giovedì 25 aprile 2013

I commentatori tecnici: nuova figura professionale ?

Un tempo c'era il bar dello sport: tutti a commentare, a dire la sua, ostentando capacità di analisi sportiva fuori dal comune, ingaggiando una sorta di gara delle parole e delle opinioni. Era una prassi folcloristica, tipicamente italiana, molto simpatica, tanto da ispirare film. Oggi gli "esperti" comuni si sono trasferiti nei forum, dove imperano e dividono gli utenti; mentre quelli autorevoli sono finiti in TV, diventando  alfine commentatori tecnici,  e per l'effetto, personaggi pubblici, istituzionalizzati, anche in casa RAI, nella misura di quattro. Ora mi chiedo, ma per commentare lo sport non servono i giornalisti ?  Evidentemente non è così, considerato che hanno istituzionalizzato la figura professionale del commentatore tecnico, un facente funzioni giornalistiche, che fa le interviste, scrivono su riviste, commentano dirette tv, talune volte, dicendo cose ovvie, risapute, qualche altra volta, dicendo cose inesatte o espresse in un italiano approssimativo ? Insomma servono davvero i commentatori tecnici?  Quanto ci costano, quelli della RAI, finanziata anche con il canone pubblico? Non c'è più bisogno del prestigioso giornalismo sportivo dei Carosio, De Zan e Brera si è estinto? Non mi interessano gli opinionisti; ognuno si tenga la propria opinione. La RAI deve ritornare esclusivamente,  al giornalismo sportivo, ( un plauso va a Beppe Conti, un grande giornalista della vecchia guardia), magari inserendo nuove leve o giornalisti sportivi, che praticano lo sport a livello amatoriale; altrimenti, basta fare qualche anno di sport professionistico, per prendere il posto di chi si iscrive all'università, fa la gavetta e supera l'esame di abilitazione; già perché per fare il giornalista, c'è bisogno di questo. Sarebbe come dire, che mi basta qualche anno di ciclismo amatoriale per pedalare con i professionisti al Giro e al Tour !  Di contro non può bastare fare qualche anno di ciclismo, calcio, atletica, o di altri sport,  per saperlo raccontare, con capacità di analisi e tecnica di linguaggio. Dunque un conto è la simpatia che possono suscitare i commentatori tecnici, un conto è il giornalismo. Per la simpatia c'è il talk show. Ciò nonostante, esiste la figura ibrida del commentatore tecnico: metà opinionista,  metà ex professionista.  

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