giovedì 1 novembre 2012

Test bike ( molto osservato): SIDI WIRE Carbon Vernice.


Avvertenze. Come è prassi, recensisco per "sentito dire", o senza prima provare il prodotto e il produttore non mi suggerisce quello che devo scrivere, anzi. Faccio test veri, scritti solo dalla strada, pedalo e non presumo. Quello che dicono gli altri e i professionisti non mi importa;  a me non mi pagano e quindi scrivo solo quello che testo. Pertanto, quello che troverete scritto qui, come negli altri miei test, è frutto non solo della mia esperienza diretta del prodotto, ma è libera manifestazione del pensiero. 

Tecnologie applicate: Soft Instep 3 System: cinturino morbido ed anatomico posizionato sul collo del piede, accoppiato con un materiale morbido termofonato. Distribuisce la pressione in modo omogeneo sul collo del piede; si regola su entrambe i lati con il vantaggio di avere una posizione perfettamente centrata. Si adatta a tutte le conformazioni del piede. Nonostante che abbia piedi con un "collo" alto, devo dire che non ho avvertito alcuna pressione. Il sistema elimina la necessità di usare un distanziale. E' sostituibile. Tecno - 3 System invece permette di chiudere la scarpa in tutta la sua lunghezza. Adjustable Heel Retention Device già presente nella Ergo 3 è stato migliorato ed alleggerito, mediante un rinforzamento dello spoiler; può essere regolato mediante due viti laterali che lavorano indipendentemente l'una dall'altra, in modo da regolare perfettamente la chiusura della parte posteriore ed evitare la scalzata durante gli sforzi di pedalata. Suola Vent Carbon utilizzata anche nella Ergo 3, la quale secondo la Sidi, è stata alleggerita di peso grazie ad un tacco ultra leggero e ad una presa d'aria integrata e sostituibile. I vantaggi della suola in carbonio con trama intrecciata, sono rigidità, leggerezza e maggiore trasferimento di potenza. Ha una doppia presa d'aria per una più efficace ventilazione e dispersione del calore, creata nella suola di carbonio, che può essere aperta o rimanere chiusa con una chiavetta fornita in dotazione.  La tomaia è realizzata in materiale sintetico con finitura lucida in modo da consentire allo sporco di scivolare via. Sul tallone sono posti dei piccoli catarifrangenti. Tutte le componenti della scarpa sono sostituibili after market.
Senza la prescrizione medica di uno specialista, non consiglio l'uso di plantari e l'aggiunta di spessori sotto le tacchette. Ogni modifica alla scarpa e alle tacchette non deve essere causale, ma deve essere motivato da patologie diagnosticate da un ortopedico. La scarpa è il punto di contatto con la bicicletta più delicato. Non sottovalutatelo. Faccio un esempio per essere chiari. Nel caso di eterometria, cioè di una gamba più lunga dell'altra, lo spessore sotto la tacchetta della scarpa non risolve il problema, anzi. Solo un ortopedico  può  intervenire e risolverlo, manipolando le articolazioni oppure eseguendo un intervento chirurgico. Talune volte l'ortopedico può consigliare l'utilizzo del plantare, che verrà realizzato da un tecnico, sotto le sue precise indicazioni.

Breve Storia della scarpa per ciclismo SIDI. Nel 1966 Dino Signori inventò un sistema con vite per regolare la chiusura degli scarponi da sci. Nel 1988 egli realizzò il sistema di chiusura mediante un cavo in nylon regolato da una leva a rotore e brevettò anche il sistema di chiusura sul tallone e sul collo del piede. Nel 1993 egli brevettò il Micro Look System. Nel 1999 invece il Tecno II System. Il nuovo sistema Tecno 3 è l'ultima generazione della chiusura con cavo. Il sistema di chiusura a cavo è stato brevettato solo in Italia e dopo 20 anni è scaduto. Ora tale sistema è stato sviluppato dagli altri produttori. Una piccola curiosità: WIRE significa in inglese, allacciare. Insomma è il caso di dire che il nome è tutto un programma.

Test.
Premetto che il test della scarpa risente della conformazione del piede, che è diversa per ognuno; quindi non tutti indossando la stessa scarpa, possono dare il medesimo responso.
La WIRE fascia il piede in modo diverso rispetto alle Ergo 3 Carbon, ad oggi, la scarpa più comoda che abbia provato. Devo dire che rispetto a quest'ultime, con le Wire, per il mio piede, il confort è diminuito, soprattutto sulle lunghe distanze. La Wire stringe di più sul collo del piede, anche con 1/2 numero in più. Quindi, come è giusto fare, provatele prima di acquistarle; ogni piede ha una sua conformazione. Con  la Suola Vent Carbon delle Ergo 3 di non avvertire formicolii o pressioni notevoli sotto la pianta del piede, avvertendo un grado minimo di flessione controllata in punta. Diversamente da quello che mi accade con la Wire, quando supero le 5 ore in sella. Il mio piede è sensibile e magro, le vene essendo definito, sono in rilievo e quindi ho bisogno di una scarpa che fasci il piede con meno pressione, come la Ergo 3. Con le Wire Consiglio di usare calzini con il tessuto soffice e spesso, in modo da ammortizzare la particolare pressione dell'allacciatura. Il funzionamento dei due rotori è diverso rispetto a quello singolo delle Ergo 3: ora bisogna spingere dei piccoli tasti, posti su ambo i lati, per poterli ruotare. Il filo del rotore posto sulla parte alta della scarpa, una volta allentato completamente, apre automaticamente la scarpa. Sulla bilancia la Wire fa rilevare un peso di 284 e 286, rispettivamente, sinistra (con cartellini) e destra (senza cartellini), a cui vanno aggiunti 18 grammi dei sottopiedi Sidi Comfort-Fit, dotati di fori per la ventilazione.Ho verificato che le scarpe tendono ad allentarsi durante la pedalata. Oggi mi è capitato di constatarlo per la seconda volta; il problema si risolve aumentando, ma non troppo, la tensione dell'allacciatura girando il rotore. Con le Sidi Ergo 3 carbon stesso problema; comunque è facilmente risolvibile appunto agendo sul rotore, in corsa. In caso di montaggio dei pedali Time deve essere avvitata la vite memory position Look; non avvitandola si provoca un gioco del nottolino e il conseguente rumore. Le linguette dei rotori, quelle che in pratica si usano per stringere le scarpe, girando la corda di tensione, una volta abbassate, tendono a muoversi. Un difetto della scarpa, considerato che la SIDI ha risolto questo problema, utilizzando nella nuova versione della WIRE (2015), rotori nuovi, senza questa linguetta.
Saluti ciclistici.

I pesi rilevati sulla bilancia digitale sono senza i sottopiedi



Uno scorcio del POINT SIDI di FALASCA CICLI







peso della Ergo 3 misura 42,5 con cartellini  e sottopiede
Indossate durante il test bike LW Urgestalt


Indossate sul Monte Grappa....cima Grappa: arrivo in volata.

13 commenti:

  1. Viste e provate ieri sera , esteticamente accattivanti e finiture impeccabili come da tradizione Sidi , quando si va ad agire sui due sistemi di serraggio scarpa si ha la sensazione di essere avvolti ma mai compressi in modo eccessivo , anche stringendo forte la scarpati consente comunque un buon confort . Unico difetto e non di poco conto e' la presenza dei soliti inserti in materiale plastico che inevitabilmente nei modelli bianchi diventeranno giallastri , non capisco perche' si ostinano ad usare quel materiale , in meno di una stagione mi ritrovo sempre con il tallone ingiallito . Come peso non siamo ai livelli delle scarpe piu' leggere comunque si avverte un calo rispetto ai modelli Ergo 2 e 3 .

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  2. La sensazione di leggerezza che hai provato, probabilmente è dovuta al fatto che la scarpa non aveva le tacchette. Devo dire che pur avendo Ergo 3 carbon di colore bianco, non ho riscontrato, ad oggi, alcun problema di ingiallimento della tomaia. Spero che non venga smentito con il tempo. Penso che la caratteristica principale delle Sidi sono la calzata perfetta e comoda, oltre che alla bellezza. Tempo fa provai le leggerissime Vittoria Unique, meno di 190 grammi per scarpa. Il mio piede ebbe dei problemi di formicolio e di confort. Insomma se è vero che ogni piede vuole la sua scarpa, è pure vero che tutti i piedi vogliono le Sidi.

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  3. Aggiungo che la ricerca della leggerezza estrema può avere delle controindicazioni. Nel caso delle scarpe da ciclismo, ciò che conta, è il confort. Il piede viene sottoposto ad uno stress notevole, che dura molte ore, durante tutti i cicli della pedalata. Se non è confortevole la scarpa è inutilizzabile. IL peso in una scarpa da ciclismo viene ottenuto con suole sottili che potrebbero non garantire sia una spinta ottimale sui pedali, sia un confort, e con l'assenza di rotori, i quali però sono gli unici a rendere efficace la calzata e ad ottimizzare l'allacciatura della scarpa. Non ci vuole molto a fare una scarpa leggerissima; ci vuole molto a farla comoda e ottimale nella spinta.

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    1. La ricerca di leggerezza deve essere fatta con cognizione di causa , mi sembra che tu
      generalizzi un po' troppo , io con le mie Giro ho percorso gia 15000 km e fatto anche
      9 ore in sella piu' di una volta , Sabato scorso 6 ore e devo dire che il confort e' ottimo ,
      anzi i rotori Sidi delle mie Ergo 2 alle volte dopo parecchie ore mi stringevano troppo
      e la circolazione scarseggiava , allentando ballavo dentro alla scarpa . Se gli strap
      sono studiati bene e di qualita' non li ritengo infrriori ai rotori Sidi anzi per le lunghe
      distanze sono pure meglio perche' stringono quello che basta . Sul fatto che la scarpa
      leggera sia fragile direi di poter dire che dopo un utilizzo intenso e' ancora perfetta ,
      senza nulla togliere a Sidi con cui ho fatto molte stagioni pero' mi sono reso conto
      che non esistono solo loro !

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  4. Dai nostri commenti nascono sempre dei "nuovi post" a corredo prezioso di quello principale. E come in questo caso, stiamo dando un contributo serio ad un argomento molto importante, quello della scelta delle scarpe da ciclismo per strada. Ovviamente le nostre sono opinioni, che nascono dalla conoscenza diretta della materia e che in nessun caso vogliono essere un modo per pubblicizzare un prodotto.
    Detto questo veniamo alla replica.
    Generalizzare, come tu mi insegni, significa formulare regole generali da casi particolari. Ed è giusto farlo quando si parla di qualche cosa. Bisogna sapere quello di cui si scrive. Avendo usato scarpe di diversi marchi, ognuna diversa per taglio della tomaia, conformazione della suola ed allacciatura ( a strappo o con rotori o cricchetti oppure miste), ho maturato una opinione: le scarpe che hanno una allacciatura solo con gli strappi, non garantiscono la massima tenuta della calzata durante l'esercizio della pedalata. Ne è prova il fatto che la maggioranza delle scarpe di alta gamma hanno una allacciatura fatta con rotori e cricchetti, perchè garantiscono la migliore calzata, costantemente ed omogeneamente. Peraltro i rotori e i cricchetti hanno la possibilità di regolazione, anche in corsa, quindi non possono causare dolori al piede o problemi di sorta.
    Non è un caso che nei cataloghi 2013 abbondano scarpe con due rotori e senza alcuno strappo. Il mercato e lo stato attuale della tecnologia più avanzata ovvero lo stato dell'arte hanno scelto questo tipo di allacciatura con rotori. Non è un caso.
    Tornando alla mia esperienza personale con scarpe con allacciatura a strappo, posso dire che il mio piede, in quel caso, muovendosi a causa dello sforzo durante la pedalata, forzava sugli strappi e li allentava e così spesso mi trovavo costretto dalla necessità di doverli riaprire e stringerli. E come tu sai quando c'è bagarre o la necessità di spingere, tutto è improvviso, e non puoi controllare e se del caso regolare le scarpe ogni volta.
    Forse il tuo piede ha la particolarità di rimanere immobile nella scarpa e quindi non hai la necessità di doverla riallacciare. Francamente credo che sia un caso raro.
    Non esistono solo le Sidi. E' un fatto noto. Ma è la più usata. E questo è un altro fatto noto. Provandole ho capito il perchè. Del resto se le usi anche tu, un motivo che concordi con la mia opinione, esiste.
    Bene. Ciao Grande Vecchia.

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    1. Buongiorno a tutti sono un utilizzatore ed un'estimatore sidi, ma se guardiamo la praticità per stringere le scarpe quando sei in bici è molto più pratico il cricchetto delle ergo 2 o 3 che il rotore che si trova anche sulle stesse. Ad esempio se devo stringere nella pianta devo guardare la scarpa per alzare la linguettina per poter tensionare girando il rotore. Con questo ad esempio sarebbe ottimo avere per la pianta il rotore della wire, e il cricchetto delle ergo. Questa è la mia esperienza e il mio modo di vedere la cosa, sono anche convinto che ci sono altre scarpe di qualità. Arrivederci e buone pedalate a tutti

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  5. Ovviamente quando mi riferisco agli strappi, intendo riferirmi a quelli puri, cioè senza per esempio cinturini di tensione, con i quali si regolano e si mantengono in tiro, come per esempio usa la Diadora. Insomma strappi e basta.

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  6. Ciao, rispetto le sidi ergo3 carbon hai cambiato numero? dici che hanno la punta più stretta e siccome io sulle ergo3 ho il 45.5 ero tentato dal prendere il 46.

    Grazie mille, Davide

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  7. Ciao Davide
    Si ho cambiato numero : da 42 1/2 dello Ergo 3 a 42 delle wire . Le 42 1/2 wire erano larghe per il mio piede. Ti consiglio di misurarle prima di acquistarle. Credo che le ergo 3 abbiano una calzata migliore. Ma e' soggettivo. Ciao

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  8. Ciao Claudio. Ti volevo chiedere un consiglio. Vorrei acquistare un paio di Sidi wire ed avendo il piede molto simile al tuo. Lungo stretto e magro mi trovo di fronte ad un dilemma. Con il 43 mi sento ben fasciato ma tocco in punta, con il 43.5 ed 44 il contrario. Tu cosa consiglieresti di fare? Lui mi ha detto che dovrebbe cedere un pò...Grazie

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    1. Ciao Matteo. Le scarpe SIDI, normalmente, occorre sceglierle con un mezzo numero in più: es. 42,5, invece di 42. Nel caso delle Sidi Wire, molto fasciate sul collo, occorre fare molta attenzione sulla scelta della misura; ti consiglio di prenderla più comoda possibile, magari sfruttando anche la mezza misura in più. La tomaia delle scarpe cede con l'uso, ma solo con il tempo, non è una cosa immediata, per cui le scarpe devono essere subito comode, considerato che i piedi sono il punto di contatto con la bicicletta e su di essi si scarica tutta la forza; i piedi devono stare comodi. Ovviamente indossandole non devi sentire molto spazio con la punta delle scarpe, altrimenti rischi di rovinarti i piedi. Saluti ciclistici

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    2. In effetti il collo mi crea qualche fastidio. Il problema è che salendo di misura il piede non è fasciato a modo se non stringendo veramente troppo..tu le utilizzi ancora? Conosci altre calzature?? Io che mi fasci bene ho provato solo quelle con i lacci?? Graziee

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    3. Matteo hai il mio stesso piede! Anch'io ho avuto la stessa esperienza con le Wire. Ti consiglio le Bontragee XXX, leggi il test sul blog; se hai il numero 42 ti consiglio di non farti sfuggire l'affare sul mercatino delle occasioni del blog. Saluti ciclistici

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