido lateralmente, se valutato complessivamente. Lo avverto quando mi alzo sui pedali, in salita o per rilanciare sugli strappi duri e in discesa, quando manovro in curva ad alta velocità, direzionando la traiettoria con il bacino. In particolare, quando pedalo in fuori sella, (contrariamente alla corretta abitudine, di non sbilanciare troppo la bici e di tenerla per quanto possibile dritta, con le mani appoggiate sul manubrio, convogliando la forza solo sui pedali), e cerco di proposito di spostare la bicicletta dall'asse perpendicolare, ho avvertito un miglioramento della resistenza laterale; allo stesso modo, spingendo con il piede, sul pedale destro e tenendo ferma la bicicletta, con una mano sulla sella e l'altra sul manubrio, il telaio resiste maggiormente alla spinta laterale. Infine pedalando senza mani. La stabilità ora risulta appena più marcata. In buona sostanza la Trek dopo avere migliorato l'avantreno del Madone 6.9 SSL, rendendolo con la Madone 7S prima serie, molto rigido lateralmente e solido, con il nuovo modello, la Madone 7S seconda serie, ha migliorato lo standard della rigidità del carro posteriore, aumentandone la stabilità, rendendo il 7S, più omogeneo nel complesso. La reattività è rimasta la stessa, cioè ottima. In frenata invece non ho avvertito una differenza netta. C'è da dire che il freno posteriore, lo uso ( e si deve usare) poco, ma non ho trovato miglioramenti concreti. La frenata è rimasta potente e ben modulata. Ma sul punto mi riservo un ulteriore e successiva valutazione, lanciandola lungo discese più impegnative e agendo con  frenate più estreme. Da migliorare l'applicazione dell'adesivo para catena sul fodero destro: in questo modello si notano alcune bolle d'aria. In sintesi: con la Madone 7S seconda serie, la Trek ha asintoticamente continuato ad avvicinarsi allo zero, il punto in cui non sarà possibile realizzare telai più leggeri; un punto a cui tende ad avvicinarsi sempre di più allo zero, ma senza mai toccarlo. 
Aggiornamento test su strada: percorso più lungo, ma soprattutto la stessa strada, con le  asperità che conosco a memoria; sento un miglioramento del confort; stesse ruote, stesse misure e stessi tubolari gonfiati a 9,5 atm. In discesa, sulle stesse discese di allenamento, avverto differenze rispetto alla precedente versione: mi ricorda la risposta del Madone 6.9 SSL, precisa e morbida nell'inserimento veloce; insomma è più manovrabile, rispetto alla versione  2013. La modifica  del carro posteriore asimmetrico, ha comportato un sensibile miglioramento delle prestazioni. Non ho avvertito sostanziali differenze in fase di frenata. Si conferma la filosofia della Trek: un miglioramento preciso e graduale. Credo che alla fine quello che anticipava la Trek a proposito della nuova versione, con i nuovi foderi, cioè di una "migliore sensazione in generale", corrisponde alla realtà.  La forcella scavata per ospitare il freno anteriore, bullonato direttamente sulla forcella, in fase di frenata, ne sfrutta la struttura particolare, per assorbire lo sforzo della frenata; sostanzialmente tale soluzione, funziona come l'ammortizzatore anteriore nelle moto. L'effetto sulla frenata è notevole in termini di risposta, modulata e potente.  
Molti hanno scritto chiedendomi, se il freno posteriore montato sotto il movimento centrale, sporca maggiormente la ruota posteriore: no,anzi. La forza centrifuga tende a direzionare le impurità della strada sulla parte alta del telaio, dove non c'è più il freno. Basta verificare lo sporco che si deposita all'interno della forcella, nella parte alta, proprio per effetto della forza centrifuga della ruota anteriore. La nuova Madone è una macchina che ancora una volta mi ha entusiasmato per il carattere e l'affinità con la strada. 
Il cavo del freno posteriore, segue un percorso più complesso, rispetto a quello tradizionale. Montando guaine e fili di qualità e soprattutto facendolo installare da un rivenditore autorizzato Trek, abituato al montaggio specifico, non ho riscontrato problemi di attrito, maggiori rispetto ad un freno posteriore tradizionale.  
















                                          

E il test è proseguito su cime prestigiose.........













Sulle salite di alta montagna ( Manghen, Monte Grappa, Pian delle Fugazze, Monte Pasubio, Croce d'Aune e Monte Avena) la nuova Madone 7S, si è dimostrata, leggera, reattiva , confortevole, precisa  e maneggevole in discesa. In particolare, durante i lunghi fuori sella, su pendenze superiori al 10% con punte max 15-16%, il tubo sterzo, si è dimostrato "granitico", agevolando, l'appoggio delle braccia, senza un ulteriore pressione, con evidente dispendio energetico. E' appena il caso di precisare, che minore forza si esercita, sulle braccia, maggiore energia, e più sangue, resta sulle gambe. 

                         
           


9 commenti:

  1. Ciao.
    Approfitto per una domanda tecnica a cui sicuramente saprai darmi risposta, per la regolazione dei pattini freno, che funzione ha il forellino L e che funzione il forellino H.
    Grazie.

    RispondiElimina
  2. Grazie per la tempestiva risposta.
    Ill problema è, che o agisco sul foro L o sul foro H, si sposta solo il pattino destro.
    Secondo te è normale ?
    Preciso che comunque sono riuscito a trovare una buona regolazione.
    Ciao.

    RispondiElimina
  3. Ciao Mimmo
    Tu devi usare solo il regolatore H; il regolatore L è un fine corsa che si usa solo in casi estremi, quando non riesci a correggere la regolazione orbitale dei freni, con il regolatore H. Comunque quando usi sempre le stesse ruote o ruote con la stessa campanatura in caso di necessità ( rara), basta l'uso del regolatore H.

    RispondiElimina
  4. Ottimo test , in definitiva era quello che mi aspettavo , miglioramenti molto lievi come era giusto che fosse non tali da indurre possessori modello 2013 a fare il passaggio al 2014 salvo offerte particolarmente vantaggiose , ma in tal caso lo vedrei piu' come un ringiovanire il proprio mezzo piu' che fare un miglioramento tecnico considerevole . Per quanto riguarda la colorazione mi riservo di vederla dal vivo , in foto e' difficile dare un giudizio .

    RispondiElimina
  5. Grazie 1000, prezioso come sempre.

    RispondiElimina
  6. Grazie Vecchia. Da possessore di madone 7S 2013 invece un pensiero ce lo sto facendo. Direi che la versione 2014 è comunque una versione nuova, con miglioramenti, direi molto precisi. Sbalordisce la possibilità che i tecnici hanno con il carbonio di cambiare le prestazioni del telaio orientando le fibre o cambiandole a seconda dell'obiettivo; direi prerogativa unica, ad oggi, rispetto agli altri materiali. La versione 2014 mi piace in questa colorazione standard. Insomma più leggero, più rigido lateralmente, più comodo, e più performante in discesa. Il resto tutto invariato. Ribadisco la versione 2013 è un grande telaio.

    RispondiElimina
  7. Colgo l'occasione per mettere in luce un aspetto comune ai modelli 2013 e 2014 di questo telaio , la frenata all'anteriore . Dopo aver provato un paio di volte la versione 2013 ho notato come la frenata all'anteriore sia di livello nettamente superiore a tutti i telai che ho avuto modo di possedere o provare fi ad oggi . Tutto nasce dal punto dove viene montato il freno ovvero una scanalatura fatta ad hoc sulla parte frontale della forcella dove il freno viene direttamente fissato con delle apposite viti senza l'uso di distanziali come accade nei fissaggi tradizionali . Questo fa si che in fase di frenata intensa il freno vada a fruttare la forcella senza flettere su se stesso , poggiando direttamente sulla forcella si ha un effetto ammortizzante e la frenata sembra essere di stampo motociclistico , in poche parole la forcella funge da ammortizzatore eliminando qualsiasi gioco o flessione che inevitabilmente si innesca sui sistemi tradizionali . Il risultato e' una frenata potentissima ma al tempo stesso anche modulabile priva di strappi bruschi che possono creare pericoli . Il perfetto esempio di integrazione telaio componentistica .

    RispondiElimina
  8. @Vecchia
    Ottimo Vecio. Con il tuo commento abbiamo fatto un ennesimo controllo incrociato della frenata del modello Madone 7S. Ogni volta che lo facciamo, i nostri test confermano le impressioni dell'uno e dell'altro.
    Ovviamente ci riferiamo alla frenata con freni integrati Bontrager. E pensare che qualche ciclista da "salotto", senza avere visto e provato il freno Shimano per il madone 7S, scrisse che lo avrebbe montato perchè lo riteneva superiore; in cosa ? Forse nel peso !!!!!!
    Detto questo devo fare una considerazione.
    Quando mi è capitato per curiosità e raramente di leggere i test pubblicati sul web dalle testate giornalistiche, e sulle riviste di settore, mi accorgo della differenza abissale, con i test bike pubblicati su questo blog.

    RispondiElimina
  9. Altra peculiarita' del freno anteriore Bontranger e' quella che allargando le pinze con l'apposita levetta posta su uno dei bracci del freno la frenata diventa via via che si apre meno potente , attenzione non meno pronta ma meno potente . I normali freni in commercio invece anticipano o ritardano solo la frenata a seconda di quanto li avvicini o allontani dalle piste . Questo puo' dipendere da come e' costruito il freno ma apre delle possibilita' in piu' a seconda dei gusti del stile di guida ma anche delle condizioni . A tal proposito mi viene in mente quando mi trovo per strada con la pioggia , in quel caso puo' essere utile diminuire la forza frenante per evitare rischi di frenate brusche che potrebbero precludere la tenuta di strada resa gia precaria dalla situazione . Insomma un freno veramente evoluto che a mio modo di vedere non ha niente da invidiare ai tanto decantati freni Dura -ace che oltre tutto non stanno neanche bene su questo telaio nato specificatamente per i freni Bontranger .

    RispondiElimina