martedì 27 novembre 2012

La bicicletta è femmina.


venerdì 23 novembre 2012

A proposito di quello che penso del giornalista sportivo televisivo.

Quando va in onda entra nella passione della gente e ne racconta il sogno: la vittoria. E per questo diventa un messaggero di gioia in ogni parte del mondo. ( tratto da uno scambio di opinioni con la giornalista RAI, Alessandra De Stefano).

martedì 20 novembre 2012

POINT ZIPP

C'è davvero tutto. Del resto che punto vendita autorizzato sarebbe. Dai manubri, ai nastri, dalle ruote, ai tubolari ( prodotti dalla Vittoria), persino l'abbigliamento Zipp, realizzato dalla Castelli. Il mondo Zipp è variegato e di qualità assoluta e l'ho scoperto da Falasca Cicli. Ho visto anche le nuove Zipp 202 Firecrest per copertoncino. Presto avrò modo di parlarne. 







Test Bike: sotto i riflettori le nuove top di gamma Argon 18, gamma 2013.

Trovare un prodotto performante ed esclusivo ad un prezzo importante è cosa scontata, anzi dovuta. Ci mancherebbe. Ma la sfida era trovare un prodotto top di gamma ad prezzo di media gamma. E ci sono riuscito, direi definitivamente. Come già anticipato, l'anno scorso, con il modello Argon 18 Gallium Pro 2012, che ebbi modo di descrivere, in questi giorni ho RI-scoperto e riconfermato la bontà dei prodotti Argon 18. Ho preso visione delle nuove top di gamma 2013 della Argon 18, dal rivenditore autorizzato Falasca Cicli. Più precisamente, il nuovo Argon 18 Gallium Pro, modello strada e l'Argon 18 E 118, modello crono. Francamente sono rimasto colpito dalla qualità della verniciatura e dalle tubazioni. Ma sono i progetti complessivi di questi telai ad avermi favorevolmente impressionato, per un rapporto qualità prezzo, che ad oggi non mi era capitato di vedere. Pensavo che questi modelli costassero di più. In buona sostanza, un prodotto da scoprire e valorizzare. Andatelo a vedere, merita. Cliccate sui link per i particolari. Altro non posso dirvi perchè il distributore del marchio in Italia, Beltrami, ancora non si è organizzato con un test bike itinerante. Per fortuna la qualità ictu oculi  c'è e luccica. Un ottimo segno. 

ARGON 18 GALLIUM PRO
 Ecco i particolari:
http://pedalareversoilcielo.blogspot.it/2012/05/test-bike-argon-18-gallium-pro.html

ARGON 18 E 118
Ecco i particolari:


Il link del sito ufficiale della Argon 18

venerdì 16 novembre 2012

"Coppi e il diavolo" di Gianni Brera.

E' un libro da collezionare, scritto dal grande e compianto Gianni Brera, un icona del giornalismo sportivo. Brera intervistò il Campionissimo e scrisse le pagine straordinarie di questo libro, una preghiera laica per l'anima di Coppi. Un Coppi spiegato alla stregua di un arcano, come solo un "stregone" sa fare, viaggiando nel tempo e rendendo immortale le sofferenze di una divinità dello sport, fattosi uomo. Il volo del suo "Airone", come Brera chiamò Coppi, è stato raccontato mirabilmente, fino al momento della morte incredibile e prematura. Brera interpretò la scomparsa come un segno del destino: " gli eroi autentici vanno sempre rapiti in cielo" non possono vivere tra gli uomini comuni; non li meritiamo.
Voglio credere che Coppi, pedali nel cielo; e qualche volta, ritorni sulle strade del mondo. Devo attendere di incontrarlo, quando mi passerà accanto, fino a scomparire nel punto più lontano, nel silenzio dell'immortalità.
La mia recensione del libro:
Un dono del principe del giornalismo. Parole incastonate come diamanti, su una pergamena ingiallita dal tempo, indimenticabili. Emozioni suggellate in gemme di vita autentica. Una lirica struggente. Una melodia infinita, intrisa di emozioni che portano fino al traguardo finale. La preghiera laica per l'anima del Campionissimo, senza pace, errante, desolata, generosa. Un racconto personale, scritto sulla strada delle vittorie. Una triste e meravigliosa storia; un inno alla sofferenza, la litania di un campione senza età, senza paura, con il dolore nel cuore, che esorcizza danzando sui pedali; sazio di una gloria,  nelle pagine del libro, sopravvive alla notte e fulge nell'eterno. Il suo credo era sopravvivere al dolore della gloria. Due ruote con le ali, quelle dell'Airone; volano oltre il tempo, lacerano il buio della morte. Una preghiera intona una supplica per un uomo solo al comando. Oltre il traguardo. Oltre la vita. Un angelo ritornato in paradiso". 
Stelvio, anno 2010, Cima Coppi, monumento celebrativo.
Agosto 2016. Aggiornamento post.
Lo spirito del Campionissimo pedala sull'Izoard.

Agosto 2016. Casse Deserte ( Izoard). Visita alla stele di Fausto Coppi e Bobet 

martedì 13 novembre 2012

Il Tour de France del Centenario: la 18^ tappa dell'Alpe d'Huez. Amarcord sulle strade del Tour.




la strada che porta verso il Col du Sarenne





La 18^ tappa dell'Alpe d'Huez targata Tour de France 100 si preannuncia spettacolare e devastante. La parte finale sarà gareggiata sul circuito epico dell'Alpe d'Huez-Col de Sarenne. Per due volte i corridori dovranno affrontare i leggendari 21 tornanti dell'Alpe d'Huez, intervallati dalle pendenze dure del Col de  Sarenne. Pendenze medie che fanno male e migliaia di persone lungo il percorso: una tappa da brivido. Prossimamente posterò le foto del Col de Sarenne che ho percorso dopo l'Alpe d'Huez. Un paesaggio meraviglioso, un percorso molto duro.

martedì 6 novembre 2012

200.000 visite: GRAZIE A TUTTI

200.000 visite !!!!!!!! Senza parole. Ringrazio tutti i lettori del Blog Pedalareversoilcielo. Grazie di cuore. Dedico questo successo a tutti voi ed in particolare ad un caro amico che in questi giorni ha perso il posto del lavoro a causa della crisi economica. Sono vicino a lui, come a tutte le persone che in questo periodo stanno vivendo momenti difficili. Spero che il  blog possa tirarli su di morale. Forza ragazzi, torneranno tempi migliori. Ma bisogna resistere. E non perdete la voglia di pedalare, perchè nonostante tutto, la bicicletta aiuta a vivere meglio. Vi posto una foto dello Stelvio che ho scattato qualche anno fa. Il ciclismo è la metafora della vita: dopo una lunga e difficile salita, inizia la discesa. Non dobbiamo mollare mai. 

Uno sguardo mentre salivo sullo Stelvio.

sabato 3 novembre 2012

Pausa pranzo con l'americana: come è "ridotto" un non pensionato che vuole pedalare.

Il pensionato è colui che meglio di chiunque altro ciclista, può permettersi di pedalare quando vuole. Ma i tempi sono cambiati, in peggio; e così oggi non si può attendere di andare in pensione per pedalare. Le casse previdenziali private e quelle pubbliche sono diventate delle società a scopo di lucro  e come tale pensano solo ai bilanci. In buona sostanza il meccanismo scandaloso imposto dalla comunità europea è quello che bisogna pagare di più per andare in pensione più tardi, con la speranza, la loro, che il decesso prima di avere maturato l'età pensionabile, faccia lucrare il doppio. E allora bisogna arrangiarsi. Si pedala, almeno quando si può farlo, alla pausa pranzo e se non piove nel week end. Si mangia di meno e si pedala di più. Alla faccia della comunità europea e delle casse previdenziali. Queste foto le ho scattate durante una mia recente pausa pranzo.
















venerdì 2 novembre 2012

Biadesivo Tufo. Pesi ed esperienze.

Riporto brevemente la mia esperienza con il biadesivo e il mastice comunemente detto "carogna". All'inizio ho "sacrificato" un paio di ruote alla carogna. A parte che il lavoro non viene mai completamente pulito, perchè il residuo sia pure in piccolissime parti,si appiccica anche sulla parte esterna del cerchio, ma la cosa inaccettabile e l'impiastro che si indurisce all'interno della gola del cerchio; una cosa che con il tempo costituisce un pericolo per la tenuta del tubolare perchè a causa delle successive applicazioni finisce per produrre uno strato destinato a crescere. Ho letto di qualche "genio" della carogna che sostiene di essere riuscito a toglierlo con l'uso di solventi o addirittura di utensili. Niente di più sbagliato, ammesso che sia vero, quello che scrivono e non lo facciano per sentito dire, tanto per scrivere qualcosa o per dare un senso alla loro vita di ciclista con presunta propensione alla manodopera fai da te. Ho provato a rimuoverla la carogna indurita nella gola del cerchio e posso dire, oltre ogni ragionevole dubbio e senza la possibilità di essere smentito, che non è possibile toglierla completamente, e la gola del cerchio rimane per sempre sporca. Ho usato solventi e un utensile di plastica, visto che lime o utensili duri possono scalfire la fibra di carbonio con conseguenze nefaste. A quel punto decisi di abbandonare la carogna al suo triste destino, appunto di carogna, e sono passato felicemente al biadesivo Tufo, unitamente ai tubolari Tufo e non sono ritornato più indietro. Con il biadesivo il lavoro è semplice, pulito e sicuro. Nessun problema di affidabilità. Testato nelle lunghe discese alpine e del Ghisallo. Nessun problema. Chi  potrebbe sostenere il contrario direbbe il falso oppure non lo avrà saputo applicare, ma è difficile sbagliare perchè è semplice attaccarlo, come un comune scotch, ed eventualmente si tratterebbe di apprendisti del fai da te, pericolosissimi per se e gli altri. Il biadesivo a differenza della carogna non si secca mantiene la presa uniformemente e quindi non fa muovere la valvola, in pratica incolla completamente e permanentemente il tubolare. Al momento del cambio del tubolare usurato o nel caso di necessità, lo si taglia con una forbicina o con un taglierino, per chi non vuole applicare una forza e poi si rimuove la pellicola del biadesivo rimasta applicata nella gola del cerchio. Basta poco e viene via  il nastro e la rimozione è totale, senza alcun residuo. La gola del cerchio rimane come nuova. Qualche residuo della colla può essere rimosso con una pezza imbevuta con l'acetone. Il biadesivo Tufo l'ho usato solo con tubolari Tufo, ma considerato che Vecchia lo sta usato con tubolari di una marca diversa, non dovrebbero esserci controindicazioni ad usarlo con altri tubolari. Per completezza dell'informazione, la Tufo consiglia di usare il biadesivo solo con i suoi tubolari. Consiglio di mantenere il tubolare ad una pressione di 8 atm, quando non si usa la bicicletta. Ciò è necessario per mantenere in  aderenza il tubolare sul biadesivo. Cosa consigliata del resto anche a chi usa il mastice. Ci sono delle invenzioni che cambiano la vita. Il biadesivo Tufo è una di queste invenzioni. A questa mia esperienza voglio aggiungere quella di un mio amico di pedale......
Parere di VECCHIA. Biadesivo o mastice ? Questa e' la domanda che da qualche anno si sente fare tra gli utilizzatori di tubolari . Quel che e' certo e' che sempre più ciclisti si stanno orientando verso il biadesivo per svariati motivi tipo facilita' e precisione di montaggio del tubolare, tenuta alle alte temperature e maggior pulizia del cerchio . Personalmente dopo qualche anno di mastice sono passato definitivamente al biadesivo e fino ad oggi ho avuto solo che riscontri positivi . Intanto vi posso assicurare che il biadesivo tiene nettamente di piu' del mastice e la riprova l'ho avuta con zero valvole piegate alla fine delle lunghe discese che si fanno nella stagione estiva e posso assicurare che col mastice ogni volta che affrontavo una discesa ero in apprensione . Il problema della valvola che si piegava con il surriscaldamento del cerchio era ormai diventato insopportabile e con il biadesivo io e i miei amici abbiamo risolto , in due stagioni zero valvole piegate . Mi direte voi e se lo devi cambiare per strada ? Preso fatto , mi porto in tasca un piccolo taglierino e se foro taglio il tubolare e lo strappo via dal cerchio , con la colla rimasta ne ho abbastanza per tornare a casa col tubolare di scorta . Altro aspetto importante e' il montaggio , da quando uso il nastro non lo faccio piu' fare al meccanico ma lo eseguo personalmente . Pulisco il cerchio con acqua raggia inodore , applico il nastro e in tutta tranquillita' monto e centro il tubolare (al prossimo cambio gomme vi faro' delle foto) . Unico svantaggio rispetto al mastice sono una quindicina scarsa di grammi in piu' per ruota dal momento che il biadesivo senza imballo pesa circa 20-25 g per ruota e il mastice incide per 10 g circa , comunque penso che questo dazio si possa anche pagare senza problemi !!!





PESO DEL NASTRO biadesivo TOLTO DALLA RUOTA DOPO L'USO, quindi peso reale ed effettivo.
Luca Falasca di Falasca cicli monta il nastro biadesivo Tufo.

Il foro della valvola deve essere avvicinato in modo uniforme da entrambe i lati del nastro






le differenze tra il montaggio eseguito con biadesivo


...e quello montato con il vetusto mastice altrimenti detto carogna......



giovedì 1 novembre 2012

Test bike ( molto osservato): SIDI WIRE Carbon Vernice.


Avvertenze. Come è prassi, recensisco per "sentito dire", o senza prima provare il prodotto e il produttore non mi suggerisce quello che devo scrivere, anzi. Faccio test veri, scritti solo dalla strada, pedalo e non presumo. Quello che dicono gli altri e i professionisti non mi importa;  a me non mi pagano e quindi scrivo solo quello che testo. Pertanto, quello che troverete scritto qui, come negli altri miei test, è frutto non solo della mia esperienza diretta del prodotto, ma è libera manifestazione del pensiero. 

Tecnologie applicate: Soft Instep 3 System: cinturino morbido ed anatomico posizionato sul collo del piede, accoppiato con un materiale morbido termofonato. Distribuisce la pressione in modo omogeneo sul collo del piede; si regola su entrambe i lati con il vantaggio di avere una posizione perfettamente centrata. Si adatta a tutte le conformazioni del piede. Nonostante che abbia piedi con un "collo" alto, devo dire che non ho avvertito alcuna pressione. Il sistema elimina la necessità di usare un distanziale. E' sostituibile. Tecno - 3 System invece permette di chiudere la scarpa in tutta la sua lunghezza. Adjustable Heel Retention Device già presente nella Ergo 3 è stato migliorato ed alleggerito, mediante un rinforzamento dello spoiler; può essere regolato mediante due viti laterali che lavorano indipendentemente l'una dall'altra, in modo da regolare perfettamente la chiusura della parte posteriore ed evitare la scalzata durante gli sforzi di pedalata. Suola Vent Carbon utilizzata anche nella Ergo 3, la quale secondo la Sidi, è stata alleggerita di peso grazie ad un tacco ultra leggero e ad una presa d'aria integrata e sostituibile. I vantaggi della suola in carbonio con trama intrecciata, sono rigidità, leggerezza e maggiore trasferimento di potenza. Ha una doppia presa d'aria per una più efficace ventilazione e dispersione del calore, creata nella suola di carbonio, che può essere aperta o rimanere chiusa con una chiavetta fornita in dotazione.  La tomaia è realizzata in materiale sintetico con finitura lucida in modo da consentire allo sporco di scivolare via. Sul tallone sono posti dei piccoli catarifrangenti. Tutte le componenti della scarpa sono sostituibili after market.
Senza la prescrizione medica di uno specialista, non consiglio l'uso di plantari e l'aggiunta di spessori sotto le tacchette. Ogni modifica alla scarpa e alle tacchette non deve essere causale, ma deve essere motivato da patologie diagnosticate da un ortopedico. La scarpa è il punto di contatto con la bicicletta più delicato. Non sottovalutatelo. Faccio un esempio per essere chiari. Nel caso di eterometria, cioè di una gamba più lunga dell'altra, lo spessore sotto la tacchetta della scarpa non risolve il problema, anzi. Solo un ortopedico  può  intervenire e risolverlo, manipolando le articolazioni oppure eseguendo un intervento chirurgico. Talune volte l'ortopedico può consigliare l'utilizzo del plantare, che verrà realizzato da un tecnico, sotto le sue precise indicazioni.

Breve Storia della scarpa per ciclismo SIDI. Nel 1966 Dino Signori inventò un sistema con vite per regolare la chiusura degli scarponi da sci. Nel 1988 egli realizzò il sistema di chiusura mediante un cavo in nylon regolato da una leva a rotore e brevettò anche il sistema di chiusura sul tallone e sul collo del piede. Nel 1993 egli brevettò il Micro Look System. Nel 1999 invece il Tecno II System. Il nuovo sistema Tecno 3 è l'ultima generazione della chiusura con cavo. Il sistema di chiusura a cavo è stato brevettato solo in Italia e dopo 20 anni è scaduto. Ora tale sistema è stato sviluppato dagli altri produttori. Una piccola curiosità: WIRE significa in inglese, allacciare. Insomma è il caso di dire che il nome è tutto un programma.

Test.
Premetto che il test della scarpa risente della conformazione del piede, che è diversa per ognuno; quindi non tutti indossando la stessa scarpa, possono dare il medesimo responso.
La WIRE fascia il piede in modo diverso rispetto alle Ergo 3 Carbon, ad oggi, la scarpa più comoda che abbia provato. Devo dire che rispetto a quest'ultime, con le Wire, per il mio piede, il confort è diminuito, soprattutto sulle lunghe distanze. La Wire stringe di più sul collo del piede, anche con 1/2 numero in più. Quindi, come è giusto fare, provatele prima di acquistarle; ogni piede ha una sua conformazione. Con  la Suola Vent Carbon delle Ergo 3 di non avvertire formicolii o pressioni notevoli sotto la pianta del piede, avvertendo un grado minimo di flessione controllata in punta. Diversamente da quello che mi accade con la Wire, quando supero le 5 ore in sella. Il mio piede è sensibile e magro, le vene essendo definito, sono in rilievo e quindi ho bisogno di una scarpa che fasci il piede con meno pressione, come la Ergo 3. Con le Wire Consiglio di usare calzini con il tessuto soffice e spesso, in modo da ammortizzare la particolare pressione dell'allacciatura. Il funzionamento dei due rotori è diverso rispetto a quello singolo delle Ergo 3: ora bisogna spingere dei piccoli tasti, posti su ambo i lati, per poterli ruotare. Il filo del rotore posto sulla parte alta della scarpa, una volta allentato completamente, apre automaticamente la scarpa. Sulla bilancia la Wire fa rilevare un peso di 284 e 286, rispettivamente, sinistra (con cartellini) e destra (senza cartellini), a cui vanno aggiunti 18 grammi dei sottopiedi Sidi Comfort-Fit, dotati di fori per la ventilazione.Ho verificato che le scarpe tendono ad allentarsi durante la pedalata. Oggi mi è capitato di constatarlo per la seconda volta; il problema si risolve aumentando, ma non troppo, la tensione dell'allacciatura girando il rotore. Con le Sidi Ergo 3 carbon stesso problema; comunque è facilmente risolvibile appunto agendo sul rotore, in corsa. In caso di montaggio dei pedali Time deve essere avvitata la vite memory position Look; non avvitandola si provoca un gioco del nottolino e il conseguente rumore. Le linguette dei rotori, quelle che in pratica si usano per stringere le scarpe, girando la corda di tensione, una volta abbassate, tendono a muoversi. Un difetto della scarpa, considerato che la SIDI ha risolto questo problema, utilizzando nella nuova versione della WIRE (2015), rotori nuovi, senza questa linguetta.
Saluti ciclistici.

I pesi rilevati sulla bilancia digitale sono senza i sottopiedi



Uno scorcio del POINT SIDI di FALASCA CICLI







peso della Ergo 3 misura 42,5 con cartellini  e sottopiede
Indossate durante il test bike LW Urgestalt


Indossate sul Monte Grappa....cima Grappa: arrivo in volata.