lunedì 4 novembre 2013

La foresta di Arenberg è arrivata nel laboratorio Ricerca e Sviluppo della Trek.

Le idee, quelle rivoluzionarie, coraggiose, forse anche bizzarre, sono quelle che cambiano lo stato dell'arte, vanno oltre il canone, creano il "nuovo". Ma le idee per nascere hanno bisogno di menti capaci; per vivere e realizzarsi hanno bisogno di risorse. Ecco che allora, un brand, se vuole affermarsi ed essere tra i migliori, deve selezionare e far crescere e potenziare un reparto, quello che si usa chiamare Ricerca e Sviluppo; da esso dipende la sua esistenza e il suo prestigio. Più il Reparto è sviluppato, più i prodotti saranno innovativi e diversi. Per essere ottimale, la stanza "Ricerca e Sviluppo", deve potere contare sul lavoro di ingegneri selezionati provenienti dal settore aerospaziale, dalla ricerca della dinamica dei fluidi; un crogiolo di diverse esperienze, una fucina di talenti, nelle quali incastonare variegate esperienze professionali, dal quale assurgere idee innovative, attraverso il quale elaborare il know how, ovvero software sofisticati ed affinati con mille esperimenti; idee che si materializzano anche grazie ad apparecchiature e materiali di pronta disponibilità, finanche sentieri e percorsi, sul quale testare il prodotto da sperimentare. Come nel caso del reparto Ricerca e Sviluppo della Trek che può contare persino su di un area privata di 80 km sulla quale sono state riprodotte le condizioni di corsa di cinque continenti: in 45 minuti, nella stessa area, tanto per capirci, si può arrivare fino ad una località alpina a quota 2500 metri ! L'eccellenza ha bisogno sia di risorse, sia della sinergia di persone capaci; due facce della stessa medaglia, quella del primato tecnologico. Gli ingegneri hanno bisogno di dimostrare le loro teorie. Oggi, nell'industria della bicicletta, l'artigiano, figura romantica e capace, sta lasciando il posto all'ingegnere analista, alzando il livello della qualità. Nel reparto Ricerca e Sviluppo più all'avanguardia, la scienza della dinamica dei fluidi, incontra l'aerodinamica; ognuna di esse si muove con mezzi diversi: la prima con gas ionizzato, la seconda con l'aria. Ma il simulatore da sempre lo stesso risultato: un equazione matematica. Rimanendo in casa Trek, mi è parso interessante, scrivere, di come è stata concepita e realizzata la Trek Domane. I tecnici della Trek,generalmente, usano un telaio classico, dotato di tubi rotondi, dallo spessore uniforme. Dunque tubi semplici, ideali, per la ricerca, perchè niente in questi tubi, può modificare lo stress, e si possono fare calcoli molto semplici, sulla sezione trasversale, per vedere quali forze agiscono nei tubi. L'obiettivo è dunque raccogliere dati, che permettono di comprendere come si comporta la bicicletta, nelle varie fasi di criticità, come quando percorre superfici critiche come il pavè, e potere verificare e dimostrare come una soluzione, un materiale, possa funzionare, in quelle condizioni, meglio di un altro. Ma non finisce qui. Sarebbe bastato trasferire nella foresta di Arenber il reparto insieme ad una bicicletta da test, per verificare i dati raccolti ed elaborati in laboratorio. Invece ai tecnici della Trek, è sembrato più opportuno, fare un analisi diversa, forse più difficile, ma davvero innovativa: portare il tracciato della foresta di Arenberg nel Wisconsin ( U.S.A.) ! E così alcuni di loro, hanno preso l'aereo, insieme al silicone ed altri materiali formativi,  e sono andati in Francia, nella foresta di Arenberg; a fare cosa ? Hanno creato una sagoma in lattice gialla, sulla cui superficie ci sono le rientranze in cui si inseriscono i ciottoli; il risultato, è la perfetta riproduzione di un tratto della foresta di Arenberg ! Gli stessi unici ciottoli consumati e deformati ai bordi, dal passaggio dei mezzi agricoli; la stessa ed unica curvatura della più famosa strada di campagna. In buona sostanza hanno portato nel laboratorio, un pezzo di pavè, sul quale corrono la Parigi - Roubaix sul quale testare la Domane. In pratica hanno versato il silicone direttamente sul pavè, lo hanno staccato, ripiegato ed infilato nella valigia. Il perchè ? L'aspetto di questi ciottoli, è unico, in quanto hanno dimensioni uniche, diverse, contorni indefinibili, e disposti in modo del tutto causale. Occorrerebbero molti anni per riprodurlo fedelmente. Così la Trek ha riprodotto il pavè e lo ha trasferito nel suo laboratorio di Ricerca e Sviluppo, dove ingegneri americani e cinesi, abituati a studiare il flusso del plasma attraverso reattori nucleari a fusione, hanno creato la Domane. Il bello è che questi ingegneri sono tutti appassionati ciclisti, che possono quindi pedalare sulle loro idee, in un circuito riservato, prima di passare il progetto alla fase della realizzazione.  Il loro modo di operare è semplice e sofisticato; allo stesso modo, tale metodo è utilizzato per la concezione e la realizzazione di ogni altro prodotto della Trek, come per esempio,  per il progetto Speed Concept, all'interno del quale sono state realizzate le forme dei tubi KVF, utilizzati per la realizzazione non solo della famosa bici da crono, ma anche della Madone. 

Il tratto di pavè  dell'Arenberg riprodotto dai tecnici della Trek
                                     
                                                   ....persino l'erba tra i ciottoli è stata riprodotta !
                              

Nessun commento:

Posta un commento