giovedì 13 dicembre 2012

Test Bike: Trek Madone 7 S

Oggi, 13.12.2012, la ditta Falasca Group s.r.l. mi ha consegnato la Trek Madone 7S, versione H1, da testare. Subito le mie impressioni, a caldo. E' un telaio innovativo, perchè cambia qualcosa di esistente, appunto la bicicletta, nel modo in cui siamo abituati a vederla. Vista da vicino è diversa da quella vista nelle foto. Ha una struttura monolitica inusuale, che la connota di una diffusa somiglianza con le bici da crono; da l'idea di essere una macchina da guerra, come mi piace dire in questi casi e ti lancia la sfida solo a guardarla. La sua struttura che definirei, protesa in avanti, quasi un icona della velocità, ha un accentuato slooping, una tubazione over size, con forme mai viste, mi fa ritenere, che sia stata concepita per sfidare la salita e spingere a tutta in pianura, con il migliore risultato possibile, visto il peso ultra leggero e la forma aerodinamica. Dunque la Madone 7S si presenta come un telaio che vuole essere molto performante, su tutti i campi, eclettica per natura. Penso che per la Trek, con il Madone 7S, non si è trattato solo di spostare più avanti l'asticella dello stato dell'arte, ma di reinventare un nuovo concetto di bicicletta, di creare un prodotto fuori dagli schemi.  La Trek Madone 7S anticipa i tempi, aprendo ad un nuovo stile e ad nuova progettazione, che a mio avviso, nel futuro prossimo, assomiglierà sempre di più ai telai da crono. Basta guardarla da vicino la Madone 7S, per rendersi conto che in effetti non è un mezzo comune perchè è nata per non assomigliare a nessuna. La si può possedere anche solo per il gusto di avere un prodotto esclusivo. E non ci vuole molto per capirlo. Le forme, il peso, le soluzioni tecnologiche, i materiali, sono avanzati ed unici. Il peso del telaio in taglia 50 è di soli 730 grammi,  senza serie sterzo e con le guide delle guaine inserite, più qualche altro adesivo di istruzione di fabbrica ancora attaccato e nonostante il cablaggio interno dei cavi che necessità di apposite strutture interne !!!  A guardarlo può non sembrare un telaio ultra leggero, viste le tubazioni over size, stile crono. Ma la Trek ha lanciato secondo me, una nuova sfida avendo voluto creare un telaio veloce: costruire un telaio dal peso inferiore alla soglia degli 800 grammi, con tubazioni aerodinamiche, rigide e confortevoli. Direi che sul peso ci è riuscita. hanno detto che la Madone 7S è leggera, anzi leggerissima e consente di avere facilmente una bicicletta con un peso finale non comune.  La bici completa nella foto, pesa 5,720 grammi, senza ricorrere a componenti ultra leggeri e sofisticati, ma solo con prodotti top di gamma, meno costosi rispetto ai primi. Tanto per capirci, non c'è bisogno di montare ruote da nicchia, come le costose Lightweight. I pesi ultra leggeri si raggiungono solo con il Madone 7S. Una curiosità: il Madone 7 e 6 sono Made in USA perchè sono realizzati con un composito speciale trattato anche dall'esercito per alcune parti di aerei e di armi, che la Trek è obbligata a lavorare entro i confini nazionali. Ecco perchè sui modelli Madone 6 e 7 c'è scritto " Handbuilt in the United States".
Fino a che punto il peso ultra leggero non abbia inciso sulle prestazioni su strada, me lo dirà la strada. E soprattutto sarà più performante della precedente ed ottima Trek Madone 6.9 SSL, risalente a meno di un anno fa e con la quale condivide solo il reggisella semi integrato e il BB90 ?
Da subito posso dire, che sono due telai completamente diversi, uniti solo dal nome Madone. Oltre al peso e alla forma delle tubazioni, i freni integrati, l'altra differenza netta è la verniciatura. Sul Madone 6.9 SSL si notano delle imperfezioni sul prodotto nuovo e la verniciatura, sembra meno "solida", e diversamente strutturata. La verniciatura del Madone 7S  è stata completata rivista, non solo al fine di migliorarla in termini di resistenza, ma anche per non farla incidere sul peso finale, che come è noto comporta generalmente un aumento di peso che va dai 40 agli 80 grammi. Ho notato che nei punti, dove si inseriscono le diverse colorazioni, la vernice della Madone 7S, presenta al tatto dei particolari in rilievo. Gli strati sono più densi anche se l'incidenza sul peso deve essere minima, visto il peso rilevato, e questo la dice lunga sulla qualità della vernice utilizzata sul nuovo modello. Insomma una nuova vernice; un nuovo standard qualitativo.
Capitolo freni. La Madone 7S presenta una soluzione innovativa, sviluppata in collaborazione con Shimano.  Entrambe le versioni disponibili sul Madone 7S sono di assoluta qualità:  Bontrager o Shimano Dura Ace 9000 (ancora non commercializzati ma che vi anticipo nei prossimi giorni il blog avrà l'anteprima). Il corpo freno del Bontrager presenta solo due bulloni di montaggio, che lo rendono di semplice installazione; mentre quello anteriore viene integrato nella forcella, con uno sgancio rapido sul corpo del freno; il freno posteriore, è installato, sotto la scatola del movimento centrale e ciò nonostante è di facile gestione della regolazione orbitale e della lunghezza della frenata. Raccomando di scegliere meccanici e rivenditori Trek per il montaggio. Circa il peso finale dei due freni devo dire che è buono: 313 grammi per coppia, solo qualche grammo in più rispetto ai freni Campagnolo Skeleton dual pivot. Nessun problema dunque nel regolarli a piacimento secondo i propri gusti di frenata e tenuto conto del tipo di pista frenante del cerchio. La frenata deve essere gestita al 70% con il freno anteriore, che quindi dovrà risultare più forte nella presa, e più o meno immediato a seconda dei gusti. Il freno posteriore non deve essere regolato come quello anteriore, altrimenti c'è il rischio concreto che si possa sbandare e cadere. Ora non resta che testarli a fondo con le Zipp 202, tubolari ovviamente. Ho linkato due video sul montaggio del freno posteriore.
Ottima la rigidità dei pendenti e dei foderi del carro posteriore del Trek Madone 7S. Ho provato a stringerli con una mano, cosa che ho fatto anche con quelli del Trek Madone 6.9 SSL, e ho verificato che la struttura del Madone 7S non solo è di una rigidità marcata, ma i pendenti che i foderi non si sono mossi neanche di un mm !!!! Diversamente dal Madone 6.9 SSL dove invece ho avvertito una lieve flessione. Il risultato è sorprendente se si pensa che i pendenti del Madone 7S non sono tenuti dal ponticello e quindi non hanno punti di raccordo. Come nessuna flessione laterale mostra la scatola del movimento centrale.
Imponente la zona del tubo sterzo, il tubo obliquo e la scatola del movimento centrale, la più grande sul mercato. La particolare conformazione dei pendenti del carro posteriore, che non presentano più il classico ponticello per ospitare il freno posteriore, non solo la rende più snello ed elegante, ma anche più leggera, perchè è stato eliminato lo strato di rinforzo.  
La forcella, il tubo sterzo, la scatola del movimento centrale, il carro posteriore, il tubo obliquo sono fortemente asimmetrici per compensare la trazione esercitata dal lato catena e per bilanciare in modo ottimale la trazione. L'efficacia dell'asimmetria l'ho potuta apprezzare con il Madone 6.9 SSL; si ha la sensazione netta che la bici rimanga sempre perfettamente equilibrata, in ogni situazione. 
I tubi, peraltro tutti diversi tra loro, sono uniti con la tecnica denominata StepJoint, che rende possibile l'unione senza sovrapposizioni di pelli di carbonio, dunque con un risparmio di peso, e con uno spessore della parete uniforme. Ritengo che sia uno sviluppo della tecnica di costruzione del telaio, con i vantaggi solo della tecnica delle  congiunzioni e del monoscocca, ma senza i  loro difetti . 
Alcune note a compendio del post. Il carbonio usato per la costruzione della Madone 7S è denominato HexSL, compattato con il processo OCLV700,  il massimo livello di qualità, in casa Trek. Il Telaio è costruito usando una forma particolare dei foderi, che si chiama KVF, che minimizza la resistenza all'aria, perchè ha un profilo alare troncato. La coda virtuale del profilo si piega per rispondere ai venti trasversali che  possono colpire ogni angolazione, riducendo la resistenza aerodinamica. I tecnici della Trek hanno calcolato che ciò serve ad avere un risparmio di energia paria a 25 watt. La forma alare KVF inoltre usa meno materiale, rispetto ad un comune profilo alare, quindi riducendo peso. La tecnologia KVF è applicata anche sulla forcella. I freni integrati, nascosti al vento, servono per migliorare anch'essi l'aerodinamicità. Il fodero obliquo senza freni, eliminando il ponticello del freno, rimuove gli strati di rinforzo ed elimina ogni limitazione progettuale; ora sono stati progettati per funzionare al meglio in termini di aerodinamicità.
Tempo meteo permettendo, inizierò severamente il Madone 7S, pensando al fatto che la bici si evolve, e nulla è più come prima.
P.S. Quando il dott. Falasca assembla un telaio, è come un pittore davanti alla tela, crea.

Il Test Bike http://pedalareversoilcielo.blogspot.it/2012/12/test-bike-trek-madone-7s-appunti-dalla.html












Adattatore per guarniture Campagnolo in dotazione al BB90 ( la scatola del movimento centrale più larga del mercato)







Prova flessione pendenti e foderi del carro posteriore del Madone 7S

La sede del sistema di trasmissione wireless 
Supporto del deragliatore a fascetta completamente in carbonio


Forcellini del carro posteriore full carbon








regolazione orbitale del freno posteriore









supporti del freno Bontrager





peso reale del telaio


peso reale della bicicletta






serraggio con chiave dinamometrica Bontrager








Il registro nella foto ha una duplice funzione: regola il freno posteriore (avvitando e svitando la rotella zigrinata) e apre/chiude il freno per permettere il montaggio/smontaggio della ruota posteriore attraverso la levetta alla base della rotella.








2 commenti:

  1. Complimenti a te per il nuovo telaio e al Drago per la professionalita' che dimostra nel montaggio . Telaio di altissima gamma che si colloca assieme ad altri 3-4 marchi ai vertici assoluti della produzione di telai da strada !Soluzioni innovative molto interessanti che comunque non stravolgono l'estetica del telaio che rimane comunque tradizionale .

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  2. Sono molto curioso,non ha perso l'eleganza della sorellina 6.9 ma guadagna in aggressività.Attendo intrepido.
    Antonio

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